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Aeroporto alternato

aeroporto utilizzabile per l'atterraggio in alternativa a quello di destinazione in caso di necessità o di emergenza
Avvertenza
Questa voce contiene informazioni su procedure di navigazione aerea che potrebbero essere obsolete o volutamente semplificate per scopi illustrativi. Le informazioni qui riportate hanno solo un fine illustrativo. Wikipedia non dà garanzia di validità dei contenuti: leggi le avvertenze.
Improvvise nevicate possono rendere inagibile un aeroporto e costringere gli aeromobili in arrivo a dirigersi verso altri scali.

Un aeroporto alternato, o semplicemente alternato, in lingua inglese alternate aerodrome, è la destinazione verso la quale un aeromobile può dirigere per l'atterraggio quando la navigazione verso l'aeroporto di prevista destinazione non può più proseguire. Il cambiamento di rotta viene deciso dal pilota per motivi di sicurezza a causa di problemi tecnici che riducono l'operatività dell'aeromobile oppure per avverse condizioni meteorologiche incontrate lungo il volo, o a seguito dell'imprevista chiusura dell'aeroporto di destinazione.

La diversione dell'aeromobile verso l'aeroporto alternato, in inglese diversion, viene spesso tradotta in lingua italiana come dirottamento,[1] creando confusione con l'omonima azione criminosa, il dirottamento aereo, che in fraseologia aeronautica inglese prende invece il nome di hijack.[2]

TipologieModifica

 
La presenza di un velivolo incidentato può costringere gli aeromobili in arrivo a dirigersi sugli alternati, in attesa della rimozione dalla pista.

Già in sede di pianificazione del volo il pilota sceglie preventivamente, tra tutti gli aeroporti lungo la rotta prevista, quelli verso cui potrà dirigersi in caso di necessità.

Tali aeroporti, a seconda delle circostanze, prendono il nome di:[1]

  • alternato al decollo;
  • alternato in rotta;
  • alternato ETOPS;
  • alternato alla destinazione.

Alternato al decolloModifica

Un alternato al decollo, in inglese take-off alternate, è l'aeroporto alternativo sul quale un aeromobile appena decollato può eventualmente atterrare in caso di emergenza, qualora non sia possibile ritornare sul medesimo aeroporto da cui è appena partito.[1][2]

Alternato in rottaModifica

Un alternato in rotta, in inglese en-route alternate, è l'aeroporto alternativo sul quale un aeromobile può eventualmente atterrare qualora lungo la rotta si verifichino le condizioni che non consentano l'atterraggio sull'aeroporto di prevista destinazione.[1][2]

Alternato in rotta ETOPSModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: ETOPS.

Un alternato in rotta ETOPS, in inglese ETOPS en-route alternate, è l'aeroporto sul quale un volo certificato Extended-range Twin-engine Operational Performance Standard è in grado di atterrare dopo lo spegnimento di un motore o qualora lungo la rotta si verifichino le condizioni che non consentano l'atterraggio sull'aeroporto di prevista destinazione.[1]

Alternato alla destinazioneModifica

Un alternato alla destinazione, in inglese destination alternate, è l'aeroporto alternativo verso il quale un aeromobile può dirigere per l'atterraggio qualora condizioni contingenti rendano impossibile o pericoloso l'atterraggio sull'aeroporto di prevista destinazione.[1][2]

PianificazioneModifica

 
Il modello utilizzato per il piano di volo prevede appositi spazi da compilare con il nominativo degli aeroporti alternati.

Nella pianificazione del volo il pilota deve prevedere la possibilità che per cause contingenti l'aeromobile sia costretto ad atterrare su di un aeroporto diverso da quello di destinazione. Nella scelta degli aeroporti alternati si deve prendere in considerazione molte variabili tra cui:[3]

  • esperienza dell'operatore;
  • caratteristiche dell'aeromobile e degli apparati;
  • caratteristiche degli aerodromi, equipaggiamenti e servizi disponibili;
  • qualità e disponibilità delle informazioni meteorologiche;
  • rischi e pericoli associati alla variazioni del volo programmato;
  • decisioni motivate da analisi dei rischi e azioni di mitigazione.

Per gli aeroplani la distanza massima dell'alternato al decollo verso cui ci si dirigerà in caso di avaria ai motori, deve essere calcolata anche in funzione del numero totale di motori di cui l'aeromobile è dotato secondo specifici standard.[3]

Scegliendo preventivamente gli alternati, nella pianificazione del volo, il pilota può eleggere lo stesso aerodromo di partenza quale alternato in rotta o alla destinazione.[2][3]

La scelta degli aeroporti alternati in sede di pianificazione, incide anche sulla quantità minima di carburante di cui l'aeromobile deve essere rifornito. A tale scopo si deve aggiungere, oltre al carburante necessario per il rullaggio, per il volo in rotta, quello per fronteggiare eventi imprevisti e una quantità residua obbligatoria, anche una quota addizionale, chiamata destination alternate fuel che possa permettere all'aeromobile di effettuare un mancato avvicinamento sull'aerodromo di prevista destinazione, una salita all'ottimale livello di crociera e il volo in rotta verso l'alternato, la discesa e la condotta di una procedura di avvicinamento strumentale e quindi l'atterraggio sull'aeroporto alternato. Nel caso in cui sia ipotizzato più di un aeroporto alternato, il destination alternate fuel deve essere calcolato considerando la destinazione alternata che richiederebbe la maggiore quantità di carburante per essere raggiunta.[3]

Nel presentare il piano di volo è necessario indicare, nel campo numero 16 dell'apposito modulo, l'indicatore toponimico ICAO di uno o massimo due alternati alla destinazione.[4] Se l'aeroporto alternato non possiede un indicatore ICAO, nel campo numero 16 si riporterà il codice ZZZZ, mentre il nome in chiaro dell'aeroporto alternato potrà essere riportato nel campo numero 18 del modello.[4]

NoteModifica

  1. ^ a b c d e f Regolamento (UE) N. 923/2012 della Commissione del 26 settembre 2012, Tabella S11-3.
  2. ^ a b c d e (EN) Annex 2 - Rules of the Air, ICAO, X edizione 2005, emendamento n. 42, appendice 2, tavola A 2.
  3. ^ a b c d (EN) Annex 6 - Operation of Aircraft, Part 1, International Commercial Air Transport — Aeroplanes, ICAO, IX edizione 2010, emendamento n. 37-A.
  4. ^ a b (EN) Doc. 4444 ATM/501 - Air Traffic Management, ICAO, XV edizione 2007, emendamento n. 3.

BibliografiaModifica

  • (EN) Annex 2 - Rules of the Air, ICAO, X edizione 2005, emendamento n. 42
  • (EN) Doc. 4444 ATM/501 - Air Traffic Management, ICAO, XV edizione 2007, emendamento n. 3

Voci correlateModifica

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