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Brasile
Brasile – Bandiera Brasile - Stemma
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Ordem e Progresso
(Ordine e Progresso)
Brasile - Localizzazione
Dati amministrativi
Nome completo Repubblica Federale del Brasile
Nome ufficiale República Federativa do Brasil
Lingue ufficiali Portoghese
Capitale Brasão do Distrito Federal (Brasil).svg Brasilia  (2 914 830 ab. / 2015)
Politica
Forma di governo Repubblica presidenziale federale
Presidente Jair Bolsonaro
Indipendenza dal Portogallo il 7 settembre 1822
Ingresso nell'ONU 24 ottobre 1945[1]
Superficie
Totale 8 514 877 km² ()
% delle acque 0,72%
Popolazione
Totale 210,147,125[2] ab. (2019) ()
Densità 23 ab./km²
Tasso di crescita 0,77% (2016)[3]
Nome degli abitanti Brasiliani
Geografia
Continente America meridionale
Confini Colombia, Venezuela, Guyana, Suriname, Guyana francese, Uruguay, Argentina, Paraguay, Bolivia, Perù
Fuso orario da UTC-2 a UTC-5
Economia
Valuta Real brasiliano
PIL (nominale) 1 868 184[4] milioni di $ (2018) ()
PIL pro capite (nominale) 8 967[4] $ (2018) (69º)
PIL (PPA) 3 365 343[4] milioni di $ (2018) ()
PIL pro capite (PPA) 16 154[4] $ (2018) (81º)
ISU (2015) 0,754 (alto)[5] (76º)
Fecondità 1,68 (2017)[6]
Consumo energetico 13,754 kWh/ab. anno
Varie
Codici ISO 3166 BR, BRA, 076
TLD .br
Prefisso tel. +55
Sigla autom. BR
Inno nazionale Hino Nacional Brasileiro
Festa nazionale 7 settembre
Brasile - Mappa
Evoluzione storica
Stato precedente bandiera Impero del Brasile (1822-1889)
Flag of Brazil (1968–1992).svg Dittatura militare brasiliana (1964-1985)
 

Coordinate: 14°S 53°W / 14°S 53°W-14; -53

Il Brasile (in portoghese: Brasil), ufficialmente Repubblica Federale del Brasile (República Federativa do Brasil), è una repubblica federale dell'America meridionale. Con una superficie di oltre 8,5 milioni di km², è il quinto stato del mondo per superficie totale (pari al 47,3% del territorio sudamericano)[7][8]. È bagnato dall'oceano Atlantico a est, a nord confina con il dipartimento francese d'oltremare della Guyana francese, il Suriname, la Guyana e il Venezuela, a nord-ovest con la Colombia, a ovest con il Perù e la Bolivia, a sud-ovest con il Paraguay e l'Argentina, e a sud con l'Uruguay. Confina con tutti i paesi del Sud America, eccetto che con Ecuador e Cile[9].

La maggior parte del paese si trova nella zona tropicale, dove le stagioni non sono particolarmente ostili dal punto di vista climatico. La foresta amazzonica copre 3,6 milioni di km quadrati del suo territorio e, grazie alla sua vegetazione e al clima, è uno dei paesi con il maggior numero di specie di animali nel mondo. Il Brasile, precedentemente abitato da indigeni, fu scoperto dagli europei nel 1500, da una spedizione portoghese guidata da Pedro Álvares Cabral. Dopo il trattato di Tordesillas, il territorio brasiliano fece parte del Regno Unito di Portogallo, Brasile e Algarves, da cui ottenne l'indipendenza il 7 settembre 1822. In seguito il paese divenne un impero per poi diventare una repubblica[10]. La sua prima capitale fu Salvador, che fu sostituita da Rio de Janeiro fino a quando non si fece una nuova capitale: Brasilia. La sua attuale Costituzione, formulata nel 1988, definisce il Brasile come una Repubblica federale presidenziale. La Federazione è formata dall'unione del Distretto Federale e dei 26 Stati federati; in totale il territorio brasiliano è ripartito in 5 565 comuni (la più piccola unità politico-amministrativa del Brasile)[11].

Anche se i suoi oltre 200 milioni di abitanti rendono il Brasile il quinto stato più popoloso del mondo, complessivamente lo stato ha una bassa densità di popolazione: la maggior parte dei brasiliani è concentrata lungo la costa, mentre nell'entroterra lo stato è relativamente poco abitato, soprattutto in virtù della presenza della foresta amazzonica. La lingua ufficiale è il portoghese. La religione più seguita è il cattolicesimo, il che fa del Brasile lo Stato con il maggior numero di cattolici al mondo[9], seguita da una crescita notevole del pentecostalismo. Quella brasiliana è considerata una società multietnica, essendo formata dai discendenti di europei, indigeni, africani e asiatici.

L'economia brasiliana è la più grande in America Latina e la nona al mondo per dimensioni del Pil nominale e la settima per potere d'acquisto (PPP)[4]. Il Brasile è una delle economie a più rapida crescita economica e le riforme economiche hanno dato un nuovo riconoscimento a livello internazionale al paese, sia in ambito regionale sia mondiale[12]. Il Brasile è membro fondatore dell'Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU), della Comunità dei Paesi di lingua portoghese (CPLP), dell'Unione latina, dell'Organizzazione degli Stati americani (OAS), dell'Organizzazione degli Stati ibero-americani (OEI), del Mercosul e dell'Unione delle nazioni sudamericane (UNASUR), ed è uno dei paesi del G20 e del BRICS. Nel 2017, il Brasile è il terzo paese più diseguale dell’America Latina dopo l’Honduras e la Colombia[13].

Indice

NomeModifica

Le origini del nome Brasile non sono del tutto chiarite: un'ipotesi è che esso derivi da Pau brasil il nome popolare in portoghese della Caesalpinia echinata, un albero della famiglia delle Fabaceae nativo della foresta vergine (Mata Atlântica) che ricopriva completamente le regioni litoranee del Brasile. Il nome pau brasil significa, letteralmente «albero brasil». La parola brasil potrebbe derivare dal colore rosso brace (brasa in portoghese) della resina del legno di questo albero[14] o dal fatto che il Paese venisse sfruttato in origine come rifornimento di «legna da bruciare», come sostiene Claude Lévi-Strauss in Tristi tropici.

Un'altra ipotesi è quella che deriva dal tempo successivo alla colonizzazione portoghese, quando alcuni naviganti parlavano di un'isola immaginaria al largo delle coste dell'Irlanda, chiamata Hy-Brasil e che sarebbe stata in mezzo all'Atlantico; alcuni scrittori del XX secolo, tra cui Gustavo Barroso, hanno difeso la teoria che il nome del territorio dipendesse da questo piuttosto che dall'albero.[15]

StoriaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Storia del Brasile.

Il Brasile ha molti aspetti in comune con gli altri Paesi dell'America Latina, anche se conserva alcune caratteristiche proprie come la lingua (il portoghese).[16] Dopo il raggiungimento dell'indipendenza nel 1822, nel Paese si sono alternate fasi democratiche a regimi dittatoriali nati a causa degli aspri conflitti interni, delle ricorrenti situazioni di difficoltà economica e anche delle grandissime differenze tra i vari strati della popolazione.

Prima dell'arrivo dei portoghesiModifica

Si stima che i primi esseri umani occuparono la regione che comprende l'attuale territorio brasiliano circa 60 mila anni fa.[17] Quando i portoghesi arrivarono nel 1500, si stima che la costa orientale del Sud America fosse abitata da circa due milioni di nativi, da nord a sud. La popolazione indigena era divisa in grandi nazioni composte da diversi gruppi etnici tra cui spiccano i grandi gruppi Tupi-Guarani, Macro-Jê e Aruaque. I primi erano suddivisi in Guarani, Tupiniquins e Tupinambas, tra molti altri.[18]

Le frontiere tra questi gruppi e i loro sottogruppi, prima dell'arrivo degli europei, erano segnate dalle guerre tra di loro, derivanti dalle differenze di cultura, lingua e costumi.

Dall'età coloniale all'Impero brasilianoModifica

Il periodo colonialeModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Colonia del Brasile.
 
Dettaglio della mappa della Terra Brasilis (1519), custodita alla Bibliothèque nationale de France

Il navigatore che per primo esplorò le coste del Brasile fu il fiorentino Amerigo Vespucci, nel 1499, seguito dallo spagnolo Vicente Yáñez Pinzón nel 1500. Vespucci fu il primo europeo a distinguere l'estuario del Rio delle Amazzoni, e raggiunse il cabo San Agustin. La scoperta ufficiale del Brasile avvenne il 22 aprile del 1500, per opera dell'esploratore portoghese Pedro Álvares Cabral, che arrivò nella zona dove oggi si trova Porto Seguro, nello Stato di Bahia[19].

La colonizzazione vera e propria ebbe però inizio nel 1530; i regnanti portoghesi, preoccupati dalle invasioni di naviganti e pirati nelle terre lasciate fuori dal Trattato di Tordesillas, inviarono in Brasile Martim Afonso de Sousa con l'intenzione di colonizzare velocemente le nuove terre. Nel 1532 venne fondata São Vicente, che fu la prima città fondata dai portoghesi[19]. Nel 1534, il re del Portogallo Giovanni III divise il Brasile in 12 territori (i capitanias) e li concesse a nobili affidatari (i donatários), che di fatto però diventarono signori feudali[20]. Nel 1548, per paura di una secessione, Giovanni III inviò in Brasile come governatore generale Tomé de Sousa, che il 29 marzo del 1549 fondò la capitale São Salvador da Bahia de Todos os Santos. Con l'inizio della colonizzazione ci furono alcuni tentativi di insediamento anche da parte di francesi e olandesi. I francesi, in particolare, tra il 1555 e il 1567, tentarono di stabilirsi nella zona dell'attuale Rio de Janeiro per poi spostarsi dal 1612 al 1614 nell'attuale São Luís, prima di essere definitivamente scacciati.

