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Il boitatá è descritto come un serpente di fuoco

Il boitatá è una creatura del folclore brasiliano. È un serpente di fuoco che attacca chi appicca incendi ai campi e alle foreste.

È conosciuto anche come baetatá e batatão.

Fonti storicheModifica

Il missionario gesuita spagnolo José de Anchieta in una lettera scritta nel 1560 a São Vicente, riferendo dei demoni di cui si parlava in Brasile, scriveva: «Ce ne sono de gli altri, che stanno massimamente per le rive intorno al mare, & à fiumi, i quali si chiamano Baetata, cioè cosa di fuoco, il che è il medesimo, che dire una cosa, che sia tutta fuoco; appare di notte, ne si vede altro, che un fuoco scintillante, che di qua, & di là velocemente va scorrendo, assalta gl'Indiani, & gli ammazza, si come fanno i Corupira[1]

Boitatá e fuochi fatuiModifica

Lo studioso di folclore Luis da Câmara Cascudo ha associato la leggenda del boitatá al fenomeno dei fuochi fatui.[2]

Nella cultura di massaModifica

Una "etichetta indipendente" musicale brasiliana si chiama Boitatá.[3]

Uno dei racconti contenuti in A tragicomédia acadêmica di Yuri Vieira si intitola O Boitatá Quântico ou o samba de Bobo Doido.[4]

Uso del nome nella scienzaModifica

Una missione congiunta dell'Istituto nazionale di ricerche spaziali del Brasile, dell'Agenzia spaziale brasiliana e del Centro nazionale di studi spaziali, francese avente lo scopo di lanciare un satellite per studi meteorologici sulle piogge tropicali è stata denominata Boitata.[5]

NoteModifica

  1. ^ Riportato in Nuovi avisi dell'Indie di Portogallo, Venezia, Tramezzino, 1562, p.170.
  2. ^ (PT) Marco Haurélio, A lenda do batatão, São Paulo, Sesi-Sp, 2013, apresentação.
  3. ^ (PT) Sito Archiviato il 21 agosto 2013 in Internet Archive. di Boitatá.
  4. ^ (PT) Yuri Vieira, A tragicomédia acadêmica, Goiânia, Karaloka, 2009. Il racconto citato è alle pagine 127-143.
  5. ^ Y. Lemaître - N. Viltard, 3D wind field retrieval from spaceborne Doppler radar, Proc. SPIE 8523, Remote Sensing of the Atmosphere, Clouds, and Precipitation IV, 85230Q (November 13, 2012); doi:10.1117/12.976835

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