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Bastione Maiano
Mauer Grosseto.JPG
La punta esterna del bastione con lo stemma mediceo
Localizzazione
Stato attualeItalia
CittàGrosseto
Coordinate42°45′34.36″N 11°07′01.71″E / 42.759544°N 11.117142°E42.759544; 11.117142Coordinate: 42°45′34.36″N 11°07′01.71″E / 42.759544°N 11.117142°E42.759544; 11.117142
Informazioni generali
Tipobastione
Costruzione1565-1566
CostruttoreBaldassarre Lanci
voci di architetture militari presenti su Wikipedia

Il bastione Maiano (già baluardo delle Palle)[1] è uno dei sei bastioni della cinta muraria della città di Grosseto.

Il bastione occupa il vertice sud-orientale delle mura di Grosseto, collegando il complesso del bastione Fortezza al bastione Cavallerizza, situato poco oltre Porta Vecchia.[1][2]

StoriaModifica

Il bastione Maiano fu il primo bastione delle mura di Grosseto ad essere costruito durante i lavori di ricostruzione della cerchia muraria portati avanti dai Medici nella seconda metà del XVI secolo, su progetto di Baldassarre Lanci. La struttura fu completata nel 1566 sotto la direzione dello stesso Lanci e ricevette la denominazione di baluardo delle Palle per la presenza di una garitta a pianta esagonale sovrastante uno stemma mediceo.[1][2] Qui venne inoltre edificato il Casino delle Palle, edificio a scopo militare utilizzato come magazzino delle polveri, in uso almeno fino al 1786.[1][2]

A partire dal 1833 ebbe inizio la definitiva smilitarizzazione delle mura e la loro trasformazione in parco pubblico cittadino.[1][2] Tutte le garitte lungo il perimetro murario furono demolite, ad eccezione di due presenti sulla Fortezza e di quella del baluardo delle Palle.[1] Tra il 1870 e il 1872 fu costruito il Deposito d'acqua del Maiano, progettato da Loresindo Pruneti. Il nuovo edificio aveva il compito di ricevere l'acqua per approvigionare Grosseto come termine del primo acquedotto della città, che convogliava le acque del Maiano; tuttavia, dati gli scarsi risultati, un nuovo acquedotto sarà inaugurato nel 1896, comportando la chiusura di quello del Maiano.[2]

Durante la seconda guerra mondiale il bastione fu colpito dai bombardamenti del 1944, che distrussero il Casino e la garitta medicea, mentre rimase intatto lo stemma marmoreo.[1][2]

Tra il 1997 e il 2002 il perimetro esterno al bastione è stato oggetto di un'opera di riqualificazione, con l'escavazione e la trasformazione in area verde del vecchio fossato dal Maiano fino alla Fortezza; venne inoltre avviato un progetto di recupero del bastione Maiano, ma la sua realizzazione si protrasse nel tempo, venne prima abbandonato, poi ripreso nel 2008 e infine di nuovo interrotto a lavori in corso.[2][3][4][5][6][7] Nel giugno del 2002 fu anche demolita una parte della cortina muraria, considerata una superfetazione ottocentesca, per mettere in comunicazione il livello superiore del bastione con la sottostante piazza Esperanto tramite una scala in ferro, mai realizzata.[8] Il cantiere fu smantellato nel 2013 ed il bastione reso nuovamente fruibile dopo il restauro del deposito dell'acqua e la realizzazione di percorsi pedonali e aiuole.[9][10]

DescrizioneModifica

Il bastione Maiano si presenta a forma poligonale, con basamenti a scarpa e due cordonature che si articolano, rispettivamente, nella parte inferiore in prossimità della linea di terra e nella parte superiore nel punto di passaggio tra la base a scarpa e la cortina.

Una serie di gallerie che, in passato, conducevano all'area delle cannoniere.

La passeggiata, che collega il bastione Maiano al bastione Cavallerizza lungo la cortina muraria, passa in modo suggestivo sopra Porta Vecchia; poco prima, una discesa permette di raggiungere la porta anche da terra.

Galleria d'immaginiModifica

NoteModifica

  1. ^ a b c d e f g Baluardo delle Palle, su Atlante Storico Topografico del Comune di Grosseto. URL consultato il 30 giugno 2008 (archiviato dall'url originale l'8 settembre 2007).
  2. ^ a b c d e f g Celuzza, Papa 2013, pp. 170-172.
  3. ^ Gli assessori Agresti e Micheli parlano dei programmi inerenti i lavori pubblici e la cultura. «Recuperiamo la città medievale». Massima cura per il teatro Museo, inaugurazione vicina (Il Tirreno), 6 dicembre 1997. URL consultato il 13 giugno 2019.
  4. ^ Gara di appalto. Restauro delle mura medicee (Il Tirreno), 14 aprile 1999. URL consultato il 13 giugno 2019.
  5. ^ Mura Medicee, salta il restauro del bastione Maiano. Ma il vicesindaco Andrea Agresti dice che si tratta soltanto di un rinvio strategico (Il Tirreno), 29 luglio 1999. URL consultato il 13 giugno 2019.
  6. ^ Torre sul Maiano. Ecco il progetto (Il Tirreno), 1º agosto 2008. URL consultato il 13 giugno 2019.
  7. ^ Bastione Maiano, stop al progetto (Il Tirreno), 11 giugno 2010. URL consultato il 13 giugno 2019.
  8. ^ Giù un pezzo delle Mura per fare posto ad una scala (Il Tirreno), 4 giugno 2002. URL consultato il 13 giugno 2019.
  9. ^ Il Bastione Maiano rinasce a nuova vita, La Nazione, 31 dicembre 2013.
  10. ^ Un giro sulle mura? Adesso si può. Riaperto il bastione Maiano dopo tanti anni: l'intero esagono è percorribile. A marzo pronte le scale per i parcheggi (Il Tirreno), 31 dicembre 2013. URL consultato il 13 giugno 2019.

BibliografiaModifica

  • Eugenio Maria Beranger, Fonti per lo studio delle mura di Grosseto dal 1767 al 1950 (PDF), Roma, Paleani Editore, 1987.
  • Mariano Boschi, Grosseto e le sue mura, Ghezzano, Felici Editore, 2014.
  • Mariagrazia Celuzza e Mauro Papa, Grosseto visibile. Guida alla città e alla sua arte pubblica, Arcidosso, Edizioni Effigi, 2013.
  • Letizia Franchina (a cura di), Tra Ottocento e Novecento. Grosseto e la Maremma alla ricerca di una nuova immagine, Monteriggioni, Grafiche Bruno, 1995.
  • Marcella Parisi, Grosseto dentro e fuori porta. L'emozione e il pensiero, Siena, C&P Adver Effigi, 2001.
  • Concetta Polito, Alessandro Marri e Luca Perin, Le mura di Grosseto. Rilievi e studi per il recupero, Firenze, Alinea Editrice, 1990.

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

  • Baluardo delle Palle, su Atlante Storico Topografico del Comune di Grosseto. URL consultato il 30 giugno 2008 (archiviato dall'url originale l'8 settembre 2007).