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Giorgio V del Regno Unito

re del Regno Unito
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Giorgio V
King George V 1911 color-crop.jpg
Re del Regno Unito, d'Irlanda[1] e dei Dominion britannici d'oltremare
Imperatore d'India
Coat of arms of the United Kingdom (1837-1952).svg
Dual Cypher of King George V and Queen Mary of Great Britain.svg
In carica 6 maggio 1910
20 gennaio 1936
Incoronazione 22 giugno 1911
Predecessore Edoardo VII
Successore Edoardo VIII
Nome completo George Frederick Ernest Albert
Trattamento Maestà reale e imperiale
Altri titoli Signore di Man
Capo Supremo della Chiesa d'Inghilterra
Nascita Marlborough House, Londra, 3 giugno 1865
Morte Sandringham House, Norfolk, 20 gennaio 1936
Sepoltura Saint George's Chapel, Castello di Windsor, 28 gennaio 1936
Casa reale Sassonia-Coburgo-Gotha (fino al 1917)
Windsor (dal 1917)
Padre Edoardo VII
Madre Alessandra di Danimarca
Consorte Mary di Teck
Figli Re Edoardo VIII
Re Giorgio VI
Principessa Mary
Principe Henry
Principe Giorgio
Principe John
Firma George V Signature.svg

«Come va l'Impero?»

(Ultime parole di Giorgio V sul letto di morte[2])

Giorgio V, nome completo George Frederick Ernest Albert (Londra, 3 giugno 1865Sandringham, 20 gennaio 1936), è stato re di Gran Bretagna, d'Irlanda e dei Dominion britannici d'oltremare, nonché Imperatore d'India.[3] Regnò dal 6 maggio 1910, morte del padre, fino al 20 gennaio 1936, giorno della sua morte. Fu inoltre un noto appassionato di filatelia e contribuì proficuamente alla Collezione Filatelica Reale.

Indice

BiografiaModifica

InfanziaModifica

 
Il principe Giorgio a 5 anni nel 1870

Giorgio nacque a Marlborough House, Londra, dal Principe di Galles (poi re Edoardo VII, primo figlio maschio della regina Vittoria e del principe Alberto di Sassonia-Coburgo-Gotha) e dalla principessa del Galles, Alessandra di Danimarca, figlia di re Cristiano IX di Danimarca. In quanto figlio del principe di Galles, Giorgio venne insignito del titolo di Sua Altezza Reale Principe Giorgio del Galles alla nascita. Venne battezzato nella cappella privata al castello di Windsor il 7 luglio 1865 dall'allora arcivescovo di Canterbury Charles Longley.[4]

Come figlio minore dell'erede al trono non vi erano aspettative per Giorgio di ascendere un giorno al trono, ma essendo nato soli 17 mesi dopo il fratello Alberto Vittorio, fu deciso che fossero educati entrambi come principi reali. John Neale Dalton venne nominato loro tutore nel 1871, ma né Alberto Vittorio né Giorgio furono menti eccelse negli studi.[5] Suo padre, osservando la situazione, pensò che la marina fosse "il miglior allenamento per qualunque ragazzo",[6] e per questo nel settembre del 1877, quando Giorgio aveva appena 12 anni, con il fratello entrò come cadetto sulla nave scuola HMS Britannia a Dartmouth, Devon.[7]

Per tre anni, dal 1879 al 1882, i due fratelli servirono come cadetti sulla HMS Bacchante, accompagnati da Dalton. Visitarono l'impero britannico: Norfolk, le colonie nei Caraibi, il Sudafrica, l'Australia, il Mediterraneo, il Sud America, l'Egitto e l'Asia orientale. In Giappone, Giorgio incontrò un artista locale dal quale si fece tatuare un dragone rosso e blu sul braccio.[8] Dalton scrisse un resoconto sul loro soggiorno all'estero dal titolo The Cruise of HMS Bacchante.[9] Tra Melbourne e Sydney, Dalton riportò la visita all'Olandese Volante, una mitica nave fantasma arenata su una spiaggia locale.[10] Al loro ritorno in Gran Bretagna, la regina Vittoria inviò per sei mesi i nipotini a Losanna per apprendere francese e tedesco.[11] Dopo l'esperienza a Losanna, i due fratelli presero carriere separate: Alberto Vittorio frequentò il Trinity College di Cambridge, mentre Giorgio continuò nella Royal Navy.

Il matrimonioModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Matrimonio del principe Giorgio, duca di York, e della principessa Mary di Teck.
 
Il principe Giorgio in una fotografia del 1893

Destinato ormai alla carriera militare, il principe Giorgio prestò servizio per diversi anni sotto il comando di suo zio, il principe Alfredo, duca di Edimburgo, che era di servizio a Malta. Qui Giorgio crebbe e si innamorò della figlia di suo zio, la sua prima cugina Maria di Edimburgo. Sua nonna, suo padre e suo zio erano tutti concordi su un possibile fidanzamento, ma la madre della giovane, la granduchessa Marija Aleksandrovna di Russia, vi si opponeva. La principessa russa aveva una sorta di anglofobia e la madre di Maria era inoltre l'unica figlia dello zar di Russia in carica ed era dunque sconveniente creare attriti tra i due paesi. Abituata per sua natura a essere figlia di uno degli imperatori più potenti nel panorama mondiale dell'epoca, Marija Aleksandrovna era irritata dall'idea, in quanto moglie di un semplice membro della famiglia reale inglese, di dover dare precedenza alla mamma di Giorgio, la principessa di Galles, il cui padre era stato un principe minore del panorama tedesco prima di venire inaspettatamente chiamato al trono di Danimarca. Consigliata dalla madre, dunque, Maria venne costretta a rifiutare la proposta di fidanzamento avanzatale da Giorgio e sposerà poi nel 1893 il principe Ferdinando, figlio ed erede del re di Romania.[12]

Nel novembre del 1891, il fratello maggiore di Giorgio, il principe Alberto Vittorio, si fidanzò con la sua seconda cugina, la principessa Vittoria Mary di Teck, conosciuta in famiglia col soprannome di "May". Il padre di Mary, Francesco, duca di Teck, apparteneva a una linea morganatica della Casa di Württemberg. Sua madre, la principessa Maria Adelaide di Cambridge, era nipote in linea maschile del re Giorgio III del Regno Unito e quindi prima cugina della Regina Vittoria.

