Senato della Repubblica

ramo del Parlamento della Repubblica Italiana
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Senato della Repubblica
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Palazzo Madama - Roma.jpg
Palazzo Madama, sede del Senato della Repubblica
StatoItalia Italia
TipoCamera alta del Parlamento della Repubblica Italiana
Istituito1º gennaio 1948
PresidentePietro Grasso (LeU)
VicepresidentiLinda Lanzillotta (PD)
Rosa Maria Di Giorgi (PD)
Maurizio Gasparri (FI-PdL)
Roberto Calderoli (LN)
Senato della Repubblica - XVII legislatura (Italia).svg
Gruppi politiciMaggioranza (173)[1]

Opposizione (147)[4]

SedePalazzo Madama, Roma
IndirizzoPiazza Madama, 11
Sito webwww.senato.it
Senato del Regno d'Italia

Il Senato della Repubblica (spesso abbreviato semplicemente in Senato), nel sistema politico italiano, è una assemblea legislativa che – unitamente alla Camera dei deputati – costituisce il Parlamento italiano. I due rami del Parlamento (o Camere) si rapportano secondo un sistema bicamerale perfetto, cioè svolgono in pari grado le stesse funzioni, anche se separatamente.

La Costituzione Italiana prevede che il Senato della Repubblica sia eletto a base regionale, salvi i seggi assegnati alla circoscrizione Estero. Il numero dei senatori, eletti tra i cittadini italiani che abbiano compiuto i 40 anni d'età (capacità elettorale passiva), è di 315, 309 dei quali eletti nelle 20 regioni italiane, e 6 eletti nella circoscrizione Estero. Nessuna Regione può avere un numero di senatori inferiore a 7, eccetto il Molise che ne ha due e la Valle d'Aosta uno (art. 57). La carica di senatore è elettiva (la capacità elettorale attiva per il Senato è stabilita dal testo costituzionale a 25 anni) e termina con la fine della legislatura, la cui durata è di cinque anni, salvo scioglimento anticipato delle Camere da parte del Presidente della Repubblica, sentita l'opinione dei suoi Presidenti.

In aggiunta ai 315 Senatori eletti a suffragio universale, fanno parte del Senato anche alcuni senatori a vita e senatori di diritto e a vita, in numero variabile (attualmente cinque: quattro nominati e uno di diritto; l'art. 59 del testo costituzionale detta che diventi automaticamente Senatore a vita chi sia stato Presidente della Repubblica, salvo rinunzia).

Indice

Sede del SenatoModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Palazzo Madama (Roma).

Sede del Senato della Repubblica è Palazzo Madama, a Roma, dove si riunisce sin dalla sua nascita (1948). In precedenza la stessa sede ospitava, dal 1871 (poco dopo lo spostamento della capitale del Regno d'Italia a Roma), il Senato del Regno; sedi precedenti del Senato del Regno furono Palazzo Madama a Torino (1861-1865) e la Galleria degli Uffizi, nell'area ove sorgeva il Teatro Mediceo a Firenze (1865-1871).

Sistema di elezione del SenatoModifica

Secondo l'art. 57 della Costituzione, il Senato della Repubblica è eletto su base regionale; per l'art. 58 i senatori sono eletti a suffragio universale e diretto dagli elettori che hanno superato il venticinquesimo anno di età. Sono eleggibili a senatori gli elettori che hanno compiuto il quarantesimo anno.

Il sistema elettorale vigente in Senato è diverso dal sistema applicato alle elezioni della Camera dei Deputati.

L'attuale legge vigente per il Senato ha origine dalla sentenza della Corte Costituzionale del 4 dicembre 2013 che ha dichiarato la parziale illegittimità costituzionale delle norme della legge n. 270/2005, legge elettorale "Calderoli" (soprannominata Porcellum).

Il 16 gennaio 2014, con la pubblicazione della sentenza n. 1/2014[6], la Corte costituzionale ha annullato formalmente il premio di maggioranza, introducendo la possibilità per l'elettore di esprimere il voto di preferenza. La legge elettorale, di tipo proporzionale, risultante è rimasta in vigore per l'elezione di entrambe le camere fino alla sua sostituzione con l'Italicum a decorrere dal 1º luglio 2016, per quel che riguarda la Camera, e rimane tuttora in vigore per l'elezione del Senato.

