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Capriccio con rovine classiche e figure di Leonardo Coccorante, un chiaro esempio di capriccio artistico
La Broadway Tower nel Worcestershire, in Inghilterra, l'esempio più famoso al mondo di capriccio architettonico
Uno dei "mostri" del Parco dei Mostri di Bomarzo, esempio artistico di capriccio in un giardino della fine del XVI secolo

Il capriccio (in inglese: folly, in francese: folie o fabrique - quest'ultimo termine specificatamente per l'architettura), in ambito artistico è una fantasia architettonica ottenuta mettendo insieme edifici, rovine archeologiche e altri elementi architettonici in combinazioni immaginarie e con elementi di fantasia. Il termine è usato anche per altre opere d'arte con un elemento di fantasia.

Il termine inizia a essere utilizzato a partire dal XV secolo, con un'accezione negativa (capriccio deriverebbe, infatti, da caporiccio, col significato di ribrezzo, pelle d'oca). Nel secolo seguente il termine assume un significato positivo, sia in ambito letterario (ambito nel quale ha, però, poca fortuna), che musicale; nel Seicento il termine viene attribuito a disegni fantasiosi e ghiribizzi, lontani dai temi religiosi o etici predominanti al tempo; nel Settecento questo genere artistico inizia ad essere guardato con minor diffidenza, grazie alle opere di grandi artisti quali Piranesi (le Carceri d'invenzione), Tiepolo, Watteau, Guardi e Goya (i Caprichos). Il capriccio vive il suo apice durante il Romanticismo, per poi declinare bruscamente.

Il capriccio o "veduta ideata" nella pittura veneziana tra la fine del Seicento e l'inizio del Settecento si configura come un genere vero e proprio, ossia come l'arte di comporre il paesaggio attraverso la libera combinazione di elementi architettonici reali o fantastici, di rovine dell'antichità rielaborate, di figure e macchiette, secondo una varietà di declinazioni che vanno dal grottesco al visionario, dal pittoresco all'elegìaco.

Secondo la definizione del compositore e teorico della musica tedesco Michael Praetorius del 1608 un capriccio «è una specie di fantasia improvvisata, nella quale si passa da un tema all'altro»[1]. Particolarmente famosi ed apprezzati in ambito musicale furono i 24 Capricci del violinista genovese Paganini, 4 dei quali ispirarono gli studi del pianista ungherese Franz Liszt.

Indice

ArchitetturaModifica

In architettura, un capriccio è un edificio stravagante, frivolo o buffo, progettato più come espressione artistica che a scopo pratico. Tuttavia ben pochi capricci erano originariamente completamente privi di un'utilità pratica: di solito, col tempo, hanno smesso di essere utilizzati, come nel caso delle torri di caccia.

I capricci si trovano solitamente nei parchi e nei terreni circostanti a grandi ville e castelli. Alcuni sono stati deliberatamente costruiti per sembrare in rovina. I capricci furono particolarmente in voga tra la fine del sedicesimo secolo e il diciannovesimo secolo.

Al giorno d'oggi i parchi a tema e le fiere mondiali contengono spesso edifici assimilabili a capricci (solo per fare un esempio, il gigantesco castello delle fiabe a Disneyland); queste strutture però sono costruite allo scopo di attirare e intrattenere i visitatori.

CaratteristicheModifica

 
Castello di Hagley all'interno dei terreno di Hagley Hall. Venne costruito da Sanderson Miller per George, lord Lyttelton a metà del XVIII secolo per riprendere le forme di un castello medievale in rovina.[2]

Il concetto di capriccio è spesso stato suggerito dalla definizione che una follia sia "una follia agli occhi dello spettatore".[3] Le caratteristiche tipiche sono:

  • Non vi è altro proposito che quello di essere un ornamento.[4] Spesso con la parvenza di edifici veri e propri, in realtà i capricci architettonici sono unicamente decorazioni.
  • Sono costruzioni, o parti di costruzioni.[4] Si distinguono nettamente da altri ornamenti da giardino come sculture.
  • Sono costruiti di proposito. Le follies sono deliberatamente costruite come ornamenti.
  • Spesso sono realizzate in modo eccentrico. Questa non è strettamente necessaria come caratteristica, ad ogni modo è solito che queste strutture richiamino a sé l'attenzione con forme e dettagli inusuali.
  • Vi sono spesso elementi palesemente falsi nelle costruzioni dei capricci. Un esempio canonico è rappresentato dalle rovine: una folly che pretende di essere il resto di un'antica costruzione ma che in realtà è stata realizzata già in quello stato.
  • Sono commissionate per puro piacere.[4]

StoriaModifica

 
Ricostruzione moderna di una Tenda Turca, una struttura permanente a Painshill, Surrey

Le folies hanno iniziato ad essere presenti come elementi decorativi per giardini tra la fine del XVI secolo e l'inizio del XVII secolo ma fiorirono particolarmente nei due secoli che seguirono. Molte furono le rovine di case monastiche e (in particolare in Italia) di ville romane, in particolare durante il periodo del romanticismo in architettura.