Appena sei settimane dopo la formalizzazione del fidanzamento tra i due, Alberto Vittorio morì di polmonite, lasciando Giorgio al ruolo di secondo in linea di successione al trono dopo il padre. Giorgio si era appena ripreso a sua volta da una seria malattia, dopo essere stato confinato per sei mesi a causa di una febbre tifoidea, male che aveva già ucciso suo nonno il principe Alberto.[13] La regina Vittoria, seppur nel dolore della perdita del nipote, riconsiderò la possibilità di far sposare la principessa Mary a Giorgio che, dopo la morte del fratello, incominciò sempre più a frequentarla.[14] Un anno dopo la morte di Alberto Vittorio, Giorgio si propose a Mary ed ella accettò. La coppia si sposò il 6 luglio 1893 alla Chapel Royal del St James's Palace di Londra. Durante tutta la loro vita matrimoniale, i due rimasero devoti l'uno all'altra. Giorgio, per sua stessa ammissione, era timido e non portato a esprimere i suoi sentimenti a parole, ma sovente inviava alla moglie lettere o le lasciava note di ammirazione e amore.[15]

Duca di YorkModifica

 
York Cottage a Sandringham House: Giorgio e Mary vissero qui dal 1893 al 1926

La morte del fratello maggiore pose fine definitivamente alla carriera navale di Giorgio, dal momento che egli era ora il secondo in linea di successione al trono inglese dopo suo padre.[16] Giorgio venne creato duca di York, conte di Inverness e barone Killarney dalla regina Vittoria il 24 maggio 1892[17] e incominciò a prendere lezioni di storia costituzionale da J. R. Tanner.[18] Dopo il matrimonio di Giorgio con Mary, anche la moglie ottenne il titolo di Sua Altezza Reale la Duchessa di York.

Il duca e la duchessa di York vissero principalmente allo York Cottage,[19] una casa relativamente piccola a Sandringham, nel Norfolk, ove conducevano una vita più simile a quella delle classi agiate borghesi dell'Inghilterra dell'epoca piuttosto che dei reali.[20] Giorgio preferiva una vita perlopiù semplice, tranquilla, in netto contrasto con la vita sociale perseguita da suo padre. Il suo biografo ufficiale, Harold Nicolson, disse di questo periodo di Giorgio come duca di York: "Egli aveva più l'aspetto di un giovane marinaio o di un vecchio re saggio, ma quando divenne duca di York ... non faceva nient'altro che sparare agli animali [andare a caccia] e collezionare francobolli."[21] Giorgio divenne infatti un noto filatelico, cosa che Nicolson odiava molto in realtà,[22] ma Giorgio contribuì comunque grandemente alla costruzione della Royal Philatelic Collection, una delle collezioni più complete di francobolli del Regno Unito e del Commonwealth al mondo, in alcuni casi riportando anche attentamente i prezzi pagati come un vero collezionista amatoriale.[23]

Giorgio e Mary ebbero insieme sei figli. Randolph Churchill disse che Giorgio era un padre molto rigido, che i suoi figli erano terrorizzati da lui, e che Giorgio stesso un giorno avesse confidato a Edward Stanley, XVII conte di Derby: "Mio padre era terrorizzato da sua madre, io sono stato terrorizzato da mio padre, e io sono dannatamente desideroso di vedere che i miei figli siano terrorizzati da me." In realtà non vi è una fonte diretta di questa citazione, ma si ha ragione di credere che Giorgio semplicemente adottasse lo stile di educazione da impartire ai suoi figli al passo con i suoi tempi.[24]

Principe di GallesModifica

Giorgio a Montreal e a Quebec nel 1901

Come duca e duchessa di York, Giorgio e Mary ricoprirono diversi incarichi pubblici. Alla morte della regina Vittoria il 22 gennaio 1901, il padre di Giorgio ascese al trono col nome di Edoardo VII. Giorgio ereditò dunque i titoli di duca di Cornovaglia e duca di Rothesay e ottenne la titolazione di Sua Altezza Reale il Duca di Cornovaglia e York.

Nel 1901 Giorgio e Mary compirono un tour nell'impero britannico, facendo tappa in Sudafrica, Australia, Nuova Zelanda, Canada e Terranova. Questo tour venne attentamente disegnato dal segretario per le colonie, Joseph Chamberlain, con il supporto del primo ministro Lord Salisbury, per ricompensare quei dominion che avevano partecipato alla Seconda guerra boera del 1899–1902. Giorgio distribuì centinaia di medaglie per la guerra alle truppe coloniali e in Sudafrica la festa per l'avvento dei principi venne particolarmente sentita, con fuochi d'artificio e spettacoli di ogni genere, sebbene non mancassero le contestazioni. Molti afrikaner di Città del Capo, infatti, ebbero da ridire sulle spese sostenute dalla colonia per i festeggiamenti e la sempre maggiore difficoltà nel conciliare la loro cultura afrikaner-olandese con lo status di sudditi britannici.[25]

 
Dipinto che raffigura il duca e la duchessa di York alla cerimonia d'apertura del primo Parlamento d'Australia il 9 maggio 1901

In Australia il duca aprì la prima sessione del parlamento australiano dalla creazione del Commonwealth.[26] In Nuova Zelanda lodò il valore militare, il coraggio, la lealtà e l'obbedienza del popolo neozelandese, e il tour stesso diede alla Nuova Zelanda la possibilità di mostrare il proprio progresso, in particolare nelle comunicazioni e nelle industrie. L'obiettivo implicito era quello di evidenziare le attrative turistiche del paese per potenziali immigranti, evitando il crescere di nuove tensioni sociali, focalizzando l'attenzione della stampa britannica su una terra poco nota.[27] Al suo ritorno in Gran Bretagna, in un discorso alla London's Guildhall, Giorgio ebbe "l'impressione che, dopo aver viaggiato oltremare, il Vecchio Paese dovesse risvegliarsi se intendeva mantenere quella posizione di preminenza nel commercio coloniale contro altri concorrenti stranieri."[28]

