Ferrara

comune italiano
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Ferrara
comune
Ferrara – Stemma Ferrara – Bandiera
(dettagli)
Ferrara – Veduta
Veduta del Castello Estense
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
ProvinciaProvincia di Ferrara-Stemma.png Ferrara
Amministrazione
SindacoTiziano Tagliani (PD) dal 25 maggio 2014 (2º mandato)
Territorio
Coordinate44°50′07.07″N 11°37′11.51″E / 44.835297°N 11.619865°E44.835297; 11.619865 (Ferrara)Coordinate: 44°50′07.07″N 11°37′11.51″E / 44.835297°N 11.619865°E44.835297; 11.619865 (Ferrara)
Altitudinem s.l.m.
Superficie404,38 km²
Abitanti132 125[1] (31-06-2018)
Densità326,73 ab./km²
Frazionivedi elenco
Comuni confinantiArgenta, Baricella (BO), Bondeno, Canaro (RO), Copparo, Ficarolo (RO), Formignana, Gaiba (RO), Masi Torello, Occhiobello (RO), Ostellato, Poggio Renatico, Ro, Stienta (RO), Tresigallo, Vigarano Mainarda, Voghiera
Altre informazioni
Cod. postale44121-44122-44123-44124
Prefisso0532
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT038008
Cod. catastaleD548
TargaFE
Cl. sismicazona 3 (sismicità bassa)
Nome abitantiferraresi, estensi
PatronoSan Giorgio e San Maurelio (co-patrono)
Giorno festivo23 aprile
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Ferrara
Ferrara
Ferrara – Mappa
Posizione del comune di Ferrara nell'omonima provincia
Sito istituzionale
UNESCO white logo.svg Bene protetto dall'UNESCO
UNESCO World Heritage Site logo.svg Patrimonio dell'umanità
Ferrara, città del Rinascimento e il suo Delta del Po
(EN) Ferrara, City of the Renaissance, and its Po Delta
Castello Estense.JPG
Tipoculturale
CriterioC (ii)(iii)(iv)(v)(vi)
PericoloNo
Riconosciuto dal1995
Scheda UNESCO(EN) Scheda
(FR) Scheda

Ferrara (Fràra ['fra:ra] in dialetto ferrarese) è un comune italiano di 132 125 abitanti[1], capoluogo dell'omonima provincia in Emilia-Romagna.

Il nucleo urbano si trova a circa 6 km a sud del fiume Po ed è lambito dal Po di Volano, che scorre vicino alle sue mura meridionali, separandolo dal primo insediamento storico cittadino, il borgo di San Giorgio. Il territorio è interamente pianeggiante, con un'altitudine compresa tra 2,4 e 9 m s. l. m., e una superficie di 405,16 km².

Fu capitale del Ducato di Ferrara nel periodo degli Estensi, quando rappresentò un importante centro politico, artistico e culturale rinascimentale. Ospitò, tra gli altri, personalità come Ludovico Ariosto, Torquato Tasso, Niccolò Copernico, Paracelso, Andrea Mantegna, Tiziano Vecellio, Giovanni Pico della Mirandola e Pietro Bembo.

Lo sviluppo urbanistico avvenuto durante il Rinascimento, l'Addizione Erculea, la rese la prima capitale moderna d'Europa.[2]

Nel 1995 ottenne dall'UNESCO un primo riconoscimento di patrimonio dell'umanità come città del Rinascimento e nel 1999 un secondo per il delta del Po e per le delizie estensi. Il suo centro storico è rimasto quasi completamente circondato dalle mura. Viene ricordata nelle sue Laudi da Gabriele D'Annunzio come una delle città del silenzio.

Ferrara è sede universitaria (Università degli Studi di Ferrara) ed arcivescovile (arcidiocesi di Ferrara-Comacchio).

L'economia si basa storicamente sulla produzione agricola ma possiede impianti industriali come il petrolchimico e industrie metalmeccaniche, elettroniche, tessili ed alimentari oltre ad un polo per la piccola e media impresa (PMI).[3] Parte della città utilizza una rete di teleriscaldamento alimentata da energia geotermica.

Indice

Geografia fisicaModifica

TerritorioModifica

 
Immagine tipica della campagna ferrarese in un servizio fotografico di Paolo Monti del 1974

Secondo i dati confermati dal Consorzio delle bonifiche ferraresi il territorio della provincia è per il 44% sotto il livello del mare, con depressioni che superano i - 4,5 metri in un'area compresa tra il Po, il mare Adriatico, il Reno ed il Panaro. L'origine alluvionale del territorio ed il fatto che per secoli fosse stato soggetto ad inondazioni ricorrenti ha indotto alle prime opere di bonifica realizzate dagli Estensi (con Borso d'Este ed Ercole I d'Este) nelle immediate vicinanze della città (a Casaglia, Diamantina e La Sammartina) e poi all'intervento nel Polesine di Ferrara, voluta da Alfonso II d'Este nel 1580, quando la fase storica del ducato estense stava per concludersi.[4] Tra gli architetti che contribuirono all'opera Giovan Battista Aleotti. In breve tempo, anche a causa dell'abbassamento del suolo dovuto alla minor presenza di acqua nel sottosuolo, si perdettero molti dei risultati positivi ottenuti e le bonifiche furono necessariamente ripetute (quando ormai Ferrara era tornata sotto dominio papale) con gli interventi voluti da Papa Gregorio XIII, da Papa Clemente VIII, da Papa Innocenzo X e da Papa Benedetto XIV. Le bonifiche che ebbero maggior successo si attuarono tuttavia in seguito, nel corso del XIX secolo, grazie ai nuovi mezzi meccanici a disposizione.

Il territorio, considerata la sua genesi e le vicende storiche, è contraddistinto da numerosi canali artificiali per l'irrigazione ed il drenaggio delle campagne, rese coltivabili e abitabili. Risulta totalmente pianeggiante con un'altitudine compresa tra 2,4 e 9 m s.l.m. ed una superficie di 405,16 km² (Si classifica come diciassettesimo comune per estensione in Italia). Confina a nord con la regione Veneto, in particolare con la provincia di Rovigo, e a sud con la città metropolitana di Bologna.

Il fiume Po (che nel corso dei secoli ha più volte cambiato il suo corso) ha influenzato la città sin dalla nascita e ne ha condizionato lo sviluppo. Il territorio comunale e molta parte di quello provinciale costituiscono un paesaggio modificato artificialmente, risultato dell'azione umana concretizzatasi nelle grandi opere di bonifica ricordate. La città è ad un'altitudine inferiore al livello medio delle acque del Po ed il fiume deve essere controllato da argini imponenti. Serve un continuo lavoro delle pompe idrovore per non far sommergere la pianura dall'acqua e permettere così che le acque derivanti dalle precipitazioni vengano avviate verso il mare attraverso i numerosi canali artificiali.[5]

ClimaModifica

La primavera, naturalmente variabile, risulta solitamente un periodo di clima piacevole senza picchi estremi nelle temperature e nelle precipitazioni.

L'estate è calda ed afosa, spesso interrotta da temporali che possono portare ad un temporaneo abbassamento della temperatura. I fenomeni meteorologici possono risultare violenti e con grandinate. A causa dell'anticiclone delle Azzorre e dell'anticiclone africano i periodi di temperature elevate talvolta proseguono per varie settimane consecutive.

L'autunno è fresco e piovoso, ed inizia ad essere rigido nella sua seconda parte. Solitamente iniziano a presentarsi giornate con nebbia nelle ore mattutine e serali.

 
Bastione delle mura vicino a Porta Mare in un giorno di nebbia.

L'inverno è rigido, solitamente con poche precipitazioni e non manca la possibilità di nevicate di media entità. Data la conformazione del suolo possono presentarsi ristagni d'aria con la conseguenza di formazione di nebbie. Con la bassa pressione arrivano venti freddi come la bora, che anche se meno violenta di come si presenta nella zona di Trieste porta aria fredda e perturbata. Una situazione simile viene prodotta dalla tramontana. Se invece l'alta pressione si spinge verso il nord dell'Europa allora arriva il buran, vento di origine artico-russa, che porta giornate magari soleggiate ma gelide e spesso con temperature sotto lo zero durante la notte, con formazione di ghiaccio che poi rimane nella giornata successiva. Nel mese di gennaio la temperatura minima si attesta su una media di -1 °C e la massima di circa +4 gradi, e le minime possono raggiungere valori inferiori a -5 gradi. La temperatura media del mese di gennaio è di +1,6 °C.

La classificazione climatica di Ferrara è: zona E (gr-g = 2326)

FERRARA Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic InvPriEst Aut
T. max. mediaC) 4,17,412,717,322,026,429,128,524,217,610,85,65,717,328,017,517,1
T. min. mediaC) −0,90,84,78,612,816,518,818,615,410,45,41,10,38,718,010,49,4
Precipitazioni (mm) 394153626261444756756448128177152195652
Giorni di pioggia 6688974568871925162282
Vento (direzione-m/s) W
3,4
NE
3,5
NE
3,5
NE
3,6
NE
3,5
NE
3,4
NE
3,3
NE
3,1
NE
3,1
NE
3,2
W
3,5
W
3,5
3,53,53,33,33,4

SismicitàModifica

 
Effetti della scossa di terremoto del 20 maggio 2012 in piazza Savonarola.

Ferrara ha conosciuto in epoca storica due eventi sismici importanti e devastanti, il terremoto del 1570 e quello più recente del 2012. Quest'ultimo ha raggiunto con due scosse magnitudo 5.9 e 5.8, entrambe con epicentro nella provincia di Modena e con distanza dal centro cittadino rispettivamente di circa 20 e 40 km. Si sono poi registrate altre scosse minori, una di magnitudo 5.1 con epicentro nel comune di Vigarano Mainarda ed una di magnitudo 4.0 all'interno del territorio comunale. Come conseguenza, soprattutto in seguito alla prima scossa di magnitudo 5.9, sono stati resi inagibili numerosi edifici pubblici e si sono avuti danni seri al patrimonio artistico e religioso, agli edifici scolastici, all'università ed all'ospedale. Danneggiamenti di notevole entità hanno subito anche migliaia di abitazioni civili con circa 1.135 sfollati.[6][7][8]

Classificazione sismica

La classificazione sismica fa rientrare il territorio di Ferrara nella zona sismica 3 (pericolosità sismica bassa, con possibili scuotimenti modesti).[9][10]

Origini del nomeModifica

 
Edificio in via Porta San Pietro, cuore dell'antico Castrum bizantino di Ferrara.

Non esistono fonti certe sull'etimologia del nome Ferrara. Pare sicuro che non venga da una antica città romana e che quindi sia comparso in epoca successiva, nel medioevo. Del resto la città è nata relativente tardi rispetto ad altri insediamenti vicini come Ravenna, Spina e Voghenza[11] Senza fondamento sembra la derivazione biblica. Il personaggio di Ferrato, figlio di Cam e nipote di Noè non è mai citato nel testo sacro. Mitico pure il fatto che la città sia stata fondata da un certo Marco che qui sarebbe giunto accompagnato, tra gli altri, da una ragazza troiana di nome Ferrara. Si vorrebbe che l'immagine di tale fanciulla sia quella che compare scolpita sulla porta minore della cattedrale, a destra, e detta anticamente Madonna Frara. Si è pensato al ferro che si lavorava nel territorio o anche che il nome sia venuto dal farro, il cereale molto usato dai romani e abbondante nel ferrarese: Farraria, cioè terra dove si coltiva il farro. Altra supposizione è legata alle importanti fiere che si tenevano in zona due volte l'anno. Il luogo dove queste si svolgevano veniva chiamato Feriarum area[12] (piazza delle fiere). Certo è che la prima sede vescovile sorta dopo il trasferimento forzato da Voghenza veniva chiamata Ferrariola[13][14] (Forum Alieni) e che poco dopo, nel VII secolo, fu fondato il Castrum Ferrariae[15], più comunemente noto come Castrum bizantino[16]

StoriaModifica

« ...Salve, Ferrara, co'l tuo fato in pugno
ultima nata, creatura nova
de l'Apennin, del Po, del faticoso dolore umano! »

(Giosuè Carducci, Alla città di Ferrara)

Origini (VII e VIII secolo)Modifica

 
Posizione dell'antica Ferrariola e della basilica di San Giorgio fuori le mura, prima sede vescovile di Ferrara.

Fra il VII e l'VIII secolo, a causa delle continue invasioni barbariche che devastarono Voghenza ed anche della lotta tra papato di Roma ed esarcato di Ravenna che si contendevano il controllo della zona, la sede vescovile (mentre era vescovo san Maurelio, patrono di Ferrara con san Giorgio) venne spostata da Voghenza al borgo San Giorgio (la Ferrariola),[17] situato sulla riva destra del fiume Po, proprio in corrispondenza del castrum bizantino che si trovava sulla riva opposta. La fine di Voghenza come sede vescovile e la conseguente uccisione di Maurelio, che aveva scelto la fedeltà alla chiesa di Roma, fu quindi la causa principale che determinò la nascita della città di Ferrara.[18] A metà del VIII secolo Ferrara, già citata con questo nome da Astolfo, rientrava nell'area controllata dal re longobardo.[19] Questo primo insediamento abitativo è individuabile nel sito dell'antica cattedrale di San Giorgio fuori le mura.

Età romanica (dal IX al XII secolo)Modifica

Ferrara uscì quindi dalla sfera di influenza bizantina e venne occupata dai Longobardi. Attorno alla metà dell'VIII secolo l'intera regione, che comprendeva anche Ravenna, Bologna ed Adria, venne donata da Pipino, re dei Franchi, a papa Stefano II. Vari mutamenti politici in Europa determinarono in seguito l'ascesa della nazione germanica con il regno di Ottone I, e tutto il nord Italia rientrò in questo dominio.

