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La 66a 500 Miglia di Indianapolis si è corsa all'Indianapolis Motor Speedway domenica 30 maggio 1982. La gara fu vinta da Gordon Johncock, che aveva già fatto sua l'edizione del 1973 accorciata a causa della pioggia. Rick Mears finì secondo per soli 16 centesimi di secondo (0,16s), il margine di vittoria più risicato fino a quel momento.

Indice

Le qualificheModifica

Le qualifiche della 500 Miglia di Indianapolis hanno uno svolgimento particolare[1]: a qualificarsi è l'accoppiata pilota-auto e ogni pilota ha tre tentativi. Qualora non sia soddisfatto del tentativo, può abortirlo o ritirare la vettura e ricominciare da zero con quella di riserva. Il Primo giorno ci si batte per a pole position, mentre nei giorni successivi ci si batteva per i posti non ancora assegnati. Una volta completato lo schieramento delle 33 vettura cominciava il bumping, dove chi non s'è ancora qualificato cerca di scalzare (inglese: to bump) dalla griglia di partenza il più lento dei piloti già qualificatosi, a prescindere dal giorno in cui lo "scalzato" (inglese: "bumped") si fosse precedentemente qualificato. Tale procedura è stata lievemente modificata a partire dal 2005, per aumentare l'interesse degli spettatori nei confronti degli altri giorni delle qualifiche.

Pole dayModifica

Il 15 maggio 1982 (il Pole Day) Kevin Cogan, pilota della Penske Racing, segna il record del giro secco a 204.638 mph e sui 4 giri di qualifica a 204.082 mph; ma pochi minuti dopo è battuto dal suo compagno di squadra Rick Mears, alla media di 207.004 mph, sempre a bordo di una Penske PC10.

Un'ora dopo le qualifiche vennero segnate dal terrificante incidente di Gordon Smiley. Entrato in pista alle 12:15, durante l'ultimo giro di riscaldamento, la sua vettura sovrasterzò all'ingresso della "Curva 3" e, a causa dell'eccessiva manovra di correzione del pilota, andò a sbattere col muso nel muro esterno a una velocità superiore ai 300 km/h. Il serbatoio della benzina esplose in una palla di fuoco, l'auto si disintegrò in almeno tre tronconi e decollò per almeno 15 metri. Il corpo di Smiley, non più protetto dall'abitacolo, carambolò in mezzo ai detriti per decine di metri. La morte fu istantanea a causa del trauma subito nell'impatto. Era dal 1973 che non c'erano lutti a Indy e ad oggi il suo è l'ultimo decesso avvenuto in qualifica[2].

La pista restò chiusa per due ore per riparazioni e alla fine della giornata si erano qualificate 20 vetture: A.J. Foyt su March 82C completava la prima fila, in seconda fila c'erano Mario Andretti e Gordon Johncock entrambi su Wildcat MK8B e Bill Whittington su una March 81C dell'anno precedente.

Second dayModifica

Domenica 16 maggio 1982, dopo la tragedia del giorno prima, poche vetture scesero in pista e solo altre due si qualificarono.

Third dayModifica

Fu un giorno di qualifiche molto affollato e lo schieramento si riempì fino alla 31a posizione. Mike Chandler fu il più veloce quel giorno alla media di 198.042 mph (318.718 km/h).

Bump dayModifica

Solo due posti erano ancora disponibili e Josele Garza e Pete Halsmer se li assicurarono subito. Nel resto della giornata solo due vetture furono scalzate. Quando mancavano ancora due ore allo scadere, Desiré Wilson rinunciò a qualificarsi, perdendo la chance di essere la seconda donna a partecipare alla 500 Miglia.

