'Alamgir II

ʿĀlamgīr II
Brooklyn Museum - Emperor Alamgir II - Sukha Luhar.jpg
ʿĀlamgīr II (Brooklyn Museum)
Padishāh (Gran Mogol)
In carica 3 giugno 1754 – 29 novembre 1759
Predecessore Aḥmad Shāh Bahādur
Successore Shāh Jahān III
Nome completo ʿAzīz al-Dīn ʿĀlamgīr II
Nascita Burhanpur, 6 giugno 1699
Morte Kotla Fāteḥ Shāh, 29 novembre 1759
Sepoltura Tomba di Humayun
Luogo di sepoltura Delhi
Casa reale Moghul
Dinastia Timuridi
Padre Jahāndār Shāh
Madre Anup Bai
Consorte Zaynat Maḥal
Fayż Bakht Begūm
ʿAzīzābādī Maḥal
Laṭīfa Begum
Zaynat Afruz Begūm
Aurangābādī Maḥal
Figli Shah 'Alam II
Mirza Muhammad 'Ali Asghar Bahadur
Mirza Muhammad Harun Hidayat Bakhsh Bahadur
Mirza Tali Murad Shah Bahadur
Mirza Jamiyat Shah Bahadur
Mirza Muhammad Himmat Shah Bahadur
Mirza Ahsan al-Din Muhammad Bahadur
Mirza Mubarak Shah Bahadur

ʿĀlamgīr II (Burhanpur, 6 giugno 1699Kotla Fāteḥ Shāh, 29 novembre 1759) fu Gran Mogol dal 1754 al 1759.

ʿĀlamgīr II (in urdu: عالمگير ثانی‎, ʿĀlamgīr thānī[1]) (6 giugno 1699 – 29 novembre 1759) è stato Imperatore mughal dell'India dal 3 giugno 1754 al 29 novembre 1759, anno della sua morte. Era figlio dell'Imperatore Jahāndār Shāh.

Nato col nome di ʿAzīz al-Dīn, secondo figlio di Jahāndār Shāh, fu elevato al trono dopo che ʿImād al-Mulk ebbe deposto Aḥmad Shāh Bahādur nel 1754. Ascendendo al trono, egli assunse il titolo di ʿĀlamgīr e provò a imitare lo stile di vita austero e di governo di Aurangzeb (detto anche ʿĀlamgīr I).
Al tempo del suo accesso al trono aveva già 55 anni e non aveva alcuna esperienza di governo, avendo trascorso la maggior parte della sua vita in carcere.
Fu un sovrano debole, con ogni potere nelle mani del suo visir Ghāzī al-Dīn ʿImād al-Mulk.

Nel 1756, Aḥmad Shāh Abdālī invase l'India ancora una volta e prese Delhi, saccheggiando Mathura (Uttar Pradesh). I Maratha divennero maggiormente potenti grazie alla loro collaborazione con Ghazi al-Din Khan Firuz Jung III (ʿImād al-Mulk) e dominarono l'India settentrionale, raggiungendo l'acme della loro espansione: cosa che causò grandi problemi per l'Impero mughal, già reso debole da un sovrano abbastanza inetto. Le relazioni tra ʿĀlamgīr II e il suo visir usurpatore ʿImād al-Mulk si deteriorarono e l'Imperatore fu ucciso dal visir. Il figlio di ʿĀlamgīr II, ʿAlī Jawhar sfuggì alla persecuzione abbandonando Delhi, mentre Shāh Jahān III veniva posto sul trono mughal.

Primi anniModifica

ʿĀlamgīr II aveva 7 anni quando il bisnonno Aurangzeb morì in Deccan. Dopo la morte del nonno, Bahādur Shāh I, e la guerra di successione che ne seguì, suo padre Jahāndār Shāh venne sconfitto dal successivo Imperatore mughal, Farrukh Siyar.

