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William Craven, IV conte di Craven

BiografiaModifica

Era il figlio maggiore di George Craven, III conte di Craven, che prestò servizio come Lord luogotenente del Berkshire, e di sua moglie Evelyn Laura Barrington[1], figlia di George Barrington, VII visconte di Barrington.

CarrieraModifica

Nel 1883, all'età di quattordici anni, succedette a suo padre come Conte di Craven', Visconte di Uffington e Barone Craven di Hampsted Marshall. Fu educato all'Eton College. In seguito prese posto sui banchi liberali della Camera dei lord e, dal 1890 al 1892, prestò servizio come aiutante di campo al viceré d'Irlanda[2].

Nel 1911, è stato nominato Captain of the Yeomen of the Guard nella amministrazione liberale del primo ministro H. H. Asquith, incarico che ha ricoperto fino al 1915.

Dal 1913 fino alla sua morte nel 1921, fu anche Lord luogotenente del Warwickshire[3].

MatrimonioModifica

Sposò, il 18 aprile 1893, Cornelia Martin (22 settembre 1876-19 maggio 1961)[4][5], unica figlia di Bradley Martin[6], un ricco banchiere americano, e di sua moglie, Cornelia Sherman[7]. Martin incontrò Craven mentre la sua famiglia stava affittando una tenuta scozzese degli altopiani, a Balmacaan[8]. Grazie a questa unione, Craven poté acquistare una nuova proprietà a Mayfair e pagare la ristrutturazione di Coombe Abbey, la sua tenuta di famiglia nel Warwickshire. Ebbero un figlio:

MorteModifica

Nel 1921, mentre correva alla Cowes week, e sebbene fosse un buon nuotatore, Lord Craven cadde in mare e annegò all'età di 52 anni[9]. Il suo corpo fu portato a riva il 12 luglio 1921[10].

Dopo la sua morte, la sua vedova ha venduto Coombe Abbey a un costruttore di nome John Gray nel 1923.

OnorificenzeModifica

NoteModifica

  1. ^ G.E. Cokayne; with Vicary Gibbs, H.A. Doubleday, Geoffrey H. White, Duncan Warrand and Lord Howard de Walden, editors, The Complete Peerage of England, Scotland, Ireland, Great Britain and the United Kingdom, Extant, Extinct or Dormant, new ed., 13 volumes in 14 (1910-1959; reprint in 6 volumes, Gloucester, U.K.: Alan Sutton Publishing, 2000), volume III, page 506.
  2. ^ Charles Mosley, et al, Burke's Peerage & Baronetage, Vol. 3, 107th, Burke's Peerage and Gentry, 2003, ISBN 0-9711966-2-1. URL consultato il 6 novembre 2018.
  3. ^ Mary Kay Linge, Rich American brides ‘sold off’ to foreign lords were miserable, in New York Post, 25 agosto 2018. URL consultato il 6 novembre 2018.
  4. ^ WEDDED IN GRANDEST STYLE; NUPTIALS OF MISS MARTIN AND THE EARL OF CRAVEN. Grace Church, Where the Marriage was Celebrated, Filled with Fashionable Peo- ple -- The Occasion Marred by the Break- ing In of the Outside Crowd -- Decora- tions in Lavish Profusion at Church and House -- A Hundred-Pound Wedding Cake -- Value of the Presents., in The New York Times, 19 aprile 1893. URL consultato il 25 agosto 2017.
  5. ^ COUNTESS OF CRAVEN, in The New York Times, 24 maggio 1961. URL consultato il 25 agosto 2017.
  6. ^ BRADLEY MARTIN DIES IN LONDON; Former New York Society Leader a Victim of Pneumonia in His 72d Year. GAVE GREAT BALL IN 1897 Entertained During Shooting Season at Balmacaan, In Scotland -- Father-in-Law of Earl of Craven, in The New York Times, 6 febbraio 1913. URL consultato il 25 agosto 2017.
  7. ^ MRS. BRADLEY MARTIN DIES IN ENGLAND; Was Hostess at Famous Waldorf Ball in 1897--Her Daughter the Countess of Craven., in The New York Times, 25 ottobre 1920. URL consultato il 25 agosto 2017.
  8. ^ (EN) Cornelia (née Martin), Countess of Craven (1877-1961), Wife of 4th Earl of Craven; daughter of Bradley Martin, su www.npg.org.uk, National Portrait Gallery. URL consultato il 6 novembre 2018.
  9. ^ EARL OF CRAVEN DROWNED IN SOLENT; Believed to Have Fallen Off His Yacht in the Fight While His Crew Were Asleep. MARRIED CORNELIA MARTIN A Member of the Royal Household, He Was Well Knownto Americans., in The New York Times, 11 luglio 1921. URL consultato il 25 agosto 2017.
  10. ^ Peter W. Hammond, editor, The Complete Peerage or a History of the House of Lords and All its Members From the Earliest Times, Volume XIV: Addenda & Corrigenda (Stroud, Gloucestershire, U.K.: Sutton Publishing, 1998), page 217

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