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Perugia

città dell'Italia, capoluogo dell'Umbria
Perugia
comune
Perugia – Stemma Perugia – Bandiera
Perugia – Veduta
Panorama di piazza IV Novembre con in primo piano Palazzo dei Priori e Fontana Maggiore
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Umbria-Stemma.svg Umbria
ProvinciaProvincia di Perugia-Stemma.png Perugia
Amministrazione
SindacoAndrea Romizi (Forza Italia) dal 12-6-2014
Lingue ufficialiItaliano
Data di istituzioneDiritto comunale (1139)
Territorio
Coordinate43°06′43.56″N 12°23′19.68″E / 43.1121°N 12.3888°E43.1121; 12.3888 (Perugia)Coordinate: 43°06′43.56″N 12°23′19.68″E / 43.1121°N 12.3888°E43.1121; 12.3888 (Perugia)
Altitudine493 m s.l.m.
Superficie449,51 km²
Abitanti165 763[1] (30-4-2018)
Densità368,76 ab./km²
FrazioniVedi sezione
Comuni confinantiAssisi, Bastia Umbra, Corciano, Deruta, Gubbio, Magione, Marsciano, Panicale, Piegaro, Torgiano, Umbertide, Valfabbrica
Altre informazioni
Cod. postale06121–06135
Prefisso075
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT054039
Cod. catastaleG478
TargaPG
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)
Nome abitantiperugini
Patronosan Costanzo,
sant'Ercolano,
san Lorenzo
Giorno festivo29 gennaio
SoprannomePulchra Perusia, La Vetusta
MottoCustodia e Vigilanza (Grifo Perugino)
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Perugia
Perugia
Perugia – Mappa
Posizione del comune di Perugia all'interno della provincia di Perugia
Sito istituzionale

Perugia (AFI: /peˈruʤa/[2], ascolta[?·info]; Perusia in latino, Perusna in etrusco) è un comune italiano di 165 763 abitanti[1], capoluogo dell'omonima provincia e della regione Umbria.

Patria di importanti artisti come il Perugino, il Pinturicchio, Galeazzo Alessi, Vicenzo Danti, e Gerardo Dottori, la città fu meta di formazione artistica di importanti personaggi rinascimentali come Raffaello, Pietro Aretino, Piero della Francesca, Luca Signorelli. La città diede i natali, inoltre, al matematico e astronomo Ignazio Danti, che rivoluzionò la cartografia moderna e che riformò il calendario facendolo passare da giuliano a quello gregoriano.

Ricca di storia e monumenti, polo culturale, produttivo e direzionale della regione, è meta turistica internazionale. L'Università degli Studi di Perugia, principale ateneo umbro, è uno dei più antichi d'Italia e del mondo. È anche sede della seconda accademia più antica d'Italia, l'Accademia di belle arti Pietro Vannucci.

Fondata dagli Etruschi, nel corso dei suoi tremila anni, è stata una delle grandi lucumonie dell'Etruria sotto il nome di Perusna. La cinta muraria etrusca originaria, oggi ancora visibile, racchiude il Colle Landone e il Colle del Sole sui quali si erge la città. Con un ampio centro storico, asimmetricamente adagiato su una serie di alture collinari a breve distanza dal Tevere, la città conserva un armonioso aspetto medievale e presenta le caratteristiche di un comune sparso, con la presenza di nuovi quartieri nelle aree pianeggianti, numerose frazioni diffuse nel vasto territorio comunale (449,51 km² - 11º comune più esteso d'Italia), e una moltitudine di aree verdi e campi.

È conosciuta come "Città del cioccolato" per la presenza di imprese specializzate nella produzione di prodotti dolciari come la Perugina[3].

Indice

Geografia fisicaModifica

TerritorioModifica

(EN)

«Perugia, strongly fortified by art and nature, on a lofty eminence, rising abruptly from the plain where purple mountains mingle with the distant sky, is glowing, on its market-day, with radiant colours.»

(IT)

«Perugia, munita di grandi mezzi di difesa dalla natura e dalla mano dell'uomo, e che sorge improvvisamente su un'altura dalla pianura dove le montagne viola si confondono con il cielo lontano, splende di colori sgargianti nel suo giorno di mercato.»

(Charles Dickens, Pictures from Italy)

Il centro storico di Perugia si adagia su un'acropoli che sorge all'altezza di circa 450 m s.l.m. Nel punto più alto, Porta Sole, l'altezza è di 494 m, caratteristica che ne fa la città italiana più popolata fra quelle poste a un'altitudine superiore a 250 metri. Il centro storico si sviluppa intorno a questo punto e sul crinale dei colli che da esso dipartono, formando un'acropoli e cinque borghi medievali prolungati su cinque porte. All'originaria cinta delle mura etrusche, lunga 3 km, si aggiunse nel Duecento e nel Trecento una nuova e definitiva murazione lunga 9 km, quasi del tutto integra e che delimita una superficie di 120 ettari. La città storica è quindi prevalentemente allungata sui crinali, con un asse maggiore di 3 km tra Monte Ripido (a nord) e San Costanzo (a sud) e un asse minore di 1,5 tra S. Francesco e Monteluce.

 
Il Tevere

I quartieri storici sono: Porta Sole, Porta Sant'Angelo, Porta S. Susanna, Porta Eburnea e Porta S. Pietro, a cui corrisposero per secoli i rispettivi spicchi del territorio rurale, soggetto alla città fin dalle origini del governo comunale. Ogni quartiere si incardina su una via principale o Corso su cui convergono le trame dei vicoli; vi campeggiano conventi, campanili, basiliche, chiese, oratori, cappelle, palazzi gentilizi (un centinaio), palazzi minori e le case a schiera dei vicoli. Il territorio oltre il centro storico scende tutto intorno fino ai 280 m s.l.m. del Pian di Massiano. Il territorio del comune arriva a 170 m s.l.m., toccati lungo il corso del fiume Tevere, che a sud ne segna i confini con il comune di Torgiano. Perugia è situata nell'entroterra dell'Italia centrale nel punto più largo della Penisola. È la città più grande tra Firenze e Roma, collocata in posizione intermedia: distante ca 150 km da Firenze, Roma e Ancona, ca 400 km da Milano, Genova e Napoli.

 
Vista da viale Indipendenza

Il territorio comunale ha un'area, tra le maggiori in Italia, di 449,92 km², la densità di popolazione è di 368,7 ab./km². Si estende sul territorio del suo storico contado, trapuntato di frazioni, castelli, ville, case rurali. Si articola in colline, monti e pianure, conta 85 tra quartieri e frazioni, oltre cento edifici scolastici, 54 cimiteri, circa 3.000 km di strade. L'area urbana contemporanea, che dal centro storico e le prime periferie oggi tocca e ingloba i centri abitati viciniori sviluppatisi dal secondo dopoguerra, si conforma in un tessuto urbano sfrangiato e discontinuo, inframmezzato di coltivi e residui di campagna, lungo circa 20 km da Villa Pitignano a San Martino in Campo, da Taverne di Corciano a Ferriera di Torgiano e Ospedalicchio, ovvero sommando di fatto i comuni contermini di Corciano (21.000 ab.), Torgiano (6.000 ab.) e Bastia Umbra (22.000 ab.).

L'acropoli perugina sembra costruita su una sola collina ma in realtà sono due: il colle del Sole e il colle Landone. La massima depressione tra le due alture si estende dal fosso di Santa Margherita, a est, al fosso della Cupa, a ovest. Gli Etruschi scelsero quest'area in quanto ricca d'acqua, ma presto ci si accorse che il terreno è anche franoso, cosa che nei secoli ha dato luogo a poderose fondazioni e fortificazioni che tuttora impongono in più punti costanti interventi di manutenzione.

Il territorio fa parte della Valle del Nestore, ed il comune idricamente è bagnato dal Caina, dal Genna, dal Nestore e dal principale Tevere, che a Marsciano raccoglie le acque del Nestore, in cui confluiscono Genna e Caina.

A nord monte Tezio e monte Acuto la separano dal comune di Umbertide, a ovest un lembo di territorio arriva a toccare le alture che circondano il lago Trasimeno. A est i primi contrafforti collinari dell'Appennino Umbro-Marchigiano la dividono dai territori comunali di Assisi e Gubbio.

«Intra Tupino e l'acqua che discende
del colle eletto dal beato Ubaldo,
fertile costa d'alto monte pende,
onde Perugia sente freddo e caldo
da Porta Sole; e di rietro le piange
per grave giogo Nocera con Gualdo.
Di questa costa, là dov'ella frange
più sua rattezza, nacque al mondo un sole,
come fa questo talvolta di Gange.
Però chi d'esso loco fa parole,
non dica Ascesi, ché direbbe corto,
ma Orïente, se proprio dir vuole.»

(Dante Alighieri Divina Commedia – Paradiso: Canto XI)

ClimaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Stazione meteorologica di Perugia Centro e Stazione meteorologica di Perugia Sant'Egidio.

Perugia gode di un clima temperato di tipo sublitoraneo interno con una temperatura media annua di poco superiore a 13 °C. Il mese più freddo è gennaio, con una temperatura media di 4,2 °C, il più caldo luglio, con medie leggermente al di sotto i 23 °C. Le precipitazioni annue sono generalmente comprese fra 800 e 900 mm (850 mm per il periodo 1961-1990, distribuite su 96 giorni). Talvolta in inverno le precipitazioni assumono carattere nevoso. Di seguito riportiamo i dati climatici più significativi rilevati nel periodo 1961-1990. L'osservatorio cittadino è situato a 520 m s.l.m.[4].

PERUGIA CENTRO Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic InvPriEst Aut
T. max. mediaC) 6,98,411,715,720,424,928,228,023,617,612,08,17,815,927,017,717,1
T. mediaC) 4,25,27,911,415,719,822,822,719,114,09,15,55,011,721,814,113,1
T. min. mediaC) 1,52,04,17,110,914,717,317,414,610,46,22,92,17,416,510,49,1
Precipitazioni (mm) 61607079766439457610210375196225148281850

Origini del nomeModifica

Il toponimo "Perugia" potrebbe essere di origine etrusca e viene reso dai romani come "Perusia" ma è ragionevole una attribuzione indo-europea ben più antica, riconducibile al primo villaggio umbro, nucleo iniziale di quella città successivamente ri-fondata dalla minoranza etrusca che si unì ai primi abitanti. L'esito di indoeuropeo per-roudja 'rossastra', derivazione dall'indoeuropeo reudh 'rosso' (IEW 872) con soluzione savina dj in 'z' e la o semichiusa[1] (la vocale 'o' non esisteva nella lingua etrusca) potrebbe essere legato alla pratica degli antichi Umbri di ricoprire con intonaco di argilla la palizzata di tronchi a difesa del tréblo, l'abitato fortificato sulla sommità del colle da lontano sarebbe perciò apparso come una fascia rossastra. La più antica attestazione del nome pare essere in una stele etrusca del VII secolo a.C. rinvenuta a Vetulonia, dedicata al guerriero Irumina Phersnachs (Phersna: Perugia e -ch: proveniente da, quindi il perugino). Vi è incertezza sul significato del nome, ma sappiamo che spesso i nomi delle città derivavano da una divinità o da una famiglia. In passato il nome Perugia è stato fatto derivare anche dal greco "periousa", ovvero "che sta in alto", ma l'origine greca del nome di una città etrusca pare infondata[2].

StoriaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Storia di Perugia e Perusia.
 
Etruria
 
Cavalieri Etruschi, pannelli in argento con rilievi. Parte di un corredo funerario risalente al VI secolo a.C. e rinvenuto nel perugino

Gli etruschiModifica

I primi insediamenti conosciuti risalgono ai secoli XI e X a.C., con la presenza di villaggi nei pressi delle falde dell'altura perugina e a partire dall'VIII secolo a.C. anche sulla sommità del colle dove sorge la città. Il rapido sviluppo di Perugia è favorito dalla posizione dominante rispetto all'arteria del fiume Tevere e dalla posizione di confine con le popolazioni umbre.

