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Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando la stella, vedi Eta Carinae.

Le Carinae ("carene") erano un quartiere dell'antica Roma. Corrispondevano al settore occidentale del pendio meridionale dell'Esquilino.

EtimologiaModifica

Secondo Servio, il nome del quartiere deriva dal fatto che alcuni edifici posti in prossimità del tempio di Tellure avevano i tetti che rappresentavano le carene (carinae) delle navi[1].

DescrizioneModifica

Il quartiere includeva il Fagutal, la parte nordoccidentale dell'Oppio[2][3].

Le Carinae si estendevano tra la Velia e il Clivus Pullius. Da esse, la visuale si spingeva attraverso la Palus Ceroliae fino all'Aventino.

Il quartiere era attraversato anche dal Murus Terreus[4].

Floro scrisse delle Carinae che erano "la più famosa parte della città" (celeberrima pars urbis)[5].

Possedettero dimore in questo quartiere Marco Tullio Cicerone[6] e Gneo Pompeo Magno, la cui casa in seguito fu di proprietà di Marco Antonio e poi del demanio imperiale (in particolare Tiberio vi abitò per qualche tempo).

NoteModifica

  1. ^ Servio, ad Aen., 8.361.
  2. ^ Thomas Henry Dyer, Ancient Rome: With a map of ancient Rome and numerous illustrations, Walton and Maberly, 1864, pp. 105–.
  3. ^ Filippo Coarelli, Rome and Environs: An Archaeological Guide, University of California Press, 10 maggio 2014, pp. 555–, ISBN 978-0-520-95780-0.
  4. ^ Varrone, De lingua latina, 5.48.
  5. ^ Floro, Epitomae, 2.18.4.
  6. ^ Cicerone, Ad Quintum fratrem, III, 1, 14
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