Il 9 novembre 1901 Giorgio venne creato principe di Galles e conte di Chester.[29] Re Edoardo VII era desideroso di preparare suo figlio al futuro ruolo di re. In contrasto con Edoardo stesso, che la regina Vittoria aveva deliberamente escluso dagli affari di stato, a Giorgio venne dato pieno accesso a tutti i documenti di stato da suo padre.[16][30] Giorgio, dal canto suo, permise alla moglie di vedere tutte le sue carte,[31] dal momento che la riteneva consigliere indispensabile nella sua attività e che spesso ella preparava i discorsi al marito.[32]

Dal novembre del 1905 al marzo del 1906 Giorgio e Mary compirono un tour in India (di cui era imperatore il re d'Inghilterra), dove il principe rimase particolarmente disgustato dalla discriminazione razziale presente nella società indiano-inglese e si impegnò perché gli indiani venissero maggiormente coinvolti negli affari di governo del paese.[33] Il viaggio venne immediatamente seguito da una tappa in Spagna per il matrimonio di re Alfonso XIII con Vittoria Eugenia di Battenberg, occasione nella quale i due sposi scamparono ad un attentato ai loro danni.[34] Una settimana dopo essere tornato in patria, Giorgio e Mary si recarono in Norvegia per l'incoronazione di re Haakon VII e della regina Maud, sorella di Giorgio.[35]

Re e imperatoreModifica

 
La cerimonia d'incoronazione di Sua Maestà re Giorgio V all'Abbazia di Westminster. 22 giugno 1911, incisione di John Henry Frederick Bacon, 1912
 
Giorgio V e la consorte nel giorno della cerimonia d'incoronazione

Il 6 maggio 1910 re Edoardo VII morì e Giorgio divenne il nuovo sovrano del Regno Unito. Egli scrisse nel suo diario: "Ho perduto il mio migliore amico e ho perduto il padre migliore del mondo... Non ho mai avuto nulla da ridire con lui in tutta la mia vita. Il mio cuore è spezzato ma Dio mi aiuterà nelle mie responsabilità e la cara Mary sarà il mio conforto come è sempre stata. Possa Dio rafforzarmi e guidarmi nel pesante compito che mi è piombato addosso".[36]

La moglie di Giorgio V, ora nuova regina consorte, aveva i nomi di Victoria Mary con i quali firmava i documenti ufficiali; il nuovo re le chiese di sceglierne uno, che avrebbe usato da quel momento in poi, ed ella scelse quello di Mary, preferendolo a Victoria per non offuscare la memoria della regina Vittoria; pertanto ella divenne la regina Mary.[37] Sul finire di quell'anno, un propagandista radicale, Edward Mylius, rese pubblica la falsa notizia che Giorgio si era segretamente sposato a Malta in gioventù e dopo il suo matrimonio con la regina Mary era divenuto bigamo. La bugia giunse alla stampa nel 1893, ma Giorgio l'aveva bollata come una bufala. Nel tentativo di fermare i pettegolezzi, Mylius venne arrestato e, riconosciutosi colpevole del libello criminale, venne condannato a un anno di prigione.[38]

Giorgio si dimostrò subito intollerante alle parole anti-cattoliche contenute nell'Accession Declaration, che era richiesta per l'apertura del primo parlamento da parte del nuovo sovrano. Egli fece sapere che si sarebbe rifiutato di inaugurare la prima sessione del parlamento se fosse stato obbligato a utilizzare quelle parole. Venne pertanto creato l'Accession Declaration Act 1910, che accorciava la dichiarazione e rimuoveva le frasi considerate dal sovrano come offensive della dignità dei cattolici inglesi.[39]

L'incoronazione di Giorgio e Mary ebbe luogo all'abbazia di Westminster il 22 giugno 1911[16] e venne celebrata con il Festival of Empire a Londra. Nel luglio di quell'anno il re e la regina si recarono in visita in Irlanda per cinque giorni, ricevendo una calda accoglienza, con centinaia di persone che seguirono inneggianti il corteo.[40] Nel 1911 il re e la regina viaggiarono in India per il Delhi Durbar, dove presenziarono all'assemblea dei dignitari e dei principi indiani come imperatore e imperatrice d'India il 12 dicembre. Giorgio indossò per l'occasione la Imperial Crown of India, da poco creata, e decretò lo spostamento della capitale indiana da Calcutta a Delhi. La coppia reale viaggiò nel continente e Giorgio colse l'occasione per prendere parte a una grande caccia in Nepal, uccidendo 21 tigri, 8 rinoceronti e un orso in 10 giorni.[41] Il 18 dicembre 1913 sparò a un centinaio di fagiani in sole sei ore[42] nella residenza di Lord Burnham, riconoscendo per quel giorno di aver "esagerato un poco".[43]

La politica nazionaleModifica

 
Una mezza sovrana coniata durante il regno di Giorgio V (incisore Bertram Mackennal)

Giorgio ereditò il trono inglese in un periodo particolarmente turbolento della storia nazionale.[44] Il People's Budget di David Lloyd George era stato rigettato l'anno precedente dai Conservatori e dagli Unionisti che dominavano la Camera dei Lords, contravvenendo alla convenzione, che datava all'epoca ormai due secoli, secondo la quale alla Camera Alta era precluso imporre il veto su una legge finanziaria.[45] Il primo ministro liberale H. H. Asquith aveva chiesto al precedente sovrano di opporre il proprio veto alla decisione, così da forzare i lord a propendere per l'approvazione della legge; Edoardo, riluttante, aveva accettato di sciogliere le camere e così, dopo le elezioni generali del gennaio del 1910, i Conservatori riuscirono a far approvare il bilancio.[46]