Il nucleo di Perugia si forma attorno alla seconda metà del VI secolo a.C., dalla disposizione delle necropoli etrusche abbiamo una testimonianza indiretta dell'espansione del primo tessuto urbano. Perugia diventa in breve una delle più importanti città etrusche e una delle 12 lucumonie, dotandosi nel IV secolo a.C. di una cinta muraria ancor oggi visibile.

Perusia romanaModifica

 
Augusto, restituì alla città parte dell'antico splendore, permettendole di fregiarsi del titolo di Augusta Perusia

Con la battaglia di Sentino (295 a.C.), Perusia e gran parte del resto dell'Umbria entrano nell'orbita romana, conservando l'uso dell'etrusco, documentato in città fino a tarda età repubblicana e mantenendo una sia pur limitata autonomia municipale. Durante la II guerra punica la città si mantiene fedele a Roma e dà rifugio ai Romani sconfitti nella battaglia del Lago Trasimeno (217 a.C.).

A partire dal I secolo a.C., in seguito alla guerra sociale, Perugia si integra con Roma, con la concessione nell'89 a.C. della cittadinanza. La città è uno degli scenari della Guerra civile tra Ottaviano e la fazione di Marco Antonio, con protagonista il fratello di quest'ultimo, Lucio. Viene incendiata nel 41 a.C. durante il Bellum Perusinum. Qualche anno dopo l'imperatore Augusto ricostruisce la città e le permette di fregiarsi del titolo di Augusta Perusia. Rimodellata secondo stilemi romani, Perugia si espande mantenendo nel nucleo centrale l'assetto viario etrusco. Nel 7 d.C. entra a far parte della da Regio VII Etruria di Augusto, citata anche da Plinio il Vecchio nella sua Naturalis Historia.

In età imperiale la città si sviluppa oltre la cinta etrusca. Nella seconda metà del III secolo d.C. l'imperatore Vibio Treboniano Gallo, nato a Perugia, le dà lo ius coloniae.

Il periodo bizantinoModifica

 
Perugia faceva parte del cosiddetto "corridoio bizantino"

In questo periodo dell'alto medioevo, a Perugia non si hanno eventi significativi, nemmeno per i cittadini che la abitano. Importante centro di collegamento tra la via Amerina e la Flaminia, nel 493 Perugia viene conquistata dagli Ostrogoti di Teodorico. Nel 537 le truppe bizantine di Belisario si scontrano con quelle Ostrogote di Vitige proprio nei pressi di Perugia. Nel 548 Totila espugna dopo un lungo assedio la città ed uccide il vescovo Ercolano. Con la fine degli Ostrogoti e sino all'VIII secolo la città resterà sotto il dominio bizantino, eccettuati due brevi periodi di occupazione da parte dei longobardi sul finire del VI secolo.

A partire dalla seconda metà dell'VIII secolo Perugia entra nella sfera di influenza del Papato, a sua volta vincolato in vario modo all'Impero Carolingio, ed è retta nei due secoli successivi da un Governo vescovile. Verso la fine del X secolo appare la figura di Pietro Vincioli, un nobile perugino abate dell'Ordine Benedettino, che si adoperò per la costruzione della chiesa e del monastero di San Pietro.

 
Il Grifo di Perugia in un codice medievale

Il ComuneModifica

Nel 1139 si ha la prima attestazione del Governo dei Consoli e della nascita del Comune. Agli inizi del XII secolo il potere è diviso tra i Consoli, un'assemblea generale (l'Arengo) ed un consiglio minore. Nella seconda metà del secolo Perugia ha un'ampia sfera d'influenza nel contado circostante, avendo espanso i propri territori verso Gubbio e Città di Castello a nord e verso Città della Pieve, il lago Trasimeno e la Val di Chiana a ovest-nordovest. Nel 1198 la città accetta la protezione di Innocenzo III, rimanendo guelfa. Nel 1216 vi muore proprio a Perugia papa Innocenzo III, giunto in città per sanare alcuni contrasti insorti con Città di Castello e Gubbio. Il conclave per l'elezione si tenne proprio a Perugia, dove si riunirono diciannove cardinali ed elessero Onorio III come nuovo papa. Da quel momento divenne una delle sedi del papato, essendo un rifugio molto più sicuro della capitale, all'epoca funestata dalle guerre fra nobili.

 
Torre in viale Indipendenza

Nel 1286 si contano ben 41 arti. Nel XIII secolo fu un grande periodo per il Comune, dal punto di vista urbanistico. Le mura etrusche, danneggiate dal tempo, dagli incendi e dalle guerre, vennero restaurate ed innalzate. Le abitazioni dei nobili e quelle dei borghesi più ricchi si dotarono di torri. La città giunse a possederne fino a settanta, come riportato alcuni cronisti, guadagnandosi l'appellativo di Turrena. Col tempo divennero espressione del potere delle famiglie nobili e ricche. Servirono come postazioni difensive nelle turbolente agonie politiche del tempo oppure come depositi di armi e ricchezze.

 
Nel medioevo Perugia era dominata da molte torri

Attualmente non ne restano molte, anzi, l'unica testimonianza intatta di questo periodo di espansione è rimasta la Torre degli Sciri. La città etrusca assunse sempre di più un profilo aspro e ostile, un carattere che si discostava di molto dalle vicine Siena, Pisa e Firenze. Il Comune estende la sua sfera d'influenza su Assisi (1205) e Foligno (1289) e conosce un imponente sviluppo urbano che si protrarrà fino alla metà circa del Trecento. La città è amministrata all'epoca da un governo mercantile, esercitato dai Priori, eletti fra gli iscritti alle arti, e con sede nel Palazzo dei Priori (XIII-XV secolo). Nella seconda metà del Duecento Perugia è all'apice della sua potenza di stato autonomo e controlla un territorio che si estende per buona parte dell'attuale Umbria e che spiega le notevoli dimensioni che oggi presenta la provincia e il comune di Perugia. La potenza della città e dell'organizzazione comunale è rappresentata dalla maestosa fontana scolpita da Arnolfo di Cambio, che, dal 1275 si trova di fronte ai palazzi del potere civile e religioso della città.

La magistratura dei priori venne istituita nel 1303. I priori rimarranno in attività, a parte una breve interruzione negli anni 1540-52, fino al 1816, segno della validità e duttilità della magistratura. Dal 1305 il papato è trasferito ad Avignone e nel 1378 deve affrontare il grande scisma all'interno della cristianità occidentale. Dunque la Chiesa, il principale ostacolo a una piena autonomia del comune di Perugia, attraversa una delle fasi peggiori della sua storia. Di conseguenza la città umbra, che appartiene nominalmente da circa due secoli alle terre del papato, continua la sua politica espansiva fino alla metà del Trecento. Nel 1308 viene istituita l'Università, mentre nel 1342 viene redatto lo Statuto in volgare. Nonostante la peste nera e le sue vittime, Perugia dà ancora delle prove di forza nel 1352 e nel 1358, quando sconfigge prima Bettona, distruggendola, e poi Siena e Cortona (Battaglia di Torrita).

Nel 1370 Perugia torna sotto il pieno controllo della Chiesa a seguito della sconfitta nella guerra contro Urbano V. A causa delle lotte interne e del tentativo di sottrarsi al dominio papale, si succedono diverse signorie (Michelotti, Visconti, Fortebracci). Con Braccio Fortebracci da Montone si realizzano importanti opere pubbliche come, ad esempio, la residenza di Braccio in piazza, della quale rimangono solo le logge, o il Sopramuro. Assumerà forme di Signoria anche il dominio sulla città della famiglia Baglioni, tra il 1438 e gli inizi del XVI secolo.

Le signorie di PerugiaModifica

Biordo Michelotti (1393-1398)Modifica

 
Biordo Michelotti, signore di Peruiga dal 1393 al 1398

Nel 1393 a Perugia, vi furono alcune insurrezioni popolari, tra i raspanti e i suoi rivali, i beccherini, di nobile estrazione. Quest' ultimi vennero esiliati e costretti a ritirarsi fuori dalle mura cittadine nei propri feudi di campagna. Un gruppo di venticinque priori si pose al governo della città e questi chiesero al Michelotti, accolto con tutti gli onori in città, di presiederne il governo. È in questo periodo che si ha prima signoria ricordata per la sua brevità ma anche caratterizzata da un periodo di importanti riforme. Biordo, preoccupato di estendere i suoi possedimenti, confermo l'autorità dei priori e delle istituzioni comunali.

Il 10 marzo del 1398 la signoria perugina del Michelotti ebbe fine con la sua vita stessa. Il signore, dopo essersi sposato con Giovanna Orsini venne assassinato da alcuni membri di un'altra casata perugina in lotta per il potere, i Guidalotti. In poco tempo la signoria, che aveva esteso in pochi anni la sua influenza su gran parte dell'attuale regione Umbria, si sfaldò.

Il suo fratello minore, Ceccolino tentò di vendicarlo e, raccolti i suoi seguaci, ritornò a Perugia accompagnando l'ingresso del nuovo signore Gian Galeazzo Visconti nel 1400. Ebbe, tuttavia, la sfortuna di imbattersi nel temibile Braccio da Montone, esiliato da Biordo Michelotti, a cui aveva rifiutato i servigi, che lo uccise ponendo fine alla saga della famiglia e favorendo il ritorno al potere della nobile casata dei Baglioni.

Gian Galeazzo Visconti (1400-1402)Modifica

La morte del Michelotti tolse un punto di riferimento importante, le fazioni minacciavano la stabilità dentro e fuori le mura. I venticinque, intanto si adoperavano per cercare un'istituzione che potesse proteggere la città e sanare un debito molto alto. Da parte del popolo le istanze di indipendenza non erano più così pressanti e nel Quattrocento la convinzione di dover accettare un signore o un padrone in grado di garantire i requisiti minimi di sussistenza era di dominio comune. La scelta ricadde sul Ducato di Milano, e il 21 gennaio 1400 Gian Galeazzo Visconti fu proclamato Signore di Perugia per volontaria dedizione della città. E lui, alla ambasceria dei dieci che Perugia gli aveva inviato, il debito dei perugini fu cancellato. La sua signoria durò poco, e il 3 ottobre del 1402, il Visconti spirò.

Braccio da Montone (1416-1424)Modifica

Nel 1416 l'esercito del capitano di ventura Andrea Fortebracci stringe d'assedio le mura di Perugia, decretando così la fine del governo Raspanti. La signoria del vittorioso condottiero è stata una delle grandi pagine della storia perugina. Braccio Fortebraccio non si rivelò un principe dispotico, sebbene non si sentì mai appagato della conquista della città. Nel 1417 entra a Roma con le sue milizie, e con il pretesto di proteggerla nel nome del pontefice, si insedia in Vaticano autoproclamandosi Defensor Urbis. Fu costretto a ripartire a causa della peste che mieteva vittime fra il suo esercito. Tornato in Umbria sollecitò il papa per confermarlo nel ruolo che egli aveva praticamente già attribuito a se stesso. Per ottenere il suo scopo Braccio cinse d'assedio le città di Gubbio,Assisi, Ancona, Todi, Spoleto, Orvieto, costringendo il papa Martino V a scegliere il male minore, nominandolo suo Vicario.

