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Battaglia di Governolo (1526)

Battaglia di Governolo
parte della guerra della Lega di Cognac
Governolo-Conca S. Leone.jpg
Governolo, conca di San Leone
Data25 novembre 1526
LuogoGovernolo, Italia
Esitovittoria dei lanzichenecchi
Schieramenti
Comandanti
Effettivi
400 fanti, 400 cavalieri12.000 lanzichenecchi
Perdite
60 morti 40 feriti300 tra morti e feriti
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Governolo, edicola di S. Antonio Abate e, sulla lapide, strada Giovanni dalle Bande Nere.

La battaglia di Governolo fu combattuta il 25 novembre 1526 durante la guerra tra la Lega di Cognac e l'imperatore Carlo V d'Asburgo. Si concluse con la vittoria delle milizie tedesche dei Lanzichenecchi inviate in Italia dall'imperatore che sbaragliarono le truppe di Giovanni delle Bande Nere; il condottiero italiano fu mortalmente ferito durante la battaglia.

StoriaModifica

L'imperatore Carlo V, al fine di punire il papa Clemente VII per la costituzione della lega, nel 1526 spedì in Italia 12.000 lanzichenecchi, milizie mercenarie reclutate nei territori imperiali di lingua tedesca poste agli ordini dell'esperto condottiero Georg von Frundsberg.

I Lanzichenecchi calarono in Italia attraverso la Valle Sabbia ed il lago di Garda. Occuparono Castiglione delle Stiviere e mossero verso Rivalta. Il marchese Federico II Gonzaga, nella sua duplice veste di capitano generale dell'esercito pontificio e fedele all'imperatore, temendo uno scontro tra le opposte fazioni sul territorio del suo stato, il 23 novembre 1526 acconsentì il transito degli imperiali verso il Po, mentre rallentò il transito da Curtatone delle truppe di Giovanni delle Bande Nere, affiancato da Aloisio Gonzaga, marchese di Castel Goffredo.

Giovanni delle Bande Nere intercettò l'esercito nemico a Borgoforte, ingaggiando una dura battaglia il 24 novembre con vari assalti alle retroguardie imperiali a Governolo, che si concluse il 25 novembre 1526, giorno in cui Giovanni rimase gravemente ferito, colpito alla coscia da un colpo di falconetto, probabilmente fornito da Alfonso I d'Este[1], che gli procurò una gravissima ferita. Prontamente soccorso, fu trasportato a San Nicolò Po ma non si trovò un medico, perciò fu condotto a Mantova presso il palazzo di Aloisio Gonzaga[2][3] dove il chirurgo ebreo Maestro Abramo, che già lo aveva curato con successo due anni prima, gli amputò la gamba.
La gangrena fu inarrestabile e nel giro di pochi giorni lo portò alla morte. Il valoroso condottiero si spense il 30 novembre 1526 e venne sepolto tutto armato nella chiesa di San Francesco.

Le truppe imperiali, dopo avere attraversato il Po, si diressero verso Roma, che raggiunsero il 6 maggio 1527 occupandola e saccheggiandola (Sacco di Roma).

NoteModifica

  1. ^ Luciano Chiappini, Gli Estensi, Varese, 1988, p.240.
  2. ^ Roggero Roggeri, Leandro Ventura, I Gonzaga delle nebbie. Storia di una dinastia cadetta nelle terre tra Oglio e Po, Cinisello Balsamo, p.43, 2008.
  3. ^ 1526: Giovanni dalle Bande Nere fu ferito a Governolo

BibliografiaModifica

  • Roggero Roggeri, Leandro Ventura, I Gonzaga delle nebbie. Storia di una dinastia cadetta nelle terre tra Oglio e Po, Cinisello Balsamo, 2008.
  • Cesare Marchi, Giovanni dalla Bande Nere, Milano, 1981. ISBN non esistente.

FilmografiaModifica