Canonici regolari di San Rufo

I canonici regolari di San Rufo furono una congregazione di chierici sotto la regola di Sant'Agostino. Sorti ad Avignone nel 1039, furono soppressi nel Settecento.

Cenni storiciModifica

Le origini della congregazione risalgono al 1039, quando il vescovo di Avignone autorizzò quattro canonici del capitolo cattedrale a insediarsi nel santuario suburbano di San Rufo per condurre una vita religiosa: la comunità fu probabilmente la prima ad adottare la regola di sant'Agostino.[1]

Le consuetudini di San Rufo, rimaneggiate attorno al 1100 dall'abate Lietberto, furono adottate da numerosi capitoli di Germania, Aquitania e Portogallo: la loro diffusione fu favorita dalla posizione geografica dell'abbazia-madre di Saint-Ruf (trasferita nel 1158 da Avignone a Valence), dal fatto che da essa provenivano i primi seguaci di san Bruno, consigliere di papa Urbano II, e dall'elezione al soglio pontificio di un canonico della congregazione, Nicholas Breakspear (Adriano IV).[2]

Gli abati delle comunità che seguivano l'osservanza di San Rufo erano tenuti a una visita di obbedienza all'abbazia caput ordinis, mentre l'abate di Saint-Ruf aveva il diritto di visita dei monasteri e di conferma dell'elezione degli abati.[2]

Nel 1760 la congregazione non contava che 33 religiosi e 9 case, tutte in Francia: nel 1772 la Santa Sede secolarizzò l'ordine e unì il suo patrimonio a quello di San Lazzaro, lasciando che la Commission des réguliers sopprimesse l'istituto.[2]

NoteModifica

  1. ^ Jean Becquet, DIP, vol. II (1975), col. 123.
  2. ^ a b c Jean Becquet, DIP, vol. II (1975), col. 124.

BibliografiaModifica

  • Guerrino Pelliccia e Giancarlo Rocca (curr.), Dizionario degli Istituti di Perfezione (DIP), 10 voll., Edizioni paoline, Milano 1974-2003.
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