Al ritorno da Firenze, dove il condottiero si incontrò con il papa per sancire il suo ruolo, Perugia lo accolse fra il tripudio generale. Braccio si dedicò alla realizzazione di numerose opere pubbliche, pagando i lavori grazie alle ingenti somme saccheggiate in precedenza e avviando numerosi progetti di pubbliche come, ad esempio, la residenza di Braccio in piazza, della quale rimangono solo le logge, o il Sopramuro. La sua permanenza in città non durò a lungo. Martino V lo chiamò per riconquistare Bologna, Alfonso il Magnanimo lo volle al suo fianco contro Luigi III d'Angiò. Fortebraccio era uomo d'arme e non di politica, cosicché ai brillanti successi militari faceva eco una situazione sempre più instabile e confusa nella sua città, soggetta alle angherie di chi governava in sua vece. La situazione richiese nuovamente il suo intervento, così tornò in città e tolse di mezzo i reggenti.

Su invito di Alfonso e Giovanna, tornò in Calabria, dalla quale risalì facendo tappa alle porte dell'Aquila. La città non volle aprire le proprie porte all'eroico condottiero, che senza pensarci due volte, si decise a cingerla d'assedio. La testardaggine di Fortebraccio lo portò ad una battaglia inutile quanto pericolosa. Il clima nei suoi confronti stava per mutare, poiché sia il papa, sia la regina di Napoli, temevano di dover incoronare un nuovo monarca, tanto ingombrante quanto bravo fortunato in battaglia. La sua fortuna viene citata ne Il Principe di Machiavelli.

Fortuna che lo abbandonò definitivamente quando una lega composta da tutte le forze che nel frattempo si erano coalizzate, si scagliarono contro il suo esercito presso Pescara. Le sue impresse di guerra si conclusero, il 2 giugno 1424, ferito mortalmente alla testa con un colpo di mazza chiodata. Tre giorni dopo morì e fu sepolto, per ordine di Martino V, in terra sconsacrata fuori la porta di San Lorenzo. Solamente otto anni più tardi il figlio Niccolò ottenne il permesso di poter disseppellire le spoglie del padre, facendo rientro con il feretro nella città di Perugia con il massimo degli onori.

I Baglioni (1438-1540)Modifica

 
Lorenzo de' Medici fu molto legato alla Signoria dei Baglioni. Mise a disposizione la sua saggezza da principe. Mediò i rapporti con altri stati anche quando essa si trovò in difficoltà

Finite le imprese di Braccio da Montone, a Perugia inizia farsi avanti un nuovo governo nobiliare, i Baglioni. Malatesta che rientrò in Perugia al seguito di Fortebraccio, sanando la sua posizione di fuoriuscito. Secondo le cronache fu il primo ad entrare in città dopo la battaglia di Sant'Egidio e l'ultimo ad abbandonare il campo dopo lo sfortunato assedio dell'Aquila. Malatesta I Baglioni morì a Spello nel 1437 e venne tumulato a San Francesco al Prato, fra le spoglie di Biordo Michelotti, colui che gli aveva tolto la patria, e Fortebraccio da Montone, colui che glie l'aveva restituita. La signoria dei Baglioni ha per capostipite Braccio I Baglioni. Prestò la sua opera al soldo di Firenze prima e del pontefice poi, presso il quale accumulò onori e gloria. Acquisì grande autorità nei confronti della magistratura perugina, ma operò sempre con cautela senza privare mai il popolo delle sue istituzioni. A Perugia come a Firenze si ebbe la "Signoria occulta". Governò fino al 1479. La signoria passò ai fratelli Guido e Rodolfo.

In quel tempo, il vero ispiratore e "tutore" della politica della città di Perugia, era Lorenzo De' Medici, ago della bilancia della politica italiana. Tenne in grande considerazione l'importanza di avere quella repubblica inserita fra la Signoria di Firenze e la Chiesa. La signoria di Guido e Rodolfo venne perciò ispirata sia dai Medici, sia dal pontefice, affidando ai due Baglioni il compito di reggere la città con eguali responsabilità. Fin dai primi anni della loro signoria, la situazione interna apparve insostenibile, caratterizzata da liti e risse sempre più violente che spesso sfociavano in veri e propri delitti, di cui rimanevano vittime ora esponenti dei Baglioni, ora degli Oddi, ora dei Ranieri, le famiglie in eterna competizione per la supremazia. Neanche l'intervento del papa Sisto IV riuscì a porre un freno ai numerosi episodi di vendetta privata cui era possibile assistere con cadenza quasi quotidiana. Meno che mai la signoria dei due Baglioni, Guido e Rodolfo, si dimostrò in grado di limitare tali episodi, che anzi spesso vedevano protagonisti membri della famiglia stessa.

Le divisioni fra i nobili perugini giunsero al culmine intorno alla metà del XV secolo, quando si crearono due vere e proprie fazioni, l'una facente capo a Firenze, l'altra al papa.

 
Il casato Degli Oddi era il principale rivale dei Baglioni
 
Le case dei Baglioni sono incorporate nella Rocca Paolina

Le due famiglie più in odio fra loro erano quelle degli Oddi e dei Baglioni. La situazione peggiorò il 30 ottobre del 1488. I Baglioni si barricarono nel pieno centro di Perugia, controllando dalle feritoie l'intero tratto che va dalla Fontana Maggiore all'attuale piazza della Repubblica (l'odierno corso Vannucci). Agli Oddi non riuscì l'impresa di sorprenderli nelle loro abitazioni tramite l'apertura concordata di un ingresso in via della gabbia, e furono costretti a darsi alla fuga e ripiegare fuori città, dopo essere stati bersagliati dai colpi inferti dalla famiglia rivale.

Mentre a Perugia le due famiglia combattevano per la supremazia, i rapporti diplomatici con la chiesa entrarono in crisi ma grazie all'intervento di Lorenzo il Magnifico, furono sanati. Fu quindi opera del Magnifico se la situazione tornò distesa fra Perugia ed il Pontefice Innocenzo VIII, mentre l'odio fra i Baglioni e gli Oddi rimase a covare sotto la cenere, fra sortite tentate e accenni di scaramucce nei pressi delle mura.

Nel 1492 Perugia perse in un colpo solo i due potenti protettori, allorché fra aprile e giugno scomparvero sia Lorenzo De' Medici, sia Innocenzo VIII. Il successore, Alessandro VI, ebbe però meno tempo da dedicare alle beghe perugine, dovendo far i conti con la discesa in Italia di Carlo VIII, per difendersi dalla quale, scelse di rifugiarsi proprio a Perugia, entrando in città nel 1495 accompagnato da sedici cardinali e una quantità imprecisata di vescovi. Quando Carlo VIII concluse la sua avventura lungo l'intera penisola, Alessandro VI tornò serenamente a Roma, lasciando nuovamente Perugia nell'intricata trama delle fazioni locali.

Gli Oddi non si rassegnarono al loro destino, cercarono sempre di ricostituire un'armata in grado di forzare la resistenza dei Baglioni. Radunati circa seimila uomini, il 3 settembre entrarono in città, corrompendo uno dei Dieci dell'Arbitrio, Lodovico degli Armanni, il quale favorì la rivolta facendo spalancare gli ingressi alla città. Il tentativo fallì e fu sedato nel sangue, con il risultato di rafforzare ulteriormente il potere dei Baglioni.

 Lo stesso argomento in dettaglio: Rinascimento umbro.

Il rinascimentoModifica

 
Pietro Vannucci, detto Perugino

Sotto i Baglioni tra il 1438 e nei primi decenni del secolo successivo, la città si impone come un importante centro artistico del Rinascimento Umbro, basti pensare al Pinturicchio e al pievese Perugino. A Perugia riceveranno la propria formazione culturale Raffaello Sanzio che realizza per la Cappella Oddi in San Francesco al Prato un'Incoronazione della Vergine e Pietro Aretino dove studiò pittura, frequentando in seguito l'università locale.

La guerra del sale e la fine della SignoriaModifica

L'improvvisa morte di Malatesta Baglioni lasciò un vuoto di potere, del quale papa Clemente VII non esitò ad approfittare. Esiliò lontano da Perugia e confiscò i beni dei discendenti del Baglioni, senza però risolvere completamente la questione perugina. La morte di Clemente VII avvenuta nel 1534, lasciò al suo successore Paolo III, il problema dell'esistenza di una Signoria sotto la tutela dello Stato della Chiesa.

Il nuovo papa Paolo III, nato Alessandro Farnese, si dimostrò fin da subito molto attento agli eventi che riguardavano la città di Perugia. Si recò spesso in visita in attesa di prendere decisioni riguardo al modo migliore di sfruttare la situazione. Nel 1540 il papa, per contrastare la minaccia turca, i movimenti protestanti ed eretici che minacciavano la Chiesa decise di imporre nuove tasse.

 
Rodolfo II Baglioni, ultimo signore di Perugia

Il provvedimento per eccellenza più odioso fu l'obbligo di rifornirsi del sale esclusivamente dalle saline pontificie, le quali praticavano un prezzo doppio rispetto ai senesi, abituali fornitori della città di Perugia. aumento ingiustificato avrebbe stroncato l'economia perugina. A questo atto Perugia reagì inizialmente eliminando il sale dalla produzione del pane, e affidando a venticinque cittadini illustri il compito di gestire la resistenza all'autorità papale. Il consiglio popolare convocato dai Priori che, ne dichiarò l'inapplicabilità, deliberò di mandare ambasciatori a Roma per protestare contro la proposta ritenuta in contrasto con gli accordi già stabiliti con i pontefici precedenti. Per tutta risposta, il 17 marzo 1540, nonostante l'evidenza del sopruso, il pontefice fece recapitare ad Aligero vicelegato pontificio e ad Alfano Alfani, capo dei priori, la Bolla di scomunica della popolazione perugina. Nel frattempo il Papa, deciso a contrastare l'insubordinazione popolare richiamò in Roma il legato Jacovacci e durante il concistoro manifestò la volontà di ricorrere all'intervento armato contro la città di Perugia.

Il primo aprile del 1540, nel territorio perugino furono avvistate le milizie pontificie condotte da Pier Luigi Farnese, Gonfaloniere della Chiesa. La sua fanteria era agli ordini del mastro generale di campo Alessandro da Terni, e da qui si pensa deriverebbe la rivalità storica tra Perugia e Terni, appunto, un ternano responsabile della caduta di Perugia. L'esercito pontificio mobilitato dal Farnese (8000 italiani e 400 Lanzichenecchi), iniziò a devastare il territorio di Foligno, Assisi e Bastia, incontrando scarsa resistenza. L'esercito perugino poteva contare soltanto sul prestigio di Ascanio della Corgna, giovane condottiero perugino. Fallita la mediazione di pace intrapresa dal Viceré di Napoli, Don Pedro de Toledo, i Perugini sperarono ancora nell'appoggio del duca fiorentino Cosimo I de' Medici che si trovava in aperto contrasto con il pontefice Paolo III e nell'amor patrio del condottiero Ridolfo Baglioni, ex Signore di Perugia, assoldato dal duca Cosimo con una redditizia condotta. Il 16 maggio il Baglioni, tornato in patria, venne accolto con grande entusiasmo da tutta la popolazione perugina. Ma più che per combattere Ridolfo tornava in patria con l'intento, tenuto nascosto, di trattare la resa della sua città. Il primo attacco delle milizie pontificie fu condotto dal Tomassoni, dapprima infatti si batté valorosamente contro la cavalleria di Ridolfo poi si diresse all'assedio del castello di Torgiano, situato in posizione strategica alla confluenza del Tevere e del Chiascio. Il castello di Torgiano era stato protetto da un fossato semicircolare progettato dal Della Corgna. Il fiero condottiero ternano si rifece vincendo definitivamente le truppe di Ascanio della Corgna a Ponte S. Giovanni e a Pretola.

