Aeneas Erects a Tomb to his Nurse, Caieta, and Flees the Country of Circe (Aeneid, Book VII) MET DT10857.jpg

Nella mitologia classica, Caieta era la nutrice di Enea.

Indice

Il mitoModifica

Caieta era famosa per aver badato a Enea sin dalla tenera età, l'eroe era molto affezionato alla donna e anche dopo che ella morì le riservò ogni sorta di riguardo. Si aggregò a Enea quando fuggì da Troia presa dagli Achei. Secondo una delle versioni del mito il luogo della sua morte e sepoltura (Gaeta) fu anche una delle mete degli argonauti.

La morteModifica

Contrariamente alla maggior parte delle donne troiane, che preferirono fermarsi in Sicilia, Caieta seguì Enea anche nel Lazio, e vi morì appena giunta nel luogo che poi secondo la leggenda assunse il suo nome: l'attuale Gaeta. Si narra molto della sua fine, alcuni autori arrivano a descrivere minuziosamente il rito funebre della cremazione, ricordando che sulla tomba vi era una piccola frase come epitaffio alla memoria.[1]

Pareri secondariModifica

Il nome ricorre a volte come nutrice di Ascanio, a volte come moglie di Enea.

Interpretazione e realtà storicaModifica

Dal suo nome deriva la città di Gaeta, la città del Lazio meridionale.

BibliografiaModifica

FontiModifica

ModernaModifica

  • Luisa Biondetti, Dizionario di mitologia classica, Milano, Baldini&Castoldi, 1997, ISBN 978-88-8089-300-4.
  • Robert Graves, I miti greci, Milano, Longanesi, ISBN 88-304-0923-5.
  • Anna Ferrari, Dizionario di mitologia, Litopres, UTET, 2006, ISBN 88-02-07481-X.
  • Anna Maria Carassiti, Dizionario di mitologia classica, Roma, Newton, 2005, ISBN 88-8289-539-4.
  • Pierre Grimal, Enciclopedia della mitologia 2ª edizione, Brescia, Garzanti, 2005, ISBN 88-11-50482-1. Traduzione di Pier Antonio Borgheggiani

NoteModifica

  1. ^ Ovidio, metamorfosi, XIV, 441-444

Voci correlateModifica