Griglia di partenzaModifica

Fila Interna Centrale Esterna
1   Rick Mears   Kevin Cogan   A.J. Foyt
2   Mario Andretti   Gordon Johncock   Bill Whittington
3   Tom Sneva   Don Whittington   Danny Ongais
4   Pancho Carter   Chip Ganassi   Johnny Rutherford
5   Danny Sullivan   Herm Johnson   Héctor Rebaque
6   Al Unser   Bobby Rahal   Howdy Holmes
7   Roger Mears   Geoff Brabham   Dennis Firestone
8   Mike Chandler   Dale Whittington   Jim Hickman
9   Johnny Parsons   George Snider   Tony Bettenhausen
10   Jerry Sneva   Chet Fillip   Gary Bettenhausen
11   Tom Bigelow   Pete Halsmer   Josele Garza

Nota: A causa dell'incidente provocato da Kevin Cogan nel giro di allineamento, le vetture di Cogan, Mario Andretti, Roger Mears e Dale Whittington furono eliminate. All'allineamento per la seconda partenza, nessuna di queste quattro vetture si presentò in griglia. Le loro posizioni furono lasciate vuote, con le prime due file composte da due sole vetture e solo 29 partenti in totale.

Il colore giallo indica che il pilota fu eliminato durante l'incidente di Cogan e non prese parte alla gara.
Il colore verde indica che il pilota fu coinvolto dall'incidente di Cogan, ma che riuscì a partire.

Non qualificatiModifica

La garaModifica

La corsa del 1982 fu una delle edizioni più combattute e spettacolari di questa classica degli sport motoristici. Al momento della partenza, le auto si allineano sul rettifilo e, quando il mossiere ordina "Gentlemen, start your engines", le 33 vetture si accodano dietro la pace-car (quell'anno era una Chevrolet Camaro Z28). Mears, in testa al gruppo, controlla tutti con una andatura blanda, e alla bandiera verde Cogan accelera a fondo, perdendo il controllo dell'auto, rimbalzando sulla March di Foyt e mettendosi di traverso sulla pista. A questo punto viene speronato da Andretti e coinvolge altre auto che tentano di schivare i rottami. La corsa viene interrotta e, dopo un'ora trascorsa a ripulire la pista, solo 29 auto sono in grado di riprendere il via. Alla seconda partenza Foyt scatta in testa seguito da Mears, Johncock e Tom Sneva. Foyt conduce per i primi 160 km poi al secondo rifornimento propiziato dalle bandiere gialle, viene superato e Tom Sneva passa a condurre davanti a Johncock e Mears.

Ad una successiva sosta per il rifornimento, i meccanici di Foyt gli inondano l'abitacolo di metanolo facendogli perdere un giro per ripulirlo e al momento di ripartire gli si blocca il cambio. Intanto in pista si è scatenata una lotta a quattro tra Mears, Johncock, Sneva e Pancho Carter. Johncock passa Mears al 160º giro, sfruttando la maggiore potenza del proprio motore, Rick gli si accoda e rientra per l'ultimo rifornimento al 183º giro, quando ne mancano ancora 17 alla fine, ma perde parecchio tempo sia perché Herm Johnson sulla Eagle lo ostacola nella corsia di rallentamento, sia perché la sua squadra per errore gli effettua un pieno completo invece di un veloce rabbocco.

 
Gordon Johncock precede Rick Mears nelle fasi finali della gara.

Johncock, rimasto in pista, aveva aumentato il suo vantaggio, mentre Mears si lancia in un disperato inseguimento. Due giri dopo la sosta di Mears è il momento del pit stop per Johncock: la Patrick Racing fa una sosta veloce e perfetta rabboccandogli solo il carburante strettamente necessario a completare la gara e al rientro in pista il pilota si ritrova ancora davanti a Mears con 11 secondi di vantaggio: è battaglia fino al traguardo, la Wildcat di Johncock sottosterza mentre la Penske di Mears è appesantita dal pieno di carburante, inoltre in pista ci sono solo altre 6 auto e quindi non si può ottenere vantaggio nei doppiaggi.