Asquith provò a limitare il potere dei Lord proponendo nuove riforme costituzionali, ma ancora una volta la camera alta bloccò tutto. Alla fine, nel novembre del 1910, si tenne una conferenza tra le due parti: Asquith e Lord Crewe, capo dei liberali nella Camera dei Lord, chiesero a Giorgio di sciogliere le camere per indire nuove elezioni generali, con la promessa, da parte di quest'ultimo, di nominare un numero di Pari di tendenze liberali sufficiente a non bloccare nuovamente l'attività legislativa.[47] Se Giorgio si fosse rifiutato, il governo liberale si sarebbe dimesso, perché il sovrano così facendo avrebbe dimostrato di appoggiare il conflitto dei "Lord contro il popolo".[48] I due segretari privati del re, lord Knollys e lord Stamfordham, diedero a Giorgio consigli opposti: Knollys, che era liberale, consigliò a Giorgio V di accettare le richieste del Gabinetto, mentre Stamfordham, unionista di fede, consigliò al monarca di accettare le dimissioni del governo.[49] Come suo padre, Giorgio si risolse infine a nominare nuovi Pari di tendenza liberale, anche se si sentì in questa decisione accerchiato da cause di forza maggiore.[50] Dopo le elezioni generali del dicembre 1910, i Lord lasciarono passare la legge per paura di trovarsi nuovi liberali nella Camera Alta.[51] Il successivo Parliament Act 1911 rimosse permanentemente (con alcune eccezioni) il potere di veto dei Lord alle leggi.[52]

Le elezioni generali del 1910 avevano lasciato ai liberali un governo di minoranza, dipendente quasi esclusivamente dal supporto del Partito Nazionalista Irlandese. Come auspicato dai Nazionalisti, Asquith presentò una legge che avrebbe concesso all'Irlanda la piena amministrazione interna dello stato, ma i Conservatori e gli Unionisti vi si opposero.[16][53] Quando le tensioni salirono sull'Home Rule Bill, che non sarebbe mai stato approvato senza il parere favorevole del parlamento, le relazioni tra Knollys e i Conservatori si deteriorarono e portarono al suo ritiro.[54] Intenzionato a evitare a tutti i costi una guerra civile in Irlanda tra Unionisti e Nazionalisti, Giorgio V convocò una conferenza di tutti i partiti a Buckingham Palace nel luglio del 1914, nel tentativo di negoziare un accordo comune.[55] Dopo quattro giorni di riunione, la conferenza si concluse ancora senza un accordo.[16][56] Il 18 settembre 1914 il re diede il proprio assenso all'Home Rule Bill, ma venne subito posto il Suspensory Act a causa dello scoppio della Prima guerra mondiale.

Prima Guerra MondialeModifica

 
"Una buona pulizia"
Una vignetta satirica del 1917 pubblicata sul giornale Punch presenta Giorgio nell'atto di spazzare via i suoi titoli tedeschi (si noti la scritta "Made in Germany").

Dal 1914 al 1918, la Gran Bretagna si trovò in guerra con la Germania. Il Kaiser tedesco Guglielmo II, che per gli inglesi simboleggiava tutti gli orrori della guerra in corso, era primo cugino del re inglese. Il nonno paterno del re era inoltre il principe Alberto di Sassonia-Coburgo-Gotha e come conseguenza il re e i suoi discendenti portavano anche i titoli di principe e principessa di Sassonia-Coburgo-Gotha. Anche la regina Mary, per quanto inglese come sua madre, era figlia del Duca di Teck, discendente dai duchi di Württemberg tedeschi. Il re aveva dunque cognati e cugini che erano inglesi ma che portavano titoli tedeschi come duchi e duchesse di Teck, principi e principesse di Battenberg e principi e principesse di Schleswig-Holstein. Quando H. G. Wells scrisse di una "corte aliena e poco ispiratrice", Giorgio rispose: "Io potrò essere di poca ispirazione, ma io sia dannato se mi sento alieno!".[57]

Il 17 luglio 1917, Giorgio accondiscese al sentimento patriottico britannico emanando un proclama reale col quale mutava il nome della propria casata da Sassonia-Coburgo-Gotha in Windsor, derivando il proprio cognome da uno dei castelli inglesi favoriti dalla regina Vittoria.[58] Come lui tutti i suoi parenti abbandonarono i loro titoli tedeschi e adottarono invece cognomi anglofoni. Giorgio ricompensò i suoi parenti maschi creandoli pari nel Regno Unito. Suo cugino, il principe Luigi di Battenberg, che già prima della guerra era stato costretto a rinunciare alla sua carica di First Sea Lord per sentimenti anti-tedeschi, divenne noto come Louis Mountbatten, I marchese di Milford Haven, mentre i fratelli della regina Mary divennero Adolfo Cambridge, I marchese di Cambridge, e Alexander Cambridge, I conte di Athlone.[59] Le cugine di Giorgio, le principesse Maria Luisa e Elena Vittoria di Schleswig-Holstein abbandonarono le loro designazioni territoriali.

 
Lo zar Nicola II di Russia (a sinistra) con suo cugino il principe Giorgio del Galles (futuro Giorgio V), in una fotografia del 1908. È notevole la somiglianza tra i due cugini.[60]

Con una lettera patente dell'11 dicembre 1917, il re decise di restringere il titolo di "Sua Altezza Reale" e la dignità titolare di "Principe (o principessa) di Gran Bretagna e Irlanda" ai soli figli del sovrano in carica, ai figli dei figli del sovrano e alle mogli dei figli dei figli del sovrano.[61] La lettera patente stabilisce inoltre che "i titoli di Altezza Reale, Altezza o Altezza Serenissima, e la dignità titolare di principe e principessa non potessero essere revocati a quanti già li possedevano". I membri della famiglia reale inglese che decisero invece di combattere sul fronte tedesco come ad esempio Ernesto Augusto, III duca di Cumberland e Teviotdale (pronipote di Giorgio III) e Carlo Edoardo, duca di Albany e duca regnante di Sassonia-Coburgo-Gotha (nipote per linea maschile della regina Vittoria), vennero tagliati fuori da queste patenti. I loro titoli inglesi vennero sospesi nel 1919 con un Order in Council già basato sul Titles Deprivation Act 1917. Su pressione della regina madre Alessandra, Giorgio rimosse inoltre le bandiere dei suoi parenti tedeschi dalla cappella di San Giorgio del castello di Windsor, sede degli annuali incontri tradizionali dell'Ordine della Giarrettiera da cui i tedeschi vennero esclusi.[62]

