Élite (sociologia)

gruppo o classe di persone che godono di uno stato intellettuale, sociale o economico superiore

Il termine élite definisce un insieme di persone considerate le più colte e autorevoli in un determinato gruppo sociale, dotate quindi di maggiore prestigio, che nella sociologia di Pareto sono gli individui più capaci in ogni ramo dell'attività umana.

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SociologiaModifica

Spesso viene utilizzato per designare un ristretto sottogruppo di un sovraordinato gruppo o categoria sociale, a tale sottogruppo viene attribuita una specifica o generica superiorità rispetto alla restante parte del corpo sociale di riferimento; il consenso a tale attribuzione può essere più o meno generale e, al limite, circoscritto agli stessi membri della élite.

Benché il termine sia intrinsecamente elogiativo, quando è adoperato da coloro che non ne condividono l'attribuzione assume un connotato dispregiativo (esempio: le auto-nominate élite).

Adoperato genericamente in un contesto culturale o politico, indica la ristretta cerchia di persone che vi ha un ruolo predominante rispetto al resto della popolazione.

In ambito militare o di polizia i corpi d'élite sono quelli con funzionalità ed addestramento specifici e di prestigio superiore.

Scienza politicaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Teoria delle classi politiche.

L’antipolitica teorizza la possibilità di fare a meno di un’élite politica, continuando "così a chiedere risposte alla politica proprio mentre la priviamo degli strumenti per darcele (...) La presenza di un’élite è condizione necessaria – ancorché non sufficiente – di un’azione politica e amministrativa minimamente sensata. E che un’élite non è un insieme casuale di persone più o meno competenti (...) ma una creatura storica complessa e delicata, che per nascere e svilupparsi ha bisogno di tempo, risorse, regole, fiducia, valori e linguaggi condivisi. Un’élite assomiglia insomma parecchio a quella cosa detestabile che chiamiamo «casta»: non è facile distinguere l’una dall’altra, tanto gli aspetti positivi dell’élite e quelli negativi della casta sfumano gli uni negli altri"[1].

NoteModifica

  1. ^ Così Giovanni Orsina, PERCHE' LA POLITICA HA BISOGNO DI UNA ELITE, La Stampa, 22 dicembre 2016: vi si ricorda anche che, nel 1922, Ortega y Gasset scrisse che «È un errore madornale» saltare dal fallimento di un’élite alla conclusione che si possa fare del tutto a meno di qualsiasi élite, in virtù magari di «teorie politiche e storiche che presentano come ideale una società esente di aristocrazia». «Poiché questo è positivamente impossibile», concludeva il filosofo, «la nazione accelera la sua parabola di decadenza».

BibliografiaModifica

  • Giorgio Sola, Élites, teoria delle, in Enciclopedia delle scienze sociali, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1993. URL consultato il 3 febbraio 2016.
  • Giorgio Sola, Elites, in Enciclopedia del Novecento, III Supplemento, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2004. URL consultato il 3 febbraio 2016.

Voci correlateModifica