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Associazione protezione italiani

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Associazione protezione italiani (API)
Attiva1979 - 1981
NazioneItalia Italia
IdeologiaNeofascismo
Componenti
Attività

L'Associazione protezione italiani (API) fu un'organizzazione terrorista italiana di ispirazione fascista attiva in Alto Adige dopo l'approvazione del Pacchetto per l'Alto Adige, considerato svantaggioso per la minoranza italiana, a cavallo degli anni Settanta e Ottanta.

AttentatiModifica

L'API rivendicò la paternità degli attentati ai danni di alcuni impianti funiviari altoatesini nel dicembre del 1979.[1]

Mise a segno diversi attentati nell'estate del 1981 nella zona di Bolzano: i terroristi presero di mira la villa del presidente della Südtiroler Volkspartei, Silvius Magnago, il palazzo della Provincia, la sede della Democrazia Cristiana e quella del commissariato di governo, senza provocare vittime.

A ridosso del censimento del 1981 furono registrati casi di mele avvelenate con estere fosforico, un anticrittogamico, nei frutteti della Bassa Atesina. Le mele avvelenate, che presentavano un alone scuro, vennero indicate dagli attentatori dell'API con un contrassegno riproducente un'aquila.[2]

RivendicazioniModifica

Nei suoi volantini di rivendicazione l'API accusava la Südtiroler Volkspartei, partito che detiene la maggioranza assoluta in Alto Adige, nonché l'inerzia della classe politica italiana che si sarebbe disinteressata di quanto realmente stava accadendo in Alto Adige. L'API chiedeva che i posti di lavoro nella provincia di Bolzano non venissero più distribuiti secondo l'attuale sistema che è quello della proporzionale etnica (rilevata in occasione del censimento) bensì secondo le reali esigenze della popolazione.[1]

«Rivendichiamo la responsabilità degli attentati compiuti nella città di Bolzano. Questa autonomia non ci piace. Il governo italiano deve smetterla di delegare tutto alla SVP. Il censimento dell'ottobre 1981 non s'ha da fare.»

(Associazione protezione italiani[3])

NoteModifica

  1. ^ a b Rivendicati gli attentati contro funivie, La Stampa, Anno 113 - Numero 296 - Domenica 30 dicembre 1979, pag. 5
  2. ^ Il prossimo censimento usato come pretesto per terroristi e provocatori Cresce la tensione in Alto Adige Trovate altre mele con il veleno, La Stampa, Anno 115 - Numero 232 - Giovedì 1º ottobre 1981, pag. 7
  3. ^ Hans Karl Peterlini, Bomben aus zweiter Hand, Edition Raetia, 1992 pag. 63 [1]

Voci correlateModifica