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Zagan Pascià

militare e politico ottomano
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Zağanos Pascià (... – ...) è stato un importante comandante militare e politico ottomano, durante il regno di Maometto II.

Türbe di Zagan Pascia

Di origini ignote, probabilmente illiriche o albanesi, Zağanos Pascià si convertì forzatamente all'Islam all'età di 13 anni. Reclutato tra i giannizzeri, seppe imporsi ai vertici della macchina militare e politica dell'Impero ottomano, grazie alla sua abilità e alla fiducia di cui godeva presso il giovane sultano, che aveva accompagnato nel suo esilio del 1446. Ottenne il titolo di terzo visir nel 1439, di secondo visir nel 1451 e di Gran Visir il 30 maggio del 1453, giorno della presa di Costantinopoli. Durante l'assedio di Costantinopoli Zağanos ebbe un ruolo preminente, pianificando gli attacchi alle mura tramite genieri e torri mobili in legno. Il 26 maggio, convocato nel consiglio di guerra, si oppose alle argomentazioni del Gran Visir Çandarli Halil, favorevole ad una soluzione pacifica dell'assedio e ad una tregua con i Cristiani (in quanto preoccupato da una eventuale reazione delle potenze dell'Europa occidentale), rilevando che difficilmente queste si sarebbero mosse e additando al giovane sultano l'esempio di Alessandro il Grande, il condottiero che questi aveva come modello di riferimento. Maometto II venne convinto da queste argomentazioni, ma inviò comunque Zaganos a sondare l'umore dei soldati, contando sulla capacità di convincimento di questi. Il giorno dell'assalto finale Zaganos dispiegò i suoi uomini all'assalto delle mura di Blachernae, inviando inoltre rinforzi alle truppe navali schierate verso il Corno d'Oro. Durante i combattimenti sulle mura Zaganos inviò una squadra di giannizzeri, guidata da un uomo di possente corporatura di nome Hasan di Ulubad il cui contributo fu decisivo per seminare il panico tra gli esausti difensori. Il 1º maggio, nelle nuove vesti di Gran Visir, negoziò la resa della colonia genovese di Galata. Nei giorni successivi alla battaglia, Zaganos riscattò diversi nobiluomini veneziani catturati, tra i quali Jacopo Contarini, sborsando una somma di diverse decine di migliaia di ducati, al fine di accrescere il proprio prestigio agli occhi della Repubblica di Venezia. Nel 1456 Zaganos cadde in disgrazia a corte, venendo additato come capro espiatorio della fallimentare spedizione contro Belgrado: la figlia venne espulsa dall'harem imperiale ed egli si ritirò nella città di Balıkesir, dove aveva dei possedimenti. Qui fece costruire una moschea, che tuttora porta il suo nome, nella quale venne sepolto, ospitante le tombe di diversi altri membri della sua famiglia. Nel 1459 venne tuttavia riabilitato, venendo nominato Kapudan Pascià (ammiraglio) della nascente flotta ottomana, in rapida espansione. Nel 1460 divenne governatore della Tessaglia e della Macedonia. A Istanbul vi è ancora una torre che porta il suo nome, così denominata in suo onore dal sultano dopo la presa di Costantinopoli.

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