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Accordi europei di cambio

Situazione aggiornata a giugno 2014:

     Zona euro

     UE appartenenti all'AEC II con opt-out

     UE non appartenenti all'AEC II

     UE non appartenenti all'AEC II con opt-out

     Non UE che usano bilateralmente l'euro

     Non UE che usano unilateralmente l'euro

Gli Accordi europei di cambio - AEC (o Exchange Rate Mechanism - ERM o anche "Meccanismo di cambio europeo" - MCE) sono i componenti di un sistema introdotto nell'Unione europea durante il 1979, appartenenti al sistema monetario europeo (SME). Il loro fine era la riduzione della variabilità del tasso di cambio tra le valute dell'Unione europea per raggiungere la stabilità monetaria.

AECModifica

Gli accordi europei di cambio iniziarono nel marzo del 1979 con gli allora membri della comunità europea (con eccezione del Regno Unito). Gli AEC sono stati stipulati per fissare le oscillazioni delle valute nazionali entro un intervallo limitato nei confronti dell'ECU, appositamente creato per lo scopo[1].

Gli AEC terminarono il 31 dicembre 1998, per introdurre un sistema più robusto e meno vulnerabile alle speculazioni.

AEC IIModifica

Il 31 dicembre 1998 i tassi di cambio dell'ECU dei paesi appartenenti all'eurozona furono fissati irrevocabilmente, stabilendo altresì che il valore dell'euro corrispondesse a quello dell'ECU.

Nel 1999 gli AEC II hanno rimpiazzato il precedente accordo. Facevano parte di questo sistema le valute di Grecia e Danimarca, ma nel 2001 anche la Grecia ha introdotto l'euro e perciò la corona danese è rimasta, fino al 2004 e dal 2015, l'unica valuta partecipante.

Poiché per tutti i nuovi Stati membri dell'Unione europea è obbligatorio aderire all'euro, essi si impegnano a sostituire le valute nazionali con la moneta unica. Passo principale da compiere è l'ingresso delle diverse valute nel nuovo meccanismo di cambio europeo.

Nel corso degli anni, vari stati sono entrati nel sistema AEC II e usciti una volta adottato l'euro; tra questi ci sono:

Nazione Ingresso
nell'UE
Ingresso negli
accordi AEC II
Adozione
dell'euro
  Danimarca 1º gennaio 1973 1º gennaio 1999
  Grecia 1º gennaio 1981 1º gennaio 2001
  Svezia 1º gennaio 1995
  Slovenia 1º maggio 2004 28 giugno 2004 1º gennaio 2007
  Cipro 2 maggio 2005 1º gennaio 2008
  Malta
  Slovacchia 25 novembre 2005 1º gennaio 2009
  Estonia 28 giugno 2004 1º gennaio 2011
  Lettonia 2 maggio 2005 1º gennaio 2014
  Lituania 28 giugno 2004 1º gennaio 2015
  Polonia
  Rep. Ceca
  Ungheria
  Bulgaria 1º gennaio 2007 luglio 2019[2]
  Romania
  Croazia 1º luglio 2013

Non si conoscono ad oggi le date degli ingressi delle valute degli altri Stati membri dell'Unione europea che non hanno ancora aderito a questo sistema: la corona svedese, lo złoty polacco, la corona ceca, il fiorino ungherese, il leu rumeno e la kuna croata.

I paesi dell'UE che non hanno ancora adottato l'euro devono partecipare per almeno due anni a questo sistema prima di essere ammessi nell'eurozona. Tale regola è stata applicata a tutti gli stati membri che hanno aderito all'euro dopo il 1999.

NoteModifica

  1. ^ (EN) Glossary: European Monetary System (EMS), su ec.europa.eu, 2 agosto 2013. URL consultato il 25 maggio 2018.
  2. ^ (EN) Bulgarian Authorities, Letter by Bulgaria on ERM II participation (PDF), su consilium.europa.eu, 3 luglio 2018. URL consultato il 13 luglio 2018.

Voci correlateModifica