Bianco e nero

forma di rappresentazione visiva che non utilizza il colore
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Il bianco e nero, o bianconero, spesso abbreviato in B/N, indica una forma di rappresentazione visiva che non utilizza il colore.

Il termine fa riferimento al solo uso del bianco e del nero, anche se in realtà vengono poi normalmente utilizzate tutte le gradazioni di grigio intermedie, da qui le immagini a livelli di grigio.

StoriaModifica

Rappresentare la realtà in bianconero coinvolge sia le arti pittoriche, sia la storia del cinema e della fotografia; se agli albori di queste due ultime arti, la rappresentazione dei soggetti era obbligatoriamente in bianconero, non esistendo la pellicola a colori, con il tempo derivò solamente da una scelta artistica[1][2].

Nella fotografia in bianco e nero, determinare un metodo ripetibile e non casuale con il quale attribuire agli elementi di una scena una consapevole gradazione di grigio, è stata la ricerca d’elezione per ogni fotografo e cineasta.

Le problematiche annesse a tale ricerca sono legate alla qualità della pellicola adoperata, la sua sensibilità e il suo sviluppo in funzione della sua esposizione.

Le soluzioni iniziali per controllare la scala dei grigi, tutte empiriche, trovarono fondamento scientifico e pratico a opera di Ansel Adams[3], che nel 1940 con il suo sistema zonale descrisse il senso pratico dell'utilizzo della pellicola bianconero, in rapporto all'esposizione, allo sviluppo e alla stampa, per rappresentare un soggetto con la consapevolezza di poter attribuire ad ogni elemento che costituisce l'immagine una determinata gradazione di grigio decisa dall'operatore[4].

Applicazioni nei mediaModifica

FotografiaModifica

Fino agli anni settanta, quando il calo dei prezzi ha reso popolare la fotografia a colori, la quasi totalità delle foto scattate era in bianco e nero. In seguito questa forma si è ritagliata una nicchia per le sue peculiari capacità espressive e ha superato anche l'avvento delle fotocamere digitali[1].

Tra l’acronimo “Bianco e Nero” e l’acronimo “bianconero” esiste una sottile differenza: il primo indica un’immagine costituita da due sole tonalità, bianco e nero, mentre il secondo termine, di uso moderno, indica un’immagine costituita non solo dagli estremi tonali ma anche di un’infinita gradualità dei grigi intermedi.[senza fonte]

CinemaModifica

Dagli anni quaranta del XX secolo sempre più film iniziarono ad essere girati a colori, anche per competere meglio con la televisione, ancora in bianco e nero. Nonostante ciò alcuni film, anche negli ultimi decenni, vengono ancora presentati (totalmente o parzialmente) in bianco e nero, per motivi prevalentemente artistici (si veda ad esempio la lista dei film in bianco e nero prodotti dal 1970)[2].

TelevisioneModifica

All'inizio le trasmissioni e gli apparecchi televisivi erano unicamente in bianco e nero, poi, a partire dal 1954 negli Stati Uniti, si è gradualmente diffuso il colore. In Italia il colore in televisione incomincia a diffondersi ufficialmente dal 1977[5].

Carta stampataModifica

La maggior parte dei quotidiani rimase in bianco e nero fino agli inizi degli anni ottanta, quando il progresso nelle tecniche di stampa rese possibile la stampa a colori a basso costo. La maggior parte dei quotidiani fa un uso parco del colore per via dei maggiori costi di stampa[6].

Per analoghe ragioni anche i fumetti sono rimasti per lungo tempo in bianco e nero[7].

InformaticaModifica

Si parla di immagine in bianco e nero nel caso di immagini codificate con 1 bit di profondità di colore (pixel bianco o pixel nero), ma il termine è usato anche per indicare le immagini in toni di grigio[8][9][10][11][12].

AccessibilitàModifica

Quando i colori vengono utilizzati per rappresentare informazioni attraverso mappe, infografiche e grafici, se vengono convertiti in bianco e nero (ad esempio attraverso le fotocopie) possono perdere o addirittura azzerare il significato trasmesso (stesso problema di accessibilità possono averlo i daltonici). Ne è un esempio la metropolitana di Londra che anziché puntare sui colori per mostrare i percorsi ha creato un sistema di texture, comprensibili anche in bianco e nero[13][14][15].

EsempiModifica

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

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NoteModifica

  1. ^ a b La storia della fotografia – le prime foto: 1839-1880 | ifolor, su www.ifolor.ch. URL consultato il 23 agosto 2021.
  2. ^ a b Home, su Breve Storia del Cinema. URL consultato il 23 agosto 2021.
  3. ^ Il Sistema Zonale ieri e oggi – Applicazioni per la Fotografia Digitale, su Reflex-Mania, 3 luglio 2018. URL consultato il 23 agosto 2021.
  4. ^ Bianco e Nero: la storia in cinque punti - Grazia.it, su Grazia, 17 dicembre 2013. URL consultato il 23 agosto 2021.
  5. ^ Televisione - A. Storia della televisione - La Comunicazione, su www.lacomunicazione.it. URL consultato il 23 agosto 2021.
  6. ^ GIORNALE, GIORNALISMO - BREVE STORIA DEL ..., su www.storiologia.it. URL consultato il 23 agosto 2021.
  7. ^ fumetto (PDF), su paomag.net.
  8. ^ iphome (PDF), su iphome.hhi.de.
  9. ^ iphome (PDF), su iphome.hhi.de.
  10. ^ Come impostare lo schermo in bianco e nero su Android, su tecnologia.libero.it, 5 aprile 2020. URL consultato il 23 agosto 2021.
  11. ^ Come impostare Windows 10 in bianco e nero, su WindowsBlogItalia, 23 gennaio 2018. URL consultato il 23 agosto 2021.
  12. ^ Ramona, Come creare immagini in bianco e nero in Photoshop: tutorial di base, su onlineprinters.it Blog, 6 marzo 2019. URL consultato il 23 agosto 2021.
  13. ^ Letizia Bollini, Colore e accessibilità nella segnaletica delle metropolitane, su Beautiful Interfaces | Letizia Bollini, 14 settembre 2018. URL consultato il 23 agosto 2021.
  14. ^ (EN) 7 Tube Maps Only The Colour Blind Will Truly Appreciate – Brilliant Maps, su brilliantmaps.com. URL consultato il 23 agosto 2021.
  15. ^ (EN) Does a logo need to work in black and white?, su Web Design Ledger, 30 aprile 2019. URL consultato il 23 agosto 2021.