Quando Nicola II di Russia, il primo cugino di Giorgio (le loro madri erano sorelle), venne detronizzato dalla Rivoluzione russa del 1917, il governo britannico offrì asilo politico allo zar e alla sua famiglia, ma vedendo il peggiorare degli eventi e le condizioni del popolo britannico, temendo Giorgio stesso una rivoluzione nelle isole britanniche, il sovrano pensò che la presenza dei reali di Russia sarebbe stata inappropriata in quelle circostanze.[63] Malgrado Lord Mountbatten di Burma abbia scritto che fu il primo ministro Lloyd George a opporsi al salvataggio della famiglia imperiale russa, le lettere di Lord Stamfordham suggeriscono invece che fu Giorgio V a opporsi a questo salvataggio contro il parere favorevole del governo.[64] Un piano avanzato per il recupero della famiglia era già stato preparato da MI1, un ramo dei servizi segreti britannici,[65] ma per il rafforzarsi delle posizioni dei bolscevichi e le difficoltà nella conduzione della guerra, il piano non venne mai messo in opera.[66] Lo zar e i suoi parenti più stretti rimasero in Russia e vennero quindi uccisi dai bolscevichi nel 1918. L'anno successivo la madre di Nicola (zia di Giorgio) Maria Feodorovna di Russia (Dagmar di Danimarca) e altri membri della famiglia imperiale russa vennero salvati in Crimea da una nave britannica.

Due mesi dopo la fine della guerra, il figlio minore del re, il principe Giovanni, morì all'età di 13 anni dopo una vita con una salute cagionevole. Giorgio venne informato della morte del figlio dalla regina Mary, che scrisse "[Giovanni] è stato una grande ansia per tutti noi per anni... il primo anello della catena della famiglia che si spezza è duro da sopportare ma le persone sono state così gentili e disponibili con noi che questo ci ha aiutato così tanto."[67]

Nel maggio del 1922, il re si recò in visita in Belgio e nel nord della Francia, visitando i cimiteri di guerra locali e i memoriali costruiti dalla Imperial War Graves Commission. L'evento venne descritto in una poesia, The King's Pilgrimage di Rudyard Kipling.[68] Il tour comportò anche una breve visita in Italia nel 1923 e fu l'ultima volta dopo la fine della guerra nella quale Giorgio accettò di abbandonare il suo paese.[69]

Il difficile dopoguerra e gli ultimi anniModifica

 
Re Giorgio V nel 1923.

Dopo la fine del conflitto, Giorgio V assistette ai difficili anni del dopoguerra, che portò un generale malessere tra la popolazione, abbassandone le qualità di vita, anche se era stata apportata qualche innovazione positiva, come ad esempio nel 1918 la concessione del suffragio universale maschile e la parziale concessione del voto alle donne. Frattanto, nel 1919, alla Conferenza di Versailles, il Regno Unito ottenne i mandati internazionali sulla Palestina, la Transgiordania e buona parte delle colonie tedesche in Africa. Durante il suo regno l'Impero Britannico raggiunse la sua massima espansione (1921). Si interessò alla politica irlandese esprimendo orrore e sdegno al primo ministro David Lloyd George per gli eccessi della repressione e riconoscendo, nel 1921, l'indipendenza dello Stato Libero d'Irlanda all'interno del Commonwealth. Nel 1922 una nave della marina inglese fu da lui inviata in Grecia per salvare i suoi cugini, principe Andrea di Grecia e la principessa Alice di Battenberg e i loro bambini (incluso il principe Filippo, che diventò poi il marito di una nipote di Giorgio V, la regina Elisabetta II) dal colpo di stato militare seguito alla disfatta nella guerra con i turchi. Sempre nel 1922 fu riconosciuta la formale indipendenza all'Egitto, che rimase però sotto il suo protettorato.

Nel 1924 andò al governo il tory Stanley Baldwin, che in politica estera nel 1925 fece aderire il paese al patto di Locarno, mentre all'interno si rivelò un conservatore estremista. Durante lo sciopero generale dei minatori del 1926 il re prese le parti degli scioperanti, dichiarando a chi li indicava come rivoluzionari: “Provate a vivere con le loro paghe prima di giudicarli”.[70] Il primo ministro inglese invece considerava lo sciopero un atto di eversione e alla fine, nel 1927, fece approvare una impopolare legge antisindacale, che proibiva gli scioperi di solidarietà, i picchettaggi di massa e l'iscrizione ai sindacati dei dipendenti pubblici. Com'era prevedibile, alle successive elezioni del 1929 i conservatori persero e tornarono in auge i laburisti, andati al governo per la prima volta già nel 1924. Nuovo primo ministro fu Ramsay MacDonald, il cui atto di governo più importante fu l'emanazione, da parte del Parlamento inglese, dello Statuto di Westminster del 1931, che concedeva l'indipendenza dei dominion nell'ambito del Commonwealth. Anche in ambito familiare la situazione per Giorgio V non era serena: i rapporti con il figlio ed erede Edoardo si deteriorarono nel corso degli anni per le molteplici relazioni amorose che aveva con donne sposate; al contrario riponeva molta fiducia nel secondo figlio Alberto[senza fonte].

Il re soffrì a lungo di enfisema polmonare, bronchite anche in forma cronica e pleurite. Nel 1928 il re si ammalò seriamente e per due mesi Edoardo assunse i doveri del re. Giorgio si ritirò per un breve periodo alla residenza balneare di Bognor Regis nel West Sussex. Non si rimise mai completamente e negli ultimi anni dovette essere aiutato con l'ossigeno. Morì il 20 gennaio 1936 per complicazioni sorte durante la cura e fu tumulato nella cappella di St. George nel Castello di Windsor. Per omaggio al padre i quattro figli montarono di guardia, come picchetti d'onore, al catafalco del padre nella notte del 28 gennaio, il giorno prima del funerale.