 
Veduta della Rocca Paolina in un dipinto del XIX secolo

Le truppe papaline, dopo aver devastato gli abitati del contado perugino si diressero verso l'ascesa di Perugia portandosi fin sotto le mura. Il Baglioni invece di ostacolare frontalmente l'avanzata del nemico si limitò a contrastare le milizie del Farnese con colpi di artiglieria sparati da Porta Sole. Il 3 giugno nel Monastero di Monteluce, Ridolfo Baglioni con il commissario di campo Gerolamo Orsini trattò la capitolazione di Perugia. Seguì lo scioglimento dei Venticinque. La guerra si concluse con la sconfitta dei Perugini e la perdita le sue libertà civiche e la sua secolare autonomia pur di non accettare l'odiosa tassa sul sale imposta dal papa. Per protesta, smisero di salare il pane e da allora si mangia il pane sciapo. Passa nuovamente alle dirette dipendenze dello Stato della Chiesa che obbliga la cittadinanza a costruire l'imponente Rocca Paolina, dove si insedia una guarnigione pontificia. Alessandro Tomassoni da Terni, sfruttando le sue conoscenze nel campo delle fortificazioni militari, collaborò tra il 1540 e il 1541 con Antonio da Sangallo il Giovane (1484-1546) alla risistemazione dell’area dove poi sorgerà la Rocca Paolina, voluta dal pontefice sul luogo dove sorgevano le case dei Baglioni e di altri maggiorenti per riaffermare la sottomissione della città allo Stato della Chiesa. Per lungo tempo è stata odiata dai perugini, in quanto simbolo del potere papale e per aver "tolto la luce del sole" alle popolazioni coinvolte.

L'età moderna e contemporaneaModifica

 
Stragi di Perugia
 
Memoriale al XX giugno 1859

A partire dalla metà del XVI secolo e fino al momento della sua ricongiunzione all'Italia (1860), Perugia vivrà un lungo periodo di stagnazione demografica e economica, omologandosi al resto delle province pontificie. Purtuttavia, sotto il profilo architettonico e artistico, la città continuerà ad arricchirsi di edifici di pregio e ad avvalersi dell'opera di una serie di esecutori di alto livello professionale. Sono di questo periodo molte delle residenze patrizie che al giorno d'oggi abbelliscono Perugia (fra cui i palazzi Donini, Della Penna, Gallenga-Stuart e Conestabile della Staffa) e alcune prestigiose chiese barocche, prima fra tutte quella dedicata a San Filippo Neri.

Il dominio pontificio venne interrotto con l'arrivo di Napoleone, che costituì il 4 febbraio 1798, la Repubblica Tiberina, e venne scelta come capoluogo Perugia, e il tricolore francese come bandiera. Dopo un mese, il 7 marzo 1798 si unisce alla Repubblica Romana che cadrà nel 1799, facendo di conseguenza tornare la città sotto lo Stato Pontificio.

Il 20 giugno del 1859 si consumano le cosiddette "stragi di Perugia", perpetrate dai reggimenti svizzeri inviati da Pio IX contro i patrioti cittadini che si erano ribellati al dominio dello Stato della Chiesa. Il 14 settembre 1860 le truppe piemontesi, 15.000 uomini al comando del generale Fanti, riescono a penetrare nella città[3] e a conquistarla, dopo aver costretto alla resa l'ultima guarnigione di soldati svizzeri asserragliata nella Rocca Paolina. In seguito quindi alla battaglia di Castelfidardo (18 settembre), tutti i territori di Umbria e Marche furono annessi al Regno di Sardegna. L'annessione verrà ufficializzata con il plebiscito del 4 novembre 1860.

Dopo l'Unità d'Italia (1861), il nuovo Stato italiano privilegerà proprio Perugia come capoluogo di una vastissima provincia, che si estende fino alla Sabina. Solo qualche decennio dopo, negli anni venti del XX secolo, tale territorio verrà ridimensionato: Perugia resta il capoluogo della regione, ma vengono sanciti il passaggio della Sabina al Lazio, e la costituzione della nuova provincia umbra di Terni, determinando così il definitivo assetto geografico e amministrativo della regione Umbria, tuttora vigente.

Il fascismoModifica

 
Panorama della città

Nel 1922 da Perugia (Hotel Brufani) viene diretta la Marcia su Roma. Per la sua posizione, e per motivi storici, nel 1927, viene creata la Provincia di Perugia, e scelta come capoluogo. Durante il ventennio fascista, viene intrapresa una serie di opere pubbliche e di interventi di abbellimento a Perugia. Si ricorda il monumento al Perugino, la Chiesa di San Francesco al Prato, da cui venne ripristinata la facciata in pietra locale bianca e rosa, l'aula magna nell'università per stranieri, lo stadio del Santa Giuliana nel 1937, utilizzato ancora oggi per le maratone e i concerti, i palazzi condominiali adiacenti alla stazione ferroviaria Sant'Anna, la scuola elementare Alessandro Cenci, la fontana di via Maestà delle Volte nel 1928, l'Istituto Superiore di Medicina Veterinaria nel 1925, la Madonna posta all'esterno del Duomo di San Lorenzo e altri interventi.[4]

Durante la seconda guerra mondiale, nel periodo dell'occupazione tedesca e della Repubblica Sociale Italiana, le operazioni clandestine di soccorso agli ebrei perseguitati sono coordinate a Perugia da don Federico Vincenti (1885-1955), parroco della chiesa di Sant'Andrea a Porta Santa Susanna, in collegamento con padre Aldo Brunacci e la DELASEM di Assisi. Per questo impegno di solidarietà, il 16 luglio 1997, l'Istituto Yad Vashem di Gerusalemme ha conferito a don Federico Vincenti l'alta onorificenza dei giusti tra le nazioni[5] Il 20 giugno 1944, pochi giorni dopo l'abbandono della zona da parte dei soldati tedeschi, entrano in città, da Porta San Pietro, le truppe alleate britanniche. Il 24 settembre 1961, promossa dall'intellettuale antifascista Aldo Capitini, venne organizzata la prima Marcia per la pace Perugia-Assisi. Nel 1970, per i suoi motivi storici, viene scelta come capoluogo della Regione Umbria.

Anni 2000Modifica

Nel 2017 diventa la prima città italiana ad essere interamente cablata con la fibra ottica.

SimboliModifica

Gli animali-simbolo di Perugia sono il grifo ed il leone. Lo stemma della Città è costituito da uno scudo rosso coronato turrito a cui è sovrapposto un grifone rampante argenteo e coronato d'oro.

OnorificenzeModifica

La città di Perugia è la nona tra le 27 città decorate con Medaglia d'Oro come "Benemerite del Risorgimento nazionale" per le azioni patriottiche che ebbero luogo nella città nel periodo per l'indipendenza dallo Stato Pontificio.

  Città benemerita del Risorgimento nazionale
«A ricordare le eroiche gesta compiute dalla cittadinanza di Perugia nel 1859. Nel giugno del 1859 si consumarono le cosiddette "stragi di Perugia", una serie di asperrimi combattimenti fra i difensori della città, che si era ribellata al governo di Roma, e i reggimenti svizzeri, che riconquistarono successivamente le altre città ribelli dell'Umbria e delle Marche[6]

Monumenti e luoghi d'interesseModifica

«Ntra mille case di pietrame antico e di matóni scuriti da j’ anni, si giri pé gni borgo l sent amico e l cor s’ allegra e partono gli affanni.

Perugia è come n “cagio canestrato” piazzette, vicoli e scalinatelle s’ entréccion tra de loro e l su passato lontan se perde, forse, ntra le stelle.»

(Tosello Silvestri - I borghi de Perugia)

«Forse farò un favore al lettore dicendogli come dovrà trascorrere una settimana a Perugia. La sua prima cura sarà di non aver fretta, di camminare dappertutto molto lentamente e senza meta e di osservare tutto quello che i suoi occhi incontreranno.»

(Henry James, Transatlantic Sketches, 1875)

La Fontana MaggioreModifica

 
Archi a Via Maestà delle Volte

La Fontana Maggiore (1275-1278) è uno dei principali monumenti della città e di tutta la scultura medievale.

La fontana è costituita da due vasche marmoree poligonali concentriche sormontate da una tazza bronzea. Le due vasche poligonali concentriche sono decorate a bassorilievi finemente scolpiti da Nicola e Giovanni Pisano: in quella inferiore sono rappresentati i simboli e le scene della tradizione agraria e della cultura feudale, i mesi dell'anno con i segni zodiacali e le arti liberali, la bibbia e la storia di Roma; in quella superiore sono raffigurati nelle statue poste agli spigoli personaggi biblici e mitologici.

Arco Etrusco o di AugustoModifica

L'Arco Etrusco è la più grande e monumentale delle porte di accesso alla città vecchia, parte della cinta muraria etrusca (IV-III secolo a.C.) orientata verso nord, guarnita di poderosi bastioni laterali realizzati in blocchi megalitici di travertino (dimensione media cm 100x60 in facciata). Il contrafforte sinistro è sormontato da elegante loggia rinascimentale e ornato alla base di fonte seicentesca, a sua volta sormontata da due tipici falli etruschi. Nell'arco a tutto sesto è incisa la scritta "Augusta Perusia". Nel 2015, ad opera del mecenate e leader del cashmere italiano, Brunello Cucinelli si sono conclusi i lavori di restauro, che hanno portato alla luce alcune monete e la scritta della dedica da parte dell'imperatore Treboniano Gallo.

Rocca PaolinaModifica

Costruita tra il 1540 e il 1543 per volere di papa Paolo III e per punire i Perugini di essersi ribellati alla tasse sul sale, la Rocca Paolina ha rappresentato, fino al 1860, il simbolo del potere papale sull'antico comune. Su progetto di Antonio da Sangallo il Giovane e l'assistenza ingegneristica di Alessandro Tomassoni da Terni, l'imponente fortezza si estendeva in origine dalle attuali Piazza Italia a Largo Cacciatori delle Alpi. Oggi, dopo le demolizioni post-unitarie, restano gli imponenti sotterranei con i basamenti degli edifici medievali dell'antico borgo di Santa Giuliana e delle case dei Baglioni che, insieme alla Porta Marzia, vennero inglobati nella fortezza. Oggi la Rocca Paolina è attraversata da un percorso di scale mobili che collegano Piazza Partigiani a Piazza Italia, in centro.

Aree archeologicheModifica

  • Il Pozzo etrusco risale alla seconda metà del III secolo a.C. ed è stato in antichità la principale fonte di approvvigionamento idrico della città. Profondo circa 40 m, ha svolto anche la funzione di cisterna, e si trova in piazza Danti.
  • Il Mosaico di Orfeo e le fiere o di Santa Elisabetta è un'opera di maestranze romane del II secolo, sorgeva nei pressi delle antiche terme romane.
  • Strada romana di Piazza Cavallotti.
  • Sotterranei del Museo del Duomo.
  • Ipogeo di Villa Sperandio (II secolo a.C.).
  • L'Ipogeo dei Volumni è una tomba ipogea etrusca della seconda metà del II secolo a.C. Situata nella Necropoli del Palazzone (VI-V secolo a.C.) e localizzata nell'odierna frazione di Ponte San Giovanni, costituiva la tomba della famiglia di Arnth Veltimna Aules.
  • Tomba etrusca di San Manno (III secolo a.C.), nel quartiere Ferro di Cavallo.

Le mura di Perugia e la città vecchiaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Mura di Perugia.

Perugia possiede due cinte murarie: le mura etrusche sorsero tra il IV ed il III secolo a.C. e furono costruite in modo piuttosto unitario con uno sviluppo complessivo di circa km 3; la seconda cerchia di mura, di età medievale, raggiunse lo sviluppo di circa 9 km ed inglobò i borghi creatisi in corrispondenza delle cinque antiche porte.

