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Battaglia di Aspindza

battaglia delle guerre turco-georgiane
Battaglia di Aspindza
ასპინძის ბრძოლა
parte delle Guerre turco-georgiane
Data20 aprile 1770
LuogoAspindza, Samtskhe-Javakheti, Georgia
EsitoVittoria decisiva georgiana[1]
Schieramenti
Comandanti
Effettivi
70009500[2], o 20'000
Perdite
BasseTra i 4000 e i 4500 uomini[2]
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La battaglia di Aspindza (ასპინძის ბრძოლა) fu combattuta il 20 aprile 1770 tra il regno georgiano di Cartalia-Cachezia, guidato dal re Eraclio II, e l'impero ottomano.[3] La battaglia finì con la vittoria dei georgiani contro i turchi.[4]

AntefattiModifica

Già negli anni 1760, poco prima della formazione del regno di Cartalia-Cachezia (che sarebbe avvenuta nel 1762), il re Eraclio II e suo padre Teimuraz II avevano tentato di stabilire un'alleanza militare con l'impero russo contro i regni musulmani che occupavano completamente le frontiere a sud del reame (gli ottomani, infatti, controllavano i territori a sudovest, mentre i persiani quelli a sudest). In seguito, durante la guerra russo-turca del 1769, l'imperatrice russa Caterina II inviò una spedizione forte di 1200 uomini comandata dal generale Gottlieb Heinrich Totleben;[5] in cambio, il re Eraclio II avrebbe fatto del suo meglio per ottenere dei buoni rapporti con la Russia. Felice dell'aiuto imminente, il re Eraclio II aprì subito un secondo fronte contro la Sublime porta. Nel marzo del 1770, le forze russo-georgiane marciarono nella valle del Borjomi e prese la fortezza di Sadgueri il 14 aprile. Tre giorni dopo, gli alleati assediarono la fortezza di Atskhouri, nel sud del paese, ma il re georgiano e il generale russo entrarono presto in conflitto, effettivamente sul modo strategico con cui continuare la campagna. Eraclio II voleva godersi il suo successo e continuare fino alla conquista di Akhaltsikhe, la capitale della Caucaso Ottomano, ma Totleben, rifiutando di aiutarlo, rimase a Atskhouri.[6]

La battagliaModifica

Frattanto, il governatore ottomano di Akhaltsikhe radunò le sue truppe per salvare la fortezza di Atskhouri. Le sue prime vittorie destarono preoccupazione nelle truppe russo-georgiane, tanto che il contingente russo approfittò della situazione per lasciare la Georgia il 19 aprile, letteralmente abbandonando i georgiani. Pertanto, il re Eraclio II non ebbe altra scelta che ritirarsi, inseguito dalle truppe turche che tentarono di tagliare le linee di difesa georgiane per rivolgerle sulla città di Aspindza.

Il 20 aprile, il re Eraclio deragliò per la prima volta l'avanguardia degli Ottomani, composta da 1.500 uomini. Grazie a questo stratagemma, il re lasciò passare passare i circa 18.000 soldati delle principali forze turche che presto arrivarono sulle rive del Koura, che passa attraverso Aspindza. Durante la notte del 20 aprile, le truppe ottomane iniziano a attraversare l'unico ponte che collega le due sponde del fiume, per avanzare segretamente a Tbilisi. Tuttavia, un gruppo di georgiani, guidati da Aghabab Eristavi e Simon Moukhranbatoni, distrusse lo stesso ponte, ancor prima che i nemici potessero agire, e subito l'esercito ottomano fu preso di sorpresa dai georgiani. Il fianco sinistro era guidato da Giorgi Batonichvili, figlio dello stesso re, il centro da Eraclio II in persona e il fianco destro dal generale David Orbéliani. I turchi vennero sbaragliati e persero circa 4000 uomini, incluso il loro generale avaro Kokhta-Beladi, comandante e pascià. I sopravvissuti attraversarono il Kura a nuoto.

La battaglia divenne soggetto dell'ode patriottica "On the Battle of Aspindza" composta da Besarion Zakarias dze Gabashvili.[7]

NoteModifica

  1. ^ Donald Rayfield, Edge of Empires: A History of Georgia, (Reaktion Books Ltd., 2012), 243.
  2. ^ a b Alexander Mikaberidze, Historical Dictionary of Georgia, (Rowman & Littlefield, 2015), 148-149.
  3. ^ Šotʻa Mesxia, An outline of Georgian history, Tbilisi University Press, 1968, p. 31, OCLC 292912.
  4. ^ William Edward David Allen, A history of the Georgian people: from the beginning down to the Russian conquest in the nineteenth century, Taylor & Francis, 1971, p. 207, ISBN 978-0-7100-6959-7.
  5. ^ Gottlieb Heinrich Totleben (1715-1773). Selon A. Manvelichvili, Histoire de la Géorgie, Template:P. note 4: Aventurier allemand originaire de Thuringe, d'où il avait été chassé pour crime de droit commun, accueilli à la cour de Russie il y occupa de hautes fonctions». Totleben sarebbe stato in seguito sostituito dal generale Soukhotine.
  6. ^ A. Manvelichvili, Storia della Georgia Template:P. Nota 5 e Template:P. Nota 7: "Totleben devait laisser les Géorgiens combattre seuls et utiliser les forces russes à un coup d'État qui après l'enlèvement du roi Héraclius lui aurait livré le pays ".
  7. ^ M. Kveselava, Anthology of Georgian Poetry, The Minerva Group, 2002, p. 181, ISBN 978-0-89875-672-2.

BibliografiaModifica

  • Alexandre Manvelichvili, Histoire de la Géorgie, Paris, Nouvelles Éditions de la Toison d'Or, 1951, 476 p., p. 328-331.