Ad ogni modo gran parte delle folies erano realizzate completamente senza supporto pratico ma, pur conservando il loro senso decorativo, alcune ebbero effettivamente degli usi, spesso legati alla caccia, come nel caso di torri o piccole case per accomodare i vari guardiacaccia. In alcuni casi alcuni capricci architettonici potevano servire come tea houses. A tutela dei capricci architettonici è stata creata nel 1988 una associazione, la Folly Fellowship, che si occupa di celebrare ancora oggi la storia e lo splendore di queste strutture e di farle conoscere al pubblico.

Le folies del XVIII secolo nei giardini francesi e inglesiModifica

 
Il Tempio della Filosofia a Ermenonville

folies (o in francese: fabriques) furono una parte importante del giardino all'inglese e del giardino alla francese nel corso del XVIII secolo, come nel caso di Stowe e Stourhead in Inghilterra ed Ermenonville e nei Giardini di Versailles in Francia. Spesso queste strutture ebbero forma di templi romani, abbazie gotiche in rovina o monumenti e piramidi egizie. Painshill Park nel Surrey contiene un gran numero di questi capricci, con una grande torre gotica e varie altre strutture del medesimo stile, un tempio romano, un eremitaggio, una tenda turca, una grotta incrostata di conchiglie e altro. In Francia talvolta i capricci avevano forma di fattorie, mulini e cottages come nel caso dell'Hameau de la Reine di Maria Antonietta a Versailles. Spesso queste strutture avevano significati di importanza simbolica per esaltare le virtù dell'antica Roma o i piaceri della vita di campagna. Il Tempio della Filosofia di Ermenonville, non terminato di proposito,[5] sta proprio a simboleggiare il fatto che la conoscenza non può mai dirsi completa, mentre il Tempio delle Virtù Moderne di Stowe venne lasciato deliberatamente distrutto per mostrare il decadimento dei costumi contemporanei.

Sulla fine del XVIII secolo, i capricci architettonici divennero più esotici, a rappresentare strutture di altre parti del mondo come pagode cinesi, ponti giapponesi, tende tartare.[6]

EsempiModifica

I capricci architettonici sono diffusi in tutto il mondo, ma essi trovano particolare rilevanza nei giardini della Gran Bretagna dove conobbero una grande stagione di splendore.[7]

AustriaModifica

 
Rovine romane, Palazzo di Schönbrunn, Austria
 
Piccola Gloriette al Palazzo di Schönbrunn

Repubblica CecaModifica

FranciaModifica

GermaniaModifica

IndiaModifica

 
Conolly's Folly, costruita durante la grande carestia irlandese del 1740-41

IrlandaModifica

ItaliaModifica

 
La Torre del Palagi nel parco di Villa Cusani Tittoni Traversi di Desio (MB)

MaltaModifica

PoloniaModifica

Regno UnitoModifica

 
Wainhouse Tower, Halifax, Inghilterra, vista dalla Wainhouse Terrace
 
Rushton Triangular Lodge, Northamptonshire, Inghilterra, costruita alla fine del XVII secolo per simboleggiare la Santa Trinità
 
Wimpole's Folly, Cambridgeshire, Inghilterra, costruita nel XVIII secolo assemblando rovine di stile gotico
 
The Beacon, uno dei capricci architettonici rimasti a Staunton Country Park commissionato originariamente da George Thomas Staunton e disegnato da Lewis Vulliamy

InghilterraModifica

ScoziaModifica

GallesModifica

RussiaModifica

Stati UnitiModifica

UngheriaModifica

Famine folliesModifica

Durante la Grande carestia irlandese del 1845-49 il termine di capriccio architettonico venne ripreso in uso per indicare una serie di strutture che vennero forzatamente realizzate per trovare una qualche occupazione alle centinaia e centinaia di lavoratori rimasti senza lavoro a causa della carestia. Queste opere pubbliche vennero chiamate "famine follies" ed includevano strade in mezzo al nulla o tra due punti a caso, muri, porti, ecc.[9]

NoteModifica

  1. ^ F. Torrefranca ed O. Hillyer Giglioli, CAPRICCIO (fr. caprice), in Enciclopedia Italiana, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1930. URL consultato il 13 novembre 2015.
  2. ^ The Castle About 3/4 Mile East of Hagley Hall, su britishlistedbuildings.co.uk. URL consultato il 4 settembre 2016.
  3. ^ Gwyn Headley e Win Meulenkamp, Follies a National Trust Guide, Jonathan Cape, 1986, p. xxi, ISBN 0-224-02105-2.
  4. ^ a b c Barbara Jones, Follies & Grottoes, Constable & Co, 1974, p. 1, ISBN 0-09-459350-7.
  5. ^ Dominique Césari, Ermenonville, su http://parcsafabriques.org/. URL consultato il 5 settembre 2016.
  6. ^ Yves-Marie Allain and Janine Christiany, L'art des jardins en Europe, Citadelles & Mazenod, Paris, 2006.
  7. ^ Dean Menzies, Folly, Hansagarten24. URL consultato il 5 settembre 2016.
  8. ^ Sham Castle, Bath in Time, 8 febbraio 2007. URL consultato il 21 novembre 2012 (archiviato dall'url originale il 24 maggio 2013).
  9. ^ Howley, James. 1993. The Follies and Garden Buildings of Ireland. New Haven: Yale University Press. ISBN 0-300-05577-3

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

  • Capriccio, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 15 marzo 2011, Treccani.it – Enciclopedie on line. URL consultato il 13 novembre 2015.