Raffaele Fitto
| Raffaele Fitto | |
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Raffaele Fitto (2011) |
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| Ministro per i Rapporti con le Regioni e la Coesione Territoriale | |
| Durata mandato |
8 maggio 2008 – 16 novembre 2011 |
| Presidente | Silvio Berlusconi |
| Predecessore | Linda Lanzillotta |
| Successore |
Piero Gnudi (Affari Regionali) Fabrizio Barca (Coesione Territoriale) |
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| Presidente della Regione Puglia | |
| Durata mandato |
16 aprile 2000 – 4 aprile 2005 |
| Predecessore | Salvatore Distaso |
| Successore | Nichi Vendola |
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| Dati generali | |
| Partito politico | PdL |
| on. Raffaele Fitto | |
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| Parlamento italiano Camera dei deputati |
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| Luogo nascita | Maglie |
| Data nascita | 28 agosto 1969 |
| Titolo di studio | Laurea in Giurisprudenza |
| Professione | Politico |
| Partito | Popolo della Libertà |
| Legislatura | XV, XVI |
| Gruppo | Popolo della Libertà |
| Coalizione | con Lega Nord e MpA |
| Circoscrizione | XXI (Puglia) |
| Incarichi parlamentari | |
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XV Legislatura
XVI Legislatura
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| Pagina istituzionale | |
Raffaele Fitto (Maglie, 28 agosto 1969) è un politico italiano, ministro per gli Affari Regionali nel Governo Berlusconi IV dal 2008 al 2011.
È figlio del politico democristiano Salvatore Fitto, presidente della Regione Puglia dal 1985 al 1988.
Biografia
Dopo aver conseguito la maturità scientifica (voto di 38/60), nel 1994 si laurea in Giurisprudenza con il voto di 108/110[1]. Inizia intanto la carriera politica nella DC, nelle file della quale è eletto consigliere regionale nel maggio 1990.
Nel 1994 aderisce al Partito Popolare Italiano e nel 1995 ai Cristiani Democratici Uniti. Riconfermato consigliere regionale in occasione delle elezioni regionali pugliesi del 1995, diventa vicepresidente della Regione Puglia nella giunta di centrodestra di Salvatore Distaso.
Nel 1998 lascia il CDU e fonda, insieme ad altri esponenti del partito, i Cristiani Democratici per la Libertà, con lo scopo di proseguire l'alleanza con la coalizione di centro-destra del Polo per le Libertà. Dal 1999 al 2000 è parlamentare europeo.
In occasione delle elezioni regionali pugliesi del 2000, Fitto si candida alla presidenza della regione con il sostegno del Polo e riesce a sconfiggere l'esponente ulivista Giannicola Sinisi con il 53,9% dei consensi. Fitto diviene così il più giovane presidente di Regione italiano. Ricandidatosi alle elezioni regionali pugliesi del 2005 è sconfitto dal candidato di centro-sinistra Nichi Vendola per 14.000 voti, pari allo 0,6%.
Coordinatore Regionale di Forza Italia fino al 2009, Fitto è stato per un anno a capo dell'opposizione di centrodestra in Consiglio Regionale, prima di dimettersi, optando per il seggio di parlamentare.
Nelle elezioni politiche 2006 è eletto alla Camera dei deputati nella circoscrizione Puglia. È stato componente della I Commissione della Camera, Affari Costituzionali. Nel 2006 è stato nominato da Silvio Berlusconi responsabile di Forza Italia per l'Italia meridionale. Nel dicembre 2007 è nominato responsabile, per il Popolo della Libertà, ai Rapporti con altri partiti e movimenti.
Alle elezioni politiche 2008 è rieletto alla Camera dei deputati nella circoscrizione Puglia.
Nel maggio 2008 è nominato Ministro degli Affari Regionali e le Autonomie Locali del Governo Berlusconi IV.
All'indomani delle elezioni regionali del 2010, considerato l'esito negativo per il centro-destra nella regione Puglia, rassegna le proprie dimissioni da Ministro, assumendosi piena responsabilità della sconfitta elettorale[2], ma il Consiglio dei ministri le respinge[3].
Nel giugno 2010 alle funzioni di ministro per gli affari regionali si aggiunge quello per "la coesione territoriale" con alle dipendenze il Dipartimento per lo sviluppo e la coesione economica, precedentemente del Ministero dello sviluppo economico, [4]
Provvedimenti giudiziari
Rinvio a giudizio per peculato, corruzione, abuso d'ufficio e illecito finanziamento ai partiti
Il 20 giugno 2006 la Procura di Bari ha chiesto alla Camera dei deputati gli arresti domiciliari di Fitto con l'accusa di illecito affidamento dell'appalto di gestione di 11 residenze sanitarie di proprietà dell'imprenditore romano della sanità Giampaolo Angelucci. Il Gruppo Angelucci ha versato 500.000 euro alla lista di Fitto La Puglia prima di tutto in occasione delle elezioni regionali del 2005. Secondo il gruppo (Tosinvest), si tratta di un regolare finanziamento registrato a bilancio. Per la Procura di Bari si tratta invece di una tangente pagata per assicurarsi l'appalto da 198 milioni di euro con cui Angelucci ha ottenuto la gestione delle undici residenze sanitarie "assistite" dalla Regione Puglia[5]. La Camera ha respinto l'autorizzazione a procedere con l'arresto con 457 voti favorevoli su 462 presenti.
