Asino di Martina Franca

razza asinina allevata in Puglia
Asino di Martina Franca
Specie Ane.png Asino
Asino Martina Franca.jpg
Un esemplare di asino di Martina Franca
Altri nomi Asino martinese
Localizzazione
Zona di origine Martina Franca e territori di Alberobello, Locorotondo, Cisternino, Ceglie Messapica, Noci, Mottola, Massafra
Diffusione Puglia, Abruzzo, Lazio, Lombardia, Umbria
Aspetto
Altezza femmine min. 127 cm;
maschi min. 135 cm
Mantello morello;
addome e interno-coscia grigi;
infarinatura del muso;
muso e occhiaie con alone focato.
Allevamento
Utilizzo produzione mulattiera, soma, basto, tiro, carne, latte d'asina
Carattere piuttosto vivace

L'asino di Martina Franca, o asino martinese, è una razza di asino originaria della Puglia, tra il comune di Martina Franca e i territori di Alberobello, Locorotondo, Cisternino, Ceglie Messapica, Noci, Mottola e Massafra. È la più grande razza italiana di asino[1], nonché una delle otto razze asinine autoctone a limitata distribuzione riconosciute dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali.[2]

CaratteristicheModifica

 
Alcuni asini di Martina Franca

Il manto dell'asino di Martina Franca si presenta di color morello o baio scuro, con ventre, interno-coscia, occhiali e muso grigi; le zone intermedie tra faccia e muso e tra faccia e occhiali sono focate.

L'asino di Martina Franca è famoso per la sua mole: alcuni maschi, infatti, superano i 160 cm al garrese. In media, tuttavia, l'altezza di un esemplare maschio si aggira tra i 140 ed i 150 cm, mentre quella delle femmine è compresa tra i 135 ed i 145 cm.

Le orecchie sono lunghe e larghe alla base, internamente molto pelose; il collo, soprattutto nei maschi, è molto muscoloso, così come il petto; il torace è profondo e forte; la groppa è larga e tondeggiante.[3]

I piccoli nascono con un lungo, morbido pelame color baio, che cambieranno in previsione dell'inverno.[4]

Distribuzione e impieghiModifica

Data la mole imponente, gli stalloni di questo asino sono largamente impiegati nella produzione di muli, in particolar modo del mulo martinese generato dall'ibridazione con le giumente di cavallo Murgese. Altrettanto frequente è l'utilizzo di questa razza come forza-lavoro.

Il primo dopoguerra, data la sottrazione di numerosi esemplari da parte del Regio Esercito italiano durante la Grande Guerra, nonché l'utilizzo della maggior parte degli stalloni per la produzione di muli, vide questa razza sull'orlo dell'estinzione.

Il lavoro di selezione iniziò nel 1925, ad opera dell'Istituto di Incremento Ippico Regionale di Foggia a partire dai tre migliori stalloni disponibili: Colosseo, Bello e Marco[5], che diedero vita alle tre principali linee di sangue (quella derivata dallo stallone Marco si è recentemente estinta).[6] A luglio 2019, erano registrati all'anagrafe equini 1280 esemplari.[7]

StoriaModifica

Molti affermano che l'asino martinese derivi dall'asino catalano, ma non esistono fonti certe al riguardo. È più probabile invece che questo animale derivi da una razza autoctona del Martinese, incrociata solo in seguito con l'asino catalano allo scopo di migliorarne le caratteristiche.[8]

NoteModifica

  1. ^ Atlante razze equine: Asino
  2. ^ Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali. Allegato 2 (Norme tecniche) al D.M. 9742 del 7 maggio 2012, p. 20.
  3. ^ La morfologia dell'asino di Martina Franca
  4. ^ L'asino di Martina Franca, il cavallo Murgese e la vacca Podolica: video su YouTube
  5. ^ Le linee di sangue dell'asino martinese: ANAMF - Associazione Nazionale Allevatori del Cavallo Murgese e dell'Asino di Martina Franca (Linee di sangue)
  6. ^ Linee di sangue dell'asino di Martina Franca
  7. ^ Consistenza esemplari dell'asino di Martina Franca: Registro Anagrafico delle razze equine ed asinine a limitata diffusione.
  8. ^ Origini ed attitudini dell'asino di Martina Franca: Razze asini: Martina Franca

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