Apri il menu principale

Ansovino di Camerino

vescovo cattolico e santo longobardo
Sant'Ansovino di Camerino
Carlo Crivelli - St Jerome and St Augustine (detail) - WGA5794.jpg
Dettaglio del Polittico del Duomo di Camerino di Carlo Crivelli con i santi Ansovino e Girolamo
 

Vescovo

 
NascitaIX secolo
Morte13 marzo 868
Venerato daChiesa cattolica
Santuario principaleChiesa di Sant'Agostino a San Severino Marche
Ricorrenza13 marzo
Patrono diCamerino

Ansovino di Camerino (Camerino, IX secoloCamerino, 13 marzo 868) è stato un vescovo italiano, vescovo di Camerino dall'850 circa fino alla morte.

Sant'Ansovino di Camerino
vescovo della Chiesa cattolica
Carlo Crivelli - St Jerome and St Augustine (detail) - WGA5794.jpg
Incarichi ricopertiVescovo di Camerino
 
NatoIX secolo
Deceduto868
 

BiografiaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Camerino § I Longobardi e Sant'Ansovino.

Nacque a Camerino da una famiglia di origini longobarde all'inizio del IX secolo. Studiò a Pavia, dove divenne ancora giovane consigliere e guida spirituale dell'imperatore Ludovico II, ma intorno all'anno 850 tornò a Camerino come successore del defunto vescovo.

In un primo tempo rifiutò la carica: infatti all'epoca era il vescovo a guidare l'esercito in guerra e secondo la tradizione Ansovino ripudiava la violenza. Ottenuto da Ludovico II di non impugnare le armi, andò a Roma per essere consacrato vescovo da papa Leone IV.

Tornò a Roma nell'861 in occasione del Concilio indetto da papa Niccolò I.

La tradizione vuole che fosse particolarmente generoso verso i più poveri e che si propose come paciere tra le diverse fazioni. Convinse i signorotti locali ad aprire i propri granai per gli affamati in tempo di carestia e visitò continuamente le altre comunità, rafforzando l'unione con il suo clero.

Fu colto da un malore in viaggio e, appena tornato a Camerino, morì circondato dai sacerdoti. Secondo la tradizione le sue ultime parole invitavano i fedeli alla carità vicendevole.

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN47650960 · GND (DE122721195 · CERL cnp00571163 · WorldCat Identities (EN47650960