Il distacco va via via riducendosi: a dieci giri dalla fine Mears si trova a 9,5 secondi e quando mancano cinque giri al traguardo il distacco e sceso a meno di 4 secondi. A due giri al termine Mears è ormai a meno di un secondo e cerca il punto migliore per sorpassare il rivale, ultimo giro Mears è nella scia di Johncock e a 350 km/h entra all'interno nella Curva Uno: sembra quasi riuscire nel suo intento, ma Johncock sfrutta tutta la sua esperienza (ha già corso 18 edizioni della 500 Miglia) e lo stringe all'interno nella parte della pista dove c'è poca aderenza e lo costringe ad alzare il gas e ad accodarsi nuovamente. Alle curve successive Johncock è ancora in testa e l'unica possibilità per Mears è un sorpasso all'ultimo metro sul rettilineo d'arrivo. Ma non ha più abbastanza slancio e dopo 804 km di gara i due piloti sfrecciano sul traguardo con un distacco di 16 centesimi di secondo.

Classifica finaleModifica

Arrivo In Griglia Nome Qual.(mph) Rank Giri Al comando Status
1 5 20   Gordon Johncock 201.884 5 200 57
2 1 1   Rick Mears 207.003 1 200 77
3 10 3   Pancho Carter 198.950 10 199 0 Flagged
4 7 7   Tom Sneva 201.028 7 197 31 motore
5 16 10   Al Unser 195.567 23 197 0 Flagged
6 8 91   Don Whittington 200.725 8 196 2 Flagged
7 24 42   Jim Hickman 196.217 18 189 0 Flagged
8 12 5   Johnny Rutherford 197.066 16 187 0 motore
9 14 28   Herm Johnson 195.929 19 186 0 Flagged
10 18 30   Howdy Holmes 194.469 32 186 0 Flagged
11 17 19   Bobby Rahal 194.700 29 174 0 Engine
12 30 8   Gary Bettenhausen 195.673 22 158 0 Engine
13 15 52   Héctor Rebaque 195.684 21 150 0 incendio
14 13 53   Danny Sullivan 196.292 17 148 0 incidente alla Curva 4
15 11 12   Chip Ganassi 197.705 13 147 0 Engine
16 6 94   Bill Whittington 201.658 6 121 0 Engine
17 22 68   Mike Chandler 198.042 12 104 0 cambio
18 31 27   Tom Bigelow 194.784 28 96 0 Engine
19 3 14   A.J. Foyt 203.332 3 95 32 Trasmissione
20 25 34   Johnny Parsons 195.929 20 92 0 Spin
21 26 35   George Snider 195.493 24 87 0 Engine
22 9 25   Danny Ongais 199.148 9 62 1 incidente alla Curva 2
23 28 69   Jerry Sneva 195.270 26 61 0 incidente alla Curva 2
24 29 39   Chet Fillip 194.879 27 60 0 incidente alla Curva 2
25 32 66   Pete Halsmer 194.595 30 38 0 Trasmissione
26 27 16   Tony Bettenhausen, Jr. 195.429 25 37 0 incidente rettilineo d'arrivo
27 21 75   Dennis Firestone 197.217 15 37 0 Rear End
28 20 21   Geoff Brabham 198.906 11 12 0 Engine
29 33 55   Josele Garza 194.500 31 1 0 Engine
30 2 4   Kevin Cogan 204.082 2 0 0 incidente giro allineamento
31 4 40   Mario Andretti 203.172 4 0 0 incidente giro allineamento
32 19 31   Roger Mears 194.154 33 0 0 incidente giro allineamento
33 23 95   Dale Whittington 197.694 14 0 0 incidente giro allineamento

NoteModifica

  1. ^ (EN) descrizione grafica della procedura
  2. ^ Dr. Steve Olvey, (Indycar Medical Director tra il 1979 e il 2003), "Rapid Response" (pp 98-99)
  3. ^ Il Team Intermedics Innovator (vettura #35) strinse un'alleanza con il Patrick Racing; di conseguenza George Snider si qualificò per la gara con la vettura di riserva di Smiley ottenendo il 26º posto in griglia.

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Collegamenti esterniModifica

Articolo su Motorsportblog.it