Nel XVII secolo vennero introdotte le coltivazioni del tabacco e specialmente della canna da zucchero, inizialmente a Bahia e successivamente anche a Rio de Janeiro. Questo importante sviluppo dell'agricoltura fu accompagnato dall'arrivo di numerosi schiavi africani, che andavano a sostituire per il lavoro nella piantagioni le popolazioni autoctone, ormai del tutto insufficienti a garantire la sussistenza di un'economia agricola produttiva. Verso la fine del XVII secolo vennero scoperti grandi giacimenti di oro nella regione del Minas Gerais. Nel 1604 gli olandesi guidati da Maurizio di Nassau, attirati dalle ricchezze del territorio, saccheggiarono Bahia e, tra il 1630 e il 1654, si stabilirono nelle colonie costiere del nordeste, dopo aver conquistato la città di Recife, nello Stato di Pernambuco, che divenne la capitale del Brasile olandese con il nome di Mauritsstad. Ben presto si trovarono però in uno stato di continuo assedio, anche per le alte tasse che avevano imposto alla popolazione, e nel 1654 venne firmata la resa con il Trattato dell'Aia, che ebbe però effetto solo nel 1661 dopo qualche anno di guerre, quando gli olandesi furono costretti a ritirarsi definitivamente[21].

 
Sbarco dei portoghesi a Porto Seguro, Bahia, nel 1500.

Fin dall'inizio della colonizzazione portoghese, il Brasile fu teatro di rivolte e di movimenti di resistenza degli indigeni, che si unirono poi agli schiavi africani. Alla fine del XVII secolo l'arrivo di un sempre maggior numero di coloni dal Portogallo favorì la formazione dei primi movimenti contro la Corona Portoghese stessa. Alcune di queste guerre furono causate dalla crescita economica, come la Rivolta di Backman nel 1684[22]. Poco più tardi furono fondati due movimenti che si proponevano di programmare l'indipendenza: la Inconfidência Mineira e la Conjuração Baiana. Il primo nacque dalla minoranza creola nella zona del Minas Gerais: nella seconda metà del XVIII secolo, con la perdita di produttività da parte delle miniere, era divenuto difficile pagare tutte le imposte che la Corona Portoghese esigeva. Inoltre il governo portoghese aveva imposto la derrama, una tassa che prevedeva che tutta la popolazione, inclusi coloro che non erano minatori, versasse una cifra pari al 20% del valore dell'oro estratto.

I coloni insorsero e iniziarono a cospirare contro il Portogallo. La cospirazione si proponeva di eliminare la dominazione portoghese e creare uno Stato libero. La forma di governo doveva essere quella della Repubblica, ispirata alle idee illuministe, che si andavano diffondendo in Europa e in particolare in Francia, e che avevano recentemente portato, dopo la guerra d'indipendenza americana, alla nascita degli Stati Uniti d'America. I leader del movimento furono però catturati e inviati a Rio de Janeiro, dove furono condannati a morte e giustiziati. La Congiura Baiana, invece, fu un movimento che partì dalla fascia più umile della popolazione di Bahia, e che vide una grande partecipazione da parte di neri e mulatti. I rivoltosi volevano l'abolizione della schiavitù, l'istituzione di un governo egualitario e l'instaurazione di una Repubblica a Bahia.

Tra il 1756 e il 1777 il marchese di Pombal attuò una politica riformatrice, accentrando il potere politico-amministrativo nelle mani del viceré (il Brasile era stato costituito in Viceregno nel 1717) a scapito dei donatários e dei Gesuiti che furono espulsi nel 1759. Nel 1763 la capitale fu trasferita a Rio de Janeiro e nel 1775 venne abolita la schiavitù degli indios.

L'indipendenza dal PortogalloModifica

 
La chiesa di San Francesco d'Assisi, opera di Aleijadinho, esempio di architettura coloniale barocca a Ouro Preto, nello Stato del Minas Gerais.

Nel 1807, l'invasione da parte delle truppe francesi di Napoleone Bonaparte obbligò il re del Portogallo Giovanni VI a fuggire in Brasile. Nel 1808 il re giunse a Rio de Janeiro, dopo avere stipulato un'alleanza difensiva con l'Inghilterra (che avrebbe fornito la protezione navale durante il viaggio). Allo stesso tempo i porti brasiliani si aprirono a nuove nazioni amiche, ponendo fine allo status di colonia del paese. Questo fatto irritò coloro che esigevano il ritorno di Giovanni VI in Portogallo e la restaurazione della condizione di colonia per il Brasile. Nel 1821 il re decise allora di lasciare suo figlio Pietro come reggente del Brasile, mentre egli rientrò a Lisbona. Pietro, nonostante le pressioni dei liberali che tentavano di convincerlo a tornare in patria, decise invece di rimanere in Brasile, nel cosiddetto Dia do Fico (che letteralmente significa giorno di "io resto", in portoghese "Eu fico"). Il Portogallo, che si trovava già in condizioni abbastanza difficili, non poté più conservare il dominio sul Brasile; Pietro (che prese il nome di Pietro I del Brasile) poté allora facilmente dichiararne l'indipendenza il 7 settembre del 1822. Tuttavia, negli anni in cui Giovanni VI risiedeva in Brasile questo allargò i propri confini con la Guerra contro Artigas (1816-1820), che portò all'annessione della Provincia Cisplatina, l'odierno Uruguay.

L'Impero brasilianoModifica

Dopo la separazione dal Portogallo il Brasile si trasformò in una monarchia costituzionale. Pietro I, alla morte del padre, tornò in Portogallo per assicurare la successione al trono a sua figlia Maria II del Portogallo. Il figlio di Pietro I, Pietro II, a soli quattordici anni fu incoronato come nuovo imperatore del Brasile nel 1840, dopo l'abdicazione del padre. Tra il 1825 e il 1828 si combatté una guerra con l'Argentina per il possesso della Banda Oriental, che si concluse con il raggiungimento dell'indipendenza da parte dell'Uruguay (che si era separato dal Brasile per unirsi all'Argentina pochi anni prima). Tra il 1836 e il 1842 si verificò un tentativo secessionista della Repubblica del Rio Grande do Sul, al quale partecipò anche Giuseppe Garibaldi. Dal 1850 al 1852 il Brasile, fattosi sostenitore dei movimenti liberali moderati, si alleò con l'Uruguay e sostenne una nuova guerra contro l'Argentina contribuendo alla caduta del dittatore argentino Juan Manuel de Rosas.

 
Legge che abolì la schiavitù in Brasile, 1888

Il 1860 fu un anno di fondamentale importanza per lo sviluppo economico, in quanto si introdusse la coltura del caffè nelle province di Rio de Janeiro e di San Paolo. Nel Sudeste i baroni del caffè superarono così gli antichi coltivatori del cotone e di canna da zucchero, mentre cominciava a farsi sentire anche un notevole afflusso di genti europee che immigravano nel paese, soprattutto italiani.

Tra il 1865 e il 1870 l'Argentina, l'Uruguay e il Brasile combatterono una guerra contro il Paraguay, che si concluse con la perdita, da parte del Paraguay stesso, delle regioni a nord del fiume Apa. A partire dal 1870 si registrò una notevole crescita dei movimenti repubblicani, che nel 1888 ottennero l'abolizione della schiavitù. Nel 1889, infine, scoppiò una rivoluzione incruenta che costrinse Pietro II ad abdicare: venne proclamata la Repubblica, e si adottò la Costituzione federale. Il passaggio dalla Monarchia alla Repubblica era così ultimato, senza alcun ricorso alla violenza. La famiglia imperiale, infatti, poté in tutta sicurezza tornare in Europa.

Dall'istituzione della Repubblica a oggiModifica

La prima fase repubblicanaModifica

Deodoro da Fonseca, che aveva guidato il colpo di stato del 1889, divenne il primo presidente del Brasile. Per il nuovo Stato si scelse come nome quello di Repubblica degli Stati Uniti del Brasile, che fu poi cambiato in Repubblica Federale del Brasile. Dal 1894 al 1930 la presidenza si alternò, con alcune eccezioni, tra i due stati principali, quello di San Paolo e quello del Minas Gerais. In questo periodo il sistema economico del Brasile poggiava soprattutto sull'esportazione del caffè, coltivato nella zona di San Paolo, e sulla produzione di latte, nel Minas Gerais, tanto che la politica di questi anni fu definita come la politica del caffellatte. Verso la fine del XIX secolo il caffè divenne il primo prodotto di esportazione del paese superando lo zucchero, e favorendo così una grande crescita economica. Tuttavia tra il 1926 e il 1930 si registrò un crollo dei prezzi del caffè e una conseguente depressione economica alla quale fecero seguito violente agitazioni sociali.

L'era VargasModifica

Nel 1930, Getúlio Vargas, rappresentante dell'opposizione al regime oligarchico dei grandi proprietari terrieri di San Paolo, perde le elezioni presidenziali in elezioni caratterizzate dalla frode. Il risultato delle elezioni scatena un movimento rivoluzionario che riesce a destituire il governo. Vargas diventa allora presidente della Repubblica. Nel 1931, avendo riunito molti poteri nelle sue mani suscitò l'indignazione degli oppositori, in massima parte esponenti della classe media paulista. Nel 1934, allora, messo sotto pressione, fu costretto a promulgare una Costituzione democratica, con la quale concesse, tra l'altro, il diritto di suffragio alle donne. Nel 1937 Vargas, avendo sciolto il Congresso Nazionale e i partiti, e avendo revocato molte delle libertà dei singoli individui, instaurò una dittatura (quella del cosiddetto Estado Novo) di ispirazione fascista, che durò fino al 1945. Nel 1942, sotto la pressione degli Stati Uniti d'America, Vargas dichiarò guerra alle potenze dell'Asse e un corpo militare brasiliano fu inviato a combattere in Italia e in Nordafrica. Nel 1945 Vargas fu deposto da un colpo di stato militare che impose l'adozione di una nuova Costituzione, democratica e federale. Tra il 1950 e il 1954 Vargas fu rieletto alla presidenza e si verificò una nuova svolta nazionalista e radicale. Tuttavia nel 1954 le forze militari conservatrici gli si rivoltarono contro, ed egli si suicidò.

Il periodo populistaModifica

In seguito alla fine della dittatura di Vargas e alla promulgazione della nuova Costituzione Federale del 1946, il Paese visse, tra il 1946 e il 1964, una fase storica durante la quale si susseguirono più governi democratici. Nel gennaio del 1956 fu eletto il social democratico Juscelino Kubitschek, ex governatore del Minas Gerais, ed ebbe inizio un periodo di forte industrializzazione e di imponenti lavori pubblici, come la costruzione della nuova capitale, Brasilia, nel 1960. Si registrò tuttavia un netto peggioramento della situazione finanziaria, con forte inflazione e raddoppio del debito estero. Tra il 1961 e il 1964 ci fu la presidenza di João Goulart, del partito cristiano democratico, che cercò di fronteggiare la crisi economica promuovendo una riforma agraria e la nazionalizzazione delle compagnie petrolifere.