La legge elettorale così risultante è stata soprannominata "Consultellum" dalla stampa ,[7][8][9] perché determinata dalla pronuncia della Consulta.

Nella sua stesura originale, la Costituzione prevedeva un numero variabile di senatori in base alla popolazione di ciascuna regione; in seguito il numero dei Senatori elettivi venne fissato a 315. Prevedeva inoltre che la durata della legislatura, a differenza della Camera, fosse di sei anni[10].

I seggi vengono divisi tra le regioni in base alla popolazione corrispondente risultante dall'ultimo censimento generale, prevedendo che alla Valle d'Aosta spetti 1 senatore, al Molise 2, e a ciascuna delle restanti regioni un numero non inferiore a 7. Per la Circoscrizione Estero (nella quale sono iscritti i cittadini residenti all'estero) sono riservati 6 seggi.

La prima legge elettorale del dopoguerra, come per la Camera dei deputati, prevedeva una ripartizione dei seggi entro ciascuna regione in senso proporzionale.

Senatori a vitaModifica

 
Rappresentazione di una seduta del Senato romano: Cicerone denuncia Catilina, affresco del XIX secolo di Cesare Maccari
 Lo stesso argomento in dettaglio: senatore a vita (diritto italiano).
  • Diventano "senatori di diritto e a vita", per il primo comma dell'art. 59 della Costituzione, tutti i presidenti della Repubblica Italiana, una volta terminato il proprio mandato, salvo possibile rinuncia.
  • Il presidente della Repubblica, per il secondo comma dell'articolo medesimo, può nominare "senatore a vita" cinque cittadini che hanno reso lustro alla nazione per altissimi meriti nei campi sociale, scientifico, artistico e letterario. Secondo l'interpretazione attuale, queste personalità non possono superare il numero di cinque seggi al Senato. Tuttavia, tra il 1984 e il 1991, due presidenti (Pertini e Cossiga) hanno interpretato in modo tale da poterne nominare fino a cinque per presidente, indipendentemente dal numero totale dei seggi. Tutti i loro successori, da Scalfaro in poi, hanno seguito l'interpretazione restrittiva iniziale.

Organi parlamentariModifica

Presidente del Senato della RepubblicaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Presidente del Senato della Repubblica.

Quella di Presidente del Senato è la seconda carica della Repubblica Italiana (per rilievo istituzionale, seconda solo a quella del Presidente della Repubblica e insieme a quella del Presidente della Camera).

Rappresentante del Senato, il presidente adempie al compito di regolare il dibattito nell'aula senatoria attraverso l'applicazione del regolamento e delle norme costituzionali e a quello principale di assolvere al corretto funzionamento dell'aula regolandone l'attività di tutti i suoi organi.

Il Presidente del Senato esercita anche le funzioni di presidente supplente in sostituzione del Capo dello Stato in ogni caso in cui questi non possa svolgerle, in base all'art. 86 della Costituzione.

Per la XVII legislatura, il ruolo di presidente del Senato è ricoperto da Pietro Grasso, eletto il 16 marzo 2013 al quarto scrutinio con 137 voti su 313.

Elezione del Presidente del SenatoModifica

All'apertura di una nuova legislatura il presidente provvisorio del Senato è il senatore più anziano. In fase di elezione del nuovo presidente i sei senatori più giovani fungono da segretari.

L'elezione del presidente del Senato comporta al massimo quattro votazioni a scrutinio segreto da effettuarsi in due giorni differenti.

Nelle prime due votazioni, per essere eletti, è necessario raggiungere il quorum della maggioranza assoluta dei componenti del Senato (315 senatori più quelli a vita). Nello scrutinio seguente, che viene effettuato il giorno successivo le prime due votazioni, è necessario raggiungere la maggioranza dei voti dei presenti conteggiando anche le schede bianche. Nel caso non si sia ancora riusciti a eleggere un presidente si procede alla quarta, ed ultima votazione che consiste in un ballottaggio tra i due candidati che precedentemente avevano ottenuto più voti. Viene eletto chi riceve la maggioranza relativa dei voti; in caso di parità tra i due è eletto il più anziano.

Il Consiglio di presidenzaModifica

Nella seduta successiva a quella dedicata all’elezione del Presidente, l’Assemblea procede all’elezione del Consiglio di Presidenza che costituisce il vertice amministrativo del Senato della Repubblica.

