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L'adynaton (plurale ἀδύνατα, adynata;[1] in latino, impossibilia, sostantivo neutro plurale), talora italianizzato in adìnato (singolare e plurale) [2] è una figura retorica il cui nome deriva dal greco ἀδύνατον, da α- (a-, mancanza, privazione [3]) + δύναμαι (dynamai, "io posso"), "cosa impossibile". Esso è un metalogismo che consiste nel citare una situazione assolutamente irrealizzabile attraverso il confronto con un'altra, descritta con una perifrasi iperbolica e paradossale.

Esempi:

«È più facile che un cammello passi attraverso la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno dei cieli.»

(Mc 10,25[4][5])

«Lo mar potresti arompere, a venti asemenare,
l'abere d'esto secolo tuto quanto asembrare:
avere me non pòteri a esto monno.»

(Cielo d'Alcamo)

«S'i' fosse foco, arderei 'l mondo»

(Cecco Angiolieri)

NoteModifica

  1. ^ Dizionario di ortografia
  2. ^ Treccani - Vocabolario on line: 'adìnato'
  3. ^ Alfa privativo su Treccani
  4. ^ In realtà il termine usato sino alla traduzione greca dall'originale del vangelo e quindi attribuita a Gesù era "gòmena" ("kamilos") e non cammello ("kamelos").
  5. ^ Errori di dire: " È più facile che un cammello entri per la cruna di un ago che un ricco nel Regno di Dio.".

BibliografiaModifica

  • Francesco Muzzioli, Le strategie del testo: introduzione all'analisi retorica della letteratura, Meltemi Editore, 2004, ISBN 8883533593

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