La dittatura militareModifica

Il colpo di stato militare del 31 marzo 1964 destituì João Goulart e instaurò un regime dittatoriale. Il primo presidente militare a essere eletto fu il maresciallo Humberto de Alencar Castelo Branco che sciolse tutti i partiti politici e inaugurò la dittatura detta dei gorilas, adottando una politica di liberismo economico che causò l'accentuamento delle sperequazioni sociali. Nel 1969 salì alla presidenza il generale Emílio Garrastazu Médici, che diede inizio a una nuova fase di incremento industriale ed economico, facendo parlare di un miracolo economico brasiliano che però si spense successivamente con la crisi petrolifera del 1973. Dal 1974 al 1979 la presidenza passò a Ernesto Geisel che dichiarò legale solo il Partito del Movimento Democratico Brasiliano (PMDB). Dal 1979 al 1985 fu in carica il presidente João Baptista de Oliveira Figueiredo: egli promulgò una legge elettorale che rese legali tutti i partiti politici tranne quello comunista, e praticò una forte riduzione dei salari atta a frenare la spinta inflazionistica. Essa, però, portò allo scatenarsi di grandi manifestazioni di piazza che furono represse con la forza (1980). Il periodo della dittatura militare finì nel 1984, con le grandi manifestazioni di Rio de Janeiro e San Paolo: il governo militare fu da esse costretto a concedere il ritorno a elezioni democratiche, che la popolazione reclamava.

La nuova RepubblicaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Partiti politici in Brasile.

Nel 1985 fu eletto Tancredo Neves, candidato dell'PMDB, ma morì tre mesi dopo. Il suo vicepresidente José Sarney assunse la presidenza della repubblica. Egli attuò un programma di consolidamento della democrazia, anche se le difficoltà finanziarie erano in crescita, insieme alle tensioni sociali.

 
Brasilia, capitale federale del Brasile, fondata nel 1960

Nel 1989 si svolsero le prime elezioni libere dopo 25 anni di dittatura, che furono vinte da Fernando Collor de Mello, leader del nuovo Partito di Ricostruzione Nazionale, tendenzialmente liberal-conservatore. Nel 1991 il Brasile diede vita all'alleanza economica chiamata Mercosur assieme ad Argentina, Uruguay e Paraguay. Nel 1992 il presidente Collor fu destituito con l'accusa di corruzione, evasione fiscale ed esportazione di valuta.

Dal 1992 al 1995 ci fu la presidenza di Itamar Augusto Cautiero Franco che organizzò un referendum costituzionale. Questo, svoltosi il 21 aprile 1993, confermò il regime presidenziale proclamato nel 1988.

Nel 1995 Fernando Henrique Cardoso conquistò la presidenza e attuò riforme (largamente consigliate dal fondo monetario internazionale) che prevedevano la privatizzazione delle imprese e il rigore finanziario ("PLAN REAL"). Queste ebbero un forte impatto negativo sulla popolazione più povera, oltre che aggravare la polarizzazione della ricchezza già presente massicciamente nel paese. Nel 1997 ottenne un emendamento costituzionale a lui favorevole, che gli permise così di ricandidarsi alla presidenza. Nel 1998 si registrarono delle considerevoli fughe di capitali che gettarono il Paese nel caos. Cardoso, rieletto, si appellò al Fondo Monetario Internazionale e riuscì a far approvare un piano di intervento triennale per il Brasile, ma ciò indebitò il paese di altri 41,5 miliardi di dollari. Infine, Cardoso confermò la presenza brasiliana nel Mercosur. Tra il 2000 e il 2001 il Brasile festeggiò il suo 500º anniversario della scoperta. L'evento, particolarmente significativo, fu causa di alcune manifestazioni di protesta da parte degli indios, da sempre relegati ai margini del sistema statale.

Nelle elezioni presidenziali del 2002-2003 si affermò Luiz Inácio Lula da Silva. Il nuovo presidente, esponente del partito operaio (Partido dos Trabalhadores PT) ha rappresentato una svolta nella politica brasiliana, in precedenza allineata alle scelte del Fondo Monetario Internazionale di cui il Brasile era debitore, in particolare ha contribuito a rilanciare il Mercosur a discapito dell'Area di Libero Commercio delle Americhe (ALCA) voluta dagli Stati Uniti. Il suo programma, che ha garantito provvedimenti volti a favorire la giustizia sociale e a risollevare l'economia dissestata, riscosse ampi consensi, in particolare tra i meno agiati. Tuttavia la sua politica di equilibrismo tra gli interessi del capitale (industriale agrario e finanziario) e le aspettative di lavoratori e braccianti agricoli (sem terra) ha frenato l'auspicata rivoluzione dei rapporti sociali, la protesta degli strati più poveri della popolazione riesplose di fronte al nuovo piano economico. Venne quindi approvata una riforma delle pensioni e varato il programma Fame zero riassunto nel motto: "3 pasti al giorno per tutti" per affrontare il problema della denutrizione diffusa in tutto il Paese. Nel 2004 il Brasile fondò con gli altri Paesi dell'America Latina la Comunità delle Nazioni del Sud America. Dal 2003 è stato istituito il "bolsa familia", che garantisce una rendita anche se minima a molte persone bisognose, questo sta aiutando molti a uscire della linea della povertà assoluta. Il "bolsa familia" è riconosciuto mondialmente come uno dei migliori piani d'aiuto alla popolazione bisognosa fatto da un governo.[23] Nelle elezioni del 2010 Dilma Rousseff, anch'essa esponente del partito operaio, con un passato da ex guerrigliera imprigionata durante la dittatura ed ex Ministro dell'Energia e delle Miniere durante il governo di Lula, è stata eletta presidente. Incarico mantenuto sino al 31 agosto 2016, quanto è stata destituita dal Parlamento attraverso la procedura di impeachment, iniziata nel dicembre 2015, a seguito dello scandalo corruzione, nato da un'indagine sulla compagnia petrolifera Petrobras e che ha coinvolto il Partito dei Lavoratori.[24] Dal 31 agosto 2016, Michel Temer è divenuto nuovo presidente della Repubblica a cui è succeduto, dal 1º gennaio 2019, Jair Bolsonaro.

GeografiaModifica

Rio de Janeiro, capitale dello Stato omonimo.
 
Arcipelago di Fernando de Noronha

Il territorio brasiliano confina a nord con Guyana Francese, Suriname, Guyana e Venezuela, a nord-ovest confina con la Colombia, a ovest con il Perù e a sud con Bolivia, Paraguay, Uruguay e Argentina.

Nel territorio del Brasile si individuano:

Da un punto di vista geografico il paese è inoltre diviso in cinque grandi regioni geografiche (região, pl. regiões), queste sono usate talvolta anche per fini statistici e non hanno dunque rilevanza da un punto di vista amministrativo; gli stati sono così distribuiti:

  • il Nord o Amazzonia (Região Norte): Acre, Amapá, Amazonas, Pará, Rondônia, Roraima, Tocantins
  • il Nord-Est (Região Nordeste): Alagoas, Bahia, Ceará, Maranhão, Paraíba, Pernambuco, Piauí, Rio Grande do Norte, Sergipe
  • il Sud-Est (Região Sudeste): Espírito Santo, Minas Gerais, Rio de Janeiro, San Paolo
  • il Sud (Região Sul): Paraná, Santa Catarina, Rio Grande do Sul
  • il Centro-Ovest (Região Centro-Oeste): Goiás, Mato Grosso, Mato Grosso do Sul, Distrito Federal do Brasil

MorfologiaModifica

AltopianiModifica

A sud della foresta amazzonica si estende la grande regione degli altopiani, che comprende l'altopiano del Brasile e il Mato Grosso. Gli altopiani, formati da rocce antiche ricoperte di arenaria o di calcare, digradano dolcemente verso ovest, mentre terminano a est, verso la costa, con rilievi granitici dalle cime arrotondate chiamati "pan di zucchero". Lungo la costa si trova anche una stretta fascia pianeggiante.

IdrografiaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Bacino dell'Amazzonia.
 
Rio delle Amazzoni: incontro delle acque, limacciose,con quelle del fiume Rio Negro, poco a valle di Manaus

Il Brasile dispone di un complesso sistema di fiumi e nove grandi bacini idrografici, le cui acque confluiscono tutte nell'Oceano Atlantico. Il fiume più importante è il Rio delle Amazzoni, che attraversa la foresta amazzonica e il cui bacino idrografico, con un'estensione di 7.050.000 km², è il più vasto del mondo[25]. Ai confini con l'Argentina e il Paraguay e all'interno del Parco nazionale dell'Iguazú si trovano le 275 cascate che scendono da varie altezze per circa quattro chilometri.

Altri fiumi importanti sono, oltre al Rio delle Amazzoni, lungo 6992 chilometri di cui 4000 navigabili, il Paraná e il São Francisco, il fiume più lungo che scorre totalmente in territorio brasiliano attraversando ben cinque stati, e che per metà dei suoi 2900 chilometri è navigabile[25].

ClimaModifica

Il clima brasiliano ha una grande varietà di condizioni atmosferiche, vista la ricca e variegata topografia del suo territorio, comunque si può considerare che la maggior parte del paese ha un clima tropicale. Le diverse condizioni climatiche producono diversi ambienti: a nord il clima è tropicale con temperature alte durante tutto l'anno e precipitazioni abbondanti, anche se nella regione nord-orientale esiste un clima semi arido con temperature elevate e poche precipitazioni. Nella fascia costiera meridionale il clima è caratterizzato da precipitazioni contenute e inverni miti. Sugli altopiani centro-orientali il clima è subtropicale, le temperature variano a seconda dell'altitudine, in questa zona i periodi di siccità sono frequenti e si ritiene che il loro aumento sia dovuto al prosciugamento dei cosiddetti "fiumi volanti"[26] che sono ora al centro di un progetto che studia il fenomeno, il Flying Rivers Project.[27] La zona sud-occidentale degli altopiani è caratterizzata da forti precipitazioni, e la zona sud-orientale ha un clima variabile. Nella foresta amazzonica si incontra un clima equatoriale umido, rendendo quest'area una delle più piovose della Terra. Il clima equatoriale presente in Amazzonia e nella regione del Mato Grosso ha temperature mediamente elevate, comprese tra i 27 e i 32 gradi centigradi. La zona centrale presenta un clima tropicale con un inverno secco e un'estate molto piovosa. Le regioni al di sotto del Tropico del Capricorno hanno un clima temperato, e la differenza tra le stagioni più che dalle precipitazioni è provocata dalla differenza di temperatura. In questa zona le temperature medie annuali non superano i 18 °C, inoltre, non sono rare le gelate notturne nei periodi più freddi, soprattutto sui rilievi, anche se raramente si hanno precipitazioni nevose[28].

