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Affresco della Zuffa tra pompeiani e nocerini

La zuffa tra Pompeiani e Nocerini fu un tumulto occorso a Pompei nel 59 d.C. e documentato anche da una pittura su una casa plebea negli scavi di Pompei, conservata oggi al Museo Archeologico Nazionale di Napoli.

Indice

StoriaModifica

Tacito (Annales, XIV, 17) ricorda come in quell'anno, durante uno spettacolo di gladiatori nell'anfiteatro di Pompei, iniziarono alcuni screzi tra gli abitanti di Pompei e quelli di Nuceria Alfaterna. I primi erano infatti ancora risentiti per la deduzione a colonia di Nuceria (57), a svantaggio della vicina Pompei, che perse così parte del suo territorio agricolo.

Durante i giochi, dalle ingiurie si passò alle sassate e poi alle armi. Alla fine dei tumulti erano soprattutto i Nocerini i più danneggiati, e molti di essi rimasero uccisi o tornarono a casa feriti.

L'imperatore Nerone portò la vicenda al Senato romano e venne deliberata la chiusura dell'anfiteatro pompeiano per dieci anni e lo scioglimento dei collegia; il senatore Livineio Regolo, organizzatore dei giochi, e gli altri incitatori della rissa vennero esiliati.

L'interdizione dello stadio fu poi ridotta a soli due anni, probabilmente per l'intervento di Poppea, che pare possedesse una villa da quelle parti (le è stata attribuita quella rinvenuta a Oplonti, a Torre Annunziata). Forse influì anche il terremoto di Pompei del 62.

Testimonianze archeologicheModifica

Da Pompei provengono diverse testimonianze archeologiche relative all'avvenimento. La più famosa riguarda l'affresco scoperto nella Casa della Rissa nell'Anfiteatro, mentre dalla Casa dei Dioscuri proviene un graffito che fa riferimento all'accaduto:

(LA)

«Campani Victoria una/cum nucerinis peristis»

(IT)

«O Campani, siete morti insieme ai Nocerini in quella vittoria»

(CIL IV, 01293)

BibliografiaModifica

  • Carlo Barberis, Storia delle civiltà antiche, vol. 2, Principato, 1990.
  • Paolo Esposito, Il racconto della strage, Loffredo, 1987

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