ʿAziz al-Dīn fu imprigionato nel 1714 e rilasciato 40 anni dopo, nel 1754, dal visir usurpatore ʿImād al-Mulk, che riteneva ʿAziz al-Dīn una personalità fragile che non si sarebbe opporta al suo regime. Quindi, il 2 giugno 1754, ad ʿAziz al-Dīn fu assegnato dal visir stesso il titolo di ʿĀlamgīr II, che intendeva seguire le rigide orme moralistiche di Aurangzeb.

Successione al tronoModifica

 
ʿImād al-Mulk a un banchetto da lui fatto organizzare.

ʿImād al-Mulk era con ogni evidenza un uomo senza principi e scrupoli ed era diffusamente criticato per il suo esasperato egoismo. Assunse mercenari maratha perché facessero tutto ciò che gli faceva comodo[2] e s'impadronì dell'intero ammontare degli introiti statali, affamando la stessa famiglia di ʿĀlamgīr II. Perseguitò anche ʿAlī Jawhar, il primogenito di Muḥyī al-Sunna.

Le pessime relazioni tra l'Imperatore e il suo visir arrivarono al punto che ʿImād al-Mulk fece assassinare ʿĀlamgīr II nel novembre del 1759.

RegnoModifica

Dopo l'avvento di ʿĀlamgīr II, l'Impero Mughal aveva perseguito un processo di nuova centralizzazione del suo potere, in particolare quando molti Nawwāb avevano cercato il favore dell'Imperatore Mughal e di cooordinare il proprio contrasto e la propria resistenza ai Maratha: sviluppo questo chiaramente sgradito a ʿImād al-Mulk) che cercava di rafforzare il suo potere autoritario grazie al suo sostegno imperterrito dei Maratha.

Alleanza con l'Impero DurraniModifica

Nel 1755, il popolare viceré mughal del Punjab, Muʿīn al-Mulk morì e la sua vedova Mughlam Begūm invocò disperatamente l'aiuto di Aḥmad Shāh Abdālī per arrestare la lotta di successione e soffocare i rivoltosi Sikh delle regioni orientali.

Aḥmad Shāh e le sue forze marciarono allora su Lahore nel 1756 e nominò suo figlio Tīmūr Shāh Durrānī nuovo viceré a Lahore, sotto la protezione delle armi del comandante Jahān Khān e Adina Beg come Faujdar del Doāb. Aḥmad Shāh Durrānī saccheggiò poi le regioni sikh e hindu delle instabili e irrequiete regioni orientali del Punjab.

Marciò poi su Delhi nell'ottobre del 1757 e l'Imperatore mughal ʿĀlamgīr II gli andò incontro coi suoi cortigiani come Shāh Walīullāh, nobili come Najīb al-Dawla, e la famiglia imperiale stessa. Subito dopo le forze di Aḥmad Shāh Durrānī impegnarono in combattimento quelle maratha, minacciando di travolgere e metter fine al regime di ʿImād al-Mulk.

Le relazioni di Aḥmad Shāh Durrānī col sovrano mughal si fecero ancor più strette quando Tīmūr Shāh Durrānī fu destinato dal padre a diventare pretendente alla mano della figlia di ʿĀlamgir II, Zuhra Begūm. Aḥmad Shāh Durrānī stesso sposò Hażrat Begūm, figlia del precedente imperatore mughal Muḥammad Shāh.[3]

Aḥmad Shāh Durrānī tornò a Kabul, lasciando le sue forze al figlio Tīmūr Shāh Durrānī per consolidarne il potere, disponendo la fusione a Lahore del cannone Zamzama, grazie alle competenze dei tecnici mughal.

Fu in questo affiancato da Moḥammad Bahawal Khān II di Bahawalpur, dal Nawwāb Amīr, sempre di Bahawalpur, e da Muḥammad Nāṣir Khān I del Khanato di Kalat.[4]

Assedio di Delhi (1757)Modifica

 
Forte Patthargarh (lett. "roccaforte di pioetra") fuori Najībābād, edificata da Najīb al-Dawlah nel 1755, durante il regno dell'Imperatore mughal ʿĀlamgīr II.

NoteModifica

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

  Portale India: accedi alle voci di Wikipedia che parlano dell'India