Le Mura e le Porte etruscheModifica

  • L'Arco Etrusco o di Augusto rappresenta la più integra e monumentale delle porte etrusche cittadine. Costruito nella seconda metà del III secolo a.C., è costituito da una facciata attraversata da un solo fornice e da due torrioni trapezoidali.
  • La Porta Marzia costruita in travertino, fu smontata e ricostruita nel 1540 da Antonio da Sangallo per incastonarla nella muraglia della Rocca Paolina; presenta un arco a tutto sesto inquadrato da lesene con capitelli a rosetta centrale, sormontato da una balaustra scandita da quattro pilastri in stile italo-corinzio dalla quale sporgono cinque sculture: Giove tra i Dioscuri Castore e Polluce, e due cavalli alle estremità.
  • La Porta Trasimena, situata in via dei Priori, venne rifatta nel XIV secolo. Dell'originale porta etrusca rimane ben poco, l'arco è infatti ogivale e non più a tutto sesto, e la scultura di forma leonina è stata anch'essa aggiunta nel Medioevo.
  • Porta Sole era una delle più antiche porte d'ingresso di Perugia. Citata da Dante Alighieri nel Paradiso, aveva la sua collocazione originaria nel punto più alto della città, l'omonimo colle del Sole. Oggi non più esistente nella forma originaria, ne ha ereditato il nome l'Arco dei Gigli, situato in via Bontempi e ricostruito nel Medioevo. L'area venne fortificata nel XIV secolo, ma la cittadella militare fu abbattuta dopo una sommossa popolare nel 1376.
  • Arco della Mandorla o Porta Eburnea.
  • Arco di Sant'Ercolano o Porta Cornea.
  • Le mura sono ancora visibili in alcuni lunghi tratti (Verzaro, via Battisti, via Bartolo, Campaccio, Canapina), oltre che nei pressi delle porte sopra elencate. Poi sussistono visibili altri tratti minori, sia all'aperto che soprattutto nei piani interrati di molti edifici pubblici e privati sorti sopra di esse. Altri lunghi tratti non sono più visibili anche se ne è nota l'ubicazione, si tratta di porzioni o rimosse oppure particolarmente profonde. Le Mura etrusche si caratterizzano tutte per la consistenza in grossi blocchi squadrati (megaliti) di travertino, giustapposti senza uso di malta legante, a volte montati ad incastro mediante opportuna sagomatura delle superfici di contatto.

Le Porte e le Mura medievaliModifica

Lungo i 9 chilometri del perimetro murario si aprono numerose porte, alcune più antiche altre più recenti, alcune chiuse e riaperte o viceversa nella successione delle epoche. Elenchiamo solo le maggiori, tra cui le corrispondenti agli estremi dei cinque quartieri.

  • La Porta di Sant'Angelo è la più grande delle porte medievali delle mura di Perugia. Situata nel rione di Sant'Angelo, al termine di corso Garibaldi, si apre nel Cassero, fortificazione merlata inserita nella cinta urbica del XIV secolo. È orientata a nord.
  • La Porta di Corso Bersaglieri in cima all'omonima via, trecentesca, orientata verso est.
  • La Porta di San Pietro o Porta Romana, si trova alla fine di Corso Cavour, all'inizio di Borgo XX Giugno. La facciata esterna è stata realizzata in travertino da Agostino di Duccio e Polidoro di Stefano tra il 1475 ed il 1480, mentre la facciata interna è rimasta nelle forme medievali, con la caratteristica singolare di un doppio fornice. È orientata a sud verso la valle fertile e popolosa del Tevere.
  • Replica della precedente sullo stesso versante sud è la Porta di San Costanzo, di fine Cinquecento, posta a sistemazione dell'area del Frontone; sostituisce un'altra porta medievale ora interna all'Orto Medievale nel convento dell'abbazia di San Pietro.
     
    Orto medievale ai piedi di San Pietro
  • La porta di via delle Forze, corrispondente al quartiere di Porta Eburnea, ora costituita da un arco trecentesco; guarda a sud-ovest.
  • A servizio dello stesso quartiere bensì in direzione leggermente diversa si apre la Porta Crucia, cinquecentesca, ora al termine di via Eburnea.
  • La Porta di Santa Susanna, o Porta di Sant'Andrea, è situata in via della Sposa a coronamento del quartiere di S. Susanna, orientata verso est.
  • Porta Conca, appartenente al quartiere S. Angelo ma orientata ad ovest; trecentesca, in pietra calcarea ed arenaria. A questa porta è legata la presenza dei resti dell'acquedotto medievale della città (1280) recante acqua alla Fontana Maggiore dal Monte Pacciano distante circa km 5; nel 1835 l'acquedotto veniva dismesso della sua originaria funzione e riadattato a suggestivo percorso pedonale.
  • I lunghi tratti tra una porta e l'altra sono segnati dalla presenza delle tipiche "tele" di murazione medievale, in pietre di pezzature molto più piccola del muro etrusco, legate con malta di calce, di roccia calcarea o arenaria; mura alte e strette, adatte a resistere all'assalto militare del tempo che consisteva nella scalata dall'esterno all'arma bianca.
  • La buona conservazione delle mura medievali è dovuta al fatto che, finita la funzione militare nel volgere del Cinquecento, esse sono state usate fino al Novecento come efficace barriera daziaria.
  • Prima del definitivo perimetro medievale, si hanno notizie e lacerti di una prima murazione medievale più ristretta: se ne trovano segni inequivoci nell'"Arco dei Tei" nel largo di Porta Pesa e nell'"Arco di S. Elisabetta" sotto l'Università per Stranieri.
  • La Torre degli Sciri appartenuta all'omonima famiglia gentilizia, spicca nel paesaggio circostante per la forma squadrata e per il caratteristico colore chiaro della pietra utilizzata. È l'unica delle torri medievali ad essere rimasta integra in tutta la città, tra le molte decine che nei XII e XIII secoli distinguevano il rango delle maggiori famiglie, come testimoniato da molti dipinti e pure dall'epiteto di "Turrenia" che Perugia ebbe proprio per la numerosità delle sue torri. Le altre torri nel corso dei secoli sono state inglobate in edifici adiacenti o sono scomparse per crolli, distruzioni belliche o nuove edificazioni.
Interventi posterioriModifica
  • Il crocevia dei Tre Archi o Porta Santa Croce fu costruito nel 1857 durante un riassetto viario urbano.

PalazziModifica

  •  
    Sala dei Notari, a Palazzo dei Priori
    Il monumentale Palazzo dei Priori, ottimo esempio di palazzo pubblico dell'età comunale, fu edificato nella sua parte originaria tra il 1293 e il 1297, poi con due aggiunte medievali successive fino al 1443. Ultima aggiunta realizzata da Galeazzo Alessi nel Cinquecento. In stile gotico, vi si accede sia dal Corso Vannucci attraverso il portale trecentesco ornato dalle statue del grifo e del leone, sia dalla Piazza Maggiore (oggi IV Novembre) attraverso la notevole Sala dei Notari, aula medievale caratterizzata da grandi arconi e tutta affrescata, deputata all'assemblea popolare del libero Comune. È ancora oggi sede del Municipio. Alterato nei secoli della dominazione pontificia, fu restaurato dopo il 1860.
    • Al piano terra del Palazzo dei Priori è il Collegio del Cambio (XV secolo) impreziosito da bancali intarsiati in legno tra il XVI ed il XVII secolo. La Sala delle Udienze venne completamente affrescata da Pietro Perugino e dalla sua Scuola tra il 1498 ed il 1507.
    • Sempre al piano terra del Palazzo dei Priori è il Collegio della Mercanzia, sede dell'omonima corporazione medievale, è costituito da una sala rettangolare dalle pareti e dalle volte completamente rivestite in legno intarsiato. Al di sopra del tribunale è posto lo stemma della Mercanzia, un grifo dorato su una balla di panni.
  • Il Palazzo del Capitano del Popolo o di Giustizia venne realizzato tra il 1472 ed il 1481 dagli architetti Bartolomeo da Torgiano e dai lombardi Gasparino di Antonio e Leone di Matteo. È una struttura rinascimentale con qualche richiamo al gotico.
  • Palazzo della Vecchia Università (1490-1514), in piazza Matteotti, attualmente sede del Palazzo di Giustizia.
  • Palazzo degli Oddi Marini Clarelli, sito in via dei Priori, 84, fu edificato alla metà del XVI secolo e ampliato nel secolo XVIII. Conserva intatti tutti gli arredi e le suppellettili originali. Attualmente è adibito a casa museo e aperto al pubblico (ingresso a offerta libera) il lunedì pomeriggio e il venerdì mattina.
  • Palazzo Sorbello in Piazza Piccinino, tipica e integra dimora gentilizia del XVI secolo, dotata di museo e biblioteca aperte al pubblico.
  • Palazzo Gallenga Stuart, o Antinori (1748-1758), oggi sede dell'Università per Stranieri, è un palazzo dalla facciata in stile barocco, progettato dall'architetto Francesco Bianchi (architetto).
  • Palazzo Della Penna (XVI-XIX secolo), edificato sui resti di un anfiteatro romano (visibili in parte), già appartenuto alla famiglia dei Vibi, nell'Ottocento ospitò una Biblioteca ed una collezione di dipinti e disegni, oggi sede di un Museo.
  • Palazzo Sorbello, palazzo privato sede della Casa museo di Palazzo Sorbello, antica residenza della famiglia nobile Bourbon del Monte di Sorbello, poi Ranieri di Sorbello. Accedendo ai suoi sotterranei è possibile visitare il Pozzo etrusco.
  • Il Palazzo della Provincia venne edificato nel 1870 su disegno di Alessandro Arienti.
  • Palazzo Cesaroni, sede del Consiglio Regionale dell'Umbria, opera di Guglielmo Calderini, conserva il maggiore ciclo di affreschi in stile Liberty della città, realizzati da Annibale Brugnoli e Domenico Bruschi.
  • Palazzo Donini, sede della Giunta Regionale dell'Umbria, è un palazzo settecentesco realizzato dall'architetto Pietro Carattoli. Conserva un ciclo pittorico, "avventure, sventure e glorie" dell'antica Perugia, realizzato da Salvatore Fiume.
  • Palazzo Conestabile, oggi sede della Biblioteca Augusta.
  • Centro Direzionale di Fontivegge (1982-1986), complesso realizzato dall'architetto milanese Aldo Rossi.
  • Castello di Antognolla, antico maniero sito fuori della cerchia cittadina, alle pendici del Monte Tezio, ora proprietà privata.
  • Palazzo Murena, sede dell’Università degli Studi di Perugia.
  • Curia arcivescovile

TeatriModifica

  • Il Teatro Morlacchi (1777-1780), già Teatro del Verzaro, è il maggiore teatro della città. Progettato dall'architetto Alessio Lorenzini, si articola in una sala a ferro di cavallo con quattro ordini di palchi e un loggione.
  • Teatro del Pavone (1717-1723) è il primo teatro aperto al pubblico, costituito dai nobili perugini dell'Accademia del Casino. La struttura attuale è del 1765, su progetto dell'architetto Pietro Carattoli, con decorazioni di Carlo Spiridione Mariotti.
  • Teatro Turreno (1890-1891), realizzato su disegno dell'architetto Alessandro Arienti. Nel 1896 qui si ebbe la prima rappresentazione cinematografica della storia di Perugia. Nel 1953 venne riedificato su progetto dell'architetto Pietro Frenguelli come cineteatro e raggiunge una capienza di 2000 posti[7].
  • Teatro Bertold Brecht (2009), si trova nel quartiere di San Sisto e ospita spettacoli di teatro contemporaneo e per ragazzi.
  • Teatro della Penna, nel quartiere storico di Porta S. Angelo.
  • Teatro Figura, dei Burattini e delle Marionette, nel quartiere storico di Porta S. Pietro.
  • Teatro Franco Bicini o del Cortone, nella omonima via del quartiere S. Pietro.
  • Teatro di Sacco, in piazza Giordano Bruno, quartiere S. Pietro.

Architetture religioseModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Chiese di Perugia.
 
