Andronico di Alessandria

Papa della Chiesa copta
Andronico
37º Papa della Chiesa copta
Elezione616
Fine patriarcato16 gennaio 623
PredecessoreAnastasio
SuccessoreBeniamino
Sant'Andronico

Papa copto

 
Venerato daChiesa copta
Ricorrenza16 gennaio (calendario gregoriano)
8 Tobi (calendario copto)

Andronico di Alessandria (in copto: Ⲁⲛⲇⲣⲟⲛⲓⲕⲟⲥ, in arabo: أندرونيقوس‎; Alessandria d'Egitto, ... – Alessandria d'Egitto, 16 gennaio 623) è stato il 37º Papa della Chiesa copta, dal 616 fino alla sua morte[1].

BiografiaModifica

Infanzia e giovinezzaModifica

Era originario di una ricca e influente famiglia; suo cugino era il capo della corte imperiale di Alessandria d'Egitto. Ricevette un'ottima educazione ed eccelleva nell'interpretazione delle Sacre Scritture. Per via della sua conoscenza, della giustizia e della carità mostrate verso i poveri, fu ordinato diacono. Per consenso della comunità copta, fu scelto come nuovo papa e patriarca di Alessandria, seppur non avesse vissuto mai in monastero. Rimase ad Alessandria per tutti i giorni del suo regno senza essere intimidito dall'autorità dei calcedoniani.

Conquista dell'Egitto da parte dei Sassanidi del 618-621Modifica

Poco dopo la sua elezione a papa copto, il re persiano della dinastia dei sassanidi Cosroe II e il suo esercito attaccarono l'esercito romano posto in oriente, distruggendolo e annientandolo. Cosroe prese possesso delle città di Aleppo, Antiochia, Gerusalemme, delle terre degli edomiti e della provincia romana d'Egitto. Giunti in Egitto, i persiani invasero la città di Alessandria, dove nelle zone circostanti erano presenti 600 monasteri. I monaci si resero insolenti agli invasori, dimostrando di non aver paura e grazie alla loro ricchezza fecero atti di scherno. L'esercito persiano, comunque, riuscì a conquistare i monasteri non lasciando ai monaci vie di fuga, essi furono uccisi e i monasteri distrutti. Giunta la notizia agli alessandrini, questi decisero, per non subire la stessa sorte, di aprire le porte della città e far entrare i persiani.

Secondo una tradizione, il re persiano Cosroe ebbe un sogno dove qualcuno gli diceva: "Ti ho consegnato la città. Non distruggerla, ma uccidi i suoi eroi perché sono ipocriti". Cosreo agì di conseguenza, arrestò il governatore cittadino e lo legò in catene; ordinò agli anziani della città di radunare tutti gli uomini dai 18 ai 50 anni per donare ai persiani venti denari e per essere arruolati come soldati per la difesa cittadina. 80.000 uomini si fecero avanti, ma questi vennero tutti uccisi.

Cosroe continuò la sua conquista e invase l'Alto Egitto. Passando vicino alla città di Niciu, che è anche chiamata Ibshadi, fu informato di circa 700 monaci che vivevano in celle e grotte al di fuori della città. Ordinò all'esercito di circondare le dimore e, all'alba, di uccidere tutti i monaci.

Cosroe II continuò a uccidere e ad imprigionare molti cristiani fino a quando l'imperatore Eraclio riportò l'Egitto sotto il controllo dell'impero romano.

MorteModifica

Dopo sei anni dall'elezione al papato e dopo le sofferenze causate dall'invasione e persecuzione sassanide, Andronico morì il 16 gennaio 623, o l'8 di Tobi.

NoteModifica

  1. ^ (FR) Christian Décobert e Jean-Yves Empereur, Alexandrie médiévale, vol. 2, Institut français d'archéologie orientale, 2002, ISBN 978-2-7247-0320-7.

BibliografiaModifica

Collegamenti esterniModifica