Arrigo Caterino Davila

militare, scrittore e storico italiano
Arrigo Caterino Davila

Arrigo Caterino Davila (Piove di Sacco, 30 ottobre 1576San Michele, 26 maggio 1631) è stato un militare, scrittore e storico italiano.

BiografiaModifica

Nacque a Piove di Sacco (Padova) il 30 ottobre 1576. Nel 1583, fu portato dal padre in Francia, dove diventò paggio della regina Caterina de' Medici e poté assistere alle ultime peripezie delle guerre di religione, concependo fin da allora il disegno di tesserne la storia. Tornato nel 1599 a Padova, servì in alcune guerre la Repubblica di Venezia, e compì viaggi importanti. A Parma, nel 1606, frequentò l'Accademia degli Innominati e si inimicò Tommaso Stigliani a causa di opinioni letterarie. Nel duello che ne seguì ferì gravemente lo Stigliani. Un domestico lo uccise nel 1631, mentre si recava a Cremona. Poco prima era stato destinato dal governo veneziano a reggere Brescia.

Nella Historia delle guerre civili di Francia (finita assai tardi, nel 1630, per quanto vi accudisse sempre) Davila si mostra informatissimo degli eventi (egli aveva anche partecipato ad alcuni fatti d'armi ed era stato anzi ferito ad Amiens nel 1597); sciolto da vere preoccupazioni confessionali, per quanto cattolico, era in grado di padroneggiare liberamente il suo argomento; fornito di singolare intuito politico, di chiaro e realistico sguardo, poneva in luce, come nessun altro, gli intrighi politici e i moventi personali, che si celavano sotto il manto dell'una e dell'altra religione in lotta. Sotto questo riguardo, la sua opera è di una lucidità ed efficacia, quale, dopo il Guicciardini, nessuno degli storici di quel periodo aveva saputo ottenere. Ma là dove è il merito, è anche il limite dell'opera del Davila, non adatto a sentire veramente il valore del movente religioso. Alla prima edizione (Venezia 1630) ne seguirono ben più di duecento. La migliore sembra essere quella del 1644 di Parigi. Jean Baudoin tradusse l'opera in francese (Parigi, 1642), Basilio Varen de Soto in spagnolo (Madrid, 1651, Anversa, 1686), William Aylesbury (Londra, 1647) e Charles Cotterel (Londra, 1666) in inglese, Pier Francesco Cornazzani in latino (Roma, 1752), Bernhard Reith in tedesco. Baldassarre Bonifacio accostò la Historia di Davila alle Storie di Polibio e la antepose a quella di Guicciardini, Leopardi la additò a modello di classico periodare, Francesco De Sanctis la lesse avidamente "come un romanzo"[1], Leopold von Ranke, la studiò a fondo e la ritenne fondamentale, di gran lunga superiore alla sua fonte principale, l'Historia, cioè, di Jacques-Auguste de Thou.

BibliografiaModifica

  • Leopold von Ranke, Französische Geschichte, V, p. 3 sgg.;
  • Eduard Fueter, Geschichte der neueren Historiographie, 2ª ed., Monaco-Berlino 1926, pp. 126-128;
  • Giorgio Spini, Enrico Caterino Davila e la Storia delle guerre... di Francia", in Studi... in on. di E. Rota, a cura di P. Vaccari, P. F. Palumbo, Roma 1958, pp. 173-204;
  • Gino Benzoni, La fortuna, la vita, l'opera di Enrico Caterino Davila, in Studi veneziani, XVI (1974), pp. 279-442.

NoteModifica

  1. ^ Francesco De Sanctis, La giovinezza: ricordi, Guida Editori, 1983, p. 57, ISBN 9788870421293.

Voci correlateModifica

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