Il sequestro della somma in questione è stato confermato il 7 luglio 2008 dal Tribunale del riesame e il 20 aprile 2009 dalla Corte di Cassazione.[6]
Il 12 ottobre 2009 la Procura di Bari ha chiesto il rinvio a giudizio per Fitto, per Giampaolo Angelucci e per 78 dei 90 imputati [7]. Secondo la tesi dell'accusa, Fitto sarebbe colpevole di associazione per delinquere, peculato, concussione, corruzione, falso, abuso d'ufficio e illecito finanziamento ai partiti. L'11 dicembre 2009 il giudice per l'udienza preliminare ha rinviato a giudizio Fitto per abuso d'ufficio, due episodi di corruzione, finanziamento illecito ai partiti, peculato e un altro abuso. È stato invece dichiarato il non luogo a procedere per i reati di associazione a delinquere, per tre episodi di falso e per concussione[8].
Rinvio a giudizio per concorso in turbativa d'asta e di interesse privato
Il 3 febbraio 2009, Raffaele Fitto è stato rinviato a giudizio con l'accusa di concorso in turbativa d'asta e di interesse privato del curatore fallimentare per aver venduto a prezzo di favore (per sette milioni di euro, a fronte di un valore stimato di 15,5 milioni di euro) la società commerciale Cedis (fallita nel 2005) a un contraente predeterminato (la società Sviluppo Alimentare, riconducibile all'imprenditore Brizio Montinari) durante la sua presidenza della Regione Puglia. La Cedis si trovava in procedura di amministrazione straordinaria e, secondo le accuse, Fitto sarebbe stato 'concorrente estraneo' in questa vicenda, giocando il ruolo di 'referente politico' di alcuni fra gli indagati per i quali la procura ha chiesto il rinvio a giudizio[9]. Il processo è stato fissato dinanzi al giudice monocratico del tribunale di Bari al 12 maggio 2009. Alla fine di marzo 2009 arrivano alla Procura di Bari le ispezioni dei tecnici del Ministero della Giustizia, inviati in Puglia dal guardasigilli Angelino Alfano, nonché collega del ministro Fitto. Il 4 aprile 2009 il Consiglio Superiore della Magistratura ha archiviato una denuncia esposta da Raffaele Fitto contro i pubblici ministeri pugliesi, aprendo un nuovo fascicolo al fine di scongiurare eventuali ingerenze politiche in una vicenda d'ambito squisitamente giurisdizionale[10], una decisione quindi volta ad assicurare l'indipendenza e la continuità del lavoro dei pubblici ministeri. Nel frattempo il ministro Fitto descrive i magistrati inquirenti come "un manipolo di legionari", e il CSM come espressione di una casta.[10][11].
Procedimento per abuso d'ufficio
Il 25 settembre 2009 si apprende che Fitto, insieme al collega ministro Angelino Alfano, risulta indagato per abuso d'ufficio[12][13] per l'ispezione alla procura di Bari del 31 marzo 2009, disposta dal ministro Alfano su esposto di Fitto nei confronti dei magistrati titolari delle indagini su di lui. Successivamente il procedimento è stato archiviato.[14]
Note
- ^ Biografia
- ^ «Provinciali al centrodestra. Si dimette Fitto», ansa.it, 29-03-2010.
- ^ «Dimissioni di Fitto, il Consiglio dei ministri le respinge. Come previsto», Corriere del Mezzogiorno, 01-04-2010.
- ^ Dipartimento per gli Affari Regionali - Il Ministro: delega
- ^ Fonte: "Se li conosci li eviti. Raccomandati, riciclati, condannati, imputati, ignoranti, voltagabbana, fannulloni del nuovo Parlamento" (Peter Gomez e Marco Travaglio, 2008, Chiarelettere, Collana Principioattivo).
- ^ Wallstreetitalia.com [1] 21 aprile 2009
- ^ Repubblica.it [2] 12 ottobre 2009
- ^ Repubblica.it, Bari [3] 11 dicembre 2009
- ^ RaiNews24 [4] 3 febbraio 2008
- ^ abCorriere del Mezzogiorno - Affari regionali [5] 4 aprile 2009
- ^ la Repubblica Bari [6] 11 aprile 2009
- ^ La Gazzetta del Mezzogiono [7]
- ^ Ilsalvagente.it [8]
- ^ «Il procedimento - Abuso d’ufficio, archiviazione per Alfano e Fitto». Il giornale, 23 dicembre 2009. URL consultato in data 12 dicembre 2010.
Collegamenti esterni
- Sito personale
- Scheda sul sito del Governo Italiano
- Ministero per gli Affari Regionali
- Biografia sul sito maglieweb.it
- Discussione della domanda di autorizzazione a eseguire la misura cautelare degli arresti domiciliari
| MPE italiano | Gruppo | Lista di elezione | Partito italiano | Area | Preferenze |
|---|---|---|---|---|---|
| 1999 - giu 2000 | PPE-DE | FI | FI | Italia Meridionale | 128.637 |
| Predecessore | Ministro per i Rapporti con le Regioni e per la Coesione Territoriale | Successore |
|---|---|---|
| Linda Lanzillotta | 8 maggio 2008 - 16 novembre 2011 |
Piero Gnudi (Affari regionali) Fabrizio Barca (Coesione Territoriale) |
| Predecessore | Presidente della Regione Puglia | Successore | |
|---|---|---|---|
| Salvatore Distaso | 2000 - 2005 | Nichi Vendola |