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Il magistrato Antonio Buono

«“... secondo te il Signore della giustizia non esiste...” “non dico questo, fratello. Dico soltanto che c’è anche un Dio della pietà e della misericordia. E gli uomini pregano soprattutto lui. Perché sia buono. Quasi mai perché sia giusto...”»

(Antonio Buono, Vostro Onore senza onore)

Antonio Buono (Montemarano, 13 luglio 1913Bologna, 7 gennaio 1988) è stato un magistrato italiano. Presidente di sezione della Corte di Cassazione.

BiografiaModifica

Ha lavorato nel ferrarese come Pretore e Sostituto Procuratore[1]), a Rovigo (Pretore e Giudice), a Ferrara (Presidente della Corte d'Assise), a Forlì ( Presidente del Tribunale). Molte sue sentenze sono apparse su riviste giuridiche.

Nel 1944 a Copparo, dove era Pretore e Direttore delle carceri, aiuta la detenuta politica, socialista, Alda Costa[2] ad incontrare un compagno di partito a cui passare una lista di nomi per ricostruire le file del partito socialista. In questo periodo si rifiuta di applicare le direttive della Questura che imponevano non venissero aperte le celle dei detenuti politici durante i bombardamenti. In luglio riesce a sfuggire alle camicie nere che cercavano di catturarlo[3]. Per il suo comportamento L'ANPI gli darà il riconoscimento di patriota[4]. L'episodio è ricordato nella biografia di Alda Costa scritta da Autunno Ravà[2].

Nell'ottobre 1945 è Pubblico Ministero nel processo contro Carlo De Sanctis. Il De Sanctis dal 23 febbraio 1943 era stato a Ferrara come capo dell'ufficio politico della Questura ed era capo della banda fascista che dal luglio 1944 aveva compiuto sevizie, maltrattamenti e assassini in accordo con le SS. L'episodio più noto è l'eccidio avvenuto nei pressi del Caffè del Doro[5] dove sette antifascisti vennero trucidati il 17 novembre 1944. Per il De Sanctis e altre 4 persone, Domenico Apollonio, Luigi D'Ercole, Giulio Valli, e Mario Balugani il P.M. Buono chiese e ottenne la condanna a morte, il 4 ottobre 1945 dalla Corte d'Assise Straordinaria di Ferrara. La Cassazione il 12 febbraio 1946 annullò la sentenza e la pena fu ridotta in seguito all'amnistia.

Amante dello sport e grande tifoso del Napoli ha fatto parte della C.A.F. (Commissione di Appello Federale) della F.I.G.C.

Negli anni sessanta fu uno dei fondatori di Magistratura Indipendente. Ha diretto per anni il giornale dell'associazione. Dal 1972 al 1976 ha fatto parte del Consiglio Superiore della Magistratura[6] come componente eletto dai giudici. Del CSM è stato Direttore dell'Ufficio Stampa.

Nel 1981 viene coinvolto nella vicenda P2. Antonio Buono ha confermato l'adesione alla massoneria ma ha negato la sua appartenenza alla loggia, ma diversi documenti comporverebbero rapporti tra Buono e Gelli. Comunque la stessa Commissione Anselmi[7] riporta un provvedimento decisionale del Consiglio Superiore della Magistratura del 5 aprile 1984 a proposito dei magistrati coinvolti in un'inchiesta su presunte corresponsioni di denaro a membri di magistratura Indipendente in cui si decide l'archiviazione dell'indagine iniziata nei confronti dei magistrati per l'assenza dei riscontri probatori in ordine ai fatti riportati.[7]. Nel dettaglio, nella relazione di maggioranza della commissione Parlamentare, si legge:

«Inoltre il collegamento esistente con la magistratura, e segnatamente con la corrente di Magistratura Indipendente di cui si è sopra detto, si sarebbe manifestato anche con la corresponsione di somma di denaro: il condizionale è d'obbligo perché del documento che riferisce di un finanziamento di lire 26 milioni a favore di magistrati dirigenti di quel gruppo per le elezioni del Consiglio dell'ANM, non sono state accertate né l’autenticità, né la provenienza, né la destinazione. Al riguardo si ricorda, per inciso, che la lettera in oggetto risulta inserita nel fascicolo intestato al magistrato Antonio Buono…. Con riferimento a tal documento è il caso di ricordare - per completezza espositiva - che il Consiglio Superiore della Magistratura, con provvedimento del 5 aprile 1984, ha deciso l'archiviazione dell'indagine iniziata nei confronti dei magistrati nominati dalla suddetta lettera, proprio per l'assenza di riscontri probatori in ordine ai fatti riportati.»

(relazione della Commissione Anselmi[7])

Parallelamente alla carriera di magistrato Antonio Buono inizia quella di giornalista che risale al 1946. Collabora a diverse testate fra le quali Il sole 24 ore, Il Giorno, Gente, il Giornale nuovo (che dal 1983 viene rinominato il Giornale). Su quest'ultimo quotidiano dal 12 dicembre 1974 al maggio 1981 sono stati pubblicati oltre 500 editoriali. Nel 1985 pubblica il suo libro Vostro Onore senza onore[8] che in prima stesura portava il titolo de Il piccolo giudice.

Si spegne a Bologna il 7 gennaio 1988.

NoteModifica

  1. ^ in proposito si veda il testo: L'eccidio nel carcere di Ferrara : 8 giugno 1945 / a cura di Vincenzo Caputo. - Rimini : L'ultima crociata, 2008
  2. ^ a b Alda Costa educatrice-combattente-martire : trent'anni di stolta persecuzione poliziesca / Autunno Rava. - Ferrara : Partito Socialista Italiano, [195?]
  3. ^ documento della GNF ( Guardia Nazionale Fascista) su evasione detenuti carceri
  4. ^ documento dell'ANPI (Associazione Nazionale Partigiani) su qualifica patriota
  5. ^ ulteriori notizie sull'eccidio del Caffé del Doro
  6. ^ Composizione del C.S.M. dal 1972 al 1976 Archiviato il 21 agosto 2009 in Internet Archive.
  7. ^ a b c Commissione Parlamentare d'Inchiesta sulla Loggia Massonica P2 - Relazione di Maggioranza - Capitolo: “I rapporti con la magistratura”
  8. ^ Antonio Buono. Vostro Onore senza Onore edizioni Delta

PubblicazioniModifica

  • “Giustizie e ingiustizie d'Italia” in Italia, dove? / a cura di Gianni Mazzocchi. - Milano : Domus, 1983
  • Vostro Onore senza onore / Antonio Buono. - Napoli : Delta, 1985
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