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Aetas Ovidiana

stagione culturale del Medioevo
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La denominazione latina di Aetas Ovidiana (età ovidiana), nata in ambito scientifico, racchiude un paradigma interpretativo di una peculiare stagione della letteratura medievale europea in latino e in volgare che fiorì nella temperie culturale di quell'epoca di grande fermento che viene denominata Rinascimento del XII secolo. L'individuazione dei caratteri culturali che definiscono l'età ovidiana si deve al filologo classico tedesco Ludwig Traube (1861-1907)[1]. La stessa espressione, "Aetas Ovidiana", è una parola d'autore coniata da Traube[1].

Indice

Paradigma culturaleModifica

Con questa espressione, Ludwig Traube intendeva individuare un carattere connotante della stagione vissuta dalla letteratura latina europea nei secoli XII e XIII (con riferimento, soprattutto, al XII secolo), vale a dire l'influenza profonda esercitata dalla poetica di Ovidio. Traube elaborò il concetto in una serie di lezioni introduttive e preparatorie al corso, appena istituito, di letteratura latina medievale (la prima cattedra universitaria nel suo genere). La caratterizzazione "ovidiana" del periodo della rinascita del XII secolo faceva seguito alla Aetas Vergiliana che aveva connotato la rinascita carolingia (VIII-X secolo), e alla Aetas Horatiana dei secoli X e XI. In seguito, la portata cronologica della età ovidiana sarebbe stata modificata, traslata o ampliata, rispetto all'idea originaria di Traube, finendo per indicare, in maniera meno rigorosa e più generica, l'intero periodo tardomedievale (che fu attraversato dalla riscoperta poetica di Ovidio), includendovi, a seconda dei casi, anche l'Umanesimo quattrocentesco. William Anderson, ad esempio, parla della aetas ovidiana come di un periodo di fioritura che va dalla fine dell'XI secolo fino alle prime edizioni a stampa di Ovidio nella seconda metà del Quattrocento[2]

Influenza di Ovidio sulla letteratura medievaleModifica

Nel XII secolo si staglia con evidente potenza un fenomeno di ricezione della poetica di Ovidio che incise in modo profondo sulla sensibilità letteraria dell'epoca, seppur attraverso modi di trasposizione che Henri Marrou definisce "paradossali"[3]. Tuttavia, lo stesso Marrou ha inteso sottolineare quanto sarebbe riduttivo ogni tentativo di inscrivere tutta l'originalità multiforme del XII secolo entro i confini troppo angusti di questa e altre formule definitorie: "aetas Ovidiana è stato detto il secolo XII, tra tante altre definizioni, nessuna delle quali ne esaurisce la ricchezza"[3]. Marrou sottolinea, ad esempio, la complessità della "concezione trobadorica dell'amore e dei suoi riflessi nella creazione poetica"[4], quella peculiare sensibilità che "suscitò e immise nella poesia un gusto particolare per la sottile indagine psicologica, in cui confluiscono, in sintesi originale, la precettistica ovidiana, l'esperienza mistica forse non solo cristiana, la riflessione antropologica medievale"[4].

Commedia elegiacaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Commedia elegiaca.

Particolarmente significativo è ritenuto il dispiegarsi dell'influenza dei modelli poetici forniti da Ovidio, «in maniera a tratti invasiva»[5], sulla cosiddetta commedia elegiaca (o commedia latina medievale), un anomalo e sparuto genere letterario in latino esauritosi in una ventina di componimennti, a metà tra poesia e rappresentazione scenica, fiorito tra XII e XIII secolo, sviluppatosi soprattutto in Francia, ma poi estesosi all'Inghilterra, alla Germania e e perfino all'Italia meridionale[5].

NoteModifica

  1. ^ a b (DE) Ludwig Traube, Vorlesungen und Abhandlungen. Vol. 2. Einleitung in die lateinische Philologie des Mittelalters, München, 1911 (p. 113)
  2. ^ L'editio princeps di Ovidio è in genere collocata al 1471, con l'incunabulo edito a Bologna da Francesco Dal Pozzo (Franciscus Puteolanus) per i tipi dello stampatore Baldassarre Azzoguidi: Ovidii Opera a Francisco Pùteolano recognita, Bononiae, B. Azzoguidi, 1471. Si veda: Rosario Contarino, Aetas Ovidiana, in Dizionario biografico degli italiani, vol. 32, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1986.
  3. ^ a b Henri-Irénée Marrou, I trovatori, Jaka Book, 1983, p. 60.
  4. ^ a b Henri-Irénée Marrou, I trovatori, Jaka Book, 1983, p. 16.
  5. ^ a b Ferruccio Bertini, Commedia elegiaca, in Enciclopedia federiciana, I, 2005.

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica