Bianco e nero

forma di rappresentazione visiva che non utilizza il colore
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Il bianco e nero, o bianconero, spesso abbreviato in B/N, indica una forma di rappresentazione visiva che non utilizza il colore.

Il termine fa riferimento al solo uso del bianco e del nero, anche se in realtà vengono poi normalmente utilizzate tutte le gradazioni di grigio intermedie, da qui le immagini a livelli di grigio.

StoriaModifica

Rappresentare la realtà in bianconero coinvolge sia le arti pittoriche, sia la storia del cinema e della fotografia; se agli albori di queste due ultime arti, la rappresentazione dei soggetti era obbligatoriamente in bianconero, non esistendo la pellicola a colori, con il tempo derivò solamente da una scelta artistica.

Nella fotografia in bianco e nero, determinare un metodo ripetibile e non casuale con il quale attribuire agli elementi di una scena una consapevole gradazione di grigio, è stata la ricerca d’elezione per ogni fotografo e cineasta.

Le problematiche annesse a tale ricerca sono legate alla qualità della pellicola adoperata, la sua sensibilità e il suo sviluppo in funzione della sua esposizione.

Le soluzioni iniziali per controllare la scala dei grigi, tutte empiriche, trovarono fondamento scientifico e pratico a opera di Ansel Adams, che nel 1940 con il suo sistema zonale descrisse il senso pratico dell'utilizzo della pellicola bianconero, in rapporto all'esposizione, allo sviluppo e alla stampa, per rappresentare un soggetto con la consapevolezza di poter attribuire ad ogni elemento che costituisce l'immagine una determinata gradazione di grigio decisa dall'operatore.

Applicazioni nei mediaModifica

FotografiaModifica

Fino agli anni settanta, quando il calo dei prezzi ha reso popolare la fotografia a colori, la quasi totalità delle foto scattate era in bianco e nero. In seguito questa forma si è ritagliata una nicchia per le sue peculiari capacità espressive e ha superato anche l'avvento delle fotocamere digitali.

Tra l’acronimo “Bianco e Nero” e l’acronimo “bianconero” esiste una sottile differenza: il primo indica un’immagine costituita da due sole tonalità, bianco e nero, mentre il secondo termine, di uso moderno, indica un’immagine costituita non solo dagli estremi tonali ma anche di un’infinita gradualità dei grigi intermedi.[senza fonte]

CinemaModifica

Dagli anni quaranta del XX secolo sempre più film iniziarono ad essere girati a colori, anche per competere meglio con la televisione, ancora in bianco e nero. Nonostante ciò alcuni film, anche negli ultimi decenni, vengono ancora presentati (totalmente o parzialmente) in bianco e nero, per motivi prevalentemente artistici (si veda ad esempio la lista dei film in bianco e nero prodotti dal 1970).

TelevisioneModifica

All'inizio le trasmissioni e gli apparecchi televisivi erano unicamente in bianco e nero, poi, a partire dal 1954 negli Stati Uniti, si è gradualmente diffuso il colore. In Italia il colore in televisione incomincia a diffondersi ufficialmente dal 1977.

Carta stampataModifica

La maggior parte dei quotidiani rimase in bianco e nero fino agli inizi degli anni ottanta, quando il progresso nelle tecniche di stampa rese possibile la stampa a colori a basso costo. La maggior parte dei quotidiani fa un uso parco del colore per via dei maggiori costi di stampa.

Per analoghe ragioni anche i fumetti sono rimasti per lungo tempo in bianco e nero.

InformaticaModifica

Si parla di immagine in bianco e nero nel caso di immagini codificate con 1 bit di profondità di colore (pixel bianco o pixel nero), ma il termine è usato anche per indicare le immagini in toni di grigio.

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

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