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Vincenzo Cordova Savini

poeta e politico italiano
Nota disambigua.svg Disambiguazione – "Vincenzo Cordova" rimanda qui. Se stai cercando l'omonimo poeta, vedi Vincenzo Cordova (poeta).
Vincenzo Cordova Savini

Senatore del Regno d'Italia
Legislature XVI
Collegio Giarre
Sito istituzionale

Deputato del Regno d'Italia
Legislature XI, XII, XIII, XIV, XV
Gruppo
parlamentare
Sinistra
Coalizione Giarre
Sito istituzionale

Dati generali
Titolo di studio Laurea in Lettere
Professione possidente

Vincenzo Cordova Savini (Aidone, 30 novembre 1819Aidone, 9 maggio 1897) è stato un politico italiano. Fu senatore del Regno d'Italia nella XVI legislatura. Nipote di Filippo Cordova.

Indice

BiografiaModifica

Nel corso dei moti del 1848 che sconvolsero la Sicilia nella lotta per la libertà e l’indipendenza, il 28 gennaio fu chiamato dal Comitato generale di pubblica difesa e sicurezza di Sicilia - un comitato insurrezionale di Ruggero Settimo (presidente), Mariano Stabile (segretario generale)[1] e lo zio Filippo Cordova (fra i vertici del gruppo centrale)[2] - in qualità di vicepresidente della Commissione di reclutamento della Guardia Nazionale ad Aidone[3].

Nel 1860, spronato da Giuseppe La Farina e da Salvatore Chindemi a partecipare alle lotte unitarie, fu invitato da Rosolino Pilo a scrivere un rapporto sulle forze regie esistenti all'interno dell'Isola per favorire l'ingresso di Garibaldi[4].

Fu consigliere di Prefettura a Catania (1861); sottoprefetto ad Acireale (1862, 1870) e a Pallanza.

Fu eletto cinque volte consecutive deputato (1870-86) al Parlamento italiano nel collegio di Giarre; membro della Commissione permanente l'esame dei conti amministrativi e lo Stato; senatore dal 1889.

Nel 1883 sposò la baronessa Anna Sielis in Brema di Germania. Muore il 9 maggio 1897 in Villa Val di Gazena, presso Aidone (Caltanissetta).

CuriositàModifica

In una lettera a Stanislao Cannizzaro del 1869, Cordova chiese un attestato per poter ottenere la « fascetta del 1849 »[5]. In un'altra lettera sostiene che Cavouravesse scelto lo zio Filippo ), in un primo momento, come accompagnatore al Congresso di Parigi del 1856, dove si stabilirono gli effetti politici della guerra di Crimea, ma poi preferì essere accompagnato da Costantino Nigra[6].

OnorificenzeModifica

ScrittiModifica

  • Gli ultimi conati del borbonismo e mazzinismo in Sicilia, Italia, 1860 (senza firma)
  • Discorso funebre in morte di Camillo Benso conte di Cavour: letto il 6 luglio 1861, Catania, Crescenzio Galatola, 1861
  • Le vere tradizioni e i veri interessi della Francia dei Napoleonidi. Riflessioni, Catania, Tip. di Crescenzio Galatola, 1863
  • La reazione di settembre 1866 ed il bisogno di una chiesa nazionale, Catania, tip. L. Rizzo, 1867 (senza firma)
  • Proposta al Consiglio provinciale di Caltanissetta del consigliere cav. Vincenzo Cordova, 1867
  • Il macino in Sicilia dal 1564 al 1842. Lettere del deputato V. Cordova, 1872[7]
  • Il voto della Camera elettica nella seduta del 21 marzo 1872 ed i Banchi di Napoli e Sicilia, 1872
  • Discorso del deputato Cordova pronunziato alla Camera dei Deputati nella tornata del 27 a 28 marzo 1873 sul progetto di legge proposto dalla Commissione d'inchiesta sulla tassa della macinazione dei cereali, 1873
  • Discorso del deputato Cordova pronunziato alla Camera dei Deputati nella discussione sui provvedimenti straordinari di pubblica sicurezza. Tornata dell'11 giugno 1875, 1875
  • Discorso del deputato Cordova pronunziato alla Camera dei Deputati nella tornata del 18 gennaio 1877 pei provvedimenti sopra gli abusi dei ministri dei culti nell'esercizio del loro ministero, 1877
  • Progetto di legge per la riforma della tassa manicinato proposto e svolto alla Camera legislativa dal deputato Cordova nella tornata del 5 aprile 1878, 1878
  • La Sicilia e l'unità italiana: lettera di V. Cordova ... al marchese Gioachino Pepoli senatore del Regno, Roma, tip. Eredi Botta, 1879
  • Delle famiglie nobili tuttora non estinte e delle città e terre che presero parte al Vespro Siciliano, Virzì (Tip.), 1882
  • Filippo Cordova: i discorsi parlamentari e gli scritti editi ed inediti preceduti dai ricordi della sua vita, voll.4/5, Roma, 1889-1893
  • Le origini della città di Aidone e il suo Statuto, Roma, 1890

NoteModifica

  1. ^ Harold Acton, Gli ultimi Borboni di Napoli (1825-1861), Milano, A. Martello, 1962
  2. ^ Raccolta di varie scritture pubblicate dal Comitato e dai più ardenti cittadini, in occasione della rivolta succeduta in Palermo dal giorno 12 gennaio 1848 in poi, Palermo, Dalla Stamperia Carini, 1848, p.99.
  3. ^ Giovanni Mulè Bertolo, La rivoluzione del 1848 e la provincia di Caltanissetta: cronaca, Caltanissetta, 1898, p.219.
  4. ^ Mulè Bertolo, cit., p.222.
  5. ^ Emilia Morelli, I fondi archivistici del Museo Centrale del Risorgimento. XXIV. - Le carte di Stanislao Cannizzaro, in "Rassegna storica del Risorgimento", Volume 46, S. Lapi, 1959, p.73 ss.
  6. ^ Gabriella Ciampi, I liberali moderati siciliani in esilio nel decennio di preparazione, Roma, Edizioni dell'Ateneo & Bizzarri, 1979, p.173, nota 108.
  7. ^ Raccolta di quattro lettere per il giornale "La Riforma".

BibliografiaModifica

  • Giovanni Mulè Bertolo, La rivoluzione del 1848 e la provincia di Caltanissetta: cronaca, Caltanissetta, Tip. dell'Ospizio prov. di beneficenza, 1898 (on-line)

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN6371815 · SBN IT\ICCU\PALV\005581 · LCCN (ENn85178189