Interni del Duomo di San Lorenzo
 
Interni della Basilica di San Pietro
 
Interni della Chiesa di San Filippo Neri
 
Deposizione dalla croce, Federico Barocci (Cattedrale di San Lorenzo)
  • La cattedrale di San Lorenzo venne realizzata tra il 1345 ed il 1490. Il rivestimento esterno non fu mai completato. All'interno, del tipo Hallenkirche, è conservato il Sacro Anello, la reliquia dell'anello nuziale della Vergine Maria. La più importante opera conservata nel duomo è la Deposizione dalla croce di Federico Barocci del 1569.
  • La Basilica di San Domenico, fondata nel 1304 e ampiamente ricostruita su disegno di Maderno nel XVII secolo, è la più grande struttura religiosa di tutta l'Umbria. Autentico capolavoro della scultura del XIV secolo, conservato nella basilica, è il monumento funebre a Benedetto XI. Di notevole pregio è anche il coro ligneo della fine del XV secolo e la vetrata absidale del 1411, la seconda in Italia per grandezza (m 22x8) dopo quella del duomo di Milano. Sopra le volte e sotto le due falde del tetto sussistono le singolari "soffitte di S. Domenico", ampi vani di risulta della ricostruzione Seicentesca, ricche di suggestioni e reperti della originaria struttura gotica, con accesso diretto al poderoso campanile (XVI sec) con vista panoramica estesa dalla Romagna all'Abruzzo, dalle Marche alla Toscana.
  • La Basilica di San Pietro venne edificata intorno al 996 sopra la precedente cattedrale, la prima sede vescovile di Perugia, esistente sin dal VII secolo.
    L'entrata della chiesa è sul lato sinistro del chiostro seicentesco. Domina la basilica il campanile poligonale, costruito nel 1463-68 a linee gotiche fiorentine.
 
Affresco di Raffaello e Perugino, Cappella di San Severo

Maggiori vie e piazze storicheModifica

Vie e corsiModifica

  • Corso Vannucci è la via principale di Perugia: secondo l'antico assetto viario etrusco romano ricalca infatti il percorso del cardo decumanus, unendo il Colle del Sole al Colle Landone. A partire dalla seconda metà del Novecento il corso è stato completamente pedonalizzato.
  • Corso Cavour, di origine medievale, forma un unico percorso con il Borgo XX Giugno e insieme costituiscono la più lunga strada piana del centro di Perugia e il fulcro del cosiddetto Borgobello.
  • Corso Bersaglieri.
  • Via dei Priori e Via della Sposa.
  • Via Bontempi e Via del Roscetto.
  • Via Bonazzi e Via Caporali.
  • Via Oberdan e Via Marzia.
  • Via della Cupa e Via delle Forze.
  • Via Baglioni.
  • Corso Garibaldi e Via del Tempio.
  • Via Ritorta.

Piazze e larghiModifica

  • Piazza IV Novembre, già Platea Magna (Piazza Grande) o Platea Communis.
  • Piazza Morlacchi e Piazza Cavallotti.
  • Piazza Danti
  • Piazza Giordano Bruno.
  • Piazza Rossi Scotti e Piazza Biordo Michelotti.
  • Piazza della Repubblica
  • Piazza Italia.
  • Piazza Matteotti.
  • Piazza Piccinino.
  • Piazza del Duca.
  • Piazza Fortebraccio (già Piazza Grimana).
  • Piazza Domenico Lupattelli.
  • Piazza dell'università.
  • Piazza di S. Francesco al Prato.
  • Piazza del Circo.
  • Piazza di Monteluce.
  • Largo Cacciatori delle Alpi.
  • Piazza Nuova (già Piazza del Bacio).
  • Piazza Vittorio Veneto.

Parchi e aree verdiModifica

 
Giardini Carducci
  • Giardini Carducci
  • Giardini del Frontone
  • Orto Medievale (San Pietro)
  • Nuovo Orto Botanico (Via Romana)
  • Giardini del Pincetto.
  • Giardini di Santa Giuliana.
  • Giardini della Cupa.
  • Giardini della Canapina e della Cupa
  • Parco di S. Anna
  • Parco di S. Angelo
  • Parco di S. Margherita
  • Parco della Pescaia (ex Parco della Verbanella)
  • Parco Chico Mendez (via Cortonese)
  • Percorso Verde di Pian di Massiano
  • Città della Domenica, primo Parco Divertimenti in Italia (1964)
  • Percorso Verde sul Tevere di Ponte Felcino, di Ponte Valleceppi, di Ponte Pattoli
  • Parco di Monte Tezio

SocietàModifica

Evoluzione demograficaModifica

Dall'Unità d'Italia ad oggi l'evoluzione demografica nel comune appare in crescita costante. A partire dagli anni cinquanta la crisi della mezzadria che caratterizza le campagne umbre e il conseguente fenomeno dell'urbanesimo comporta un boom demografico e al censimento del 1961 viene superata la soglia dei 100.000 abitanti. Complessivamente, tra il 1951 e il 1971 la popolazione residente nel comune si accresce di oltre un terzo passando da 95 a 130 000 abitanti. Dopo il 2001 si è avuto un altro grande incremento della popolazione residente, che ha superato le 160.000 unità alla fine del 2008, supportato da consistenti fenomeni migratori.

La popolazione residente nel comune di Perugia al 31 dicembre 2006[8] è costituita al 48% da maschi ed al 52% da femmine. Le famiglie sono 66.509 (con un numero medio di 2,4 componenti) e le convivenze registrate sono 118.

Per quel che concerne la struttura per età della popolazione, l'indice di dipendenza è pari a 52,2, in linea con la media nazionale, mentre l'indice di vecchiaia, 163,5, è molto alto, e si assesta ben al di sopra della media nazionale (139,9), in quanto la popolazione di età pari o maggiore ai 65 anni costituisce il 21% del totale.

Tuttavia, Perugia mantiene un aspetto di città giovane grazie all'apporto della popolazione studentesca universitaria, che per gran parte dell'anno accresce il numero degli abitanti di circa 30.000 unità.[9] Inoltre, soprattutto grazie ad una maggiore natalità nelle famiglie composte da immigrati, la popolazione di età inferiore ai 5 anni è in forte crescita.

Abitanti censiti[10]

 

Etnie e minoranze straniereModifica

La popolazione straniera residente nel comune di Perugia ammonta a 20.643 unità [11] su un collettivo di 166.134 abitanti censiti [12], pari al 12,43% del totale, percentuale nettamente superiore a quella rilevata a livello nazionale. Le nazionalità presenti sono 134 e le macroregioni maggiormente rappresentate sono l'Europa orientale e sudorientale da cui provengono oltre il 45% degli immigrati, seguite dall'America latina con circa il 17%. I principali Paesi di origine degli stranieri censiti nel comune di Perugia, sono:

  1. Romania: 3.510
  2. Albania: 2.358
  3. Ecuador: 2.048
  4. Marocco: 1.527
  5. Ucraina: 1.139
  6. Perù: 1.015
  7. Cina: 890
  8. Filippine: 803
  9. Moldavia: 802
  10. Costa d'Avorio: 617
  11. Polonia: 469
  12. Nigeria: 467
  13. Camerun: 447
  14. Tunisia: 435
  15. Macedonia: 346
  16. Algeria: 280
  17. Bulgaria: 240
  18. Iran: 186
  19. Colombia: 154
  20. Russia: 138
  21. Bangladesh: 135
  22. Germania: 128
  23. Brasile: 124
  24. Grecia: 112
  25. Francia: 97
  26. Regno Unito: 93
  27. Congo: 92
  28. Spagna: 86
  29. Libia: 84
  30. India: 73

CriminalitàModifica

La città di Perugia è considerata uno dei crocevia italiani del traffico di stupefacenti[13][14][15][16], in particolare eroina e cocaina, secondo i dati forniti dalla relazione della Direzione Nazionale Antimafia del 2011[17]. Il capoluogo umbro, negli anni che vanno dal 2007 al 2013, ha avuto un elevatissimo rapporto decessi per overdose/popolazione in Italia (cinque volte superiore alla media nazionale), collocandosi tra i primi posti anche a livello europeo.[18][19] Negli anni successivi la situazione subisce un'importante inversione di tendenza, soprattutto sul fronte dei decessi per droga [20]

CulturaModifica

IstruzioneModifica

BibliotecheModifica

UniversitàModifica

L'Università degli Studi di Perugia fu una tra le prime libere università sorte in Italia, eretta a Studium Generale l'8 settembre 1308. Un'istituzione che educava alle arti della medicina e della legge esisteva comunque sin dagli inizi del Duecento, finanziata dal Comune di Perugia. Oggi conta più di 34.000 iscritti[23] distribuiti in sedici facoltà, tre scuole di specializzazione e tre master di perfezionamento.

L'Università per stranieri nata nel 1925 è la più antica in Italia del genere: orientata a studenti europei e degli altri continenti, è specializzata nell'insegnamento e la diffusione della lingua e della civiltà italiane in tutte le loro forme, come l'arte e la cultura. Conta circa 8.000 studenti.

Altre istituzioni culturaliModifica

 
Museo archeologico nazionale dell'Umbria
  • Accademia di Belle Arti Pietro Vannucci, fondata nel 1573
  • Conservatorio di Musica Francesco Morlacchi
  • Archivio di Stato di Perugia
  • Scuola nazionale di Giornalismo, Villa Bonucci Ponte Felcino
  • Fondazione ONAOSI, Opera Nazionale Assistenza Orfani Sanitari Italiani
  • Università dei Sapori
  • "Scuola del cioccolato"[24]
  • Umbra Institute
  • Università della Terza Età
  • Fondazione Cassa di Risparmio
  • Fondazione Uguccione Ranieri di Sorbello
  • Fondazione Marini-Clarelli-Santi
  • Complesso di S. Domenico (Museo Archeologico, Archivio di Stato e Biblioteca Domenicana)
  • Complesso di S. Pietro (Facoltà di Agraria, Osservatorio Sismico, Biblioteca Benedettina, Orti Botanici)

MuseiModifica

 
Polittico di Sant'Antonio, Piero della Francesca (Galleria Nazionale dell'Umbria)
 
Pietro Perugino Adorazione dei Magi

CucinaModifica

La cucina perugina, come gran parte della cucina tradizionale umbra, si basa sui prodotti agricoli e dell'allevamento locale e comprende diverse pietanze a base di cacciagione. Si tratta di una cucina semplice che tende ad esaltare il gusto delle materie prime.

Il pane caratteristico della città di Perugia (come nel resto della regione) è simile al pane toscano e marchigiano, ovvero sciapo: la tradizione sciapa viene fatta risalire alla cosiddetta guerra del sale, in ribellione alla tassa imposta da Paolo III nel 1531 per l'uso del sale. Con fette di pane intere abbrustolite, strofinate con uno spicchio d'aglio, un pizzico di sale e poi condite con olio extravergine d'oliva si prepara la tipica bruschetta. Focaccia caratteristica del territorio, a Perugia e nel resto della provincia, è la torta al testo.

Fra i primi degni di nota gli gnocchi di patate al sugo d'oca, le tagliatelle al ragù con rigaglie di pollo e i cappelletti in brodo.

Per quanto concerne i secondi, tipicamente perugini sono il piccione arrosto ripieno e in carrozza, la porchetta di maiale, e gli arrosti misti alla brace.

L'erba, ovvero diverse erbe campestri selvatiche lessate e ripassate in padella con olio e aglio, rappresenta il contorno più tradizionale.