PopolazioneModifica

Con più di 200 milioni di abitanti, il Brasile è il paese più popoloso dell'America Latina e il quinto Paese più popolato del mondo. Grazie all'eccezionale estensione del suo territorio, la densità del Brasile si rivela decisamente bassa: solo 23 ab./km². La popolazione, tuttavia, risulta distribuita in modo fortemente squilibrato. La densità è più alta nel litorale e nell'entroterra del centro-sud, ed è più bassa nel nord-ovest.

EtnieModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Popoli indigeni del Brasile.
 Lo stesso argomento in dettaglio: Brasiliani.

Il Brasile ha una società multietnica. La popolazione brasiliana è, principalmente, discendente degli indios, coloni portoghesi, schiavi africani e di diversi gruppi di immigrati, che sono arrivati nel Brasile soprattutto fra il 1820 e il 1970. Gli immigrati erano principalmente italiani e portoghesi, ma anche tedeschi, spagnoli, giapponesi e siriani-libanesi.[29] Dall'arrivo dei portoghesi in Brasile nel 1500, si è verificato un intenso incrocio di razze tra amerindi, europei e africani nel paese.[30]

Secondo l'Instituto Brasileiro de Geografia e Estatística, la maggior parte della popolazione brasiliana si considera di colore bianco (47,33%). Il 43,13% si considera pardo (di colore marrone) e il 7,61% di colore nero. Lo 1,09% della popolazione è di origine asiatica e 0,3% sono indios.[31]

  • Persone di origine europea si trovano in tutto il Brasile, ma sono più numerosi in proporzione negli Stati del sud e del sud-est,[32] come negli Stati di Santa Catarina,[32] Paraná, Rio Grande do Sul al sud e San Paolo, Minas Gerais, Espirito Santo al sud-est. In particolare nel XIX secolo, la maggioranza di immigrati europei si stabiliva infatti in quelle zone, più che nel resto del Brasile.
  • Persone di origine africana sono presenti in tutto il Brasile, ma sono più numerosi in proporzione negli Stati della costa centrale, come in tutto il Nord-est del Brasile, ma anche nello Stato di Espírito Santo, Rio de Janeiro, e negli Stati di Minas Gerais e San Paolo. Ciò dipende dal fatto che in passato un gran numero di africani, prevalentemente originari dell'Angola, arrivò per lavorare nei campi di canna da zucchero, nelle miniere d'oro e nelle piantagioni di caffè.[32].
  • Mulatti e meticci: Si trovano in tutto il Brasile. Secondo studi genetici, la maggior parte dei brasiliani hanno un certo grado di antenati con etnia mista.
  • Persone di origine asiatica: Gli asiatici sono lo 0,5% della popolazione brasiliana.[32] La maggioranza degli asiatici sono di origine giapponese, anche se negli ultimi decenni sono arrivati molti immigrati coreani e cinesi.[33] In Brasile vive la più grande comunità di origine giapponese del mondo, soprattutto nello stato di San Paolo.[34] Si stima che siano 1,5 milioni i brasiliani di origine giapponese, 190 000 i cinesi[33] e 100 000 i coreani.[33] Gli asiatici di origine giapponese sono più comuni negli Stati di San Paolo,[35] Paraná,[35] Mato Grosso do Sul[35] e Pará.[35]
  • Popolazione indigena: In Brasile vivono circa 240 tribù per un totale di circa 900.000 persone[36]. La maggioranza degli indigeni si trova negli Stati del nord.[32] Nel paese, inoltre, vive anche il maggior numero di tribù incontattate al mondo (ovvero tribù che non hanno alcun contatto pacifico con l'esterno): secondo il FUNAI, il Dipartimento brasiliano agli Affari Indigeni, i gruppi incontattati che vivono nella foresta amazzonica brasiliana sono almeno 77[37].

Origine geneticaModifica

Diversi studi genetici dimostrano che l'ascendenza genetica europea è predominante nella popolazione brasiliana. In nessuna regione del Brasile l'ascendenza africana o indigena è maggiore di quella europea,[38][39][40] sebbene vi siano differenze regionali: l'ascendenza europea è più forte nel sud (77%) e più debole nel nord (51%); l'origine africana è più presente nel nord-est (27%) e meno nel sud (12%) e l'origine indigena è forte nel nord (32%) e debole nel sud-est (10%).

Ascendenza genetica dei brasiliani, per regione[38]
Regione Europea Africana Indigena
Nord 51% 16% 32%
Nord-est 58% 27% 15%
Centro-Ovest 64% 24% 12%
Sud-Est 67% 23% 10%
Sud 77% 12% 11%
Brasile 62% 21% 17%

Secondo uno studio genetico del 2014, i brasiliani "pardos" (di colore marrone) avevano il 64,7% di antenati europei, il 25,3% di africani e il 10% di indigeni. A loro volta, i brasiliani "bianchi" avevano l'84,6% di ascendenza europea, il 9,7% africana e il 5,6% indigena e i brasiliani "neri" il 53,6% di antenati africani, il 38,1% europei e l'8,3% indigena. In generale, i brasiliani, siano essi "pardos", "bianchi" o "neri", hanno le tre origini (europea, africana e indigena), che variano solo in gradi.[41][42] Secondo uno studio genetico del 2018, l'ascendenza europea che predomina in Brasile proviene da antenati portoghesi, sebbene nel sud del paese l'ascendenza italiana e tedesca sia forte.[43]

Comunità italianaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Italo-brasiliani.
Immigrazione italiana verso il Brasile (1876-1920)
Fonte: Instituto Brasileiro de Geografia e Estatística (IBGE)
Regione di origine Numero di immigrati Regione di origine Numero di immigrati
Veneto 365 710 Sicilia 44 390
Campania 166 080 Piemonte 40 336
Calabria 113 155 Puglia 34 833
Lombardia 105 973 Marche 25 074
Abruzzi e Molise 93 020 Lazio 15 982
Toscana 81 056 Umbria 11 818
Emilia-Romagna 59 877 Liguria 9 328
Basilicata 52 888 Sardegna 6 113
Totale: 1 243 633
Immigrazione italiana verso il Brasile per decennio
Fonte: Instituto Brasileiro de Geografia e Estatística (IBGE)[44]
Decennio Numero di immigrati Decennio Numero di immigrati
1884-1893 510 533 1924-1933 70 177
1894-1903 537 784 1945-1949 15 312
1904-1913 196 521 1950-1954 59 785
1914-1923 86 320 1955-1959 31 263

I primi immigrati italiani arrivarono in Brasile nel febbraio 1874 nello Stato di Espírito Santo.[45] Erano contadini trentini e veneti attirati dal lavoro come piccoli coltivatori nelle colonie ufficiali e nelle fazendas del paese. Più di un milione e mezzo di italiani emigrarono in Brasile fra il 1880 e il 1950. Più della metà proveniva dal nord-Italia, con 30% dal Veneto.[46][47].

L'emigrazione verso il Brasile fu favorita a partire dal 1888, quando fu abolita la schiavitù, e il governo brasiliano incoraggiò l'arrivo di immigrati italiani per sostituire gli schiavi come manodopera nelle piantagioni di caffè.[48]

La maggior parte degli italiani trovarono lavoro nelle piantagioni di caffè brasiliane nello Stato di San Paolo e Minas Gerais o nelle piccole proprietà nel sud del paese (odierni Stati di Rio Grande do Sul, Santa Catarina e Paraná). Gli italiani si insediarono maggiormente nel sudest del Paese, la regione più ricca del Brasile.[49][50]

Nel 1925, il governo italiano stimò che gli italiani e loro discendenti erano il 6% della popolazione del Brasile e il 15% dei bianchi.[51] Secondo il censimento brasiliano del 1940, 1.260.931 brasiliani dichiaravano di essere figli di padre italiano, e 1.069.862 figli di madre italiana. I nati in Italia erano 285.000 e 40.000 erano stati naturalizzati brasiliani. Pertanto, a quella data, gli italiani e i loro figli erano poco più del 3,8% della popolazione del Brasile.[52]

Secondo stime recenti, oggi il 15% della popolazione brasiliana sarebbe di origine italiana, ovvero circa 30 milioni di persone, risultando quindi la più numerosa popolazione di oriundi italiani nel mondo.[53] Secondo un'altra ricerca condotta nel 1999 dall'ex presidente dell'IBGE, il 10,5% dei brasiliani hanno affermato di avere origini italiane. In una popolazione di 200 milioni di brasiliani, sono quindi circa 20 milioni di persone.[54] Secondo un'altra ricerca condotta nel 2016, 7,7% dei brasiliani hanno un cognome di origine italiana. La maggior parte dei brasiliani di origine italiana appartengono oggi alla classe media del Brasile e guadagnano salari superiori alla media nazionale.[55]

 
Immigrati italiani in una fabbrica di San Paolo, all'inizio del secolo scorso

Diverse persone importanti della società brasiliana sono di origini italiane. Il Brasile già ha avuto quattro Presidenti della Repubblica di origine italiana: Pascoal Ranieri Mazzilli, Emílio Garrastazu Médici, Itamar Franco e Jair Bolsonaro.

ReligioneModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Chiesa cattolica in Brasile.

La religione in Brasile si è evoluta dall'incontro della Chiesa Cattolica con la religione tradizionale dei discendenti degli schiavi africani e della popolazione indigena. La religione predominante è quella cattolica (64,6%), seguita dal protestantesimo con il 22,2%. Particolarmente pronunciato in Brasile è stato il progressivo e costante aumento dei protestanti, passati dal 15,4% del 2000 al 22,2% del 2010, nello stesso periodo la Chiesa Cattolica è diminuita dal 73,6% al 64,6% con una perdita di circa 12 milioni di fedeli. In trent'anni la percentuale degli evangelici è passata dal 6,6% al 22,2%[56]. In particolare, gli evangelici pentecostali nel 2009, secondo uno studio del Centro de Políticas Sociais da Fundação Getúlio Vargas (FGV), costituivano quasi il 13% della popolazione brasiliana[57].

Altri movimenti religiosi evangelici costituiscono il 7% del totale della popolazione, mentre le altre religioni minori costituiscono, tutte assieme, non più del 7% del totale. Tra queste ultime, l'1,65% segue lo spiritismo, dottrina filosofica che proprio in Brasile ha uno dei più alti numeri di adepti[57]. Secondo il censimento del 2000 inoltre, lo 0,31% è di religione afro-brasiliana, lo 0,13% è di religione buddista, lo 0,05% ebrea, lo 0,02% islamica, lo 0,01% di religioni indigene, mentre il 7,35% è invece ateo[58].

SocietàModifica

Lingue e dialettiModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Lingue parlate in Brasile.
 
Comuni in cui il talian (o veneto brasiliano) è co-ufficiale nello Stato del Rio Grande do Sul

Il portoghese è la lingua ufficiale del Brasile ed è parlato da quasi tutti i suoi abitanti. Il Brasile è l'unico paese di lingua portoghese nelle Americhe e il portoghese è una parte importante della identità nazionale brasiliana, dandole una cultura nazionale distinta da quella dei suoi vicini che parlano la lingua spagnola.[59] Il portoghese parlato in Brasile fu influenzato dalle lingue africane e indigene. Di conseguenza, la lingua usata nel paese sud-americano differisce, per lo più in fonologia, dalla lingua parlata in Portogallo e negli altri paesi di lingua portoghese.[60]

Il censimento del 2010 ha registrato 305 gruppi indigeni nel Brasile che parlano 274 lingue diverse. Degli indigeni che hanno 5 o più anni (786.674 persone), il 37,4% parla una lingua indigena e il 76,9% parla il portoghese. Coloro che parlano una lingua indigena si trovano soprattutto nelle regioni settentrionali del Brasile.[61]

Come risultato dell'immigrazione italiana verso il Brasile, la lingua veneta è parlata in alcune regioni degli stati meridionali di Rio Grande do Sul e Santa Catarina, nella regione è conosciuta con il nome di talian. Questa lingua ha una struttura fonologica, morfologica e lessicale veneta con caratteristiche strutturali dei dialetti vicentino, padovano, trevigiano e feltrino-bellunese, più influenze dei dialetti lombardi e del portoghese.[62] Nel 2014, il talian è stato dichiarato parte del patrimonio culturale del Brasile ("Língua e referência cultural brasileira"); secondo la stima divulgata in questa occasione, il veneto brasiliano sarebbe parlato da circa 500.000 persone in 133 città brasiliane.[63][64] Il talian è parlato soprattutto nelle aree rurali e dagli anziani, ed è in pericolo di estinzione.[65]

Anche negli stati del sud, discendenti di immigrati tedeschi conservano le loro lingue, soprattutto il dialetto hunsrückisch (originario della Germania sud-occidentale), e il pomerano (originario della regione del Mar Baltico).[66][67][68] Come accade per il talian, queste lingue stanno scomparendo in Brasile, specialmente tra i giovani.[69]

Ordinamento dello StatoModifica

Suddivisioni amministrativeModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Suddivisioni del Brasile e Stati federati del Brasile.

Il Brasile è composto da 26 stati federati, più il Distretto Federale.

Bandiera Stato Abbr. Capitale Area (km²) Popolazione (2005) Densità (2005)
  Acre AC Rio Branco 152.581,4 656.043 4,30
  Alagoas AL Maceió 27.767,7 3.015.912 108,61
  Amapá AP Macapá 142.814,6 594.587 4,16
  Amazonas AM Manaus 1.570.745,7 3.232.330 2,05
  Bahia BA Salvador 564.692,7 13.815.334 24,46
  Ceará CE Fortaleza 148.825,6 8.097.276 54,40
  Distrito Federal DF Brasilia 5.801,937 2.562.963 441,74
  Espírito Santo ES Vitória 46.077,5 3.408.365 73,97
  Goiás GO Goiânia 340.086,7 5.619.917 16,52
  Maranhão MA São Luís 331.983,3 6.103.327 18,38
  Mato Grosso MT Cuiabá 903.357,9 2.803.274 3,10
  Mato Grosso do Sul MS Campo Grande 357.125,0 2.264.468 6,34
  Minas Gerais MG Belo Horizonte 586.528,3 19.237.450 32,79
  Pará PA Belém 1.247.689,5 6.970.586 5,58
  Paraíba PB João Pessoa 56.439,8 3.595.886 63,71
  Paraná PR Curitiba 199.314,9 10.261.856 51,48
  Pernambuco PE Recife 98.311.6 8.413.593 85,58
  Piauí PI Teresina 251.529,2 3.006.885 11,95
  Rio de Janeiro RJ Rio de Janeiro 43.696,1 15.383.407 352,05
  Rio Grande do Norte RN Natal 52.796,8 3.003.087 56,88
  Rio Grande do Sul RS Porto Alegre 281.748,5 10.845.087 38,49
  Rondônia RO Porto Velho 237.576,2 1.153.459 6,46
  Roraima RR Boa Vista 224.299,0 391.317 1,74
  Santa Catarina SC Florianópolis 95.346,2 5.866.568 61,53
  San Paolo SP San Paolo 248.209,4 40.442.795 162,93
  Sergipe SE Aracaju 21.910,3 1.967.761 89,81
  Tocantins TO Palmas 277.620,9 1.305.728 4,70

Città principaliModifica

 
Viabilità in Brasile, con le superstrade evidenziate in rosso. Lo Stato di San Paolo è quello con la miglior rete stradale del paese.
 
Salvador, capitale dello Stato di Bahia.
 
Recife, capitale dello Stato di Pernambuco
 
Fortaleza, capitale dello Stato di Ceará
 
Maceió, capitale dello Stato di Alagoas
 
San Paolo, capitale dello Stato omonimo

Le città principali del Brasile sono São Paulo, Rio de Janeiro che è la precedente capitale, Brasilia l'odierna capitale, Belo Horizonte, Salvador che fu la prima capitale, Fortaleza, Recife, Curitiba, Porto Alegre e Manaus.[70]

Nella lista sottostante, sono contrassegnate in grassetto le città capitali di stato.

Posizione Città Stato Abitanti
1 San Paolo San Paolo 11.895.893
2 Rio de Janeiro Rio de Janeiro 6.453.682
3 Salvador Bahia 2.902.927
4 Brasilia Distretto Federale 2.852.372
5 Fortaleza Ceará 2.571.896
6 Belo Horizonte Minas Gerais 2.491.109
7 Manaus Amazonas 2.020.301
8 Curitiba Paraná 1.864.416
9 Recife Pernambuco 1.608.488
10 Porto Alegre Rio Grande do Sul 1.472.482
11 Belém Pará 1.432.844
12 Goiânia Goiás 1.412.364
13 Guarulhos San Paolo 1.312.197
14 Campinas San Paolo 1.154.617
15 São Luís Maranhão 1.064.197
16 São Gonçalo Rio de Janeiro 1.031.903
17 Maceió Alagoas 1.005.319
18 Duque de Caxias Rio de Janeiro 878.402
19 Natal Rio Grande do Norte 862.044
20 Campo Grande Mato Grosso do Sul 843.120

IstituzioniModifica

Il Brasile è una Repubblica presidenziale federale con una netta separazione fra il potere esecutivo, legislativo e giudiziario.

Il potere esecutivo è guidato dal Presidente della Repubblica che è capo di Stato e di Governo. Eletto per un mandato di quattro anni con possibilità di rielezione, può applicare le leggi in vigore e proporne altre riguardanti la sua competenza[non chiaro]. Vengono inoltre compresi i ministeri e le segreterie speciali.

Il potere legislativo è di esclusiva competenza del Congresso Nazionale del Brasile, formato dalla Camera dei Deputati (513 membri) eletti ogni 4 anni e del Senato (81 membri) eletti ogni 8 anni.

CostituzioneModifica

La Costituzione brasiliana è stata promulgata il 5 ottobre 1988.

Ordinamento scolasticoModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Istruzione in Brasile.
  • Tasso di alfabetizzazione: 96%.[71]
  • Studenti universitari: 5.650.000.
  • Facoltà universitarie riconosciute dal Ministero della Pubblica Istruzione brasiliano: 2358.[72]

L'istruzione di base è garantita a tutti ma la difficoltà nel censire gli abitanti nei grossi agglomerati urbani genera una grande difficoltà da parte del governo a obbligare i piccoli a frequentare la scuola. Le università pubbliche sono di ottimo livello e per potervi accedere è necessario passare un esame di ammissione, detto "vestibular", normalmente sono frequentate dai ricchi in quanto hanno potuto frequentare scuole superiori a pagamento di ottimo livello, la classe povera che frequenta le scuole superiori pubbliche (di buon livello) ha qualche difficoltà ad accedere ai corsi universitari statali.

UniversitàModifica

Risale al 19 dicembre 1912 la più antica università del Brasile: si tratta dell'Università federale del Paraná, università pubblica con sede principale a Curitiba, di rilevanza internazionale.

Sistema sanitarioModifica

Il sistema sanitario pubblico non è sufficiente e in molte regioni gli abitanti utilizzano le assicurazioni sanitarie private, stipulando contratti di salute denominati "Plano de Saúde", con pagamento mensile. Chi può permettersi il Plano de Saude è in grado all'occorrenza di utilizzare strutture sanitarie private.

PoliticaModifica

 
Congresso Nazionale del Brasile

Politica internaModifica

 
Palazzo Presidenziale (Palácio do Planalto) a Brasilia

In seguito alla promulgazione della Costituzione del 1988, il Brasile è una Repubblica presidenziale federale. Per quanto riguarda la divisione amministrativa prende ispirazione dal modello nordamericano. Tuttavia il federalismo brasiliano è differente da quello statunitense: il potere esecutivo è esercitato dal Presidente, che possiede anche le funzioni di Capo di Stato e di Capo del Governo e viene eletto ogni quattro anni. In concomitanza con le elezioni presidenziali si vota anche per il Congresso nazionale, che detiene il potere legislativo ed è diviso in due camere parlamentari: la Camera dei Deputati, quadriennale, di 513 membri, e il Senato Federale comprendente 81 membri. Il sistema di voto è di tipo statale per l'elezione dei senatori: ogni stato elegge tre o due candidati in base al numero degli abitanti; per l'elezione del presidente e della Camera dei Deputati, invece, si adopera un sistema proporzionale che tiene conto della popolazione complessiva di tutto il Paese. Infine, il potere giudiziario, la cui istanza massima è il Supremo Tribunale Federale, responsabile dell'applicazione della Costituzione, è composto da undici ministri scelti dal Presidente con l'approvazione del Senato, tra persone con noto sapere in ambito giuridico. La composizione del Supremo Tribunale Federale non viene rinnovata completamente ogni volta che si rinnova il mandato presidenziale: il Presidente indica un nuovo ministro quando uno di coloro che è in carica muore o si dimette. Esistono anche il Tribunale Superiore di Giustizia, il Supremo Tribunale del Lavoro, il Supremo Tribunale Elettorale e il Tribunale Superiore Militare, che si occupano dell'amministrazione della giustizia nei rispettivi ambiti.

