Carme XXXI

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1leftarrow blue.svgVoce principale: Liber (Catullo).

Il carme XXXI è il trentunesimo carme del Liber catulliano. Il carme 31 appartiene alla prima parte del Liber, le Nugae. Nel breve componimento Catullo racconta del ritorno nel 56 a.C.[1] nella nativa Sirmione, da cui i titoli solitamente attribuiti quali A Sirmione o Ritorno a Sirmione. Catullo aveva infatti intrapreso un viaggio in Tinia e in Bitinia con il patrono Gaio Memmio[1] in quanto tali viaggi erano spesso occasione per arricchirsi[2].

TestoModifica

Il testo in trimetri giambici.[1]

(LA)

«Paene insularum, Sirmio, insularumque
Ocelle, quascumque in liquentibus stagnis
Marique uasto fert uterque Neptunus,
Quam te libenter quamque laetus inuiso,
Vix mi ipse credens Thyniam atque Bithynos
Liquisse campos et uidere te in tuto!
O quid solutis est beatius curis,
Cum mens onus reponit, ac peregrino
Labore fessi uenimus larem ad nostrum
Desideratoque acquiscimus lecto?
Hoc est quod unum est pro laboribus tantis.
Salue, o uenusta Sirmio, atque ero gaude;
Gaudete, uosque, o Lydiae lacus undae;
Ridete, quidquid est domi cachinnorum.»

(IT)

«Sirmione, perla delle penisole e delle isole,
di tutte quante, sulla distesa di un lago trasparente o del mare
senza confini, offre il Nettuno delle acque dolci e delle salate,
con quale piacere, con quale gioia torno a rivederti;
a stento mi persuado d'avere lasciato la Tinia e le contrade di Bitinia,
e di poterti guardare in tutta pace.
Ma c'è cosa più felice dell'essersi liberato dagli affanni,
quando la mente depone il fardello e stanchi
di un viaggio in straniere regioni siamo tornati al nostro focolare
e ci stendiamo nel letto desiderato?
Questa, in cambio di tante fatiche, è l'unica soddisfazione.
Salve, amabile Sirmione, festeggia il padrone,
e voi, onde del lago di Lidia, festeggiatelo:
voglio da voi uno scroscio di risate, di tutte le risate che avete.»

NoteModifica

  1. ^ a b c O. Bellavita, M. Gori, L. Lehnus, Thesaurus latinitatis, vol.1, G. Principato, Milano, 2011, pag. 230
  2. ^ Gaio Valerio Catullo, I canti, BUR Rizzoli classici greci e latini, Milano, 2016, note a cura di Alfonso Traina, pag. 93 nota 2