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Campagna d'Azov
Data1695
LuogoAzov
Causareligiosa
EsitoVittoria turca
Schieramenti
Comandanti
Effettivi
32.000 uomini
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La campagna d'Azov fu un'operazione militare condotta nel 1695 dall'imperatore russo Pietro il Grande per conquistare la città di Azov, in mano ai turchi.

Nel XVII secolo, la sconfinata Russia era alla ricerca di sbocchi sul mare. La Svezia arrivava sino al Lago Ladoga; Neva e Narva erano fiumi svedesi; il Mar Baltico era sotto il suo controllo e del Brandeburgo; il Mar Nero era dominio turco: gli unici sbocchi Russi erano il Mar Bianco, gelato per la maggior parte dell'anno, ed il Mar Caspio, un mare chiuso. La Russia rischiava così di soffocare sotto la sua stessa immensità.

Per rompere il cerchio lo zar Pietro il Grande si rivolse prima a sud. La guerra all'infedele, a cui lo sollecitarono da ogni parte, fu il pretesto buono per attaccare i Turchi. Il 20 gennaio 1695 Pietro mobilitò le truppe. Obiettivo: Azov. Lo zar mosse da Mosca il 19 maggio con un esercito di circa 20.000 uomini (poco prima era scesa lungo il Dnepr un'armata di circa 12.000 uomini).

A fine giugno, i corpi comandati da Gordon, Golovin e Lefort, calati lungo il Don e il Volga, attuarono il congiungimento nei pressi di Azov, che i turchi avevano fortemente munita. S'iniziò l'assedio, ma Pietro volle espugnare la piazza d'assalto. Dopo un successo iniziale, fu respinto duramente. Ai primi d'ottobre non gli rimase che levare il campo. Venne battuto, anche se tornò trionfalmente a Mosca conducendo con sé un prigioniero.

BibliografiaModifica

  • I Grandi della Storia, Volume 14: Pietro il Grande, Mondadori
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