TributiModifica

Una statua di Re Giorgio V a cavallo fu innalzata all'ingresso della città di Brisbane nel 1938 come tributo dei cittadini australiani del Queensland. La piazza su cui posa era originariamente “Piazza Alberto” e poi fu rinominata “piazza Re Giorgio”. A Londra una statua di William Reid Dick raffigurante il Re posa sul lato est dell'Abbazia di Westminster. Il King George V Playing Fields è una fondazione commemorativa di Re Giorgio V istituita nel 1936 da una commissione presieduta dal sindaco della City of London. Questa fondazione ha creato numerosi spazi aperti al pubblico – di cui uno a Londra - amministrati dalla National Playing Fields Association.
Durante il Mandato britannico della Palestina[71] in Gerusalemme e Tel Aviv gli furono dedicate diverse strade Rehov ha-Melekh George.

Il campo nazionale di St. John's a Terranova fu intitolato “Parco re Giorgio V” nel 1925. Durante la Prima e la Seconda guerra mondiale, due navi della Marina navale inglese furono battezzate HMS King George V.

Matrimonio e figliModifica

Giorgio V sposò il 6 luglio 1893 nella Cappella Reale del Palazzo di St. James a Londra la principessa Mary di Teck. La coppia ebbe sei figli:

TitoliModifica

  • 3 giugno 1865 – 24 maggio 1892: Sua Altezza Reale Principe Giorgio di Galles
  • 24 maggio 1892 – 22 gennaio 1901: Sua Altezza Reale il Duca di York
  • 22 gennaio 1901 – 9 novembre 1901: Sua Altezza Reale il Duca di Cornovaglia e di York
  • 9 novembre 1901 – 6 maggio 1910: Sua Altezza Reale il Principe del Galles e, in Scozia, Sua Altezza Reale il Duca di Rothesay
  • 6 maggio 1910 – 20 gennaio 1936: Sua Maestà il Re e occasionalmente, al di fuori del Regno Unito, Sua Maestà Imperiale il Re-Imperatore.

StemmaModifica

Come duca di York, lo stemma di Giorgio era composto dallo stemma reale inglese con sovrapposto lo stemma del Regno di Sassonia, differenziato da un lambello d'argento a tre punte con ancore d'azzurro. Come principe di Galles il labello centrale perse la sua ancora. Come re portò le insegne reali ufficiali. Nel 1917, per decreto, rimosse lo scudetto sassone dallo stemma regio per sé e per tutti i suoi discendenti domiciliati nel Regno Unito.[72]

Stemma di Giorgio, duca di York Stemma di Giorgio, principe del Galles Stemma di Giorgio V nel Regno Unito (ad eccezione della Scozia) Stemma di Giorgio V in Scozia

AscendenzaModifica

Giorgio V del Regno Unito Padre:
Edoardo VII del Regno Unito
Nonno paterno:
Alberto di Sassonia-Coburgo-Gotha
Bisnonno paterno:
Ernesto I di Sassonia-Coburgo-Gotha
Trisnonno paterno:
Francesco Federico di Sassonia-Coburgo-Saalfeld
Trisnonna paterna:
Augusta di Reuss-Ebersdorf
Bisnonna paterna:
Luisa di Sassonia-Gotha-Altenburg
Trisnonno paterno:
Augusto di Sassonia-Gotha-Altenburg
Trisnonna paterna:
Luisa Carlotta di Meclemburgo-Schwerin
Nonna paterna:
Vittoria del Regno Unito
Bisnonno paterno:
Edoardo Augusto di Hannover
Trisnonno paterno:
Giorgio III del Regno Unito
Trisnonna paterna:
Carlotta di Meclemburgo-Strelitz
Bisnonna paterna:
Vittoria di Sassonia-Coburgo-Saalfeld
Trisnonno paterno:
Francesco Federico di Sassonia-Coburgo-Saalfeld
Trisnonna paterna:
Augusta di Reuss-Ebersdorf
Madre:
Alessandra di Danimarca
Nonno materno:
Cristiano IX di Danimarca
Bisnonno materno:
Federico Guglielmo di Schleswig-Holstein-Sonderburg-Glücksburg
Trisnonno materno:
Federico Carlo di Schleswig-Holstein-Sonderburg-Beck
Trisnonna materna:
Federica di Schlieben
Bisnonna materna:
Luisa Carolina d'Assia-Kassel
Trisnonno materno:
Carlo d'Assia-Kassel
Trisnonna materna:
Luisa di Danimarca
Nonna materna:
Luisa d'Assia-Kassel
Bisnonno materno:
Guglielmo d'Assia-Kassel
Trisnonno materno:
Federico d'Assia-Kassel
Trisnonna materna:
Carolina Polissena di Nassau-Usingen
Bisnonna materna:
Luisa Carlotta di Danimarca
Trisnonno materno:
Federico di Danimarca
Trisnonna materna:
Sofia Federica di Meclemburgo-Schwerin

Ascendenza patrilineareModifica

  1. Alberto Azzo I marchese di Ancona, conte di Tortona, Genova e Luni.
  2. Alberto Azzo II, marchese d'Este
  3. Guelfo, duca di Baviera
  4. Enrico il Nero, duca di Baviera
  5. Enrico l'orgoglioso, duca di Baviera e di Sassonia e margravio di Toscana
  6. Enrico il Leone, duca di Sassonia e di Baviera
  7. Guglielmo, signore di Lüneburg
  8. Ottone I di Brunswick-Lüneburg, duca di Brunswick-Lüneburg
  9. Alberto I, duca di Brunswick-Lüneburg
  10. Alberto II, detto il Grasso, duca di Brunswick-Lüneburg
  11. Magnus I, detto il Pio, duca di Brunswick-Lüneburg e principe di Wolfenbüttel
  12. Magnus II, duca di Lüneburg e Wolfenbüttel
  13. Bernardo, duca di Brunswick-Lüneburg
  14. Federico II, duca di Brunswick-Lüneburg
  15. Ottone V, duca di Brunswick-Lüneburg
  16. Enrico, duca di Brunswick-Lüneburg
  17. Ernesto, duca di Brunswick-Lüneburg
  18. Guglielmo, duca di Brunswick-Lüneburg
  19. Giorgio, duca di Brunswick-Lüneburg
  20. Ernesto Augusto, elettore di Hannover
  21. Giorgio I, re di Gran Bretagna e Irlanda
  22. Giorgio II, re di Gran Bretagna e Irlanda
  23. Federico, principe del Galles
  24. Giorgio III, re di Gran Bretagna e Irlanda
  25. Edoardo Augusto, duca di Kent
  26. Vittoria, regina del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda
  27. Edoardo VII, re del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda
  28. Giorgio V

OnorificenzeModifica

 
Il monogramma personale di re Giorgio V e della regina Mary.

