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Zenit

uno dei poli dell'orizzonte, opposto del nadir
Nota disambigua.svg Disambiguazione – "Zenith" rimanda qui. Se stai cercando altri significati, vedi Zenit (disambigua) e Zenith (disambigua).
La sfera celeste: zenit e nadir in evidenza. In beige, il piano dell'orizzonte astronomico; in azzurro l'emisfero celeste visibile, in blu quello invisibile; C è il centro della Terra e della sfera celeste, mentre O è l'osservatore terrestre.

In astronomia, o nella osservazione del cielo, lo zenit[1] è il punto che congiunge idealmente la volta celeste e il piano terrestre (luogo dell'osservatore; per il cui centro passa la retta d'unione, ad esso perpendicolare); detto altrimenti, è il punto immaginario situato sopra la testa dell'osservatore. Il punto diametralmente opposto allo zenit (o il suo antipodo) è il nadir (individuabile in modo analogo). I punti sulla sfera celeste, lo Zenit e il Nadir equivalgono ai poli celesti nord e sud quando l'osservatore è situato al Polo nord.

Indice

EtimologiaModifica

Il termine deriva dalla locuzione araba samt al-ra's /-ru'ūs ('via o direzione della testa / delle teste'), ove samt è un calco sul greco semeion. Traslitterato in latino con zamt al-ra's e quindi con zan 'athe, il termine sarà impiegato nel XII secolo da Platone Tiburtino sotto la forma zenith capitis o z. capitum.

Un esempio pratico del suo uso è quando il sole si trova allo zenit rispetto a un : un fenomeno che si verifica soltanto all'equatore (a mezzogiorno) durante gli equinozi oppure ai rispettivi tropici durante i solstizi.

NoteModifica

  1. ^ o zenite, zenitte o zenito nelle sue varianti arcaiche

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