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Archivio di Stato di Pistoia

archivio di Stato italiano
Archivio di Stato di Pistoia
Pistoia, ingresso del'archivio di stato 01.jpg
Ubicazione
StatoItalia Italia
CittàPistoia
IndirizzoPiazzetta Scuole Normali, 2
Dati generali
Tipologia funzionalearchivio di Stato italiano
SANscheda SAN
Sito web ufficiale

Coordinate: 43°56′06.24″N 10°54′58.72″E / 43.935066°N 10.916311°E43.935066; 10.916311

L'Archivio di Stato di Pistoia è l'ufficio periferico del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo che conserva la documentazione storica prodotta dagli enti pubblici della provincia di Pistoia. Comprende anche la Sezione di Archivio di Stato di Pescia.

Indice

StoriaModifica

Istituito con la nascita nel 1927 della provincia di Pistoia, raccoglie i fondi conservati presso i depositi della Biblioteca Forteguerriana e parte della documentazione presente nell'Archivio di Stato di Lucca relativa alla Valdinievole, da quegli anni inglobata nella provincia di Pistoia.

PatrimonioModifica

Il patrimonio documentario si estende per circa 5.000 metri lineari di scaffalature. Si conservano i documenti dal IX al XX secolo; il nucleo principale è costituito dalla documentazione prodotta dall'antico Comune di Pistoia (XII-l XVII secoli). Sono presenti gli archivi degli uffici pubblici e istituzioni che governarono la città e il territorio limitrofo, che allora comprendeva i comuni di Abetone, Agliana, Cutigliano, Lamporecchio, Larciano, Marliana, Montale, Piteglio, Quarrata, Sambuca, San Marcello e Serravalle.

L'Archivio riceve inoltre la documentazione prodotta degli organi locali dello stato unitario relativi all'ambito provinciale che dal 1927, dopo l'istituzione della Provincia di Pistoia, comprende anche la Valdinievole. La documentazione moderna versata dagli uffici provinciali dello Stato comprende l'importante Archivio di gabinetto della Sottoprefettura, poi Prefettura di Pistoia, che copre il periodo 1865-1943, e si ferma ai primi anni del secolo XX, causa la mancanza di spazio nella sede.

Sono presente anche pregevoli i fondi catastali con documenti dal XV secolo alla prima metà del '900, fondi di istituti di istruzione, di assistenza e di beneficenza, degli enti laici e religiosi soppressi da Pietro Leopoldo e quelli dell'Ospedale del Ceppo e poi degli Spedali riuniti dal 1287 agli anni '50 del secolo scorso. Si segnalano documenti in pergamena, campioni di beni rurali e urbani, repertori dei ricoverati, oltre che archivi di famiglia e di persona rilevanti nella storia pistoiese.[1]

BibliotecaModifica

È presente una biblioteca specialistica di circa 18.000 volumi che fa parte della Rete documentaria della provincia di Pistoia (REDOP)[2]

SedeModifica

Si trova presso le ex Scuole normali leopoldine di Pistoia.

Sezione di PesciaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Sezione di Archivio di Stato di Pescia.

La sezione di Pescia fu istituita il 28 luglio del 1929; dagli anni ottanta la documentazione è stata trasferita nella sede della ex Casa del littorio dopo la sua ristrutturazione.

I fondi di maggior rilievo sono l'archivio storico dell'Ospedale Santi Cosma e Damiano, le carte delle corporazioni e delle compagnie religiose della diocesi di Pescia, soppresse dal granduca Pietro Leopoldo con l'editto del 21 mar. 1785; gli archivi delle podesterie, poi preture di Buggiano e Monsummano trasferite dall'Archivio di Stato di Pistoia; l'archivio storico di Vellano; il catasto fabbricati e il nuovo catasto terreni; particolarmente rilevante l'archivio dello storico ed economista ginevrino JeanCharles-Leonard Simonde de Sismondi (1753 - 1854)[3]

NoteModifica

  1. ^ Archivio si Stato di Pistoia, su Ministero per i beni e le attività culturali. URL consultato il 10 ottobre 2017.
  2. ^ Biblioteca, su Archivio di Stato di Pistoia. URL consultato il 25 settembre 2017.
  3. ^ Sezione di Archivio di Stato di Pescia, su Ministero dei i beni e delle attività culturali. URL consultato il 10 ottobre 2017.

BibliografiaModifica

  • Guida generale degli Archivi di Stato italiani, vol. 3, Roma, Ministero per i beni culturali e ambientali, 1983.

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

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