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BiografiaModifica

Bambino prodigio (era cantore già intorno ai 10 anni), si acquistò ben presto una straordinaria fama per l'estensione della sua voce, per la sua personale tecnica respiratoria e per il fascino delle sue interpretazioni drammatiche. Si può considerare il primo vero divo fra i castrati.

Conteso dalle principale corti d'Europa, si guadagnò una stima unanime, unendo al prestigio della sua carriera artistica una vita spesa interamente per la musica.

Ricchissimo, lasciò tutti i suoi averi alla fondazione di un istituto di beneficenza e il rimpianto della sua arte presso i maggiori musicisti del tempo, che perdevano con lui uno dei maggiori interpreti delle loro melodie.

CuriositàModifica

Rousseau nel Dictionnaire de Musique così lo ricorda: «Ascendeva e discendeva d'un fiato solo due ottave complete, trillando continuamente su tutte le note della scala cromatica con tale intonazione che se improvvisamente si suonava la nota corrispondente a quella emessa da lui, sia diesis che bemolle, ne risultava l'accordo, con tale perfezione da meravigliare l'auditorio.»[1]

NoteModifica

  1. ^ cit. in: R. Sabatini, Musica in Umbria, Morlacchi, 2016, ISBN 978-88-6074-799-0

BibliografiaModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN232096857 · ISNI (EN0000 0003 6674 841X · LCCN (ENno2012040613 · GND (DE1019536306 · BNF (FRcb16274571n (data) · CERL cnp01421873 · WorldCat Identities (ENno2012-040613