Onorificenze inglesiModifica

  Gran Maestro e Cavaliere dell'Ordine della Giarrettiera
— 4 agosto 1884
  Gran Maestro e Cavaliere dell'Ordine del Cardo
— 5 luglio 1893
  Gran Maestro e Cavaliere dell'Ordine di San Patrizio
— 20 agosto 1897
  Gran Maestro e Cavaliere di Gran Croce con gemme dell'Ordine Reale Vittoriano
— 30 giugno 1897
  Medaglia del giubileo di diamante della regina Vittoria
— 1897
  Gran Maestro e Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine dei Santi Michele e Giorgio
— 9 marzo 1901
  Royal Victorian Chain
— 1902
  Gran Maestro e Cavaliere Gran Commendatore della Stella dell'India
— 28 settembre 1905
  Gran Maestro e Cavaliere Gran Commendatore dell'Impero Indiano
— 28 settembre 1905
  Gran Maestro del Venerabile Ordine di San Giovanni
— 28 settembre 1905
  Medaglia dell'incoronazione di Edoardo VII
— 1902
  Sovrano dell'Ordine Famigliare Reale di Re Giorgio V
— 1911

Onorificenze straniereModifica

  Cavaliere dell'Ordine dell'Elefante (Danimarca)
— 11 ottobre 1885
  Cavaliere dell'Ordine Supremo della Santissima Annunziata (Regno d'Italia)
— 1892
  Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro (Regno d'Italia)
— 1892
  Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Corona d'Italia (Regno d'Italia)
— 1892
  Cavaliere di Gran Croce con gemme dell'Ordine della Corona Wendica (Granducato di Meclemburgo-Schwerin)
— 22 giugno 1893
  Cavaliere dell'Ordine dei Serafini (Svezia)
— 14 giugno 1905
  Gran Commendatore dell'Ordine del Dannebrog (Danimarca)
— 18 aprile 1913
  Fascia dei Tre Ordini (Portogallo)
— 1919
  Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine dell'Impero Coloniale (Portogallo)
— 19 febbraio 1934
  Cavaliere dell'Ordine del Toson d'Oro (Spagna)
  Cavaliere dell'Ordine di San'Uberto (Regno di Baviera)
  Cavaliere dell'Ordine di Sant'Andrea (Impero di Russia)
  Cavaliere dell'Ordine dell'Aquila Nera (Impero Tedesco)
  Cavaliere dell'Ordine dell'Aquila Rossa (Impero Tedesco)
  Cavaliere dell’Ordine del Falco Bianco (Ducato di Sassonia-Weimar)
  Cavaliere di III Classe dell'Ordine Imperiale di San Giorgio (Impero di Russia)
  Collare dell'Ordine di Carlo III (Spagna)
  Cavaliere dell'Ordine della corona fiorata (Regno di Sassonia)
  Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine del Leone dei Paesi Bassi (Paesi Bassi)
  Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Casata Ernestina di Sassonia (Regno di Sassonia)
  Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine del Salvatore (Regno di Grecia)
  Cavaliere dell'Ordine Reale di Hohenzollern (Impero Tedesco)
  Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Reale Norvegese di Sant'Olav (Norvegia)
  Cavaliere di I Classe dell'Ordine di Osmanie (Impero ottomano)
  Croce della Libertà per il comando militare di I Classe (Estonia)
  Medaglia del giubileo di Cristiano IX (Danimarca)
  Medaglia commemorativa delle nozze d'oro di Cristiano IX e della regina Luisa di Danimaca (Danimarca)

Incarichi amministrativiModifica

  • Membro del Consiglio privato di sua maestà 18 luglio 1894
  • Membro reale della Royal Society, 8 giugno 1893
  • Presidente del Royal Highland and Agricultural Society of Scotland, 1893–1895
  • Presidente della Reale Società Agricola d'Inghilterra, 1897 – 1903

Titoli e gradi militari inglesiModifica

  •   Colonnello onorario del 4th County of London Yeomanry Regiment (King′s Colonials), 29 novembre 1901
  •   Colonnello in capo dei Royal Welsh Fusiliers, 21 dicembre 1901

Titoli e gradi militari stranieriModifica

  •   À la suite della marina tedesca, 1 febbraio 1901 (Germania)
  •   Colonnello in capo del reggimento dei corazzieri renani "Graf Geßler" n. 8 (Prussia)
  •   Colonnello onorario del reggimento di fanteria "Zamora" n.8 (Spagna)

Onorificenze accademicheModifica

  Membro della Royal Society
— 8 June 1893
  Laurea honoris causa in Giurisprudenza
— Università di Capo di Buona Speranza, 1899[73]
  Laurea honoris causa in Giurisprudenza
— Università di Sydney, 1901[74]
  Laurea honoris causa in Giurisprudenza
— Università di Toronto, 1901[75]
  Laurea honoris causa in Diritto Civile
— Queen's University, Ontario, 1901[76]
  Laurea honoris causa in Giurisprudenza
— Università del Galles, 1902[77]
  Cancelliere dell'Università di Città del Capo
— 1901[78]
  Cancelliere dell'Università di Capo di Buona Speranza
— 1901-1912[73]
  Cancelliere dell'Università del Galles
— 19021910[77]