Ferrara rimase tuttavia strettamente legata al papato, e Giovanni XV, dopo la morte di Ottone e considerando l'emergere di nuove famiglie nobili che erano arrivate al potere (tra queste i Canossa), concesse la città come feudo a Tedaldo di Canossa.[20]

La città continuò a svilupparsi. Il primitivo insediamento difensivo del castrum bizantino si ingrandì sempre di più finendo per spostare il centro politico e religioso dal borgo di San Giorgio all'altra sponda del Po. Nelle prime fasi la città si sviluppò seguendo il corso del fiume Po. Fu una città lineare[nota 1] e solo in seguito l'abitato iniziò ad occupare aree sempre più vaste verso nord. Nel 1135 la sede vescovile venne spostata nella nuova cattedrale di Ferrara, costruita oltre il primitivo insediamento medievale sorto sull'altra sponda del fiume rispetto al borgo di San Giorgio. L'affermarsi di distinti poteri (religioso e politico) unito alla struttura urbana che si stava delineando concluse questa fase di città nascente. Sorse, oltre alla nuova cattedrale, il palazzo del municipio, e vennero realizzate o ampliate nuove strade, a partire da via Ripagrande e via Capo delle Volte, che costeggiavano sin dai primi tempi la riva sinistra del Po.

 
Monastero di Sant'Antonio in Polesine in un servizio fotografico di Paolo Monti del 1969. (Per Polesine ferrarese, da questo deriva il nome del monastero, si intende un terreno rialzato e circondato dalle acque.[21])

Ferrara tra XIII e XIV secoloModifica

Adelardi e Giocoli di parte guelfa e Salinguerra e Torelli per la parte ghibellina si combatterono a lungo all'inizio del XIII secolo per il controllo della città sino a quando, grazie al matrimonio di Azzo VI d'Este con l'ultima erede degli Adelardi il potere venne ottenuto dagli Estensi (per la fazione guelfa).[22] Questo primo momento di instaurazione del potere della casata estense non durò a lungo tuttavia perchè agli inizi del XIV secolo i signori di Ferrara si scontrarono con Bologna, Mantova e Verona e vennero minacciati nella stessa Ferrara. Azzo VIII d'Este chiese aiuto a Venezia ottenendo rinforzi ma alla sua morte il trono passò al nipote Folco II d'Este e non al figlio Fresco d'Este, che venne escluso dalla successione. Fresco per sostenere il suo diritto offrì il feudo di Ferrara a papa Clemente V per ottenere un'investitura ufficiale come signore della città.

 
Ritratto di Ercole I d'Este

Le truppe papali arrivarono, il marchese Francesco fu sostenuto dallo Stato pontificio ma iniziò, nel 1308 un periodo difficile, terminato nel 1309. Venezia dichiarò guerra allo Stato della Chiesa per mantenere il possesso di Castel Tedaldo, importante roccaforte cittadina. Come conseguenza alla dichiarazione di guerra i legati di Clemente V lanciarono la scomunica al doge di Venezia e a tutti coloro che avessero sostenuto l'occupazione della città. Malgrado l'esito favorevole della guerra per Ferrara si dovette attendere il 1332 perchè il potere tornasse di nuovo ed in modo stabile in mano estense.

Alla fine del secolo si ebbe un altro periodo critico. Scoppio una guerra (dal 1482 al 1484) quando Girolamo Riario, nipote del papa Sisto IV e signore di Forlì ed Imola tentò di allargare il proprio dominio promuovendo un'alleanza tra lo Stato della Chiesa e la Repubblica di Venezia per impossessarsi di Ferrara. Dopo alterne vicende militari si arrivò alla pace di Bagnolo che non comportò conseguenze al potere estense su Ferrara ma costrinse Ercole I d'Este a cedere Rovigo ed il Polesine a Venezia, rinunciando così ai territori a nord del Po.

Il Concilio di Basilea, Ferrara e FirenzeModifica

Ferrara divenne sede, tra l'8 gennaio 1438 e l'inizio del 1439, di un importante concilio ecumenico che aveva tra le sue finalità la ricerca di dialogo con la Chiesa ortodossa, la lotta all'eresia hussita e la riforma della Chiesa. Il Concilio si spostò a Firenze in seguito allo scoppio, a Ferrara, di una epidemia di peste.[23]

La zecca di Ferrara (nel XIII secolo)Modifica

 
Palazzo schifanoia, salone dei mesi, Borso assiste al Palio di San Giorgio e dà una moneta al buffone Scoccola.

A Ferrara, quando ormai la struttura amministrativa aveva raggiunto una sua solidità malgrado l'insicurezza politica, fu attiva una zecca che coniò varie monete. Tra queste la prima fu il Ferrarese o Ferrarino, chiamato Denaro Ferrarese, che aveva un valore superiore all'altra moneta coniata in quel periodo dalla stessa zecca, il Bagattino.[24] Entrambe le monete su una faccia riportavano il nome dell'imperatore, Fredericus, con le lettere F.D.R.C. circondate dalla parola IMPERATOR, e sull'altra faccia una croce circondata dal nome FERRARIA.[25]

Gli Estensi nell'età medioevale e moderna (dal XV al XVI secolo)Modifica

Sin dal loro insediamento ufficiale gli Estensi governarono sulla città per quasi tre secoli rendendola capitale di uno stato piccolo ma culturalmente attivissimo. Ferrara iniziò ad affermarsi con forza nella seconda metà del Quattrocento sotto il potere del marchese Leonello d'Este. L'investitura ducale di Borso d'Este nel 1471 da parte del papa fu un riconoscimento alla casata ed alla città. Con Ercole I d'Este, infine, si raggiunse il massimo splendore, con la realizzazione, nel 1492, dell'Addizione Erculea, un progetto urbanistico dall'architetto Biagio Rossetti che rese Ferrara la prima città moderna d'Europa[26] che ampliò verso nord la superficie cittadina su uno schema razionale, geometrico, di vie larghe e rettilinee, incroci studiati anche dal punto di vista scenografico, nuove piazze e grandi palazzi rinascimentali. Alla corte iniziarono a convenire alcuni tra gli artisti ed i letterati di maggior rilievo della penisola, come Piero della Francesca, Pisanello, Leon Battista Alberti, Andrea Mantegna e Rogier van der Weyden. Si sviluppò una scuola ferrarese in pittura rappresentata da Cosmè Tura, Ercole de' Roberti e Francesco del Cossa. In città arrivarono Dosso Dossi, Tiziano Vecellio, Giovanni Bellini, Matteo Maria Boiardo, Ludovico Ariosto e Torquato Tasso.

Il musicista Luzzasco Luzzaschi (forse autore delle musiche di scena per l’Aminta del Tasso e per Il Pastor Fido del Guarini) visse in città nella fase finale della presenza estense, e fu un ambasciatore diplomaticamente utile per mantenere rapporti con le altre corti del tempo. Quando Ferrara divenne parte dello Stato della Chiesa Girolamo Frescobaldi, allievo di Luzzaschi, fu accolto a Roma come organista in San Pietro.

 
La colubrina detta la Regina, di Annibale Borgognoni. Copia presente in piazza Castello, a Ferrara

La presenza dell'università, fondata già nel XIV secolo su autorizzazione del papa Bonifacio IX il 4 marzo del 1391, su richiesta dell'allora marchese Alberto V d'Este, contribuì, in quei secoli, a far arrivare tra le mura cittadine Niccolò Copernico, Giovanni Pico della Mirandola, Paracelso e Gabriele Falloppio.

Il ducato di Ercole II d'Este, nel pieno della potenza estense, merita attenzione per due aspetti particolari. Dal punto di vista militare l'amore del signore per le artiglierie lo portò a far diventare Ferrara una delle capitali europee nella produzione di modernissime armi da fuoco. Fece arrivare in città il massimo esperto artigliere del tempo, Annibale Borgognoni, artefice, tra le altre, di una colubrina capolavoro chiamata la Regina. Il piccolo esercito ducale quindi poteva contare su armi all'avanguardia per i tempi. Sotto l'aspetto religioso invece il fatto che la moglie di Ercole II fosse Renata di Francia rese di fatto la città un centro di diffusione della Riforma in Italia. A Ferrara arrivò, seppure non ufficialmente, anche Giovanni Calvino, e questo non fu gradito dalla Chiesa cattolica romana.

La devoluzione e la lenta decadenza (dal XVII al XVIII secolo)Modifica

Nel 1598, a causa della mancanza di figli legittimi del duca Alfonso II, il papa Clemente VIII si riappropriò del feudo e Ferrara ritornò sotto il pieno dominio dello Stato Pontificio. La devoluzione le fece perdere il suo status di capitale per divenire semplice città di confine e Ferrara andò incontro ad un inevitabile declino. Iniziarono abbastanza presto vari cambiamenti per la vita cittadina.

 
La Fortezza di Ferrara.

Un primo segno del potere pontificio fu la costruzione della fortezza, che avvenne distruggendo Castel Tedaldo, la delizia estense di Belvedere ed interi quartieri. La Fortezza sarà poi smantellata durante la Campagna d'Italia di Napoleone Bonaparte del 1796, riedificata nell'Ottocento dagli austriaci e definitivamente demolita nel 1859, quando Ferrara entrò a far parte del Regno di Sardegna. Un particolare riferito dalle cronache del tempo chiarisce poi il vero scopo della fortezza, della cosiddetta cittadella del papa. Attorno al 1708 l'allora comandante della guarnigione di stanza nella fortificazione decise l'abbattimento del campanile della chiesa di San Benedetto. La motivazione addotta era che il campanile, per quanto a notevole distanza, permetteva con la sua altezza di vedere dentro la piazza fortificata e quindi costituiva un potenziale pericolo. L'abate di San Benedetto riuscì, in quel caso, a far rientrare la decisione convincendo il legato pontificio, il cardinale Casoni[nota 2]

Un secondo e grave mutamento colpì gli ebrei ferraresi, quando si impose la creazione del ghetto. E intanto gli Estensi trasferendosi a Modena avevano già portato con sé parte delle opere d'arte, delle artiglierie e degli archivi ducali e lo Stato pontificio, subito dopo, aveva fatto trasferire a Roma ciò che era rimasto e che si poteva spostare con maggior facilità. In generale le condizioni economiche peggiorarono per tutta la popolazione per molti anni.

Il XIX secoloModifica

L'entrata di Ferrara nel nuovo secolo è simboleggiata dalla sostituzione, sulla colonna in piazza Ariostea, della statua di papa Alessandro VII con quella di Napoleone Bonaparte.

Tutto il secolo per la città fu denso di capovolgimenti e di prese di potere successive. Vi fu l'espropriazione dei beni ecclesiatici e vennero introdotte diverse novità a livello amministrativo, si promise maggior giustizia e libertà ma intanto si realizzò l'arricchimento a livello locale di alcune famiglie (i Massari ed i Gulinelli). Nel 1809, sostenuti dagli austriaci, circa 6.000 contadini tentarono l'assalto alla città. Vi furono imprigionamenti, alcuni rivoltosi furono fucilati o ghigliottinati. Nel 1813 in Ferrara rientrarono gli austriaci, Gioacchino Murat la riprese per una sola settimana, poi, nel 1815, gli austriaci rientrarono in modo più stabile e ripristinarono, sotto il loro controllo, il potere dello Stato pontificio.

Una nuova ribellione a Ferrara ebbe la meglio sulle forze pontificie, attorno al 1831, ma fu domata ancora una volta dagli austriaci. Altri moti insurrezionali di portata limitata, uniti a parziali concessioni, si ebbero a partire dal 1846. Seguì un periodo difficile per altre cause (nove mesi di precipitazioni piovose ininterrotte, alluvioni ed esondazioni del Po ed una epidemia di colera) ma, allo stesso tempo, con novità positive. Venne valorizzata la vocazione agricola del territorio e, a sostegno di questa nuova economia emergente, venne fondata, nel 1838, la Cassa di Risparmio.

Sul piano politico nel 1849 venne dichiarata la fine del controllo pontificio ma le forze austriache controllarono ancora la situazione e procedettero con arresti e fucilazioni.[27]

 
La casa che fu di Giorgio Bassani, in via Cisterna del Follo.

Ferrara nel XX secoloModifica

Nei primi anni del XX secolo a Ferrara, come in altre città italiane, si visse il clima che precedette lo scoppio della prima guerra mondiale. Varie personalità, attorno al 1914, fondarono un gruppo interventista[28] e da Trento arrivò anche Cesare Battisti per sostenere l'entrata in guerra dell'Italia contro l'impero asburgico.

 
Epigrafe a ricordo del discorso di Cesare Battisti a Ferrara, nel 1914.

In diversi poi, allo scoppio della guerra, partirono come volontari ma Ferrara rimase sempre lontana dal fronte, una città di retrovia, poco coinvolta direttamente nelle operazioni belliche.

A pochi chilometri dal centro, ad Aguscello, dove in seguito sarebbe sorta la Città del Ragazzo, era operativo un particolare ospedale militare di riserva specializzato in malattie nervose. In quella sede per un certo periodo vennero mandati in servizio o ricoverati diversi artisti come Giorgio de Chirico, suo fratello Alberto Savinio e Carlo Carrà.[29][30][31][32] De Chirico a Ferrara poi incontrò Filippo de Pisis ed anche una giovane ferrarese alla quale fu molto legato e rimasta a lungo sconosciuta, Antonia Bolognesi, scoperta dalla critica artistica e storica solo attorno al 2014.

Dopo la fine della guerra vennero anni di crisi economica profonda e di rivendicazioni sindacali. La grande proprietà terriera ladifondista provinciale per contenere tali richieste dei braccianti contadini, appoggiate dai socialisti, iniziò a sostenere lo squadrismo del nascente fascismo e si ebbero vari episodi di violenza.[33] In questo clima maturò il delitto Minzoni del quale venne accusato come mandante Italo Balbo (senza che vi facessero seguito conseguenze penali). Si rafforzò comunque il legame tra fascismo e borghesia locale, ed anche con la componente borghese ebraica nei primi anni fu su queste posizioni. Giorgio Bassani fu sempre critico con i ferraresi su questo punto ed a conferma della sua posizione, attorno al 1941, entrò in un gruppo antifascista e venne incarcerato.[34]

Dopo la presa del potere da parte fascista vi un mutamento importante a Ferrara. Vennero abbandonati lo squadrismo e la violenza più scoperta, non più necessari con l'opposizione ormai ridotta al silenzio, e si riscoprirono gli aspetti culturali, utili anche a fini propagandistici. Si puntò alla valorizzazione del patrimonio storico e artistico cittadino, fu esaltata la peculiarità della Ferrara estense mentre a livello nazionale si celebrava la grandezza della Roma imperiale. Quindi, malgrado gli irreparabili danni prodotti dal regime, con le numerose vittime dello squadrismo e l'annullamento del movimento operaio socialista, per oltre un decennio Ferrara fu di nuovo al centro dell'attenzione nazionale con grandi iniziative ed una riqualificazione urbanistica seconda solo all'Addizione Erculea.

L'approvazione delle leggi razziali ebbe a Ferrara un effetto particolare, anticipato. Il 17 marzo 1938 si dimise dalla sua carica il podestà Renzo Ravenna, perché ebreo, che iniziò a prendere le distanze dal fascismo. Con lo scoppio della seconda guerra mondiale, la morte di Italo Balbo, la successiva caduta del regime e l'inizio della guerra di liberazione vi furono attentati e rappresaglie. Il federale Igino Ghisellini cadde in un'imboscata, ne furono accusati gli antifascisti e undici ferraresi vennero fucilati accanto al Castello Estense il 15 novembre del 1943. Su Ferrara iniziarono poi i bombardamenti alleati che portarono morte e danni ai palazzi storici, alle infrastrutture ed alle abitazioni private. Per la città la guerra finì quando fu occupata dalle truppe inglesi il 24 aprile 1945.[35][36]

Figure emblematiche delle vicende contraddittorie vissute dalla città tra le due guerre furono il gerarca Italo Balbo, prima squadrista e violento e poi grande trasvolatore, amico degli ebrei, uomo di stato e di cultura in grado di opporsi a Mussolini, il podestà fascista ed ebreo Renzo Ravenna, amico di Balbo, amministratore attento della città e poi perseguitato dallo stesso regime perché ebreo, e Giorgio Bassani, scrittore ebreo, antifascista, in grado di indagare la natura profonda dei suoi concittadini e di celebrare con la sua arte la città alla quale era legato.

 
Sede a Ferrara della Cassa di Risparmio

La seconda metà del Novecento iniziò con la ricostruzione postbellica e si ebbe un progressivo processo di inurbamento con la costruzione di nuovi quartieri di edilizia popolare ed un lento abbandono delle campagne dovuto alla modifica delle pratiche agricole che richiedevano minor manodopera. Si assistette, per il medesimo motivo, anche ad un processo di emigrazione dei braccianti agricoli verso altri paesi. Si ebbe la crisi di alcune aziende storiche come la Zenith (calzature) e la Lombardi (conserviera). La speculazione edilizia non provocò troppi danni, con l'eccezione di due casi: il grattacielo in zona stazione e l'area di Porta Paola, accesso alla città da Bologna.[37]

Alla fine del secolo (nel 1995) si ebbe l'inclusione della città nella lista del Patrimonio dell'umanità dell'UNESCO.

Il XXI secoloModifica

Nel 2012 la città è stata colpita, nel mese di maggio, da un violento sisma che ha provocato ingenti danni ma per fortuna nessuna vittima sul territorio comunale. Sul piano finanziario tutta la provincia è stata interessata dalla grave crisi della Cassa di Risparmio

SimboliModifica

 
Stemma di Ferrara
  • Lo stemma di Ferrara è uno scudo sannitico diviso orizzontalmente a metà, con la parte superiore di color nero e la parte inferiore di color argento. Lo scudo è timbrato da una corona ducale, ricordo del periodo ducale della città.[38][39]
  • Il drappo del gonfalone riporta identici colori, ha parti metalliche dorate e asta verticale ricoperta di velluto con bordo d'oro avvolto a spirale. La freccia superiore richiama lo stemma della città.[40]

OnorificenzeModifica

Ferrara rientra fra le città decorate al valor militare per la guerra di liberazione, ed è stata insignita della Medaglia d'Argento al Valor Militare per i sacrifici sofferti dalla sua popolazione e per il suo ruolo nella lotta partigiana per la liberazione dall'occupazione nazifascista durante la seconda guerra mondiale.

  Medaglia d'argento al Valor Militare
«Importante nodo strategico, capoluogo di provincia, profondamente legata a solide tradizioni di lotte operaie e popolari, ricca di fermenti democratici, subisce una feroce ed inumana repressione fascista. Benché duramente colpita, forte della propria fede nella libertà, non cede e, mentre i suoi figli migliori numerosissimi cadono nelle piazze e nelle strade, anche oltre i confini della Patria, tenacemente conduce, con slancio sempre più eroico la guerra contro l'occupante e, pur combattendo in svantaggiose condizioni ambientali, non dà tregua ai nazifascisti e, dopo duri e sanguinosi scontri, insorge a fianco delle forze partigiane. Il 22 aprile 1945, Ferrara è libera! Ferrara, 8 settembre 1943-22 aprile 1945.»
— Ferrara

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

 
Il Quadrivio degli Angeli

L'Addizione Erculea è la più importante opera urbanistica rinascimentale progettata da Biagio Rossetti su incarico del duca Ercole I d'Este. Il disegno rossettiano, che di fatto fu un ampliamento della superficie della città racchiusa dalle mura, vedeva grandi arterie con un tracciato rettilineo intersecarsi in incroci dove sorgevano grandi palazzi, e quindi il superamento del modello medievale di vie strette e sinuose, nate magari dove un corso d'acqua o un ostacolo naturale le aveva richieste. Rossetti e Ercole I volevano che la Ferrara ducale avesse spazi e prospettive degni di una capitale.

Un luogo fondamentale sul piano urbanistico, sintesi dell'intera opera, è il quadrivio degli Angeli sul quale si affacciano Palazzo dei Diamanti, Palazzo Prosperi-Sacrati e Palazzo Turchi di Bagno. Il quadrivio è il nodo centrale che fa incontrare il nuovo asse viario cittadino disposto secondo la direzione est-ovest con corso Ercole I d'Este, che dal Castello Estense apre la vista sino alla porta degli Angeli, a nord sulle mura. L'addizione rossettiana è in larga parte il motivo del riconoscimento ottenuto da Ferrara dall'UNESCO, che ha inserito la città nella lista dei patrimoni dell'umanità.

Il centro storico della città è uno degli esempi meglio conservati di nuclei medioevali, caratterizzato da monumenti, palazzi, chiese e strade storiche, ma importantissime, sul piano architettonico, sono anche le addizioni cittadine del periodo rinascimentale e dell'inizio del Novecento . Il Castello Estense è l'emblema cittadino, edificio in mattoni a pianta quadrata dotato di quattro torri difensive con altane e circondato da un fossato colmo d'acqua che lo rende uno degli ultimi castelli europei con tale caratteristica.

Notevole è poi la prima cattedrale cittadina, la basilica di San Giorgio fuori le mura nel Borgo San Giorgio, che fu sostituita come massimo edificio religioso dalla cattedrale di San Giorgio, sede dell'Arcidiocesi di Ferrara-Comacchio. Quest'ultima venne costruire anche grazie a Guglielmo degli Adelardi e fu consacrata nel 1135, col completamento della facciata principale e di quelle laterali, tutte in stile romanico. Il campanile rinascimentale venne realizzato nel 1451-1493 su progetto di Leon Battista Alberti e mai ultimato. I lavori si fermarono alla fine del XVI secolo.

Di fianco alla cattedrale si trovava il Palazzo della Ragione, costruito in cotto ferrarese in stile gotico nel 1315-1326. L'edificio fu distrutto parzialmente da un incendio e poi demolito per far posto ad un nuovo e criticatissimo palazzo poco inserito nel contesto architettonico storico.[41]

Poco lontano si trova l'attuale sede dell'Università, mentre la sua antica sede, Palazzo Paradiso (1391), ospita oggi la Biblioteca comunale Ariostea nella quale si trova la più completa raccolta di edizione dell'Orlando furioso di Ludovico Ariosto ed alcune lettere di Torquato Tasso nonché la Bibbia appartenuta al frate domenicano Girolamo Savonarola.

La casa di Ludovico Ariosto fu costruita dallo scrittore a partire dal 1526 nella parte "nuova" della città, inglobata dall'Addizione Erculea ed in essa morì nel 1533. Ferrara è dal XIII secolo importante centro ebraico e, durante le persecuzioni in seguito alle Leggi razziali emanate nel 1938 dal governo fascista, diviene protagonista delle persecuzioni e di un eccidio, avvenuto accanto al fossato del Castello, ricordati dallo scrittore Giorgio Bassani nel romanzo Il giardino dei Finzi-Contini (1962) e in La lunga notte del '43 (1956).

Sede universitaria dal 1391, essa vide laurearsi nel XVI secolo Niccolò Copernico (1503) e Paracelso. Importante centro umanistico, ospitò alla corte estense i maggiori poeti italiani del Quattrocento e Cinquecento, Matteo Maria Boiardo, Ludovico Ariosto e Torquato Tasso, nonché i grandi pittori del suo tempo, Andrea Mantegna, Giovanni Bellini, Cosmè Tura, Francesco del Cossa ed Ercole de' Roberti (la famosa Officina ferrarese), Garofalo, Tiziano, Dosso e Battista Dossi, Scarsellino. Molte opere di questi autori trovano oggi collocazione nella Pinacoteca nazionale, ospitata nel Palazzo dei Diamanti.

 
Zona di via delle Vigne. Campi dentro le mura cittadine

Le Mura di Ferrara sono lunghe all'incirca 9 km e hanno mantenuto pressoché inalterate le loro condizioni giungendo ai giorni nostri come si presentavano in epoca medievale. Dotate di numerosi baluardi difensivi, specialmente nella parte sud, in tempi antichi erano interamente circondate da un fossato e ornate da importanti varchi di accesso quali la Porta Paola a sud, la Porta San Giovanni a est e la Porta degli Angeli a nord. Altrettanto importanti sono le Delizie estensi ovvero un insieme di 19 ville presenti nel territorio ferrarese e nella sua provincia. Rappresentavano i luoghi di ritiro estivi e di svago degli Este, collegati alla città tramite canali navigabili. Oggi si possono ancora ammirare alcune delle delizie sopravvissute nel corso del tempo, mentre altre sono in rovina o non esistono più. Le più conosciute e meglio conservate sono quelle di Schifanoia a Ferrara, di Belriguardo a Voghiera e quella di Copparo. Da ricordare anche lo splendido Castello di Mesola, residenza di caccia degli Este.

In città, nel risvolto di piazza Girolamo Savonarola con corso Martiri della Libertà, è presente il padimetro, una specie di idrometro che segna le varie altezze a cui è arrivato il livello del Po nella frazione di Pontelagoscuro durante i più importanti e gravi eventi di piena del fiume.

Architetture religioseModifica

 
Facciata della Cattedrale

Chiese cattolicheModifica

  • La cattedrale di San Giorgio, sede dell'Arcidiocesi di Ferrara-Comacchio, rappresenta uno degli edifici storici più importanti della città. La costruzione della cattedrale, edificata sulle macerie delle mura altomedievali, è iniziata nel XII secolo. L'anno effettivo in cui iniziò la costruzione non è certo: un'iscrizione, collocata sopra l'arco del protiro, datata al 1135 recita infatti: "anno milleno centeno ter quoque deno / quinque superlatis struitur domus haec pietatis". Il verbo "struitur" è di difficile traduzione, ed è stato infatti interpretato sia come "si costruisce", sia come "si continua a costruire". Il progettista che diede inizio anche alla realizzazione del protiro è Nicholaus (già architetto della basilica di San Zeno a Verona e della sacra di San Michele in Val di Susa), chiamato all'edificazione della cattedrale insieme al fabbriciere Guglielmo degli Adelardi. La "firma" di Nicholaus è contenuta in un'iscrizione collocata sopra la cornice della lunetta del portale maggiore. La facciata della cattedrale, costruita in stile romanico, presenta numerosi e articolati particolari di rilievo quali logge, arcate, statue, rosoni e bassorilievi. Alcuni particolari, posteriori alla creazione della facciata, presentano caratteristiche gotiche come il Giudizio universale posto sul protiro sorretto da due ippogrifi o la statua della Madonna col Bambino posta in una loggia sopra il portale centrale. Sul lato destro della cattedrale che corre lungo piazza Trento e Trieste era un tempo presente una seconda entrata denominata "porta dei Mesi", che fu completamente demolita durante un restauro settecentesco operato dall'architetto Muzzarelli. Sullo stesso lato meridionale è stata ritrovata un'iscrizione (quasi completamente situata sotto l'attuale livello della piazza) che corre lungo tutta la fiancata, recante un decreto del Consiglio dei sapienti del comune, del 13 maggio 1173, testimonianza delle regole e delle consuetudini locali. Un'altra importante iscrizione si trova nella facciata, accanto alla statua di Alberto V d'Este, e riporta la bolla pontificia di papa Bonifacio I che istituiva l'università di Ferrara, datata 4 marzo 1391. L'interno della chiesa risulta completamente differente rispetto al corpo esterno: ha tre navate ed è decorato in stile barocco. Nelle cappelle laterali sono presenti numerosi dipinti del Guercino, del Garofalo e di Francesco Francia. L'abside è opera dell'architetto ferrarese Biagio Rossetti e nel catino absidale è affrescato il Giudizio Universale. Il campanile in marmo rosa e bianco è stato attribuito a Leon Battista Alberti anche se, nella sua forma attuale, risulta incompleto.
 
La basilica di San Giorgio fuori le mura
 
Visione generale della chiesa della Certosa
  • La Chiesa di Santa Maria in Vado deve il suo nome ad un guado del Po detto il vado presente nei dintorni dell'edificio. Secondo la tradizione nella chiesetta preesistente a quella edificata in seguito, vi avvenne un miracolo eucaristico nel 1171. Da un'ostia spezzata fuoriuscì un getto di sangue che andò a colpire la volta soprastante e il punto dove si suppone siano ancora presenti le macchioline di sangue può essere raggiunto tramite una piccola scala che parte da una delle cappelle.
  • La Chiesa di San Cristoforo alla Certosa è unedificio di culto del cimitero della Certosa di Ferrara, anticamente situata in una zona decentrata, come voleva la tradizione dei certosini, fu in seguito compresa all'interno delle mura cittadine con l'Addizione Erculea. Quando i certosini vennero espropriati della chiesa con l'arrivo dell'esercito napolelonico l'edificio passò, nel 1813, tra le proprietà del comune di Ferrara che riaprì la chiesa al culto e trasformo l'antico convento nel cimitero monumentale. L'interno è costituito da un'unica navata dotata di sei cappelle il cui progetto è attribuito a Biagio Rossetti.
  • Le Tombe degli Estensi, ospitate nel Monastero del Corpus Domini, sorto tra il 1415 ed il 1431.[42]

Altri edifici religiosi:

Ex chiese, chiese ancora presenti ma sconsacrate

Chiese scomparse, edifici totalmente o parzialmente demoliti.

Edifici religiosi di altri cultiModifica

  • Sinagoghe, realizzate nell'area del ghetto sono tre: Scola tedesca, Scola Fanese, Scola italiana.
  • Chiesa Battista, realizzata in via Carlo Mayr agli inizi del Novecento è composta da una sala di culto e da una sala conferenze intitolata a Martin Luther King.[43]

Architetture civiliModifica

Architetture medievali e rinascimentaliModifica

 
Castello Estense
  • Castello Estense (1385), viene considerato il monumento più rappresentativo della città. Fu concepito come fortezza militare ma già a partire dal 1476 Ercole I d'Este decise di trasformarlo per fargli assumere la funzione di reggia signorile. La famiglia abbandonò così la precedente residenza del Palazzo Municipale e, a cominciare dal Cinquecento, intraprese i primi interventi di abbellimento del castello, in particolare con la sistemazione della via Coperta, un corridoio sopraelevato che unisce il Castello Estense al Palazzo del Municipio, all'interno della quale Alfonso I d'Este collocò i cosiddetti Camerini d'alabastro, ovvero delle sfarzose stanze contenenti importanti opere appartenute a Dosso Dossi, Tiziano e Antonio Lombardo.
  • Palazzo Municipale fu la prima dimora degli Estensi e venne costruito ad iniziare dal 1245. Assunse le dimensioni moderne attorno al 1481. Nel 1927, durante il periodo della maggior addizione cittadina postrinascimentale la parte della facciata rivolta verso la cattedrale venne interamente ricostruita in stile neogotico e fu edificata una nuova torre al posto di quella crollata da secoli. L'edificio ha una pianta rettangolare allungata con le facciate libere rivolte a piazza della cattedrale e corso Martiri della Libertà, piazza Savonarola, piazza castello, via Garibaldi e via Cortevecchia. L'entrata principale del palazzo (il Volto del Cavallo) è posta di fronte al protiro del Duomo, a significare la presenza dei due poteri, quello religioso e quello civile. Il cortile interno presenta altre due entrate, la Volta del Cavalletto (in via Cortevecchia) e il Volto della Colombina, dove inizia via Garibaldi. Questo cortile, un tempo cortile ducale riservato alla corte (come il giardino delle Duchesse), è diventato piazza del Municipio dove lo scalone d'onore cinquecentesco permette l'accesso al piano nobile del palazzo. Altri accessi sono dalla loggia in piazza Savonarola oppure dal Castello Estense attraverso la via Coperta.
 
Palazzo dei Diamanti
 
Facciata del palazzo Bevilacqua Costabili
  • Palazzo Bevilacqua Costabili, importante dimora storica della città situato in Via Voltapaletto, ha ospitato la famiglia Bevilacqua che si trasferì da Verona a Ferrara in occasione delle nozze di famiglia. Di notevole importanza risulta la facciata, ornata da nicchie ritraenti volti di imperatori romani e decorazioni raffiguranti trofei militari. Il lavoro lo si fa attribuire a Giovan Battista Aleotti il quale lavorò, sempre a Ferrara, presso Palazzo Bentivoglio, caratterizzato da un simile apparato decorativo. Dopo lunghi restauri il palazzo fu riconsegnato alla città nel 2006 all'interno del quale hanno trovato luogo le aule e gli uffici della Facoltà di Economia dell'Università di Ferrara.
  • Palazzo Schifanoia è l'unica delizia estense che si trova entro le mura cittadine. Oggi è sede museale. Fu antica dimora di svago della famiglia estense ed il suo nome significa schifare la noia. Fu costruito nel 1385 per poi essere modificato e completato nel 1493 da Biagio Rossetti. Il palazzo ospita al suo interno il Salone dei Mesi, una fra massime le espressioni di affreschi quattrocenteschi italiani. L'opera fu voluta da Borso d'Este e vi contribuirono alcuni dei più importanti esponenti della scuola ferrarese, come Francesco del Cossa ed Ercole de' Roberti.
  • Palazzo Costabili, chiamato generalmente Palazzo di Ludovico il Moro è situato in Via XX Settembre, è sede del Museo archeologico nazionale. Si presume che tale costruzione sia stata fatta erigere per volere dell'allora duca di Milano, Ludovico il Moro, il quale decise di insediarsi a Ferrara per sfuggire alle minacce che gravavano sulla sua persona. L'opera, costruita dal 1495 al 1503, fu commissionata a Biagio Rossetti il quale concentrò tutta la particolarità del palazzo nel cortile d'onore interno caratterizzato da un portico con doppio ordine di arcate. All'interno del Museo archeologico sono contenuti numerosi manufatti appartenuti all'antica città etrusca di Spina.
  • Palazzo Bentivoglio, situato in via Garibaldi, fu edificato per volontà di Borso d'Este nel 1449 e ristrutturato nel 1585 ad opera di Cornelio Bentivoglio. L'imponente prospetto, riccamente decorato con bassorilievi marmorei araldici, armature, frecce, lance e bandiere è attribuito ad una collaborazione tra Pirro Ligorio e Giovan Battista Aleotti. All'interno si trovano pregevoli soffitti dipinti nel 500 dalla bottega dei Filippi.
  • Palazzo Roverella, edificato nel 1508 lungo l'attuale Corso Giovecca, fu commissionato da Girolamo Magnanini, cancelliere del Duca Alfonso I d'Este. Si tratta di una delle ultime opere realizzate da Biagio Rossetti, nella quale il maestro condensò pienamente la propria arte. Il fabbricato ebbe numerosi passaggi di proprietà, nel Settecento i Magnanini lo vendettero ai conti Roverella, passò poi ai conti Aventi alla fine dell'Ottocento ed infine al cav. Giuseppe Zamorani che lo diede in eredità al Circolo dei Negozianti, che ne è proprietario dal 1932. Palazzo Roverella, a differenza di altri edifici rossettiani, è stato abilmente concepito per una visione frontale e non angolare, pertanto la facciata è caratterizzata da un assoluto rigore geometrico determinato dagli elementi architettonici e dagli ornamenti in bassorilievo, tipici del linguaggio rinascimentale locale. Di particolare originalità sono le fineste addossatte come bifore alle lesene che scandiscono gli spazi verticalmente e la trifora timpanata che si apre al centro della facciata.
  • Palazzo Contrari, edificato nel XIII secolo sulla via omonima, all'angolo con via Canonica, in pieno centro cittadino. All'inizio venne dotato di una merlatura che crollò durante il sisma che colpì Ferrara nel 1570. Venne in seguito modificato, ma conserva ancora oggi un aspetto monumentale, anche grazie al bel portale bugnato in marmo. Nelle ampie stanze i soffitti sono a cassettoni rifiniti con oro e figure di pregevole fattura. Nell'intero edificio vi sono molti fregi risalenti al momento della sua edificazione.
  • Casa Romei
  • Casa di Ludovico Ariosto
  • Palazzina di Marfisa d'Este
  • Palazzo Bonacossi
  • Palazzo Massari
  • Biblioteca comunale Ariostea

Architetture novecentescheModifica

A Ferrara dagli inizi del Novecento fino a pochi anni dopo la seconda guerra mondiale vi furono rilevanti interventi urbanistici voluti dal Comune per dare risalto e valore a quegli edifici cittadini ormai in rovina e non più agibili e per la ricostruzione dei quartieri su cui insisteva la fortezza abbattuta. Molta parte della riqualificazione moderna in varie aree della città fu affidata all'ingegnere Carlo Savonuzzi. Questi, tra gli anni venti e gli anni trenta, realizzò molte opere architettoniche, in stile razionalista, nell'ambito di quella che fu indicata in seguito come Addizione Novecentista. Qui sono elencate alcune delle più importanti opere moderne del Novecento curate dall'ingegnere ferrarese:

TeatriModifica

  • Il Teatro comunale di Ferrara costituisce il più importante teatro della città, costruito dal 1773 al 1797 e inaugurato l'anno successivo.
     
    La facciata del Teatro comunale
    Nonostante Ferrara possedesse già numerosi teatri, la nobiltà ferrarese impose la necessità di un unico teatro cittadino fino a quando vennero scelti dal cardinale Borghese gli esecutori dell'opera ovvero Antonio Foschini e Cosimo Morelli. Il teatro iniziò così a prendere forma in un'area tranquilla e poco popolosa posta esattamente di fronte al Castello Estense. Ma nel 1778 con l'arrivo di un nuovo cardinale i lavori si arrestarono bruscamente a causa delle accuse di incompetenza e di scarsa efficienza che il cardinale attribuì all'operato degli esecutori. Dopo anni di liti e ritardi i lavori ripresero nuovamente per essere riaffidati ancora a Foschini e Morelli che realizzarono la costruzione ultimandola nel 1797 per essere poi inaugurata nel 1798 dall'opera Gli Orazi e i Curiazi di Domenico Cimarosa. Il 21 marzo 2014 il teatro è stato intitolato alla memoria del direttore d'orchestra italiano Claudio Abbado, che ne fu direttore per un lungo periodo.
  • Il Teatro Nuovo è il secondo teatro della città per importanza, inaugurato nel 1926 dall'opera La cena delle beffe di Umberto Giordano. Fino a pochi anni fa la struttura veniva usata anche come cinema fino alla cessata attività di quest'ultimo avvenuta nel 2006.
  • La Sala Estense sorge all'interno del Palazzo Municipale e in antichità veniva usata come chiesa per l'esposizione delle salme degli Este. In seguito alla sua chiusura trascorsero anni di inattività che adibirono la chiesetta alle funzioni più disparate. Negli anni venti del Novecento venne notevolmente modificata e utilizzata come sala cinematografica sino agli anni sessanta. Dopo quel periodo e sino ai giorni nostri è utilizzata per rappresentazioni teatrali, conferenze, concerti e manifestazioni. Spesso ospita la compagnia teatrale dialettale Straferrara.

Architetture militariModifica

 
Porta Mare (detta anche porta San Giovanni), sulla cinta muraria di Ferrara, come appariva all'inizio del XX secolo.
  • Le mura di Ferrara sono costituite da una cinta fortificata che è andata espandendosi da quando i bizantini, attorno al VI secolo, ne costruirono il primo nucleo. In seguito assunsero una disposizione allungata sulla riva a nord del Po unendo il Castello dei Curtensi con Castel Tedaldo. Le varie addizioni cittadine successive fecero assumere a queste fortificazioni il loro aspetto definitivo, che raggiunsero con l'Addizione Erculea, durante il governo di Ercole I d'Este.
  • Bastioni e porte fortificate, posizionate lungo le mura, meritano un'attenzione particolare per le loro caratteristiche architettoniche o l'utilizzo che se ne è fatto nel tempo. Porta degli Angeli che fu a lungo impiegata come spazio espositivo ne è un esempio, oppure il Torrione di S.Giovanni, usato come ambiente per concerti Jazz.
  • Il Castello Estense (chiamato anche Castello di San Michele perché la prima pietra fu posata il 29 settembre, giorno di San Michele) venne edificato nel 1385 come fortezza militare su progetto di Bartolino da Novara. Partendo dalla già esistente Torre dei Leoni vennero costruite altre tre torri ed una nuova struttura difensiva ad unirle. Nel 1476 Ercole I d'Este iniziò a trasformare il castello in palazzo adatto alla sua corte facendogli assumere la funzione sino ad allora assolta dal Palazzo Municipale. Divenne così una reggia rinascimentale e, di fatto, l'edificio monumentale più importante di Ferrara.
  • Completamente scomparsa la fortificazione di Castel Tedaldo, distrutta per edificare la Fortezza papale che a sua volta è stata quasi completamente demolita.
  • Il quartiere medievale che ospitava il Castello dei Curtensi conserva ancora tracce della primitiva fortificazione nella disposizione delle vie che sembrano seguire le antiche mura.

Siti archeologiciModifica

Non sono presenti sul territorio del comune siti archeologici, ma ve ne sono alcuni di grande importanza nel territorio provinciale.

Aree naturaliModifica

 
Entrata principale del Parco Massari - Corso Porta Mare
  • Il parco Massari prende il nome dall'omonimo palazzo cinquecentesco, rappresenta il parco cittadino più frequentato dai ferraresi, dotato di una grande fontana circolare in prossimità dell'entrata principale e di numerosi sentieri pedonali. Il parco fu costruito nel 1780 dall'architetto Luigi Bertelli per il marchese Camillo Bevilacqua Cantelli. Era anticamente dotato di sette imponenti varchi di accesso, dei quali tutt'oggi ne rimangono soltanto due, l'ingresso principale su Corso Porta Mare e un secondo che si affaccia su corso Ercole I d'Este; era inoltre famoso per il numero di statue che lo decoravano oltre alla grande quantità di piante e arbusti. Nel XIX secolo i conti Massari acquisirono il palazzo e ne modificarono il parco trasformandolo in un tipico giardino all'inglese[48]. Attualmente in corrispondenza dell'ingresso principale sono visibili tre monumentali cedri del libano (Cedrus libani)[49]. Sino agli anni settanta del secolo scorso, vicino all'ingresso principale su Corso Porta Mare, era presente un labirinto costruito con siepi, come nei giardini di alcune ville venete. In seguito tale labirinto è stato eliminato per problemi di sicurezza.
  • L'orto botanico, situato in Corso Porta Mare, di fronte al Parco Massari, si deve alla tradizione ottocentesca di dotare ogni grande città universitaria di un orto botanico. Oggi l'orto botanico è parte integrante dell'Istituto di Botanica, che ha sede nel Palazzo Turchi di Bagno, ed è utilizzato per la conservazione, la cura e la ricerca da parte di professori e studenti delle Facoltà di Scienze dell'Università degli Studi di Ferrara, oltre ad essere meta di visitatori e turisti.
  • Parco Pareschi è situato in Corso della Giovecca. In origine fu il giardino del Palazzo di San Francesco, costruito nella seconda metà del XV secolo da Pietro Benvenuti degli Ordini e successivamente ampliato da Biagio Rossetti. Divenne poi il giardino del Palazzo di Renata di Francia, oggi sede dell'Università di Ferrara. A metà del XIX secolo la famiglia Pareschi lo acquisì, dopo che in passato era stato usato come semplice orto, trasformandolo in un giardino all'inglese. Durante i mesi estivi talvolta il parco viene utilizzato, grazie anche alla sua posizione centrale facilmente raggiungibile, come cinema all'aperto.
  • Il Parco Urbano Bassani era un tempo riserva di caccia e svago degli Estensi, e costituiva anche un'importante area per il controllo e la difesa della città. Era accessibile direttamente dal Castello Estense percorrendo tutto corso Ercole I d'Este ed attraversando la famosa Porta degli Angeli, inaugurata nel 1492 e chiusa ufficialmente nel 1598, quando gli Estensi trasferirono la loro corte a Modena (in realtà fu percorribile in periodi alterni sino al 1700). Oggi vi si accede con un varco aperto nella mura, in corrispondenza dei Rampari di Belvedere, attraverso via Azzo Novello. Il Parco si estende a nord dalle mura cittadine e nei progetti dovrebbe spingersi sino al Po, occupando di fatto un'area enorme attualmente utilizzata per l'agricoltura e, vicino al Po, a Pontelagoscuro, dai resti di insediamenti industriali (ex zuccherificio). La parte del parco oggi realizzata lo rende la più grande area verde fuori dalle mura della città, dotata di attrezzature, piste ciclabili, laghetto ed ampie aree a prato. Ospita nel periodo a cavallo tra luglio/agosto la manifestazione musicale High Foundation e in settembre la manifestazione del Ferrara Balloons Festival. Rientrano nei suoi confini il Centro Natatorio Comunale di Via Riccardo Bacchelli, con piscina coperta e scoperta, la sede del CUS Ferrara Golf, gli impianti sportivi della facoltà di Scienze Motorie dell'Università degli Studi di Ferrara ed il Campeggio Comunale Estense, tutti in Via Gramicia.

Il polmone verde costituito dalla cerchia delle mura cittadine è molto importante anche come area verde. Viene utilizzato da praticanti di sport amatoriali o per semplici passeggiate. In alcune zone si amplia notevolmente, e forma veri e propri parchi, come succede ad esempio alla fine di via XX Settembre, in viale Alfonso d'Este, nel cosiddetto Montagnone (che spesso in certi periodi dell'anno ospita luna parc itineranti), oppure nella zona di viale 4 novembre, un tempo Cittadella (conosciuta anche come Fortezza) antica area fortificata di cui sono rimasti due bastioni esterni dopo la sua distruzione. A breve distanza si trova la piazza dell'acquedotto, poi ci sono i Giardini della Stazione, i giardini di Viale Cavour e il verde di Piazza Ariostea. A Ferrara è ancora possibile scoprire, entro le mura cittadine, uno scorcio incredibile di campagna, come se non si fosse dentro la città. Partendo da piazza Ariostea e proseguendo per via Folegno e via delle Erbe si raggiunge un incredibile spazio aperto con campi. Da non dimenticare infine i numerosissimi giardini privati che si trovano nascosti tra le mura degli antichi palazzi medievali e rinascimentali.

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Abitanti censiti[50]

 

Dati aggiornati si trovano in Comuni d'Italia per popolazione. La tendenza sembra essere quella di una progressiva diminuzione di residenti, anche se non costante anno dopo anno.[51]

Etnie e minoranze straniereModifica

Secondo dati ISTAT i cittadini stranieri a Ferrara al 1º gennaio 2018 sono risultati 13.616 (10,3% tra tutti i residenti)[52], in aumento di 960 unità rispetto all'anno precedente. Le prime dieci comunità sono risultate quelle provenienti da:

  1. Romania 2.279
  2. Ucraina 1.991
  3. Repubblica Moldova 1.275
  4. Albania 992
  5. Nigeria 915
  6. Marocco 879
  7. Repubblica Popolare Cinese 811
  8. Camerun 457
  9. Pakistan 541
  10. Tunisia 441

In particolare la comunità di origine nigeriana è quella che ha fatto registrare l'aumento maggiore, passando in un anno da 691 a 915 persone.

Secondo le analisi del comune di Ferrara la comunità che ha avuto il maggior incremento a partire dal 2004 è stata quella rumena. Ucraini, moldavi e albanesi sono risultati in crescita rallentata mentre marocchini e soprattutto nigeriani in forte aumento. Dal 1997 al 2007 la percentuale di cittadini stranieri residenti è passata dal 0,9% al 10,3%.[53]

Questi dati percentuali (10,3%) sono leggermente più contenuti della media fatta registrare a livello regionale (12% tra tutti i residenti)[54] ma leggermente più elevati della media nazionale (8,5% tra tutti i residenti).[55]

Lingue e dialettiModifica

Nella città ed in provincia, oltre all'italiano, è parlato il dialetto locale (ferrarese o, in dialetto, frarés), simile nella grammatica agli altri dialetti emiliani, ma con accento ed inflessioni del tutto proprie ed influenze semantiche dal vicino Veneto. Il ferrarese è parlato anche in alcune zone limitrofe del basso Polesine e dell'Oltrepò Mantovano. I dialetti parlati a Copparo, Bondeno o Argenta differiscono dal ferrarese cittadino ed al contempo sono leggermente diversi tra loro. Un caso a parte è invece Comacchio e la sua zona valliva, dove si parla un dialetto marcatamente differente dal ferrarese e considerato pertanto dialetto a sé.[56]

Alcuni termini e regole grammaticali del dialetto ferrarese sono simili o del tutto uguali alle regole francesi: ad esempio, l'uso del soggetto è sempre obbligatorio; nella forma riflessiva la particella riflessiva precede il verbo; nelle forme interrogative si applica l'inversione soggetto/verbo. Tali analogie, comuni per altro a quasi tutti i dialetti dell'Italia Settentrionale, vengono da molti erroneamente ricondotte alle dominazioni straniere dei secoli passati.[57]

ReligioneModifica

La maggioranza della popolazione si professa cattolica ma non ci sono dati aggiornati sulle percentuali dei fedeli praticanti. Ferrara appartiene all'Arcidiocesi di Ferrara-Comacchio che comprende in totale 172 parrocchie[58]. Sono presenti cristiani ortodossi in numero consistente[59] ed evangelici riformati. Occorre poi ricordare l'UCEBI[60], le Chiese evangeliche riformate battiste in Italia[61], le Assemblee di Dio in Italia[62] e la Chiesa Evangelica Cinese in Italia[63].

Grande importanza ha avuto ed ha la presenza della comunità ebraica. Ferrara è sede di una sinagoga ubicata nell'ex ghetto ebraico e resa inagibile dal sisma del 2012[64].

Sono presenti anche i Testimoni di Geova[65] e due diverse comunità di cattolici tradizionalisti non riconosciute dalla Chiesa cattolica e quindi indipendenti dall'Arcidiocesi di Ferrara-Comacchio[66] che sono la Fraternità sacerdotale San Pio X, fondata da monsignore Marcel Lefebvre e con sede nell'Oratorio Sant'Ignazio di Loyola in Via Carlo Mayr dove viene officiata la Messa tridentina[67] e l'Istituto Mater Boni Consilii, di orientamento sedeprivazionista con sede nella Chiesa San Luigi nella frazione di Albarea.[68].

Tradizioni e folcloreModifica

Il Palio di Ferrara, che si svolge l'ultima domenica di maggio in Piazza Ariostea, è la manifestazione tradizionale più antica della città. Le cronache ferraresi riportano l'esistenza di festeggiamenti e giochi già a partire dal 1259, quando gli Estensi vinsero una guerra contro Ezzelino III da Romano, comandante delle truppe imperiali. Venne riproposto nel 1933, quando si tenne una memorabile Mostra del Quattrocento ferrarese al Palazzo dei Diamanti voluta da Italo Balbo e Renzo Ravenna e ritornò ininterrottamente dopo la seconda guerra mondiale.

Istituzioni, enti e associazioniModifica

  • Ferrara ospita la sede del governo provinciale, e la sua sede è nel Castello Estense [69]
  • Il principale ospedale provinciale e cittadino è l'Arcispedale Sant'Anna, che si trova a Cona.
  • L'Ospedale San Giorgio (Centro di Riabilitazione San Giorgio) è un centro di eccellenza dell'intera regione Emilia-Romagna dove, in passato, venne seguito anche Federico Fellini.[70][71]
  • Altre strutture di tipo ospedaliero nel comune sono: la Casa della Salute Cittadella San Rocco di Ferrara, nello spazio che fu dell'Arcispedale Sant'Anna e la Casa della Salute di Pontelagoscuro.[72]. Poi ci sono due cliniche private convenzionate: la Casa di Cura Salus [73] e la Casa di Cura Quisisana.[74]

Qualità della vitaModifica

Anno Qualità della Vita (Sole 24 Ore)[75] Qualità della Vita (Italia Oggi)[76] Rapporto Ecosistema Urbano (Legambiente)[77]
2014 43° 71° 63°
2015 63° 65° 57°
2016 58° 67° 27°
2017 45° 65° 28°

(Dati aggiornati al 2017)

CulturaModifica

La cultura di Ferrara è legate a molte personalità che, nel corso dei secoli, hanno lasciato una eredità importante.

Del poeta Ludovico Ariosto in città si può visitare la casa, in via Ariosto[78], e la sua tomba si trova nel palazzo Paradiso, l'attuale biblioteca comunale Ariostea. Ad Ariosto fu dedicata, nel 1933, una memorabile mostra per il suo quattrocentesimo[79].

Dosso Dossi[80] fu il pittore più rappresentativo (con Benvenuto Tisi da Garofalo), degli artisti presenti alla corte estense nella prima metà del XVI secolo. Lavorò ad esempio ai Camerini d'alabastro ma molte delle sue opere vennero in seguito disperse con la devoluzione di Ferrara allo Stato pontificio, portate a Modena in alcuni casi (poi conservate alla Galleria Estense), a Roma o in altre città.[81]

Torquato Tasso lavorò alla corte di Alfonso II d'Este e vi trascorse anni importanti per lui, creativi ma anche problematici, specialmente a partire dal 1976. Fuggì da Ferrara, vi tornò, venne imprigionato nel Castello Estense e rinchiuso per sette anni in una cella[82] (poi divenuta famosa per questa circostanza) dell'allora ospedale Sant'Anna[83].

 
Casa di Giovanni Boldini in via Savonarola, a Ferrara

Giovanni Boldini è stato il pittore ferrarese più importante degli ultimi secoli. Lasciò la città natale abbastanza presto perchè giudicata non sufficientemente stimolante per la sua ricerca artistica personale. Era sedotto dalla bellezza femminile che poi trasferiva mirabilmente sulla tela: "Boldini sapeva riprodurre la sensazione folgorante che le donne sentivano di suscitare quand’erano viste nei loro momenti migliori" ha detto di lui Cecil Beaton[84]. Nel 1935 venne istituito il Museo Giovanni Boldini[85], a Ferrara, e da allora si sono susseguite nel tempo iniziative anche fuori dalla capitale estense[86] con mostre ed omaggi all'illustre artista morto a Parigi ma tornato a riposare nella Certosa cittadina[87].

Riccardo Bacchelli, autore di vari romanzi storici ed in particolare de Il mulino del Po nel quale racconta non solo le vicende dei protagonisti principali ma anche quelle relative a molti personaggi di contorno, veramente legati alla città di Ferrara ed al suo territorio. Ad esempio nella prima parte del romanzo: Dio ti salvi (del 1938) trova spazio il racconto del mago Chiozzino[88].

Il regista dell'incomunicabilità[89] Michelangelo Antonioni è nato a Ferrara e si è in seguito trasferito a Roma[90]. Ha iniziato da giovanissimo ad interessarsi alla recitazione organizzando una compagnia di studenti, poi ha girato un documentario sul Po (fiume al quale era legato) e poi, poco a poco, ha raggiunto la fama internazionale. Al regista è stata dedicata una mostra[91] al Palazzo dei Diamanti nel 2013. E' sepolto nel cimitero monumentale della Certosa.

Giorgio Bassani, nato da una famiglia ebraica di origini ferraresi, ha celebrato con le sue opere la gente di Ferrara, con i suoi vizi e le sue virtù. Dal suo romanzo più famoso, Il giardino dei Finzi-Contini è stato tratto un film girato in città da Vittorio De Sica ed i turisti cercano inutilmente il giardino di Micol[92]. A Ferrara si può ancora vedere, passando per via Cisterna del Follo, oltre il muro, la sua magnolia[93], inoltre, nella città estense, la Fondazione Giorgio Bassani ha trovato sede nella casa di Ariosto[94] (una seconda sede si trova a Codigoro[95]) ed allo scrittore è stata intitolata una biblioteca comunale. Dal 2000 riposa nel cimitero ebraico di via delle Vigne.

Florestano Vancini ha usato molta della sua arte cinematografica per descrivere Ferrara, spinto dal suo amore per il luogo natale e dall'impegno politico[96]. La sua opera più famosa è La lunga notte del '43, tratta dal racconto di Bassani. Ha ricevuto la cittadinanza onoraria di Bronte[97] ed una laurea honoris causa in filosofia dall'università estense[98]. Riposa nella Certosa di Ferrara.

Adriano Franceschini, maestro di scuola elementare e ricercatore storico, è stato il massimo studioso[99] espresso dalla comunità di Ferrara nel corso del XX secolo. Come Paolo Ravenna e Luciano Chiappini[100] ha indagato sulla storia della città a partire dal periodo medievale, ha raccolto i risultati delle sue indagini su quaderni che poi gli hanno permesso di pubblicare testi usati da esperti a livello internazionale. Malgrado l'indole riservata ha dovuto accettare riconoscimenti pubblici prestigiosi, come una laurea honoris causa in lettere[101] dall'Università degli Studi di Ferrara ed una medaglia d'argento dalla Presidenza della Repubblica come benemerito della cultura e dell'arte.[102]

IstruzioneModifica

BibliotecheModifica

RicercaModifica

 
Polo chimico bio medico dell'università di Ferrara
  • Centro Inquinamento Ambienti alta Sterilità (CIAS), istituito nel 2015 presso l'Università degli Studi di Ferrara con la partecipazione di Dipartimento di Architettura e Dipartimento di Scienze Mediche. Si interessa di sanificazione in sicurezza di reparti ospedalieri, di riduzione del rischio di infezioni per l'uomo (all'interno dei nosocomi) e per gli animali nell'allevamento moderno, degli operatori negli ospedali, in particolare nelle sale operatorie, di efficienza energetica e di procedure di sicurezza in casi particolari.[109]
  • Camera anecoica acustica, laboratorio di ricerca, certificazione e sperimentazione del dipartimento di ingegneria dell'Università degli Studi inaugurata nel 2008. Si presta a esperimenti nel campo del rumore e della potenza sonora, e viene utilizzata per certificazioni industriali.[110]

ScuoleModifica

A Ferrara sono presenti scuole di ogni ordine e grado e vari istituti di formazione porfessionale. Alcune scuole hanno particolari motivi di interesse storico ed artistico, o vi hanno studiato personalità che in seguito hanno raggiunto notorietà o fama anche a livello internazionale. A solo titolo di esempio si ricordano le seguenti:

UniversitàModifica

 
Palazzo di Renata di Francia, sede dell'Università degli Studi di Ferrara
 Lo stesso argomento in dettaglio: Università degli Studi di Ferrara.

L'università degli Studi di Ferrara, che venne fondata dal marchese Alberto V d'Este nel 1391 su concessione di papa Bonifacio IX, ospita più di 20 000 studenti iscritti alle varie facoltà, è una delle quattro università presenti in Emilia-Romagna e una fra le più importanti d'Italia tanto da ricoprire il 7º posto fra le migliori università italiane[111]. La facoltà di architettura, in particolare, si colloca al primo posto delle classifiche CENSIS dal 2001[112][113].

L'università di Ferrara conta 12 dipartimenti, a cui si aggiungono la scuola di medicina e la scuola di farmacia e prodotti della salute.

MuseiModifica

 
Ex chiesa di San Romano, sede del Museo della Cattedrale
  • Il Museo della cattedrale ha sede nella ex chiesa di San Romano che si affaccia su piazza Trento e Trieste, a pochi passi dalla Cattedrale. Vi sono esposte opere che erano conservate nella vecchia sede della cattedrale e che coprono l'arco temporale dal Trecento all'Ottocento[114] Accanto al museo è visitabile l'antico chiostro attorno al quale sono collocate alcune sale espositive. Il monastero di San romano ha origini molto antiche (la prima costruzione risale al IX secolo). Gli Estensi in seguito se ne presero cura a lungo, ristrutturandolo più volte. Durante il periodo napoleonico la chiesa venne sconsacrata e da allora usata per altri scopi.
  • La Cella del Tasso è l'ambiente nel quale venne rinchiuso Torquato Tasso per presunta pazzia. La si trova nei sotterranei degli ex edifici del nosocomio cittadino Sant'Anna, demolito negli anni trenta del Novecento. Del vecchio ospedale rimane oggi solo l'entrata sotto la quale si trova la cella del poeta.
  • Il Museo Giovanni Boldini si trova nel palazzo Massari. Le sale espongono numerosi materiali appartenuti al pittore: schizzi, bozzetti e strumenti di lavoro donati al museo dalla moglie di Boldini.
  • Il Museo dell'Ottocento, posto nel piano nobile del palazzo Massari, espone alcune opere dei più rappresentativi artisti ferraresi del XIX secolo e raccoglie pregevoli oggetti di interesse religioso, letterario e storico.
  • Il Museo del Risorgimento e della Resistenza è dedicato al Risorgimento e alla Resistenza italiana. Si trova in corso Ercole I d'Este, di fianco al palazzo dei Diamanti.
  • Il Museo d'arte moderna e contemporanea Filippo de Pisis si trova al piano terra del palazzo Massari ed espone molte opere dell'artista ferrarese Filippo de Pisis assieme ad altre di importanti esponenti dell'arte del XX secolo, sia ferraresi sia provenienti da altre città.
  • Nel giardino interno del palazzo Massari si colloca il PAC (Padiglione d'Arte Contemporanea), costituito da due architetture simmetriche che espongono opere della galleria in deposito mentre e mostre temporanee dedicate ad artisti nazionali ed internazionali.
  • Nel 2007 il Castello Estense divenne sede della Fondazione Ermitage Italia, rendendo Ferrara la quinta città al mondo a legare il proprio nome a quello del Museo dell'Ermitage di San Pietroburgo. La prima mostra organizzata dalla fondazione fu quella dedicata al pittore ferrarese Benvenuto Tisi da Garofalo. Nell'ottobre 2013 la Fondazione venne trasferita a Venezia[115].
  • Il Museo di storia naturale è in una costruzione degli anni trenta del Novecento, costruita sull'area dell'ex ospedale cittadino, demolito nei medesimi anni. L'edificio, progettato in stile razionalista da Carlo Savonuzzi, contiene numerose sezioni dedicate alla zoologia, alla paleontologia ed alla etnografia. Il Museo di storia naturale (Ferrara) conduce intense attività di ricerca, didattica e divulgazione.
  • Il museo ebraico trovava collocazione nell'antico ghetto della città. Al suo interno si potevano visitare le tre sinagoghe, due delle quali ancora utilizzate per le funzioni religiose, oltre che a numerosi oggetti antichi e alcuni documenti esposti che ripercorrono la storia della comunità ebraica ferrarese. Il materiale è stato trasferito al museo della Shoah.
  • Il Museo Nazionale dell'Ebraismo Italiano e della Shoah espone le collezioni prima conservate nel museo ebraico comprendenti molti oggetti legati alla comunità ebraica.
 
Palazzo Turchi di Bagno, sede del Museo di Paleontologia e Preistoria e dell'Istituto di Botanica dell'Università di Ferrara

Dal 1995 al 2006 fu aperto un museo dedicato a Michelangelo Antonioni, che chiuse per problematiche sia di sede sia di materiale espositivo.

MediaModifica

StampaModifica

Quotidiani storici a Ferrara sono stati[116][117]

  • L’Avviso Patriottico, diffuso con pochi numeri nel 1797.
  • Il Giornale del Basso Po, stampato solo nel 1798.
  • Giornale Ferrarese, il primo giornale pensato con impostazione moderna.
  • Gazzetta Ferrarese, fondata nel nel 1848 e diffusa sino al 1929.
  • La Domenica dell'Operaio, diffusa a partire dal 1895.
  • Corriere Padano, fondato nel 1925 da Italo Balbo e diretto a lungo da Nello Quilici. Chiuse nel 1945, e vi pubblicarono loro articoli, tra gli altri, Giorgio Bassani, Luigi Preti e Michelangelo Antonioni.

RadioModifica

  • Radio Dolce Vita, radio FM con sede all’interno del territorio comunale.
  • Radio Sound, emittente con sede nel comune di Codigoro (Fe), ma con numerosi programmi trasmessi da studi radiofonici situati in città. Riporta notizie locali riguardanti Ferrara e la sua provincia ed è seguita quotidianamente da 25.000 ascoltatori della provincia ferrarese.[118]

TelevisioneModifica

ArteModifica

La scuola ferrarese fu la scuola pittorica nata presso la corte estense a Ferrara durante il rinascimento ferrarese, e che copre il periodo compreso tra il XIV ed il XVII secolo. Alcuni tra i suoi esponenti furono: Cosmè Tura, Francesco del Cossa, Ercole de' Roberti, Dosso Dossi, Girolamo da Carpi, Benvenuto Tisi da Garofalo e Sebastiano Filippi detto il Bastianino.

Alla scuola ferrarese venne dedicata una importante esposizione nel 1933 che ebbe un successo notevole per l'epoca, con oltre settantamila visitatori. Tra questi i Principi di Piemonte e Vittorio Emanuele III. [119][120]

TeatroModifica

La città di Ferrara non ha un suo teatro stabile. Sul territorio sono presenti l'associazione culturale Ferrara Off[121] e il teatro Nucleo.[122] Dal 1931 è attiva la compagnia dialettale Straferrara.[123]

CinemaModifica

 
Michelangelo Antonioni

La città è stata scelta da diversi registi italiani e stranieri per girare le loro pellicole. Luchino Visconti vi ha ambientato Ossessione, Michelangelo Antonioni Cronaca di un amore, Florestano Vancini La lunga notte del '43, Vittorio De Sica Il giardino dei Finzi-Contini, Antonioni con Wim Wenders Al di là delle nuvole ed Ermanno Olmi Il mestiere delle armi. Le vie di Ferrara sono state utilizzate anche per la serie televisiva Nebbie e delitti, con Luca Barbareschi.

MusicaModifica

L'orchestra a plettro Gino Neri ha una tradizione musicale che inizia nel 1898, ha ricevuto importanti riconoscimenti ed è convenzionata con il Conservatorio Cesare Pollini di Padova.[124][125][126]

La banda filarmonica comunale Ludovico Ariosto è attiva dal 2014.[127]

CucinaModifica

La cucina ferrarese vanta un buon numero di specialità locali che vengono da una tradizione antica (risalente all'epoca medioevale) e dalla cultura contadina. È stata influenzata dalle province vicine, quindi ha piatti in comune con la tradizionale cucina emiliana ed anche con quella veneta.

Pane
Tipica è la coppia ferrarese, protetta del marchio IGP.[128]

Antipasti
Dalla tradizione contadina vengono gli insaccati. Il salame all'aglio di Ferrara, e la Zia ferrarese. Si possono aggiungere i ciccioli che non sono insaccati ma si ottengono da sempre dalla lavorazione della carne di maiale e vengono prodotti e consumati in zona. Diffusa un tempo era anche la pancetta arrotolata, affettata come un salume. Spesso ai salumi vengono abbinati i pinzini, non tipici della zona e meglio conosciuti come gnocco fritto, ma molto diffusi.[129]

Primi
I cappellacci sono grandi tortelli con ripieno di zucca violina, simili a quelli mantovani. Tradizionalmente vengono serviti con ragù di carne e solo in tempi più recenti presentati al pomodoro o al burro. Molto diffusi poi risultano i cappelletti in brodo e i passatelli, sempre in brodo. Altro primo tradizionale è il pasticcio di maccheroni, nelle due versioni, dolce (ricoperto di pasta frolla) e salato (ricoperto di pasta sfoglia).[130]

Secondi
La salama da sugo è forse il piatto più rappresentativo della città, un insaccato di carni di maiale tipico della zona, cotta e servita calda con purè di patate in inverno oppure affettata fredda d'estate. La salama da sugo era apprezzata anche da chi non avrebbe dovuto mangiare carne di maiale, come il podestà ebreo amico di Italo Balbo che, anche se una sola volta all'anno, la metteva in tavola.[131] Da ricordare anche piatti a base di anguille, tradizione che arriva dalla zona di Comacchio.

Dolci
Il pampapato[132] è il dolce tipico della città, ma molto diffusi sono anche la zuppa inglese, la tenerina, torta al cioccolato caratteristicamente bassa e morbida e la ciambella[133].

Vini
Il più noto è il Bosco Eliceo Sauvignon.

Tra gli altri prodotti tipici della provincia possono infine essere segnalati l'aglio di Voghiera e il riso di Jolanda di Savoia.[134]

EventiModifica

Spettacoli

  • Il Teatro Comunale "Claudio Abbado" nella sua stagione propone danza, concerti e prosa.[135]
  • Il Jazz Club Ferrara nel Torrione di S.Giovanni presenta concertisti Jazz di alto livello (Ha vinto il titolo di miglior Jazz Club Italiano del 2010)[136]).
  • Ferrara Sotto le Stelle Fa arrivare in piazza Castello nei mesi estivi importanti artisti della musica italiana e internazionale.

Altri eventi

 
Ferrara Balloons Festival
  • La Vulandra (Festival degli Aquiloni), si svolge al parco urbano Bassani tra il 23 aprile, festa di San Giorgio (patrono di Ferrara) e il 25 aprile: festa della liberazione.
  • Il Ferrara Buskers Festival, nell'ultima settimana di agosto, fa arrivare in città artisti di strada dal 1987[137].
  • Nel parco urbano Giorgio Bassani in settembre si svolge il Ferrara Balloons Festival, un festival di mongolfiere tra i più importanti in Italia e in Europa. Nel 2013 i visitatori sono stati oltre 100.000[138]
  • Nella città estense nel 2007 si è tenuto il primo festival di giornalismo organizzato dalla rivista di informazione Internazionale dal titolo Internazionale a Ferrara della durata di tre giorni (5, 6 e 7 ottobre) registrando una presenza di oltre 17.000 persone. Il festival, rivelatosi un successo, è tornato negli anni successivi.
  • Dal 17 al 20 aprile 2008 si è tenuta la prima edizione di Città Territorio Festival, una manifestazione divulgativa in cui si è discusso del concetto di città e del suo territorio, della periferia e dell'area metropolitana attraverso la partecipazione di professionisti nel settore dell'architettura, della mobilità, dell'economia, della filosofia e dell'urbanistica.
  • Altri eventi minori sono la Sagra del Pinzino e dell’Arrosticino[139] e la Giostra del Monaco[140].

Geografia antropicaModifica

UrbanisticaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Urbanistica di Ferrara.

La storia di Ferrara iniziò quando dalla sede vescovile di Voghenza, invasa dai Longobardi, la popolazione si trasferì nell'allora lingua di terra creatasi tra i due rami del fiume Po (il Volano e il Primaro). Qui sorse il borgo di San Giorgio che rappresentò la prima area di insediamento urbano (la Ferrariola) e che divenne sede vescovile con l'erezione della Basilica di San Giorgio fuori le mura. Quella fu la genesi urbanistica della città (non certamente un passaggio di popolazione dalla città etrusca di Spina, che decadde sostituita da Ravenna e fu interrata per avanzamento della costa) e da quel momento, lentamente, parti di popolazione sempre più consistenti si spostarono sulla sponda a nord del Po, dove si estendeva un vasto territorio sul quale sorse la Ferrara medioevale.

L'urbanizzazione avvenne per addizioni. Partendo da due nuclei fortificati si formò una prima città lineare che poi, con ampliamenti successivi, crebbe principalmente verso nord. I principali furono[141]:

 
Corso Porta Reno presso i fornici di accesso alla piazza del duomo. Ben distinguibile a sinistra il lato originale medievale della via ed a destra la parte ricostruita con criteri moderni nel secondo dopoguerra.
  • Addizione Novecentista, della prima parte del XX secolo. A partire dagli anni venti si ebbe una riqualificazione urbanistica voluta dall'amministrazione comunale per ridare nuova veste a varie aree della città grazie alla costruzione di edifici seguendo lo stile razionalista. Tra i suoi artefici più importanti vi fu l'architetto Carlo Savonuzzi. Non fu propriamente un'addizione ma rientrò in quel periodo storico anche l'attività edilizia portata avanti dall'Istituto Autonomo per le Case Popolari della Provincia di Ferrara, che puntò alla costruzione di numerosi alloggi sia in città sia nell'intera provincia. A Ferrara le zone maggiormente interessate furono quelle di corso Isonzo e del quartiere Barco.[143]

Importanti cambiamenti urbanistici, in particolare nel secondo dopoguerra, portarono alla crescita di molti quartieri fuori dalla cinta muraria, alla modifica della viabilità nella zona di via Porta Reno, alla costruzione del grattacielo (tanto criticato da Giorgio Bassani e, più tardi, da Vittorio Sgarbi[144])

Il tessuto urbano della città contemporanea può essere suddiviso in due parti distinte attraverso il confine segnato dall'asse viario di corso della Giovecca e viale Cavour che quale taglia nettamente la città in due. A sud vi è la città medioevale antica composta dal Castello Estense, dalla cattedrale e dal borgo San Giorgio, fuori dalla mura. A nord vi è la città rinascimentale, con la sua parte di insediamenti più recenti all'interno delle mura, in particolare nell'area in direzione del quartiere Barco.

FrazioniModifica

 
La chiesa parrocchiale di Francolino

Aguscello, Albarea, Baura, Boara, Bova di Marrara, Casaglia, Cassana, Chiesuol del Fosso, Cocomaro di Cona, Cocomaro di Focomorto, Codrea, Cona, Contrapò, Corlo, Correggio, Denore, Focomorto, Fondo Reno, Fossa d'Albero, Fossanova San Biagio, Fossanova San Marco, Francolino, Gaibana, Gaibanella, Gorgo, Malborghetto di Boara, Malborghetto di Correggio, Marrara, Monestirolo, Montalbano, Parasacco, Pescara, Pontegradella, Pontelagoscuro, Porotto, Porporana, Quartesana, Ravalle, Sabbioni, San Bartolomeo in Bosco, San Martino, Sant'Egidio, Spinazzino, Torre Fossa, Uccellino, Viconovo, Villanova.

Circoscrizioni comunaliModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Circoscrizioni di Ferrara.

Le Circoscrizioni di Ferrara erano le diverse aree del territorio comunale che raggruppavano i numerosi quartieri della città per meglio gestire il territorio e di coglierne i problemi più rilevanti o le opere infrastrutturali da attuare al loro interno. Erano dotate di una propria sede comunale ubicata all'interno dell'area stessa e consistevano da ultimo nelle seguenti quattro:

  • Circoscrizione 1 (Centro Cittadino, Giardino, Arianuova, Doro)
  • Circoscrizione 2 (Via Bologna, Zona Sud)
  • Circoscrizione 3 (Zona Nord, Zona Nord Ovest)
  • Circoscrizione 4 (Zona Est, Zona Nord Est) In seguito all'entrata in vigore della legge n. 42/2010, che ha soppresso le circoscrizioni nei comuni con meno di 250 000 abitanti, tali organismi a Ferrara non sono più presenti. In sostizione di esse sopno state create le Delegazioni, strutture di supporto agli abitanti dei quartieri, che tuttavia, a differenza delle circorscrizioni, non sono composti da rappresentanti eletti dai cittadini.

EconomiaModifica

 
Il palazzo della Camera di Commercio di Ferrara

La città e l'intero territorio provinciale, almeno dalla fine del XX secolo, attraversano una fase di crisi economica. La vicenda Carife, i problemi industriali, la difficoltà crescente che incontra il piccolo commercio[145] e l'invecchiamento della popolazione[146] sono gli aspetti maggiormente critici.[147] Già in precedenza tuttavia non erano mancate le difficoltà. A titolo di esempio è interessante ricordare come era iniziata e poi si è conclusa la dismissione dell'intero settore saccarifero, con conseguenze sia sull'agricoltura sia sull'industria, con diminuizione delle aree dedicate alla coltivazione della barbabietola e la chiusura di stabilimenti storici nel comune, a Pontelagoscuro[148], e in provincia, a Codigoro[149].

In tutta la provincia è presente il Consorzio di bonifica pianura di Ferrara, che ha la sua sede in via Borgo dei Leoni e che ha raccolto i quattro consorzi di bonifica ferraresi presenti,[150] come ad esempio le Bonifiche Ferraresi. Un altro consorzio legato alle iniziative economiche e di sviluppo è quello di Ferrara Innovazione,[151] inoltre in città ha sede pure l'associazioni imprenditori a Ferrara (CNA Ferrara), in via Caldirolo.[152]

 
Ex zuccherificio Eridania a Ferrara.

AgricolturaModifica

Parlare dell'agricoltura significa necessariamente allargare l'orizzonte oltre il confine comunale e vedere l'intero territorio provinciale. Storicamente si tratta di un'area a vocazione agricola da secoli, con parti fertili da molto tempo ed altre di bonifica più o meno recente e meno produttive. Tra le coltivazioni storiche i cereali come il frumento e il mais, e poi i tipici prodotti dell'orto, e le grandi distese di alberi da frutto, oltre alle viti. Da non scordare la barbabietola da zucchero, già citata. Un posto particolare nell'economia locale lo ha avuto sino all'inizio della seconda parte del XX secolo la canapa. Per ottenere la fibra poi utilizzata dall'industria tessile serviva macerare le grandi fascine ottenute dagli steli della pianta unite a formare enormi zattere in grossi stagni artificiali, i maceri, che hanno caratterizzato per anni la campagna ferrarese. Dai braccianti addetti alla coltivazione della canapa sono nate poi le prime rivendicazioni sindacali nel ferrarese.[153]

L'agricoltura resta uno dei settori più importanti dell'economia provinciale: la base occupazionale della provincia raggiunge l'8,3% ovvero il tasso più elevato di tutto il nord-est d'Italia con 8.763 industrie attive nel settore e 180 000 ettari di superficie agraria complessiva.

Al settore agricolo si è dedicata a lungo una rete televisiva locale, Telestense. La trasmissione era Agreste, ed ha concluso il suo ciclo nel 2016.[154]

 
Vendita di pesce appena pescato sul porto canale di Porto Garibaldi.

Il settore della pesca è rilevante nella provincia. Il 55% dei 3.000 addetti nell'Emilia-Romagna è concentrato qui, con un totale di 1.135 imprese attive. Il pescato che si ottiene nei comuni di Goro e Comacchio raggiunge circa i 100 000 quintali. Il 53% del totale viene venduto ai mercati all'ingrosso della regione.

ArtigianatoModifica

A Ferrara è presente l'associazione territoriale della CNA, alla quale sono associate oltre 5.000 imprese, tra le quali molte artigiane,[155] inoltre è sede anche di Confartigianato Ferrara, al quale aderiscono circa 2.500 imprese.[156]

Il settore dell'artigianato ferrarese appare in progressiva crescita e va via via irrobustendosi addirittura più della media nazionale. Le imprese artigiane ferraresi producono il 13,8% del valore provinciale rivestendo un ruolo fondamentale nell'ambito del sistema produttivo locale caratterizzato da piccole aziende: 26.000 addetti operano nel settore e il 35,5% degli imprenditori ferraresi è rappresentato da artigiani.

Ferrara è presente anche nella produzione artigianale artistica nel settore della ceramica, della terracotta, degli strumenti musicali, dei mobili artistici, per la lavorazione del ferro battuto, del rame, del peltro e per i laboratori di oreficeria e gioielleria.[157][158][159]

IndustriaModifica

Notevole importanza ricopre l'area del Polo chimico di Ferrara, creato nel 1936 come SAIGS, divenuto poi Montecatini, Monteshell, Montedison sino ad arrivare alla situazione del nuovo millennio con le industrie LyondellBasell, Versalis, Syndial e Yara. Qui Giulio Natta, Premio Nobel per la chimica nel 1963, nel 1957 diede il via alla produzione del Moplen, il polipropilene da lui inventato.[160]

Ferrara è stata meta di importanti ricollocazioni di attività manifatturiere. Il 26,3% del prodotto provinciale deriva dall'industria con un totale di 54 000 persone occupate in tale settore, delle quali 46 000 operanti nella trasformazione industriale e 8.000 nel settore edilizio-costruzioni che rappresentano il 34,8% dell'intera occupazione provinciale. Il territorio ferrarese rimane tuttavia una delle aree meno industrializzate dell'intera regione.[161]

ServiziModifica

 
La Direzione Generale del Gruppo CARIFE in Corso Giovecca 108 a Ferrara

Istituti di credito e assicurativi

Strutture sanitarie A Ferrara sono presenti numerose strutture ospedaliere. L'Arcispedale S. Anna dal 2012 è stato trasferito a circa 5 km dalla città, in località Cona. Gli insediamenti ospedalieri di Ferrara sono:

  • Arcispedale - Azienda Ospedaliera S. Anna;
  • Dipartimento Sanità Pubblica;
  • Distretto e Dipartimento Cure Primarie;
  • Dipartimento Salute Mentale;
  • Area Tossicodipendenze;
  • Medicine di Gruppo.
  • Ex Sant'Anna di Corso della Giovecca: Attività Sanitarie Specialistiche ed Ambulatoriali;
  • Ospedale S. Giorgio: Attività di Recupero e Rieducazione Funzionale;
  • Motovelodromo: Medicina dello Sport.[162]

Ferrara Fiere Congressi

TurismoModifica

 
Cartoline per turisti, a Ferrara

Il settore terziario viene maggiormente rappresentato dal turismo grazie alle vaste offerte culturali e ambientali che città e provincia riescono ad offrire. L'alto livello di qualità del settore museale e artistico della città estense ha permesso la crescita di interesse nei confronti del pubblico rafforzato anche dalla forte attrattiva balneare dei Lidi di Comacchio e dal Parco regionale del Delta del Po. Il terziario produce il 66,9% del valore provinciale contro una media nazionale del 70,9%.

Malgrado risultati positivi ottenuti per diversi anni il settore fa registrare una lieve flessione, unico capoluogo di provincia nell'intera regione a ottenere questo risultato. Gli arrivi e le presenze restano stazionari ma calano i pernottamenti, che fanno registrare un valore negativo di -3,2%. Positivi i dati che riguardano i turisti stranieri.[164][165]

Infrastrutture e trasportiModifica

I trasporti e le vie di comunicazione a Ferrara comprendono essenzialmente autostrada ed altre arterie stradali e ferrovie. Importanza secondaria rivestono ancora il trasporto fluviale e aeroportuale.

StradeModifica

Ferrara è collegata alla rete autostradale italiana grazie all'autostrada A13 con due caselli autostradali che servono la città: Ferrara Nord e Ferrara Sud. È importante il Raccordo Autostradale Ferrara-Porto Garibaldi che porta ai Lidi di Comacchio.

La viabilità storica di Ferrara comprende i viali che seguono l'andamento delle mura cittadine. All'interno della cinta muraria sono fondamentali le vie legate all'Addizione Erculea, viale Cavour e corso della Giovecca da un lato e corso Porta Mare, corso Biagio Rossetti e corso Porta Po dall'altro, intersecati da corso Ercole I d'Este.

 
Corso Ercole I d'Este

Le vie extraurbane principali sono quelle di collegamento con le altre città della regione e la riviera di Comacchio, tra queste via Bologna, via Ravenna, via Modena, via Padova e la già ricordata superstrada Ferrara-Mare.

La città è inoltre attraversata per intero dalla Strada statale 16 Adriatica ed è direttamente collegata a Pistoia dalla Strada statale 64 Porrettana e a San Benedetto Po, in provincia di Mantova, dalla Strada statale 496 Virgiliana.

PiazzeModifica

 
Veduta panoramica di Piazza Trento e Trieste
 
Veduta di Corso Martiri della Libertà
  • Corso Martiri della Libertà, che ha inizio da Piazza Cattedrale e termina nel Largo Castello, era denominato in passato Piazza del Commercio poiché vi avevano luogo la vendita delle derrate e degli animali. Sulla strada si affaccia il Palazzo Municipale, dotato nel 1503, per volontà di Ercole I d'Este, di un loggiato con colonne di marmo, distrutto da un incendio nel 1532. Su questa struttura, vi era una sala in cui si svolgevano le rappresentazioni teatrali, e dove Ludovico Ariosto recitava le sue Commedie. L'aspetto attuale dei prospetti è frutto dei restauri eseguiti nel 1739 dai fratelli Santini, per volontà di Francesco II d'Este duca di Modena e dall'architetto Galasso Alghisi che realizzò nel 1559 il porticato marmoreo voluto da Alfonso II d'Este verso Piazza Savonarola. Nel palazzo risiedevano le principesse estensi, vi si riuniva il Consiglio dei Dodici Sapienti, componenti il Magistrato Ducale, ed oggi vi ha sede il Sindaco. Di fronte al Municipio sorge il Palazzo Arcivescovile, edificato nel 1718 dall'architetto romano Tommaso Mattei, su commissione dall'arcivescovo Tommaso Ruffo. Questo edificio, arricchito da un imponente portale barocco, è raccordato all'antica sede vescovile quattrocentesca, edificata già a partire dal XII secolo, della quale rimane il prospetto su via Adelardi. Sul corso domina la Torre Marchesana del Castello Estense, sulla quale fu posto l'orologio nel 1600, precedentemente affisso sulla distrutta Torre del Rigobello e sulla Torre dei Leoni. Sul lato opposto si trova il Teatro Comunale, costruito fra il 1790 ed il 1797 dagli architetti Antonio Foschini, ferrarese e Cosimo Morelli, soprintendente alle Fabbriche Pontificie, attivo presso il Gran Teatro La Fenice di Venezia. Oltre il portico si accede alla Rotonda Foschini, ambiente interno scoperto, con pianta ellittica.
 
Piazza Savonarola
  • Piazza Savonarola si apre su Corso Martiri della Libertà a fianco del Castello Estense, è delimitata dalla Loggia dei Camerini del Palazzo Municipale e dalla Via Coperta che collega il Palazzo al Castello. Al suo centro si erge la statua del frate ferrarese Girolamo Savonarola, eseguita dallo scultore Stefano Galletti nel 1875. Comunica con Piazza Castello tramite i fornici della Via Coperta.
  • Piazzetta Sant'Anna appartiene alla zona della città riqualificata negli anni trenta del Novecento, dopo il trasferimento del vecchio ospedale. Dell'antico ospedale rimane oggi solamente il portale di accesso con annesso chiostro e porticato, recuperati dopo i lavori di restauro. Nelle vicinanze si trova la Cella del Tasso dove il poeta venne rinchiuso per pazzia.
  • Piazza Cortevecchia è situata lungo l'omonima via, nelle vicinanze di Piazza Trento e Trieste e del Palazzo Municipale, la piazza fu in passato un luogo di continui cambiamenti e ricollocamenti di edifici fino a perdere il suo valore di piazza storica centrale e diventare un parcheggio. A breve distanza dalla piazza, dalla vicina via Cortevecchia, è possibile accedere al caratteristico Vicolo dei Duelli di origini medievali.

FerrovieModifica

A Ferrara sono presenti quattro stazioni ferroviarie: la stazione RFI, ubicata in piazzale della Stazione fra via S. Giacomo e viale Costituzione, rappresenta la principale stazione della città ed è servita da collegamenti nazionali e regionali.

Nel territorio comunale sono altresì presenti la fermata di Città del Ragazzo delle Ferrovie Emilia Romagna situata in via Don Giovanni Calabria sulla linea per Codigoro; la Stazione di Pontelagoscuro, presso l'omonima frazione e la fermata di Ferrara via Boschetto, attivata nel 2013, posta anch'essa sulla linea Ferrara - Codigoro.

A Ferrara afferivano altresì due ulteriori linee ferroviarie di interesse regionale, la Modena-Cento-Ferrara e la Ferrara-Copparo, gestite dalla Società Veneta e chiuse nel 1956.

Ulteriori infrastrutture su ferro a carattere extraurbano erano la Ferrara-Pontelagoscuro e la Ferrara-Codigoro, quest'ultima sostituita dalla citata ferrovia.

PortiModifica

 
Il Po di Volano a Ferrara

L'idrovia Ferrarese è un progetto non ancora realizzato volto ad adeguare alle normative europee di navigabilità il tratto del fiume Po (lungo 70 km) che collega Ferrara con il Mare Adriatico.[166] Nel progetto la parte navigabile unisce due scali principali, ancora non esistenti: la nuova conca di Pontelagoscuro e la nuova area dedicata di Porto Garibaldi.[167][168]

Malgrado Ferrara con la sua provincia occupi una parte notevole della costa adriatica regionale non possiede strutture portuali marittime confrontabili con quelle della vicina Ravenna o della più turistica Rimini. Non esiste neppure una linea ferroviaria, inoltre, che unisca la rete nazionale dalla stazione di Ferrara con la costa. Il porto canale di Porto Garibaldi[169] quindi riveste importanza esclusivamente come porto per la pesca e piccolo scalo per nautica da diporto e linee turistiche che non vanno più a nord della zona del delta del Po nè si spingono oltre un certo limite dalla costa.

AeroportiModifica

 
Palazzo dell'Aeronautica in viale Cavour a Ferrara.

L'Aeroporto di Ferrara (dedicato a Michele Allasia, sottotenente e pilota ferrarese durante la prima guerra mondiale) è il principale aeroporto civile della provincia.

Ospita l'aeroclub di Ferrara, che propone corsi di volo a motore e paracadutismo, e volo a vela. Durante la manifestazione del Ferrara Balloons Festival Ferrara ospita spesso le esibizioni delle Frecce Tricolori. Nel 2013 è stata avanzata la proposta di dedicare l'aeroporto a Italo Balbo.[170]

Altro piccolo aeroporto civile è quello di Prati vecchi di Aguscello che svolge corsi per volo a vela.

Notizie storiche sull'aeroporto di FerraraModifica

Durante il periodo 1915/1918 fu un aeroscalo per dirigibili.[171] Nel periodo tra le due guerre, con Italo Balbo che il 6 novembre 1926 era stato nominato sottosegretario di Stato all'aviazione e il 12 settembre 1929, a soli trentatré anni, ministro dell'aeronautica, l'aeroporto di Ferrara visse un periodo particolare nel quale fu al centro dell'attenzione nazionale.

Nel 1931, ad esempio, nel corso di una cerimonia alla presenza dello stesso Balbo e di Sua Maestà Vittorio Emanuele III, le autorità passarono in rivista i numerosi aerei schierati in aereoporto e assistettero anche al decollo di diversi di questi.[172]

 
La vecchia filovia, in servizio dal 1938 al 1978.

Mobilità urbanaModifica

Ferrara è servita dal trasporto pubblico locale comprendente 12 linee urbane e più di 20 linee extraurbane. I collegamenti sono garantiti su buona parte del territorio cittadino, mentre nelle frazioni vicine il servizio è svolto dalle linee extraurbane e da linee "Taxibus" a chiamata. Il servizio è gestito da TPER.

In passato in città esisteva una rete tranviaria urbana poi sostituita da una rete filoviaria, entrambe soppresse.

Ferrara città delle bicicletteModifica

 
Una bicicletta a Ferrara, appoggiata ad un tipico muro in cotto ferrarese.

Ferrara è la città italiana della bicicletta. Il mezzo di trasporto più utilizzato dai ferraresi di ogni età per gli spostamenti veloci in città e per le attività ricreative o sportive è la bicicletta.[173] Risulta il mezzo migliore per muoversi tra vicoli del centro storico e zona pedonale, e sono presenti anche servizi di noleggio per turisti.[174] Una nota dolente è il problema quasi senza soluzione dei furti di biciclette, anche se si cercano modi per contrastare il fenomeno, che non è certamente recente.[175]

Impianto geotermicoModifica

A Cassana, frazione di Ferrara posta a circa 4 km dalla città in direzione ovest, è presente il principale impianto italiano per lo sfruttamento dell'energia geotermica finalizzata al riscaldamento urbano che è collegato alla rete del teleriscaldamento che serve parte della città e raggiungendo oltre 22.000 appartamenti

L'impianto geotermico è nato come progetto negli anni '80, in seguito ai problemi di approvvigionamento petrolifero verificatisi nel decennio precedente. Già dagli anni '60 a Cassana, durante una campagna di sondaggi per la ricerca di idrocarburi, era stato identificato un bacino sotterraneo di acqua calda alla temperatura di circa 100° centigradi e ad una profondità relativamente limitata (soli 1000 metri).

La relativa facilità di sfruttamento di questa risorsa e la possibilità di utilizzarla per il riscaldamento urbano hanno portato alla realizzazione del progetto. Nel 1983 il comune di Ferrara ha avviato la realizzazione della rete del teleriscaldamento, mentre una joint venture tra Agip ed Enel ha costruito l'impianto geotermico che è stato inaugurato nel 1990. Il 42% dell'energia termica trasportata dal teleriscaldamento ferrarese, che serve oltre 50.000 abitanti, è di origine geotermica. Questo rende la rete ferrarese un caso di eccellenza a livello europeo europeo[176], oltre ad farne l'infrastruttura per il riscaldamento urbano più ecosostenibile d'Italia.

Inoltre, poiché complessivamente oltre il 50% dell'energia termica che alimenta il teleriscaldamento di Ferrara è prodotta da fonti rinnovabili o di recupero, i cittadini collegati alla rete beneficiano di uno sconto fiscale che, nel corso degli ultimi 10 anni, ha consentito un risparmio equivale a circa 40 milioni di euro[177].

AmministrazioneModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Sindaci di Ferrara.
 
Palazzo del Municipio
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1983 1999 Roberto Soffritti centro-sinistra Sindaco
1999 2004 Gaetano Sateriale centro-sinistra Sindaco
2004 2009 Gaetano Sateriale centro-sinistra Sindaco
2009 in carica Tiziano Tagliani centro-sinistra Sindaco

GemellaggiModifica

Ferrara è gemellata con le seguenti città[178]:

Nel 1998 ha siglato un patto di amicizia con alcune cittadine di paesi in via d'adesione all'Unione europea, come Fiume, Brno, Tartu, Žilina, Daugavpils, Baranovici, Sebastopoli, Soroca, Craiova, Dobrič, Bitola, Novi Sad e Scutari.[179]

SportModifica

 
Lo stadio Paolo Mazza
Calcio
La principale squadra di calcio della città è la SPAL. Fondata nel 1907, ha militato in Serie A per sedici stagioni tra gli anni cinquanta e gli anni sessanta, per poi essere rifondata due volte a seguito di altrettanti fallimenti societari. Vincendo il campionato 2016-2017 di Serie B è stata nuovamente promossa in Serie A.
Nuoto
Sono presenti società che seguono le varie specialità a livello amatoriale, agonistico e master come il Nuoto Club Ferrara[180] e la sezione nuoto del Cus Ferrara[181]
Pallacanestro
La prima società presente in città è stata la Pallacanestro Ferrara, fondata nel 1982. La più importante tuttavia è stato il Basket Club Ferrara nato nel 1999 che, dopo aver militato in Serie A dal 2008 al 2010, ha cessato la sua attività nel 2011, venendo sostituito dal Kleb Basket Ferrara che disputa il campionato di Serie A2. La Bonfiglioli Ferrara Basket, squadra femminile, milita anch'essa in Serie A2.
Pallavolo
La squadra principale è la 4Torri Ferrara Volley fondata nel 1947, che milita in Serie B. Ha disputato il torneo maschile di Serie A1 dal 1997 al 2004.
Pallamano
Hanno sede nel Comune le società Handball Estense e G.S. Ariosto Pallamano Ferrara.
 
Il Pala Hilton Pharma
Rugby
Il CUS Ferrara Rugby, fondato nel 1969, partecipa alla Serie B. La squadra femminile milita in Serie A.
Football americano
Aquile Ferrara è una squadra di football americano fondata nel 1979, tra le prime in Italia.
Maratona
La città ospita la "Ferrara Marathon", maratona e mezza maratona internazionali, organizzate dall'Atletica Corriferrara in collaborazione con il Comune. La gara è stata disputata per la prima volta nel 1909.
Scherma
Società rilevante è l'Accademia di scherma "Giancarlo Bernardi", che ha avuto come presidente onorario anche Giuseppe Garibaldi. La squadra maschile, militante in Serie A2, ha conquistato il titolo mondiale Under-20.
Hockey
La Ferrara Hockey è la principale squadra di Hockey in-line della città, gioca nel campionato di Serie A.
Tchoukball
Nel Comune sono presenti il Ferrara Tchoukball nato nel 2007 e il Ferrara Allnuts, vincitore di un campionato italiano. Nel 2011, la città ha ospitato i campionati mondiali maschili e femminili.

Impianti sportiviModifica

In città sono presenti molti impianti sportivi: stadio comunale "Paolo Mazza", stadio Giacomo Matteotti, palasport, PalaSilver, ippodromo comunale, motovelodromo comunale, campo sportivo scolastico comunale, PalaBoschetto, pattinodromo comunale "Giorgio Burani", piscina di via Bacchelli, piscina di via Beethoven, piscina di via Pastro, due bocciodromi comunali e quattordici palestre annesse ad istituti scolastici.

NoteModifica

Annotazioni
  1. ^ "città lineare è quel tipo di organizzazione urbana cha ha un prevalente andamento longitudinale, lungo una strada, contro la sponda di in fiume...C.Bassi 1, p.26.
  2. ^ Un segnale questo di come fosse vera l'intuizione popolare che vedeva nella fortezza solo una minaccia per la città.C.Bassi 1, p.122.
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  24. ^ citazione da Treccani on line: Nella zecca di F. del 13° sec., il ferrarino era il denaro equivalente a 1 bagattino e un terzo.
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BibliografiaModifica

Voci correlateModifica

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