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BiografiaModifica

Ottenne l'importante incarico alla morte di Leonardo Bruni, col quale condivide l'onore di un monumento in Santa Croce. Alla morte del padre Gregorio (1444) commissionò a Filippo Lippi la pala Incoronazione della Vergine (detta Incoronazione Marsuppini, ora alla Pinacoteca Vaticana a Roma) per il convento degli Olivetani ad Arezzo.

Tra le sue opere una traduzione latina della Batracomiomachia e una di brani dell'Iliade; e alcuni carmi latini.

Due figli di Carlo Marsuppini, Cristoforo e Carlo junior, appaiono come personaggi nel Commentarium in Convivium Platonis de Amore ("Commentario al Simposio di Platone") di Marsilio Ficino.

NoteModifica

  1. ^ Paolo Viti nel volume 71 del Dizionario Biografico degli Italiani, anno 2008 (riferimenti in Bibliografia) scrive: "Nacque forse nel 1398 ad Arezzo, la città del padre, Gregorio di Domenico di Minuccio, o a Genova, la città della madre, il cui nome non è noto".

BibliografiaModifica

  • Remigio Sabbadini, «MARSUPPINI, Carlo», la voce nella Enciclopedia Italiana, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1934.
  • Paolo Viti, «MARSUPPINI, Carlo», in Dizionario Biografico degli Italiani, Volume 71, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2008.

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