Dal 1996 il Brasile usa, primo al mondo, un sistema di votazione elettronica, obbligatoria e universale per quei cittadini alfabetizzati fra i 18 e 70 anni d'età.

Dal 1994 il Parlamento e il Presidente sono eletti nella medesima data.

I principali partiti sono:

Politica esteraModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Relazioni bilaterali tra Brasile e Iran.
 
Ministero degli Affari Esteri a Brasilia

Per analizzare in dettaglio la politica estera di questo paese si può ricorrere a uno schema di cerchi concentrici, ognuno riguardante un ambito delle relazioni internazionali brasiliane. Partendo dall'interno di questo schema, nel primo cerchio troviamo il Mercosur.
Il Mercato Comune del Sud fu istituito il 26 marzo 1991 ed era composto inizialmente da: Brasile, Argentina, Paraguay e Uruguay. Il 4 luglio 2006 è stato approvato il Protocollo di Adesione della Repubblica Bolivariana di Venezuela al Mercosur, che stabilisce le condizioni e i termini previsti per la piena incorporazione della Venezuela al blocco. L'entrata in vigore del riferito protocollo richiede che questo sia ratificato dai parlamenti dei cinque paesi coinvolti. Per ora, la riferita adesione è stata approvata dai parlamenti del Venezuela, del Brasile, dell'Argentina e dell'Uruguay, restando ancora pendente l'approvazione del parlamento del Paraguay.
L'obiettivo del Mercosur è quello di raggiungere un mercato comune con l'abolizione dei dazi doganali.

Il secondo cerchio concentrico riguarda l'attenzione del Brasile verso gli altri Stati sudamericani con i quali vuole attuare un programma di collaborazione politica, culturale ed economica; tra questi paesi esisteva una cooperazione che prima si chiamava CASA e dall'Aprile del 2007 ha preso il nome di UNASUR.

Il terzo cerchio concentrico è costituito dall'alleanza del Brasile con i Paesi emergenti dei continenti in via di sviluppo. In particolare, esistono rapporti con la Repubblica sudafricana per quanto riguarda l'Africa e con l'India, in rappresentanza dell'Asia. Questo accordo tuttavia si trova ancora in uno Stato embrionale, in quanto avvengono ancora pochi scambi commerciali, ma le previsioni per la crescita dei rapporti economici sono ottimistiche.
Per quanto riguarda poi in particolare l'Asia è palpabile la notevole presenza di mercati asiatici in Brasile, nonché la notevole quantità di esportazioni brasiliane in Asia (45 miliardi di attivo commerciale) che riguardano materie prime insieme ad alcuni prodotti finiti.
Il quarto cerchio è costituito dal rapporto con i Paesi industrializzati. Il primo partner commerciale del Brasile è l'Unione europea considerata nel complesso.

Esiste un ottimo rapporto con gli Stati Uniti i quali non hanno buone relazioni con tutti i paesi dell'America Latina: il Brasile svolge un importante ruolo di mediazione tra i due blocchi, anche se con cautela in quanto non desidera spiccare nei confronti degli altri Paesi.

Il quinto e ultimo cerchio riguarda la volontà del Brasile di entrare come stato permanente nel consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite (gli stati permanenti sono: gli USA, la Russia, la Cina, il Regno Unito e la Francia) e di avere un maggiore peso anche all'interno dell'Organizzazione Mondiale del Commercio in qualità di capofila degli altri Paesi Sudamericani.

Il Brasile è uno degli stati fondatori (9 dicembre 2007) della Banca del Sud e partecipa al suo capitale con 4.000 milioni di dollari.[73][74]

EconomiaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Economia del Brasile.
 
Rocinha, la più grande favela del Brasile, in contrasto con gli edifici moderni di São Conrado, a Rio de Janeiro.
 
San Paolo è il più grande centro finanziario del Brasile, dell'America Latina e del sud dell'emisfero. La borsa valori del Brasile è tra le dieci più grandi al mondo.

Il Brasile, con un prodotto Interno Lordo di 2.080 milioni di dollari nel 2017, occupa il 8º posto nella classifica mondiale.[75] L'economia del Brasile è la più grande dell'America Latina e la seconda più grande nelle Americhe, dopo gli Stati Uniti.[76]

L'economia brasiliana ha la caratteristica di essere concentrata nello Stato.[77] Lo stato brasiliano ha partecipazioni in più di 650 società, coinvolte in un terzo del PIL nazionale.[78] Nel 2018 è stato considerato il 153° tra 180 paesi con maggiore libertà economica.[79]

Secondo i dati della Banca mondiale, dal 2014 al 2017 (anni della recessione brasiliana), la povertà del Paese è cresciuta di tre punti percentuali, raggiungendo il 21% della popolazione, ovvero 43,5 milioni di persone. Nel 2014 il numero totale di brasiliani che vivevano in questa condizione era di 36,2 milioni.[80] La popolazione povera vive, soprattutto, nelle favelas delle grandi città e nelle regioni più povere del Brasile (il Nord e il Nord-est).[81] Il Brasile è un paese di contrasti tra ricchi e poveri. Molte città nelle regioni Sud e Sud-est hanno un elevato sviluppo sociale. Per esempio, la città di São Caetano do Sul, nello stato di San Paolo, ha un Indice di sviluppo umano di 0,982, superiore a quello del Portogallo (0.920); di contro, la città di Manari, nello stato del Pernambuco, ha un ISU di 0,550, lo stesso della Tanzania, nell'Africa.[82]

La crisi economica, la mancanza di politiche pubbliche e la corruzione stanno portando a un aumento della povertà nel 2017. Molti dipendenti pubblici in pensione non ricevono più la pensione in tempo e alcuni diventano senzatetto perché non possono pagare l'affitto. Nel 2017, il 5% più ricco di brasiliani detiene la stessa ricchezza del restante 95%. Sei miliardari da soli sono più ricchi dei 100 milioni di brasiliani più poveri. Secondo i dati dell'Istituto Brasiliano di Geografia e Statistica, la povertà estrema è aumentata dell'11 per cento nel 2017, mentre anche la disuguaglianza ha ripreso a crescere (l'indice Gini è passato da 0,555 a 0,567). La riduzione del numero di beneficiari della Bolsa Familia decisa dal governo è la causa principale, secondo lo studio.[83]

Uno dei più importanti casi di corruzione in Brasile riguarda la società Odebrecht. Dagli anni '80, quest'ultimo ha speso diversi miliardi di dollari sotto forma di tangenti per corrompere i parlamentari per votare a favore del gruppo. A livello comunale, la corruzione di Odebrecht mirava a "stimolare le privatizzazioni", in particolare nella gestione delle acque e delle fognature.[84]

AmbienteModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Aree naturali protette in Brasile.
 
La foresta amazzonica sulle rive di un fiume

Il 4,0% del territorio è protetto (1% parzialmente protetto).

Trattati ambientali a cui è associato: Convenzione di Ramsar, CITES, CBD (sulla biodiversità), Convenzione di Basilea sui rifiuti tossici, Protocollo di Montréal (emissione clorofluorocarburi), Protocollo di Kyōto (effetto serra).

L'area del Brasile ospita diversi ecosistemi, come l'Amazzonia, la Riserve della foresta atlantica (Mata Atlantica) e il Cerrado; il Brasile è inserito tra i 17 Paesi megadiversi del pianeta per la notevole biodiversità dei suoi territori.

Flora e faunaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Foresta Amazzonica.
 
Il paese ha il maggior numero di giaguari in tutto il mondo

La foresta brasiliana più importante è la Foresta Amazzonica, una delle più grandi al mondo. È considerato il polmone verde della Terra. Tuttavia sono presenti problemi di deforestazione dovuti al taglio della legna e alla creazione di campi coltivabili. Lungo la costa atlantica si trova, su pianure e rilievi la Mata Atlantica, la Foresta Atlantica, o ciò che ne rimane dopo le deforestazioni dei secoli passati per dare spazio a piantagioni di banane e caffè. La Foresta Atlantica è comunque in ripresa e sono numerosi i parchi protetti, come ad esempio quello della Tijuca a Rio de Janeiro.

La foresta è caratterizzata non solo dalla sua grandezza ma anche dalla varietà di specie animali che vi abitano.

CulturaModifica

La cultura brasiliana è stata principalmente influenzata dalla cultura del Portogallo. La lingua portoghese, la religione cattolica e le tradizioni principali sono state portate dai colonizzatori portoghesi durante l'era coloniale. I nativi americani hanno influenzato la lingua e la cucina e gli schiavi africani hanno influenzato la musica, cucina, lingua e religione del Brasile.[85][86]

L'influenza tedesca e soprattutto quella italiana sono forti nelle regioni Sud e Sudorientale del Brasile. L'immigrazione italiana verso il Brasile meridionale è stata intensa fra il 1870 e il 1920.[87]

Tutte queste culture mescolate hanno generato la ricca cultura brasiliana.

ArteModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Barocco in Brasile.

Sin dal XVI secolo, le chiese e i conventi cattolici del Brasile, con l'adozione soprattutto dello stile chão portoghese, presentavano decorazioni di stile europeo realizzate spesso da artigiani brasiliani addestrati alle tecniche di oltreoceano. Durante i secoli XVII e XVIII, i modelli barocchi e rococò, importati dal Portogallo, influenzarono in maniera determinante l'architettura religiosa del Brasile. Molte di queste chiese possono essere ammirate ancora oggi.

 
Scultura raffigurante Osea di Aleijadinho in Congonhas, Minas Gerais

L'artista più interessante dell'intero periodo coloniale fu senz'altro lo scultore e architetto Antônio Francisco Lisboa (1738-1814), meglio noto con il nome di Aleijadinho. Autodidatta, figlio di un colono portoghese e di una schiava, sviluppò una notevole maestria nelle più raffinate decorazioni rococò e le sue sculture lignee policrome e le statue di pietra esprimono una grandiosità di sentimenti fuori dal tempo. Aleijadinho, nonostante avesse contratto una grave malattia deformante, continuò a lavorare ugualmente per altri trent'anni, con lo scalpello e il mazzuolo legati al polso. La sua arte può essere apprezzata nelle molte chiese barocche dello Stato natio di Minas Gerais, specialmente nella città di Ouro Preto e nella zona circostante. Nella Chiesa del Bom Jesus de Matosinhos nella città di Congonhas do Campo, Aleijadinho scolpì nella pietra, a grandezza naturale, le statue dei dodici Profeti poste sulla scalinata e sul loggiato esterni. Di fronte alla scalinata della chiesa, in sei piccole cappelle devozionali, creò le stazioni della Via Crucis con 66 statue in legno di cedro.

 
La raccolta di arte occidentale del MASP in San Paolo è considerata la più importante dell'intera America Latina
 Lo stesso argomento in dettaglio: Missione artistica francese.

Durante gli ultimi due anni del XVIII secolo, specialmente a Rio de Janeiro, apparvero i segni di un'arte nuova, non più dominata dai temi religiosi. Diventarono sempre più frequenti nella produzione artistica di Rio opere di contenuto mondano, come i ritratti di personaggi famosi.
All'inizio del XIX secolo, con il trasferimento in Brasile della corte reale portoghese, determinato dall'invasione del Portogallo da parte delle truppe di Napoleone, si assiste a un processo di "europeizzazione" della vita culturale. Giovanni VI, il re portoghese fuggitivo, incoraggiò la vita intellettuale di Rio de Janeiro, fondando istituzioni culturali come la Stampa Regia e la Biblioteca Nazionale. Inoltre, portò con sé un gruppo di maestri francesi, la cosiddetta Missione artistica francese, per creare in Brasile un'Accademia delle Arti, sul modello di quelle europee, e introdurre lo stile neoclassico nel piano di ammodernamento di Rio de Janeiro come capitale del Regno. Facevano parte del gruppo artisti come i fratelli Taunay, l'architetto Auguste Grandjean de Montigny (1776-1850) e il pittore Jean-Baptiste Debret (1768-1848), che con i suoi quadri ha lasciato una preziosa documentazione iconografica del paesaggio, della gente e delle abitudini rurali e cittadine dell'epoca. L'impronta lasciata da Debret e dai suoi colleghi fu tale che il neoclassicismo ha dominato le arti figurative brasiliane fino al periodo repubblicano.

Dopo l'introduzione del Romanticismo nella pittura e nella scultura, nel periodo della proclamazione della repubblica (1889), si attivò un notevole sviluppo urbanistico coincidente con il ripristino della antica arte coloniale. Fino alla prima metà del XX secolo, l'arte brasiliana ha riflesso le correnti e i movimenti europei; tipico esempio di questo momento furono i monumenti dell'italiano Galileo Emendabili, tra cui l'Obelisco della rivoluzione costituzionale del 1932, collocato nel Parco Ibirapuera di San Paolo.

Dopo la seconda guerra mondiale, il Brasile ha cercato di avvicinarsi all'avanguardia delle correnti artistiche contemporanee. Una spinta propulsiva al rinnovamento delle tendenze è stato offerto dalla Biennale internazionale di San Paolo, istituita nel 1951.

LetteraturaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Letteratura brasiliana.

Le prime tracce di letteratura brasiliana sono attribuibili ai versi religiosi dei gesuiti e ai resoconti dei cronisti del Cinquecento alla scoperta del Paese. Nel Seicento la scuola bahiana mise in evidenza opere di storici, di moralisti e dei primi poeti, tra i quali Gregorio de Mattos (1633-1696). Nel secolo seguente fiorirono le prime accademie e finalmente, grazie alla scuola mineira arcadica, si formò assieme a una tecnica imitativa europea e delle opere di Camōes anche un sentimento letterario brasiliano. Solamente nell'Ottocento la letteratura brasiliana raggiunse una sua maturazione con i contributi del Romanticismo e del suo iniziatore: Gonçalves de Magalhäes (1811-1882). Allo stesso periodo appartennero sia i due più popolari poeti romantici, Gançalves Dias (1823-1864) e Castro Alves (1847-1871), sia i primi romanzieri, Manuel Antonio de Almeida (1830-1861) e Joaquim Manuel de Macedo (1820-1882). Nei decenni seguenti si imposero il parnassianesimo in poesia e il naturalismo in prosa, magistralmente rappresentato da Machado de Assis (1839-1908). Se verso la fine dell'Ottocento si diffuse la reazione spiritualistica e simbolistica, il 1922 segnò l'inizio del modernismo, guidato da Mário de Andrade.[88] Tra i contemporanei si possono citare Paulo Coelho, João Guimarães Rosa e Jorge Amado.Tra le scrittrici che hanno dato grande contributo alla letteratura brasiliana ricordiamo Rachel de Queiroz e Clarice Lispector, tra le maggiori del novecento.

TeatroModifica

 
Teatro Amazonas a Manaus, capitale dello Stato di Amazonas.

Se nel periodo dell'espansione gesuita il teatro venne utilizzato per la diffusione della dottrina cattolica, nel XVII e nel XVIII secolo apparvero i primi drammaturghi che misero in scena spettacoli di derivazione europea destinati alla Corte o a spettacoli privati. Durante il XIX secolo acquistò importanza e spessore il teatro drammatico, il cui primo degno rappresentante fu Luiz Carlos Martins Penna (1813-1848), capace di descrivere la realtà a lui contemporanea. Sempre in questo periodo si impose la commedia di costume e la produzione comica. Rilevante, sempre nel XIX secolo, fu anche il drammaturgo Antônio Gonçalves Dias.[89]

Già ai primi del XX secolo si accrebbe la presenza di teatri, di impresari e di compagnie di attori, ma paradossalmente la qualità dei prodotti messi in scena scemò, e solamente nel 1940 il teatro brasiliano ricevette un'impennata di rinnovamento grazie all'azione del Teatro do Estudante di Paschoal Carlos Magno, al gruppo dei Comediantes e agli attori italiani Adolfo Celi, Ruggero Jacobbi e Aldo Calvo, fondatori del Teatro Brasileiro de Comedia. A partire dagli anni sessanta del secolo si assistette sia a un teatro impegnato nelle tematiche sociali e religiose sia al fiorire di scuole di arte drammatica. Gli autori più in evidenza in questa fase furono Jorge Andrade e Ariano Suassuna.[89]

MusicaModifica

 
Lundù, ballo originario del Congo, arricchitosi di elementi brasiliani, 1835
 Lo stesso argomento in dettaglio: Música popular brasileira.

La musica del Brasile è fortemente influenzata da quelle d'Africa e d'Europa. In 500 anni di storia, nel Paese sono sorti stili unici e originali come choro, forró, frevo, samba, bossa nova, Música Popular Brasileira (MPB) e rock brasiliano. Gli indios svilupparono una musica autoctona basata su strumenti tipici quali il chocalho, a percussione, e numerose danze rituali, come il catimbò e il fandango. In seguito gli indios assorbirono ritmi sincopati provenienti dalla tradizione africana e arricchirono la loro strumentazione con i tamburi (atabaques) e la campanella metallica (agogô). I canti antichi più diffusi erano quelli marinari, pastorali, epici, natalizi, sentimentali. Verso il XVI secolo la musica popolare brasiliana risentì anche dell'influenza della musica europea, ma solo con un certo ritardo si avviò il fenomeno d'integrazione con le espressioni musicali indigene, culminante agli inizi dell'Ottocento, durante il regno di Pietro I, grazie alla fondazione di teatri, istituti e scuole. Il compositore più importante di questo periodo è José Maurício Nunes Garcia, un mulatto dotato di vasta erudizione musicale, che riuscì a fondere gli elementi della scuola tradizionale del barocco brasiliano con la lezione dei grandi autori del classicismo europeo.

 
Tom Jobim e Chico Buarque, 1968. Archivio Nazionale del Brasile

Il più importante compositore di musica classica brasiliano è Heitor Villa-Lobos, compositore e direttore d'orchestra che scrisse attorno alle 1300 composizioni, di cui molte ispirate alla tradizione musicale brasiliana e altre a quella europea del 1600.

Tra le compositrici brasiliane Chiquinha Gonzaga (1847-1935), prima pianista del Choro e autrice della prima marcia del carnevale, intitolata Ó Abre Alas (1899): la data del suo compleanno, il 17 ottobre, viene celebrata in Brasile con la Giornata nazionale della musica popolare brasiliana (Dia Nacional da Música Popular Brasileira).[90]. Tra i compositori brasiliani Pixinguinha.

Tra i cantanti brasiliani più affermati Roberto Carlos Braga, Jorge Ben, Caetano Veloso, Maria Bethânia (sorella di Veloso), Carmen Miranda, portoghese ma naturalizzata brasiliana, Adoniran Barbosa, esponente della samba paulista, Gal Costa, Rita Lee, Fábio Jr. e Gusttavo Lima.

In campo metal, sono noti i Sarcófago, i Sepultura e gli Angra.

CinemaModifica

Gli albori del cinema brasiliano sono rintracciabili verso i primi del Novecento e già nel 1928 vennero realizzati i primi grandi successi, grazie alle opere di Humberto Mauro e di Mario Peixoto. Negli anni trenta del secolo il cinema ricevette un grande impulso con la fondazione delle case produttrici Vera Cruz e Maristela e negli anni quaranta e cinquanta si misero in luce importante Lima Barreto e un nutrito gruppo di artisti italiani, con in testa Adolfo Celi e Luciano Salce. Nel 1962, dopo un periodo di stasi, il regista Antonio Duarte ottenne la palma d'oro al Festival di Cannes e negli ultimi decenni numerosi sono stati gli approcci verso una cinematografia sia ad ampio respiro internazionale, sia corrispondente alle esigenze e al sentimento nazionale. Tra le varie attrici brasiliane che si distinsero nel XX secolo ricordiamo Dercy Gonçalves.Tra i film più recenti girati nel paese troviamo Fast & Furious 5.

Importante movimento di rinnovamento della cinematografia brasiliana fu il Cinema Novo.

Scienza e tecnologiaModifica

Il Brasile nello spazioModifica

In campo tecnologico nel XX secolo importanti progressi si sono registrati nel campo dell'aviazione anche con l'opera del pioniere dell'aviazione Alberto Santos-Dumont progettista e costruttore, all'inizio del XX secolo, del Santos-Dumont 14-bis.

SportModifica

CalcioModifica

 
Lo stadio Maracanã di Rio de Janeiro, uno dei più famosi del mondo

Il calcio (futebol) è lo sport più seguito e più amato. La nazionale brasiliana, nota informalmente come Seleção (selezione), è la nazionale di calcio più titolata del mondo, vantando 5 campionati mondiali vinti (1958, 1962, 1970, 1994 e 2002), 9 Coppe America (1919, 1922, 1949, 1989, 1997, 1999, 2004, 2007, 2019) e 4 Confederations Cup.

Inoltre è l'unica nazionale di calcio a essersi sempre qualificata alla fase finale di tutte le edizioni del mondiale. Alcuni dei suoi giocatori, come Pelé, sono considerati tra i migliori di sempre.

Il Brasile ha ospitato due volte il Campionato mondiale di calcio, nel 1950 e nel 2014. Nella partita decisiva della prima edizione perse per 2-1 contro l'Uruguay al Maracanã, evento per il quale venne coniato il termine Maracanazo. Nell'edizione del 2014 il Brasile venne clamorosamente battuto in semifinale dalla Germania, futura vincitrice del titolo, per 7-1; per calco linguistico, l'evento fu etichettato con il termine Mineirazo.

AutomobilismoModifica

 
Scuderia Fittipaldi Automotive - Fittipaldi F8

Nell'automobilismo, sono molti i campioni venuti dal Brasile. Prima che venisse istituito il campionato mondiale di Formula 1 diversi piloti ottennero alcuni successi nei trofei di corse che si disputavano all'epoca, fra i quali uno dei più famosi fu Chico Landi che su Maserati vinse il Gran Premio di Bari nel 1948; ma bisognerà poi aspettare gli anni settanta per trovare un pilota brasiliano di F1 vincente, Emerson Fittipaldi, che fu anche il primo pilota brasiliano a vincere il titolo mondiale (1972 e 1974) e che successivamente gareggiò con successo anche nei campionati americani di CART vincendo sia il titolo sia la famosa 500 Miglia di Indianapolis. Negli ultimi tempi si è impegnato anche nei campionati Grand Prix Masters e A1 Grand Prix. Per un breve periodo, gestì anche una propria scuderia di corse, la Fittipaldi Automotive o Copersucar.

Noti sono anche Ayrton Senna (campione del mondo nel 1988, 1990 e 1991) e Nelson Piquet (campione nel 1981, 1983 e 1987), che con i loro successi infiammarono gli anni ottanta. Sfortunatamente dopo di loro i piloti brasiliani non ottennero risultati soddisfacenti in F1, con le ultime vittorie in un gran premio ottenute da Felipe Massa e Rubens Barrichello ma senza titoli. Al contrario nei campionati americani di IndyCar ci sono stati gli iridi di Gil de Ferran, Cristiano da Matta e Tony Kanaan fra il 2000 e il 2004.

Altri piloti famosi nella storia dell'automobilismo, sia Formula 1 sia di categorie statunitensi, sono Carlos Pace, Christian Fittipaldi, Hélio Castroneves, Roberto Moreno.

Sport da combattimentoModifica

 
Royce Gracie, leggenda delle arti marziali miste

Molto diffusa è anche la lotta, nel quale i brasiliani hanno sviluppato delle varianti originali di sport da combattimento importati da immigrati europei e asiatici; sono molto popolari la luta livre e il jiu jitsu brasiliano,[91] stili che sono fra l'altro basi comuni per i cruenti tornei del vale tudo e che sono stati studiati anche da atleti stranieri impegnati nelle competizioni di arti marziali miste.[92] Fra i combattenti più importanti e noti ci sono Helio Gracie, Royce Gracie, Rickson Gracie, Ronaldo Souza, Anderson Silva, Wanderlei Silva, Antônio Rodrigo Nogueira e Vítor Belfort, e in generale gli atleti brasiliani sono spesso stati dominanti nei tornei e organizzazioni internazionali di arti marziali miste e di submission grappling.

La CapoeiraModifica

Tipicamente brasiliana è anche la Capoeira, arte marziale dalle acrobazie simili a quelle di una danza, cosa che trae facilmente in inganno chi non la conosce appieno.[93] La Capoeira viene praticata da due "giocatori" all'interno di un cerchio di persone, la Roda, che suonano un ritmo particolare.

Figura di spicco di questa arte marziale viene considerato Mestre Bimba (1899-1974), il padre della capoeira regional.

Giochi olimpiciModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Brasile ai Giochi olimpici.

La prima medaglia d'oro olimpica per il Brasile fu vinta da Guilherme Paraense, nel tiro a segno, ai Giochi olimpici di Anversa 1920.

Altri sportModifica

Oltre all'automobilismo, al calcio e alla lotta, nel Brasile molto popolari sono anche la pallavolo e, negli ultimi anni, il nuoto. La pallavolo nel Brasile è esplosa a partire dagli anni novanta, sia a livello maschile sia femminile: infatti, la Nazionale di pallavolo maschile del Brasile ha trionfato ai Giochi della XXV Olimpiade e ai Giochi della XXIII Olimpiade, oltre ad aver gli ultimi tre Campionati mondiali, le ultime due Coppe del Mondo, otto World League tra il 2001 e il 2011 e ad aver sempre trionfato nel Campionato sudamericano con l'esclusione del 1964, anno in cui la nazionale non si è qualificata. La nazionale di pallavolo femminile ha trionfato ai Giochi della XXIX Olimpiade e ha conquistato cinque World Grand Prix tra il 2004 e il 2009. Il nuoto è esploso negli ultimissimi anni, grazie soprattutto a César Cielo Filho, salito alla ribalta con la vittoria nei 50 metri stile libero ai Giochi della XXIX Olimpiade ed esploso definitivamente ai Campionati mondiali del 2009, in cui ha fatto la doppietta nei 50 e 100 stile libero, condita dallo sbalorditivo record del mondo nei 100 con 46"91, tempo che lo ha fatto diventare il primo nuotatore a essere sceso sotto la barriera dei 47" in tale disciplina. Un altro nuotatore brasiliano già abbastanza affermato a livello internazionale è Felipe França Silva, vincitore nei 50 metri rana a Campionati mondiali di nuoto 2011.

TradizioniModifica

Il CarnevaleModifica

In Brasile ci sono moltissimi tipi di carnevale a seconda della regione in cui ci si trova. Quello che attrae più turisti brasiliani è il carnevale di Salvador de Bahia, mentre quello che più attrae turisti stranieri è il Carnevale di Rio de Janeiro, per l'inizio della Quaresima: si celebra quaranta giorni prima di Pasqua. Esso è considerato il più trasgressivo e più importante del mondo, ogni anno sono milioni di turisti provenienti come detto da tutto il mondo che si recano alla manifestazione più importante, dove una folla immensa tra musica e festa vengono spinti enormi carri con varie rappresentazioni di tutti i colori e ballerine brasiliane che ballano a suon di samba. In Brasile viene svolto normalmente quaranta giorni prima della quaresima; a seconda dell'anno dura circa due settimane e viene svolto nello stesso periodo in tutto il Paese. Nei giorni di festa del carnevale il paese vanta una forte crescita economica.

Un altro carnevale importante e tradizionale è quello di Olinda, dove la folla va in giro con grosse fantasie in blocchi tradizionali e il Carnatal, il carnevale fuori stagione che si tiene ogni anno intorno ai primi di dicembre a Natal.[94]

FestivitàModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Festività in Brasile.

Dia dos Namorados è celebrato il 12 giugno è l'equivalente Brasiliano a San Valentino. In questo giorno tra le coppie: tra fidanzata e fidanzato, moglie e marito, ecc., è usanza scambiarsi regali e mazzi di fiori.[95]Dia das Mães è celebrato ogni seconda domenica di maggio è l'equivalente Brasiliano alla Festa della mamma.[96] Dia dos Pais è celebrato ogni seconda domenica di agosto è l'equivalente Brasiliano alla Festa del papà.[97] São João (San Giovanni) è una festività celebrata il 24 giugno nella maggior parte delle città Brasiliane, specialmente in quelle del Nordest, come Recife e Maceió.[98] Il 21 aprile si onora Tiradentes, patriota brasiliano.[99]

Il 7 settembre è il giorno dell'indipendenza dall'Impero portoghese, il 15 novembre il giorno della proclamazione della Repubblica, mentre il 12 ottobre è la festa di Nostra Signora di Aparecida. Altre festività come la Festa del lavoro, la Festa dei morti e il Natale avvengono nelle stesse date di altre parti del mondo, ossia il Primo maggio, il 2 novembre e il 25 dicembre.[100]

FolcloreModifica

Tra i personaggi caratteristici del folclore brasiliano ci sono il saci, un giovane di colore con una sola gamba che fuma la pipa; il curupira, un personaggio con i piedi rivolti all'indietro che punisce chi danneggia la foresta e i suoi animali; il boitatá, un serpente di fuoco che attacca chi appicca incendi; la mula sem cabeça, una donna che, colpita da una maledizione per una storia d'amore con un prete, si trasforma in una mula nelle notti tra il giovedì e il venerdì; il caboclo d'água, un essere con un solo occhio che vive nel Rio São Francisco e può rovesciare le barche.

GastronomiaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Cucina brasiliana.

Ciò che caratterizza soprattutto la cucina brasiliana è la varietà presente da regione a regione con le sue proprie caratteristiche e usanze.

NoteModifica

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  100. ^ LEI No 10.607, DE 19 DE DEZEMBRO DE 2002, planalto.gov.br, 2002.

BibliografiaModifica

  • Andrea Giannasi, Il Brasile in guerra. La partecipazione della Força Expedicionaria Brasileira alla Campagna d'Italia (1944-1945). Roma, Prospettiva Editrice, 2004, ISBN 88-7418-284-8
  • Ugo Guadalaxara, Brasile, cuore del mondo. Dalla conquista portoghese alla sinistra di Lula, Firenze Atheneum, Firenze, 2004 (quarta edizione).
  • Brasile in: Enciclopedia di Geografia, Garzanti, Milano, 2006.
  • Brazil - Lazy, hazy days for lucky Lula, "The Economist", June 30th, 2007, pp. 51–52.
  • Dreaming of Glory: a 14-Page Special Report on Brazil, "The Economist", April 14th, 2007.
  • Luciano Migliaccio, Sapere storico, pianificazione territoriale e sviluppo : il caso del Brasile (Udine: Forum Editrice Universitaria, 2009), Studi latinoamericani: Estudios latino americanos. Fascicolo 5, 2009.

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