I dolci tipici sono il torcolo di San Costanzo, caratteristico per i festeggiamenti del Patrono (29 gennaio), a forma di ciambella con pinoli, semi di anice, uvetta e canditi, e la ciaramicola, un torcolo con mollica rosata e crosta meringata bianca, dolce tipicamente pasquale. Biscotto tipico per il periodo della Commemorazione dei Defunti (2 novembre), sono le fave dei morti, a base di pasta di mandorle. Frappe e strufoli sono i dolci tipici del carnevale

EventiModifica

 
Jazz Band per le strade di Perugia durante Umbria Jazz
  • Umbria Jazz: è la più importante rassegna di Jazz in Italia e una delle più importanti al mondo, il festival cade nel mese di luglio dal 1973.
  • Eurochocolate: la kermesse europea del cioccolato, si svolge in ottobre dal 1993.
  • Marcia per la pace Perugia-Assisi, con cadenza biennale, si svolge solitamente in ottobre dal 1961.
  • Festival internazionale del giornalismo, si svolge ogni anno in aprile dal 2008.
  • Fiera dei Morti: una grande fiera popolare che si tiene la prima settimana di novembre sin dal Medioevo. Anticamente si svolgeva in centro, a partire dagli anni settanta del XX secolo si svolge nella vasta area del parcheggio di Pian di Massiano.
  • Bagliori d'autore, rassegna letteraria iniziata nel 2005, si svolge per circa una settimana a febbraio/marzo, con un'edizione parallela a Milano ed eventi a Roma, Terni, Assisi, Macerata.
  • Luminaria di Costanzo di Perugia, ricorre l'ultimo lunedì di gennaio.
  • Carnevale di Perugia, manifestazione con carri allegorici e travestimenti.
  • Palio di Perugia 1416, evento rievocativo in cui si celebra l’ingresso trionfale di Braccio Fortebracci da Montone a Perugia. Le competizioni in cui gareggiano i Rioni: il Tiro del giavellotto, la Mossa alla torre, il Corteo storico e la Corsa del drappo. Si svolge dal 2016 nel mese di giugno.

Geografia antropicaModifica

QuartieriModifica

Porta Sole, Porta Sant'Angelo, Porta S. Susanna, Porta Eburnea, Porta S. Pietro, Porta Pesa, Monteluce, Filosofi, Fontivegge, Elce, Cupa, Pallotta, Piscille, Montebello, San Vetturino, Sant'Erminio, Cavalabreccia, Oliveto, Montegrillo, Ponte d'Oddi, San Marco, S. Lucia, Case Bruciate, Cortonese, Madonna Alta, Settevalli, Ferro di Cavallo, Olmo, Prepo.

CircoscrizioniModifica

 
La vecchia suddivisione in circoscrizioni del territorio del comune di Perugia

Il comune di Perugia era suddiviso in 13 circoscrizioni, comprendenti più quartieri e frazioni:

 
Abbazia dei "sette frati" a Piegaro

In base alla legge finanziaria del 2008, il numero delle circoscrizioni doveva essere ridotto (una Circoscrizione ogni 30 000 abitanti). La Giunta comunale, valutando la popolazione di Perugia 161.944 abitanti (al 1º gennaio 2007, Istat), propose 5 Circoscrizioni. L'opposizione presentò ricorso in quanto, secondo la loro interpretazione della legge, il numero degli abitanti doveva essere riferito all'ultimo censimento (21 ottobre 2001) che, con meno di 150 000 abitanti, avrebbe "concesso" solo 4 Circoscrizioni[25].

Il 10 febbraio 2009 il deputato Pietro Laffranco presentò al Ministero competente un'interrogazione a risposta scritta sulla vicenda. In particolare si riferiva ai parametri di applicazione (numero dei residenti) unico elemento necessario per procedere alla riforma delle Circoscrizioni. Il Ministero dell'interno fornì, il 30 marzo, una risposta scritta, secondo la quale Il parametro per il calcolo della popolazione residente, in base al quale stabilire il numero massimo delle Circoscrizioni da istituire, è quello desumibile dai risultati dell'ultimo censimento ufficiale, ossia del 21 ottobre 2001; tale risposta fu ritenuta dai rappresentanti del centrodestra, inequivocabile.

Il Ministero comunicò al Prefetto di Perugia la situazione, con invito ad informare il Sindaco ed il Consiglio Comunale dell'orientamento, segnalando, inoltre che appariva complicato, visti i tempi, procedere ad una tempestiva convocazione dei comizi elettorali per procedere nel giugno 2009 anche alle elezioni circoscrizionali[26].

Per questo motivo, alle elezioni amministrative del 2009, non si votò per il rinnovo delle Circoscrizioni che, di fatto, vennero considerate "decadute" nelle loro attività e competenze.

FrazioniModifica

Bagnaia, Boneggio, Bosco, Casaglia, Capanne, Casa del Diavolo, Castel del Piano, Cenerente, Civitella Benazzone, Civitella d'Arna, Collestrada, Colle Umberto I, Cordigliano, Colombella, Farneto, Fontignano, Fratticiola Selvatica, La Bruna, Lacugnano, Lidarno, Migiana di Monte Tezio, Monte Bagnolo, Montelaguardia, Monte Petriolo, Mugnano, Parlesca, Pianello, Piccione, Pila, Pilonico Materno, Poggio delle Corti, Ponte Della Pietra, Ponte Felcino, Ponte Pattoli, Ponte San Giovanni, Ponte Rio, Ponte Valleceppi, Pretola, Ramazzano-Le Pulci, Rancolfo, Ripa, Resina, San Fortunato della Collina, San Giovanni del Pantano, Santa Maria Rossa, San Marco, San Martino dei Colli, San Martino in Campo, San Martino in Colle, San Sisto, Sant'Andrea d'Agliano, Sant'Andrea delle Fratte, Sant'Egidio, Sant'Enea, Sant'Orfeto, Solfagnano, Villa Pitignano.

Altre località del territorioModifica

Boneggio, Colle della Trinità, Monte Malbe, Monte Morcino, Monte Pulito, Monte Vile, Pieve di Campo.

EconomiaModifica

Le imprese registrate nel comune di Perugia al 31 dicembre 2006[27] appartengono prevalentemente al macrosettore d'attività dei Servizi (63%). Il comparto Industria (27,1%) è incentrato soprattutto nei settori del tessile abbigliamento e alimentare dolciario. Le imprese che si riconducono all'Agricoltura sono il 9,9% del totale. Il Prodotto Interno Lordo, indicatore della ricchezza prodotta in un anno, è pari a 25.500 € pro capite (2004), e con questo dato la città si piazza al di sopra per il 25% della media nazionale[28].

L'attività industriale, che ha avuto il suo picco negli anni settanta (42% della forza lavoro), vede ora rimaste solo alcune realtà importanti, come le industrie dolciarie Nestlé-Perugina e Piselli, l'industria tessile Luisa Spagnoli e comparto del Cachemire, l'industria meccanica e grafica, e da un buon numero di imprese medio-piccole dislocate nelle numerose zone industriali di periferia (via Settevalli e S. Andrea delle Fratte) e delle frazioni (San Sisto, Santa Sabina, Ponte San Giovanni e Ponte Felcino, etc.).

Nell'ultimo ventennio forte sviluppo ha avuto il commercio di grande distribuzione che, frammisto alle zone industriali, ha concorso potentemente allo strutturarsi della odierna "città diffusa", con grave sofferenza per il centro storico.

Tra le attività più tradizionali e diffuse vi sono quelle artigianali, come le rinomate lavorazioni dei tessuti, orafa e del legno, quest'ultima finalizzata alla produzione di mobili, di numerosi attrezzi e di giocattoli.[29] Sono rinomati anche i laboratori di intarsio, di intaglio, di scultura e di ebanisteria, oltreché le produzioni di maschere e di abbigliamento per attività artistiche.

Infrastrutture e trasportiModifica

StradeModifica

Perugia è servita da tre principali arterie: il raccordo autostradale 6 Bettolle-Perugia, la SS 3 bis (anche nota come E45), e la Perugia-Ancona, facente parte del Quadrilatero Umbria-Marche.

FerrovieModifica

Il comune di Perugia è servito dalla linea RFI Foligno-Terontola e dalla linea FCU Sansepolcro-Terni, che proprio a Perugia possiede una breve diramazione a servizio della stazione di Perugia Sant'Anna.

Ferrovie dello StatoModifica

 
La stazione FS di Fontivegge

Le stazioni RFI sono:

  • Perugia Fontivegge (è la stazione principale, serve l'area urbana, ed è in connessione con l'omonima fermata del Minimetrò);
  • Perugia Ponte San Giovanni (nodo di scambio con la FCU, serve 5 diverse direttrici);
  • Perugia Capitini (di fronte all'omonimo centro congressi, serve lo stadio Curi ed il terminal di valle del Minimetrò);
  • Perugia Silvestrini (serve il polo ospedaliero, I dipartimenti universitari di Medicina e la frazione di San Sisto);
  • Perugia Università (serve i Dipartimenti di Ingegneria ed il quartiere Santa Lucia).

Ferrovia Centrale UmbraModifica

 
La stazione FCU di Sant'Anna

La Ferrovia Centrale Umbra, in gestione a Busitalia-Sita Nord, dispone di diverse stazioni e fermate nel territorio comunale di Perugia, sia nella periferia della città che nelle frazioni.

Le principali stazioni di Perugia servite dalla Ferrovia Centrale Umbra sono:

Sono presenti anche altre stazioni ferroviarie all'interno del comune di Perugia a servizio delle omonime frazioni e quartieri: Solfagnano-Parlesca, San Bartolomeo-Resina, Ponte Pattoli-Civitella Benazzone, Ramazzano-Passo dell'Acqua, Villa Pitignano, Ponte Felcino, Pretola, Ponte Valleceppi (attualmente soppressa), Balanzano, San Martino in Campo-Torgiano.

AeroportiModifica

 
Aeroporto internazionale "San Francesco d'Assisi"

Perugia è servita dall'Aeroporto di Perugia, situato a 12 km ad est dalla città, nella frazione Sant'Egidio.

Nel 2011, nell'ambito delle celebrazioni per i 150 anni dell'unità d'Italia, per i quali l'aeroporto di Perugia è stato designato tra le strutture di missione, è stato completamente riammodernato con un nuovo terminal su progetto dell'architetta Gae Aulenti[30].

Mobilità urbanaModifica

Nel 1899 fu attivata una linea tranviaria che collegava la centrale piazza Danti con la stazione di Fontivegge[31], sostituita nel 1943 da un impianto filoviario, questi ultimi in servizio fino al 1975.

Alla rete di autolinee in esercizio, in carico ad Umbria Mobilità, la cui proprietà nel 2014 è stata interamente rilevata da Busitalia-Sita Nord, si aggiunge una serie di percorsi meccanizzati per facilitare l'accesso al centro storico, costituiti da sistemi di scale mobili, prima all'interno della Rocca Paolina (1983), poi alla Cupa-Pellini (1989) e infine al Piazzale Europa (1993), fra cui un ascensore pubblico (al Pincetto) attivo dal 1971[32]. Parallelamente a questi interventi, l'accesso automobilistico al centro storico veniva regolamentato con l'istituzione di una zona a traffico limitato, la prima nel 1971 interessante il solo Corso Vannucci, poi ampliata nel 1986 all'acropoli etrusco-romana, e infine nel 2001 a quasi tutto il centro storico. I trasporti interregionali sono invece gestiti dalla Società Umbro Laziale Gestione Autolinee (SULGA).

 
Fermata Cortonese
 
Incrocio tra due carrozze del Minimetrò

MinimetròModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Minimetrò.

Il 29 gennaio 2008 venne inaugurato un sistema di trasporto automatizzato su sede propria denominato Minimetrò, realizzato in gran parte su sede sopraelevata, ma che comprende tratti anche sotterranei in prossimità del centro storico, che collega la zona di Pian di Massiano con l'acropoli, attraversando la porzione sud-occidentale dell'area urbana.