NoteModifica

  1. ^ Titolo introdotto nel 1927.
  2. ^ R. F. Bettis, La decolonizzazione, Il Mulino, Bologna 2003, p. 19.
  3. ^ Fino al 1922 fu re del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda.
  4. ^ Padrino e madrina furono il re Giorgio V di Hannover, la regina Luisa d'Assia e l'erede al trono Federico VIII di Danimarca, Ernesto II di Sassonia-Coburgo-Gotha, la duchessa di Cambridge Augusta d'Assia-Kassel, Alice di Sassonia-Coburgo-Gotha e Giorgio duca di Cambridge. “The Times” (Londra), Sabato 8 luglio 1865, p.12
  5. ^ Clay, p. 39; Sinclair, pp. 46–47
  6. ^ Sinclair, pp. 49–50
  7. ^ Clay, p. 71; Rose, p. 7
  8. ^ Rose, p. 13
  9. ^ Rose, p. 14; Sinclair, p. 55
  10. ^ Rose, p. 11
  11. ^ Clay, p. 92; Rose, pp. 15–16
  12. ^ Pope-Hennessy, pp. 250–251
  13. ^ Rose, pp. 20–21, 24
  14. ^ Pope-Hennessy, pp. 230–231
  15. ^ Sinclair, p. 178
  16. ^ a b c d e Matthew, H. C. G. (September 2004; online edition May 2009) "George V (1865–1936)", Oxford Dictionary of National Biography, Oxford University Press, DOI10.1093/ref:odnb/33369, retrieved 1 May 2010 (Subscription required)
  17. ^ Clay, p. 149
  18. ^ Clay, p. 150; Rose, p. 35
  19. ^ Precedentemente Bachelor's Cottage
  20. ^ Clay, p. 154; Nicolson, p. 51; Rose, p. 97
  21. ^ Dal diario di Harold Nicolson, citato in Sinclair, p. 107
  22. ^ Nicolson's Comments 1944–1948, citato in Rose, p. 42
  23. ^ The Royal Philatelic Collection, Official website of the British Monarchy. URL consultato il 1º maggio 2010.
  24. ^ Rose, pp. 53–57; Sinclair, p. 93 ff
  25. ^ Phillip Buckner, "The Royal Tour of 1901 and the Construction of an Imperial Identity in South Africa." South African Historical Journal 2000 (41): 324–348. Issn: 0258-2473
  26. ^ Rose, pp. 43–44
  27. ^ Judith Bassett, "'A Thousand Miles of Loyalty': the Royal Tour of 1901." New Zealand Journal of History 1987 21(1): 125–138. Issn: 0028-8322; W. H. Oliver, ed. The Oxford History of New Zealand (1981) pp. 206–208
  28. ^ Rose, p. 45
  29. ^ Previous Princes of Wales, Household of HRH The Prince of Wales. URL consultato il 1º maggio 2010 (archiviato dall'url originale il 9 novembre 2012).
  30. ^ Clay, p. 244; Rose, p. 52
  31. ^ Rose, p. 289
  32. ^ Sinclair, p. 107
  33. ^ Rose, pp. 61–66
  34. ^ Il loro cocchiere e una dozzina di spettatori rimasero uccisi da una bomba lanciata dall'anarchico Mateo Morales.
  35. ^ Rose, pp. 67–68
  36. ^ Diario di Re Giorgio V, 6 maggio 1910, Royal Archives, citato in Rose, p. 75
  37. ^ Pope-Hennessy, p. 421; Rose, pp. 75–76
  38. ^ Rose, pp. 82–84
  39. ^ Wolffe, John, Protestantism, Monarchy and the Defence of Christian Britain 1837–2005, in Brown, Callum G.; Snape, Michael F. (a cura di), Secularisation in the Christian World, Farnham, Surrey, Ashgate Publishing, 2010, pp. 63–64, ISBN 978-0-7546-9930-9.
  40. ^ Rayner, Gordon (10 November 2010) "How George V was received by the Irish in 1911", The Telegraph
  41. ^ Rose, p. 136
  42. ^ Circa un uccello ogni 20 secondi
  43. ^ Windsor, pp. 86–87
  44. ^ Rose, p. 115
  45. ^ Rose, pp. 112–114
  46. ^ Rose, p. 114
  47. ^ Rose, pp. 116–121
  48. ^ Rose, pp. 121–122
  49. ^ Rose, pp. 120, 141
  50. ^ Rose, pp. 121–125
  51. ^ Rose, pp. 125–130
  52. ^ Rose, p. 123
  53. ^ Rose, p. 137
  54. ^ Rose, pp. 141–143
  55. ^ Rose, pp. 152–153, 156–157
  56. ^ Rose, p. 157
  57. ^ Nicolson, p. 308
  58. ^ (EN) The London Gazette (PDF), nº 30186, 17 luglio 1917, p. 7119. URL consultato il 20 febbraio 2011.
  59. ^ Rose, pp. 174–175
  60. ^ Al matrimonio di Giorgio nel 1893, The Times disse che la folla avrebbe potuto tranquillamente confondere Nicola con Giorgio dal momento che le loro barbe ed i loro vestiti erano tali da renderli facilmente confondibili (The Times (London), Friday, 7 July 1893, p. 5).
  61. ^ Nicolson, p. 310
  62. ^ Clay, p. 326; Rose, p. 173
  63. ^ Nicolson, p. 301; Rose, pp. 210–215; Sinclair, p. 148
  64. ^ Rose, p. 210
  65. ^ John Crossland, British Spies In Plot To Save Tsar, in The Sunday Times, 15 ottobre 2006.
  66. ^ Sinclair, p. 149
  67. ^ Pope-Hennessy, p. 511
  68. ^ Pinney, Thomas (ed.) (1990) The Letters of Rudyard Kipling 1920–30, Vol. 5, University of Iowa Press, note 1, p. 120, ISBN 978-0-87745-898-2
  69. ^ Rose, p. 294
  70. ^ David Sinclair (1988): Two Georges: The Making of the Modern Monarchy, pag.105, Londra: Hodder and Stoughton. ISBN 0-340-33240-9
  71. ^ Istituzione storica, frutto degli Accordi Sykes-Picot del 1916, che permise al Regno Unito di governare la Palestina tra il 1920 e il 1948
  72. ^ Velde, François (19 April 2008), "Marks of Cadency in the British Royal Family", Heraldica, retrieved 1 May 2010.
  73. ^ a b Boucher, Maurice (1973) Spes in Arduis: a history of the University of South Africa, Pretoria: UNISA, pp. 74 and 114
  74. ^ The Times (London), 1 June 1901, p. 3
  75. ^ The Times (London), Saturday, 12 October 1901, p. 5
  76. ^ The Times (London), Wednesday, 16 October 1901, p. 3
  77. ^ a b The Times (London), Monday, 5 May 1902, p. 10
  78. ^ The Times (London), 22 August 1901, p. 3

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