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Antinori
Coa fam ITA antinori2.jpg
StatoFlorenceCoA.svg Repubblica fiorentina
Flag of the Grand Duchy of Tuscany (1562-1737).svg Granducato di Toscana
Flag of Italy (1861-1946) crowned.svg Regno d'Italia
TitoliCroix pattée.svg Patrizio di Firenze
Croix pattée.svg Marchese

Gli Antinori sono una antica famiglia patrizia di Firenze. Col tempo ebbero anche il titolo di marchesi, mentre un ramo napoletano ebbe nel XV secolo il ducato di Brindisi. Ad oggi è la decima azienda familiare più antica del mondo.

Indice

Storia familiareModifica

La famiglia è originaria di Combiate, dove possedeva alcuni castelli nel Medioevo. Con le guerre tra guelfi e ghibellini, ebbero notevoli danni nelle campagne e decisero di trasferirsi a Firenze dove ormai confluivano da più di un secolo le famiglie più in vista di tutto il contado agricolo. Le prime case conosciute della famiglia sono in Via de' Serragli, una strada entrata a far parte da poco della città entro le mura.

Nel 1302 troviamo Filippo e Chiaro Antinori tra gli iscritti all'Arte della Seta: essi furono tra i protagonisti dell'incredibile successo della seta fiorentina nei mercati europei, e fondarono le filiali corporative di Bruges e Lione. Tra il 1336 e il 1340, gli anni economicamente più redditizi per la città, gli Antinori avevano avviato una compagnia di affari che era tra le più rilevanti di Firenze. I capifamiglia Lippo e Piero Antinori erano alla testa di quest'impresa che produceva forti guadagni e che riuscì anche a salvarsi dalla tragica catena di fallimenti che aveva portato alla chiusura dei banchi dei Bardi, dei Peruzzi e, a catena, di altre imprese. Contemporaneamente all'ascesa economica si manifesta anche quella politica: arrivano le cariche pubbliche come quelle di priore o di gonfaloniere per molti suoi componenti, i quali si distinsero sempre per la condotta prudente e per il buon senso politico. Col passaggio del potere dalla struttura repubblicana a quella granducale, la famiglia resta comunque in buoni rapporti con tutti i membri della classe dirigente, traendo vantaggi dalla buona amministrazione che vede negli Antinori alcuni tra i più attivi promotori. Nel 1385 Giovanni di Pietro Antinori si iscrisse all'Arte dei Vinattieri: da allora la produzione vinicola non ha avuto sosta.

Dedicarsi ad essa era solo in apparenza una professione "minore" e a queste infatti si sarebbero votati presto altri personaggi della famiglia che, con le loro scelte, avrebbero oltrepassato quel tradizionale rapporto di produzione e smercio minuto, comune alla maggior parte dei notabili proprietari di beni rurali. Già nel XVII il vino Antinori sarebbe diventato così rinomato da ottenere un riconoscimento letterario nel poema celebrativo intitolato "Bacco in Toscana" di Francesco Redi.

Nel Quattrocento un ramo della famiglia, discendente da Antonio di Giovanni Antinori, si trasferì a Napoli, dove ebbe altrettanta fortuna che a Firenze, guadagnandosi la stima del Re e ricevendo il ducato di Brindisi.

Intanto a Firenze i due fratelli Antonio e Bernardo di Tommaso Antinori si distinguono per il loro successo politico. Il nipote di Bernardo, Niccolò Antinori acquista nel 1506 dalla famiglia Martelli il palazzo di famiglia, in quella che poi sarà chiamata Piazza Antinori in loro onore. La bella costruzione opera di Giuliano da Maiano e Baccio d'Agnolo fu il suggello della raggiunta prosperità familiare, ed è tutt'oggi abitata dagli Antinori.

Dal Duecento ai giorni nostri si possono identificare oltre 400 esponenti del casato Antinori, vissuti nell'arco di circa 27 generazioni, artefici con le loro azioni e con le loro personalità non solo della propria storia, ma anche di quella della città e dello Stato a cui appartenevano.

Oggi gli interessi familiari sono soprattutto focalizzati sulla produzione vinicola, che ha raggiunto livelli di eccellenza nelle numerose tenute agricole nella zona del Chianti Classico e non solo, con vini rossi, bianchi e vinsanti. Nel Palazzo Antinori di famiglia viene gestito un rinomato ristorante chiamato la Cantinetta Antinori[1].

Alcuni personaggi di spiccoModifica

NoteModifica

  1. ^ *  Voci di impresa (MP3), Radio 24, 19 giugno 2016. URL consultato il 18 dicembre 2016.

BibliografiaModifica

  • Marcello Vannucci, Le grandi famiglie di Firenze, Newton Compton Editori, 2006 ISBN 88-8289-531-9
  • Futuro Antico - Storia della famiglia Antinori e del suo Palazzo, Fratelli Alinaria S.p.A Idea, 2007

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