Il tracciato segue un percorso di 3,022 km, si sviluppa su due capolinea e cinque stazioni intermedie, attraversando due gallerie. Il tracciato va dalla fermata di Pian di Massiano fino al centro di Pincetto. Dal capolinea centrale, denominato "Pincetto", si accede al centro storico mediante tre scale mobili sotterranee.

AmministrazioneModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Sindaci di Perugia.

Dal periodo repubblicano (1946), Perugia è stata guidata dal Partito Socialista Italiano, e fino al 2014 da giunte di centro-sinistra, quando, per la prima volta dopo 70 anni, viene eletta una giunta di centro-destra, guidata dal forzista Andrea Romizi. La sede del sindaco è Palazzo dei Priori.

ConsolatiModifica

La città di Perugia è sede dei seguenti Consolati:

GemellaggiModifica

Perugia è gemellata con:

SportModifica

BaseballModifica

In forte espansione, il baseball perugino conta di 5 squadre principali: la Fortebraccio Baseball Perugia, la Libertas Baseball Perugia, il Perugia Baseball Club, il CUS Unistra Perugia (la squadra dell'Università per Stranieri di Perugia) e la Amatori Libertas Perugia.

BasketModifica

Il Perugia Basket è nato nel 2005. Milita in Serie C regionale, dopo aver raggiunto come suo apice la Divisione Nazionale A a cavallo degli anni duemila e duemiladieci.

CalcioModifica

In ambito maschile, la più importante formazione calcistica della città è l'AC Perugia Calcio. Fondata nel 1905, è stata successivamente rifondata nel 2005 e poi ancora nel 2010, dopo due fallimenti dovuti a problemi di tipo economico-finanziario. Dalla stagione 2014-2015 milita in Serie B. In Italia, la squadra ha disputato 13 campionati di Serie A con buoni piazzamenti, fino a raggiungere, guidata dal presidente Franco D'Attoma, il secondo posto in massima serie nell'annata 1978-1979, diventando al contempo la prima formazione a chiudere un torneo di Serie A senza subire sconfitte: da quest'imbattibilità, e per la seconda piazza in campionato, quella squadra è conosciuta come Perugia dei miracoli. In campo internazionale, ha partecipato per due volte alla Coppa UEFA, nel 1979-1980 e nel 2003-2004, quest'ultima grazie alla vittoria della Coppa Intertoto nel 2003, primo trofeo UEFA vinto dalla società.

Vi è inoltre una seconda squadra cittadina, l'ASD Pontevecchio della frazione di Ponte San Giovanni. Nata nel 1945, ha ottenuto come maggior risultato la conquista della Coppa Italia Dilettanti nell'annata 2006-2007. Dal 2014-2015 milita in Eccellenza dopo aver raccolto 13 partecipazioni alla Serie D, massima categoria raggiunta nella sua storia.

In città è praticato anche il calcio a 5 grazie al Perugia C5, formazione sorta nel 1996 che, nel suo palmarès, vanta la conquista nel 2005 di uno scudetto e di una Supercoppa italiana; a ciò si aggiungono inoltre alcuni titoli nelle categorie minori, e una partecipazione europea alla Futsal Cup nell'annata 2005-2006. Inattiva dal 2008 al 2012, la squadra è ritornata in vita grazie al Truffarelli C5, altra società perugina che ne ha acquisito il titolo sportivo. Dal 2012-2013 milita in Serie C1.

Per quanto concerne il calcio femminile, dal 1992 è presente nel capoluogo umbro l'AFD Grifo Perugia, squadra che dalla stagione 2014-2015 milita nel campionato nazionale di Serie B.

PallavoloModifica

In campo maschile, la città si è affacciata per la prima volta nel massimo campionato nazionale all'inizio degli anni duemila, col Perugia Volley che, nato nel 2001, ha militato in Serie A1 dal 2002 al 2010, vincendo la Challenge Cup 2009-2010 e raggiungendo la finale scudetto nella stagione 2004-2005. Nel 2010, tale squadra ha cambiato denominazione in Umbria Volley e si è trasferita a San Giustino; nello stesso anno è arrivata nel capoluogo umbro una nuova società, la Sir Safety Umbria Volley (originariamente nata a Bastia Umbra nel 2001), che dal 2012 milita in A1.

In campo femminile, la città vantava una delle più titolate formazioni d'Italia e d'Europa, la Sirio Perugia, con un palmarès che comprendeva tra gli altri tre scudetti e due Champions League, oltre a vari trofei in ambito nazionale e internazionale; la società, fondata nel 1970, si è sciolta nel 2011. Nello stesso anno, è nata un'omonima formazione che ne ha ereditato il titolo sportivo, attualmente militante nel campionato di Prima Divisione.

PallanuotoModifica

Perugia ha due squadre (maschili) la L.R.N. Perugia e la Gryphus le due squadre giocano nel campionato regionale di Serie C (Umbria-Marche). La L.R.N. Perugia ha inoltre una squadra femminile che gioca nel campionato di Serie B.[senza fonte]

RugbyModifica

Il principale club di Rugby cittadino è il Cus Perugia Rugby, la cui prima squadra milita in Serie A, mentre la seconda milita in Serie C2. Inoltre è anche presente una squadra femminile, Donne Etrusche, anch'esse militanti in Serie A femminile.[senza fonte]

Arti marzialiModifica

Le arti marziali a Perugia sono presenti dagli anni sessanta con le tecniche cinesi, a cui ha fatto seguito il judo. In un secondo momento sono approdate anche karate contact (chiamato successivamente kickboxing), karate, taijiquan, jūjutsu, kendō, aikidō, taekwondo e, in questi ultimi anni, il krav maga.

Nel 2014 Jessica Scricciolo, in forza al Gruppo Sportivo Ju-Jitsu Perugia, ha conquistato il titolo di Campionessa Mondiale nella specialità Fighting System, ,55 kg. Nel marzo 2015 al Campionato Mondiale di Grecia (J.J.I.F.) Andrea Calzoni (Gruppo Sportivo Ju-Jitsu Perugia) ha conquistato la medaglia d'oro nel Ne-Waza (U21,56 kg) e di bronzo nel Fighting System.

Impianti sportiviModifica

Centro sportivo di Pian di MassianoModifica

NoteModifica

  1. ^ Augusto Ancillotti, Pane di Farro, Edizioni Jama Perugia, p. 292.
  2. ^ Caro Viario, Maria Rita Zappelli, Guerra Edizioni, 1999
  3. ^ Il punto in cui le truppe piemontesi riuscirono a penetrare nella cerchia muraria della città è la Porta S.Antonio, che si trova nella parte alta di Corso Bersaglieri, all'incrocio con Viale S.Antonio. Sopra l'arco una lapide ricorda l'episodio, e un monumento raffigurante un bersagliere è stato posto accanto alla porta stessa. Il nome stesso di Corso Bersaglieri fu dato alla via (che in precedenza era Borgo S.Antonio) in omaggio al reparto dell'esercito che per primo entrò in città. Un secondo varco utilizzato dalle truppe piemontesi per penterare in città fu quello di Porta S.Margherita, fra via XIV Settembre e via Snella. Accanto all'arco una lapide ricorda il fatto, e la via sottostante, infatti, ha preso il nome proprio di via XIV Settembre in memoria della storica giornata. Un'altra via, a ridosso del centro storico di Perugia, è stata intitolata al generale Manfredo Fanti che nell'occasione comandava le truppe.
  4. ^ ARTE ITALIANA DEL, su www.artefascista.it. URL consultato il 17 gennaio 2017.
  5. ^ Israel Gutman, Bracha Rivlin e Liliana Picciotto, I giusti d'Italia: i non ebrei che salvarono gli ebrei, 1943-45 (Mondadori: Milano 2006), pp.237-38.
  6. ^ Onorificenze della Presidenza della Repubblica, su quirinale.it.
  7. ^ Ottorino Guerrieri. Il Teatro Turreno in Perugia. Rivista Augusta Perusia, 1954
  8. ^ Statistiche demografiche al 31 dicembre 2006, ISTAT Statistiche demografiche ISTAT .
  9. ^ Stima del numero di posti letto richiesti da studenti fuori sede al 2001 Piano Perugia – Europa 2003-2013, dinamiche demografiche Archiviato il 27 settembre 2007 in Internet Archive..
  10. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  11. ^ Statistiche demografiche ISTAT al 1 gennaio 2016, su demo.istat.it.
  12. ^ Statistiche demografiche al 31 dicembre 2015, ISTAT Statistiche demografiche ISTAT
  13. ^ Perugia. Presidente Corte d'Appello: siamo crocevia stupefacenti – fuoriluogo.it
  14. ^ Droga/ Bocci (Pd) interroga il ministro sulla situazione di Perugia
  15. ^ Escalation Overdosi In Umbria. Radicali: Servono Nuovi Strumenti Per Ridurre Il Danno Archiviato il 28 settembre 2013 in Internet Archive.
  16. ^ La dura realtà e il riscatto che Perugia merita Archiviato il 12 marzo 2013 in Internet Archive.
  17. ^ Allarme dell'antimafia: Perugia crocevia del traffico e dello spaccio di droga | Giornale dell'Umbria Archiviato il 27 maggio 2012 in Internet Archive.
  18. ^ L'Umbria cuore nero d'Italia per le morti di overdose Archiviato il 13 settembre 2011 in Internet Archive.
  19. ^ Inchiesta La7 su droga a Perugia, Boccali replica "Allarme eroina non sottovalutato. Mancano fondi"- Video La7
  20. ^ [http:https://cityjournal.it/2017/12/furti-spaccio-e-overdose-in-calo-il-bilancio-del-2017-nei-dati-della-polizia/Furti, spaccio e overdose in calo: il bilancio del 2017 nei dati della polizia]
  21. ^ Perugia: nasce la biblioteca della cooperazione in memoria di Giorgio Basili
  22. ^ Marisa Alunni, Arcs Legacoop Umbria: Inaugurata a Perugia la Biblioteca della Cooperazione Giorgio Basili, 30 maggio 2014
  23. ^ Dati dell'ufficio di statistica del MUR 2006
  24. ^ Cfr. il sito della Perugina Archiviato il 24 dicembre 2010 in Internet Archive.
  25. ^ Articolo su Corriere dell'Umbria Archiviato l'11 gennaio 2012 in Internet Archive.
  26. ^ Risposta del Ministero al Pdl [collegamento interrotto], su asca.it.
  27. ^ Istat
  28. ^ Rur-Censis, 2004
  29. ^ Atlante cartografico dell'artigianato, vol. 2, Roma, A.C.I., 1985, p. 13,14.
  30. ^ Aeroporto internazionale dell'Umbria Perugia S.Egidio – Struttura di Missione per le celebrazioni dei 150 anni dell'Unità d'Italia[collegamento interrotto]
  31. ^ Perugia al passaggio del secolo. La prima fase modernizzante fra Otto e Novecento. Editoriale Umbra, AA VV. Perugia, 2000.
  32. ^ Comune di Perugia, Dalle scale mobili al minimetrò
  33. ^ (EN) Città gemellate con Bratislava dal suo sito ufficiale, su bratislava-city.sk. URL consultato il 26 ottobre 2013 (archiviato dall'url originale il 4 agosto 2012).
  34. ^ (RO) Città gemellate dal sito di Costanza, su primaria-constanta.ro. URL consultato il 26 ottobre 2013 (archiviato dall'url originale il 26 luglio 2014).
  35. ^ Città gemellate dal sito di Perugia, su comune.perugia.it. URL consultato il 2 settembre 2014 (archiviato dall'url originale il 18 giugno 2015).

BibliografiaModifica

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  • Pompeo Pellini, Dell'historia di Perugia, Venezia 1664 (ristampa anastatica: Bologna, Arnaldo Forni Editore, 1968, ISBN 88-271-0276-0)
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