Esso è presieduta dal Presidente del Senato, ed è composto da:

  • 4 vicepresidenti
  • 3 questori
  • 8 segretari
  • 1 segretario generale (senza diritto di voto)

La composizione è fatta in modo di garantire la presenza di tutti i Gruppi parlamentari, compreso il Gruppo misto, ed il rispetto dell'equilibrio tra maggioranza ed opposizione.

Il Consiglio di Presidenza, si avvale normalmente dell'attività istruttoria e propositiva del Collegio dei Questori, approva il progetto di bilancio del Senato, le variazioni degli stanziamenti ed il conto consuntivo; approva il Regolamento dell'Archivio storico e della Biblioteca; delibera le sanzioni nei confronti dei Senatori; nomina il Segretario generale ed i vice Segretari generali, su proposta del Presidente; vara i Regolamenti interni ed adotta i provvedimenti relativi al personale nei casi previsti; esamina tutte le questioni che gli siano sottoposte dal Presidente.

Il Consiglio di Presidenza rimane in carica per l'intera legislatura fino alla prima riunione della successiva legislatura.

VicepresidentiModifica

I quattro Vice Presidenti sostituiscono a rotazione il Presidente nella direzione dei dibattiti e nelle mansioni di rappresentanza del Senato nelle cerimonie pubbliche.

Collegio dei questoriModifica

I tre senatori Questori sovrintendono collegialmente al buon andamento dell'Amministrazione, al cerimoniale, al mantenimento dell'ordine, alla sicurezza delle sedi del Senato e al bilancio del Senato, secondo le disposizioni del presidente.

I tre senatori Questori, secondo le disposizioni del Presidente, alla sicurezza delle sedi del Senato, ai servizi del Senato ed al cerimoniale; predispongono il progetto di bilancio ed il conto consuntivo del Senato; provvedono, anche singolarmente nei casi previsti dai regolamenti interni dell'Amministrazione interna, alla gestione dei fondi a disposizione del Senato

Le materie attribuite alla competenza collegiale dei Questori sono discusse in sede di Collegio, una volta alla settimana di regola. Di ogni seduta viene redatto un verbale.

Il Collegio si avvale di una segreteria alla quale sovrintende il Segretario Generale coadiuvato da un consigliere parlamentare.

La segreteria del Collegio riceve le proposte di autorizzazione di spesa e gli altri atti che debbono essere sottoposti al Collegio, provvede anche a dare comunicazione delle delibere adottate ai servizi proponenti e al Servizio di ragioneria.

SegretariModifica

Gli otto senatori Segretari coadiuvano il Presidente nei lavori dell’Assemblea dando lettura dei testi legislativi e di altri documenti che debbano essere comunicati all’Aula, facendo l’appello nominale, verificando i risultati delle votazioni e curando la redazione del verbale delle sedute pubbliche. Il loro numero può essere aumentato nei casi previsti dal Regolamento interno[11].

Segretario generaleModifica

La figura del Segretario Generale, è prevista dall'art. 166 del Regolamento interno del Senato, ove si legge: "Gli uffici del Senato dipendono dal Segretario generale, che ne risponde al Presidente".

Su proposta del Presidente del Senato il Consiglio di presidenza nomina il Segretario generale, responsabile del segretariato generale dal quale dipendono l'amministrazione, gli uffici e i servizi del Senato[12].

Il Testo Unico delle norme regolamentari dell'Amministrazione ne precisa le funzioni: "Il Segretario Generale è il capo dell'Amministrazione; ne dirige l'attività e ne risponde al Presidente. Cura, secondo i principi di cui all'articolo 1, la realizzazione degli indirizzi stabiliti dai competenti organi del Senato ed emana le necessarie direttive". Inoltre, "sottopone alla firma del Presidente i decreti e tutti gli atti di competenza del Presidente stesso e vi appone, quando occorre, la propria firma; sovrintende alla conservazione degli atti e dei documenti del Senato. Riceve le proclamazioni, fatte dagli Uffici elettorali, dei Senatori eletti, coi documenti, le proteste ed i reclami relativi, nonché i documenti riguardanti la nomina dei Senatori non elettivi."

Il segretariato generale è organizzato nei seguenti uffici:

  • ufficio degli affari generali
  • ufficio per gli affari legali
  • ufficio stampa e Internet
  • ufficio organizzazione - Strategie dell'informatica
  • ufficio per la valutazione dell'azione amministrativa
  • ufficio per la prevenzione e la sicurezza sul lavoro
  • ufficio di segreteria del Collegio dei Senatori Questori.

L'attuale Segretario generale del Senato, in carica dal 9 febbraio 2011, è Elisabetta Serafin[13], prima donna a ricoprire tale incarico nella storia politica italiana[14].

Conferenza dei Presidenti dei gruppi parlamentariModifica

La Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, è presieduta dal presidente del Senato, con la presenza dei Vice Presidenti del Senato, ed è composta dai presidenti dei gruppi parlamentari. Il governo è sempre informato delle riunioni della Conferenza per farvi intervenire un proprio rappresentante (art. 53, comma 3, del Regolamento interno). Ad essa compete la programmazione dei lavori (art. 53, comma 1).

il Presidente del Senato sottopone alla Conferenza il programma e il calendario dei lavori dell'Assemblea. Questo reca il numero e la data delle singole sedute, con l'indicazione degli argomenti da trattare (art. 55, comma 2).

Per l'organizzazione della discussione degli argomenti iscritti nel calendario, la Conferenza può determinare il tempo complessivo da riservare a ciascun Gruppo e stabilire la data per la votazione finale (art. 55, comma 5).

Gruppi parlamentariModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Composizione del Senato della Repubblica e senatori della XVII legislatura della Repubblica Italiana.

I senatori si organizzano in gruppi parlamentari a seconda dello schieramento politico di appartenenza. È previsto un gruppo misto per quei senatori le cui formazioni non raggiungono la consistenza di almeno 14 membri, e i senatori non iscritti ad alcuna componente. Tuttavia il Consiglio di presidenza può autorizzare la costituzione di gruppi con meno di 14 iscritti, purché rappresentino un partito o un movimento organizzato nel paese che abbia presentato, con il medesimo contrassegno, in almeno 15 regioni, proprie liste di candidati alle elezioni per il Senato ed abbia ottenuto eletti in almeno tre regioni, e purché ai gruppi stessi aderiscano almeno 5 senatori (anche se eletti con diversi contrassegni).

AssembleaModifica

L'Assemblea è costituita da tutti i senatori riuniti in seduta a Palazzo Madama, che organizzano il proprio lavoro secondo un calendario costituito da ordini del giorno.

Commissioni parlamentariModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Commissione parlamentare.

La commissione parlamentare è un organo collegiale costiutito dai senatori previsto dall'articolo 72 della Costituzione, al quale vengono assegnati i disegni di legge prima che essi vengano discussi in sede parlamentare.

Attualmente (XVII Legislatura) operano le seguenti commissioni permanenti:

le seguenti commissioni speciali:

le seguenti commissioni di inchiesta monocamerali:

Commissioni bicameraliModifica

Le Commissioni bicamerali sono commissioni parlamentari previste dalla legge e composte colleggialmente da Senatori e da Deputati, nel rispetto del principio di proporzionalità; se previsto dalla legge, vi deve essere assicurata anche la rappresentanza di tutti i gruppi parlamentari. Vengono costituite solo quando sia necessario discutere un preciso tema di rilevante importanza.[15]

Si possono distinguere in:

Commissioni direttamente previste dalla Costituzione o da leggi costituzionali

Commissioni d'indirizzo, vigilanza e controllo.

Commissioni consultive, istituite con legge per l’esame di specifici atti del Governo

GiunteModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Giunta parlamentare.

A differenza delle commissioni parlamentari le giunte non svolgono attività legislativa né attività di indirizzo e controllo sul Governo, esse svolgono la funzione di consulenza tecnico-giuridica. I componenti delle giunte sono nominati dai Presidente del Senato. Il criterio con cui vengono scelti i componenti non è quello della proporzionalità rispetto ai gruppi parlamentari, ma della rappresentatività, oltre che quello della competenza. Esse ricoprono un fondamentale ruolo di garanzia istituzionale.[16]

Esistono tre giunte:

  • Giunta per il Regolamento Composta da 14 senatori più il Presidente del Senato, svolge la funzione di consulenza, specialmente riguardo ad eventuali modifiche del regolamento, o circa eventuali interpretazioni da seguire.
  • Giunta per le elezioni e le immunità parlamentare Formata da 23 senatori, essa si occupa di valutare la legittimità della richiesta di arresto, o altra limitazione della libertà personale dei senatori (perquisizione personale, o domiciliare, o ispezione, etc.), e di verificare la regolarità della elezione di ogni senatore, sia per quanto riguarda i voti ottenuti dal candidato, che in merito ad eventuali motivi di ineleggibilità o incompatibilità con il mandato senatoriale.
    • Giunta provvisoria per la verifica dei poteri Convocata appositamente dal Presidente del Senato è costituita da 7 dei Senatori, membri della Giunta delle elezioni del Senato della precedente legislatura presenti alla prima seduta della nuova legislatura, chiamati a proclamare eletti i senatori candidati che subentrano agli optanti per la Camera dei deputati o ai senatori dimissionari o decaduti.[11]
  • Commissione per la biblioteca e per l'archivio storico* Il suo compito è quello di curare l'archivio e la Biblioteca del Senato, dedicata a Giovanni Spadolini.

Organismi interni di garanziaModifica

Proposte di modifica della composizione e delle funzioni del SenatoModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Bicameralismo perfetto.

Nel 2014 fu avviato l'iter di revisione costituzionale del governo Renzi, che prevedeva una modifica all'attuale bicameralismo paritario sui poteri del Senato[17], sulle modalità di elezione riducendo i membri a 100, sulla riduzione a sette anni della carica a senatore a persone nominate dal Presidente della Repubblica (eccetto che per gli ex presidenti della Repubblica). Tuttavia la proposta di riforma fu bocciata nel referendum del 4 dicembre 2016.

NoteModifica

  1. ^ Composizione aggiornata al 17 ottobre 2017 (dati rilevati dal sito del Senato)., su senato.it.
  2. ^ Rispettivamente le componenti "Liguria Civica", "Movimento la Puglia in Più", "Campo Progressista - Sardegna", "Italia dei Valori", "UDC", 3 senatori di GAL e 6 senatori non iscritti ad alcuna componente.
  3. ^ Il Presidente Grasso per prassi non vota.
  4. ^ Aggiornato al 17 ottobre 2017.
  5. ^ Rispettivamente le componenti "Sinistra Italiana - Sinistra Ecologia Libertà", "Fare!", "Insieme per l'Italia", "Movimento X" e "Fratelli d'Italia" e "Federazione dei Verdi".
  6. ^ Sentenza n. 1 del 2014 della Corte costituzionale, giudizio di legittimità costituzionale in via incidentale., su cortecostituzionale.it.
  7. ^ La Consulta: «Il Porcellum è incostituzionale», in Corriere della Sera, 4 dicembre 2013. URL consultato il 4 dicembre 2013 (archiviato il 4 dicembre 2013).
  8. ^ La Corte Costituzionale boccia il 'Porcellum'. Illegittimi premio di maggioranza e liste, in ANSA, 4 dicembre 2013. URL consultato il 4 dicembre 2013 (archiviato il 6 dicembre 2013).
  9. ^ Angelo Mina, Legge elettorale: bocciato Porcellum, rinasce proporzionale (per ora), in ASCA, 4 dicembre 2013. URL consultato il 4 dicembre 2013 (archiviato il 4 dicembre 2013).
  10. ^ L.Cost. del 9 febbraio 1963 concernenente modifiche agli articoli 56, 57 e 60 della Costituzione, su it.wikisource.org.
  11. ^ a b Regolamento interno del Senato della repuublica Italiana (PDF), su senato.it.
  12. ^ Segretariato Generale del Senato della Repubblica, su senato.it.
  13. ^ Comunicato stampa del Senato del 10 febbraio 2011 sulla nomina di Elisabetta Serafin a segretario generale del Senato, su senato.it.
  14. ^ Elisabetta Serafin nominata segretario generale del Senato, in Adnkronos, 9 febbraio 2011.
  15. ^ Sito della Camera dei Deputati, su leg16.camera.it.
  16. ^ Giocali Nacci Paolo, Il Parlamento giudice, in Giustizia e Costituzione, 1973 fasc. 1-2, pp. 103 - 107.
  17. ^ E. Rossi, Procedimento legislativo e ruolo del Senato nella proposta di revisione della Costituzione, in Le Regioni, n. 1/2015, pp. 203 ss.

BibliografiaModifica

  • Rocco Ermidio: Le seconde Camere nel Diritto comparato - Aracne Editrice, 2015

Voci correlateModifica

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