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Casino Reale
Localizzazione
StatoItalia Italia
LocalitàMilano
Indirizzovia Filodrammatici, 1
Coordinate45°28′02.7″N 9°11′20.26″E / 45.467417°N 9.188961°E45.467417; 9.188961Coordinate: 45°28′02.7″N 9°11′20.26″E / 45.467417°N 9.188961°E45.467417; 9.188961
Informazioni generali
CondizioniIn uso
CostruzioneXVIII secolo
Demolizione1943, 2002
Ricostruzione1946, 2004
Stileneoclassico
Realizzazione
ArchitettoGiuseppe Piermarini, Giacomo Tazzini, Mario Botta
ProprietarioFondazione Teatro alla Scala

Il Casino Reale è un edificio di Milano situato di fianco al Teatro alla Scala, alle spalle del Casino Ricordi (già della Nobile Associazione).

Costruito, su progetto di Giuseppe Piermarini,[1] per ospitare la famiglia arciducale durante le serate di spettacolo, era sede di ricevimenti e balli privati. L'appartamento era collegato con il palco cosiddetto "dell'arciduca",[2] creato unendo i due palchi di secondo ordine adiacenti al proscenio, storicamente utilizzato dalla famiglia dei governanti di Milano.

Nel 1841 fu affidato a Giacomo Tazzini l'incarico di ricostruire completamente il "Casino di S[ua] A[ltezza] R[eale]". Il progetto prevedeva un ampio atrio quadrato che conduceva ad una scalinata monumentale a tre rampe ed un prospetto, analogo a quello da lui ideato alcuni anni prima per il Casino della Nobile Associazione, caratterizzato da un lungo monumentale fronte a portici che doveva unire il Casino Reale a quello dei Nobili ed all'edificio della scuola di ballo. Le pratiche di assegnazione dell'appalto si protrassero però fino al 1847, anno in cui fu appaltata solo una parte del lavoro, la sezione corrispondente a Casino Reale vero e proprio, e cioè le prime cinque arcate delle dodici che avrebbero dovuto aggiungersi a quelle del Casino della Nobile Associazione. I lavori sarebbero dovuti cominciare nel marzo dell'anno successivo, ma i moti del 1848 causarono la sospensione ed infine l'abbandono del progetto. Il fronte porticato, completamento ideale delle cinque arcate del Casino dei Nobili edificate nel 1830-31, sarà comunque realizzato seguendo i disegni del Tazzini nel secondo dopoguerra.[3]

Con il passare degli anni i locali di servizio del retropalco si rivelarono insufficienti. Il Casino cambiò così gradualmente destinazione, fondendosi con i locali dell'antica scuola di ballo e diventando non solo struttura servente agli artisti, ma anche quartier generale dell'amministrazione scaligera.

Nel secondo dopoguerra, in occasione della ricostruzione del teatro a seguito dei danni causati dal bombardamento della notte tra il 15 ed il 16 agosto 1943, su progetto di Piero Portaluppi e Marcello Zavelani Rossi, fu ricavato, nell'area un tempo occupata dalla sede della scuola di ballo, ma ormai inscindibilmente unita all'antico Casino, un teatro minore, la Piccola Scala. Il palcoscenico si trovava accanto a quello del teatro principale, in modo che, eliminando tutti i fondali, da una sala si poteva vedere l'altra. La sala, capiente circa seicento persone, fu dedicata al repertorio più antico, e in generale a tutte quelle opere che richiedevano meno spazio e impegnavano un organico ridotto.[4]

Smantellata la Piccola Scala per far spazio al nuovo palcoscenico del teatro maggiore,[5] in occasione dei lavori degli anni duemila il Casino Reale è stato al centro di un radicale intervento di ricostruzione. Mentre il prospetto su via Filodrammatici è rimasto invariato, gli ambienti interni sono stati ricostruiti dalle fondamenta e ridisegnati per essere maggiormente funzionali alla Sovrintendenza ed alla direzione artistica del teatro, che quivi trovano oggi sede. Sopra ai tetti dell'edificio, le cui coperture a falde sono state uniformate, si staglia la nuova torre ellittica ideata dall'architetto Mario Botta. In luogo dei due angusti cortili è stato aperto un unico spazio, parallelo a via Filodrammatici, su cui domina lo sbalzo del corpo ellittico che si eleva cinque piani più in alto. Un'unica apertura verticale si apre sotto lo sbalzo, dando luce agli sbarchi delle scale e degli ascensori che disimpegnano ai piani bassi gli uffici agli spogliatoi degli artisti e del personale.[6]

Sala GiallaModifica

Il vasto ambiente situato nel Casino Reale è uno dei luoghi di rappresentanza e di lavoro del teatro (qui si tengono conferenze stampa, audizioni e riunioni). Prende il nome dalla tappezzeria e degli arredi storici color oro. In seguito ai lavori di restauro degli anni duemila, la vecchia tappezzeria è stata sostituita da pannelli di pelle architettonica tridimensionale della medesima tinta incorniciate da modanature di legno verniciate d'oro.[7]

NoteModifica

  1. ^ Una riproduzione della Pianta del complesso del Teatro alla Scala, con gli edifici annessi del Piermarini è riprodotta in Carla Di Francesco (a cura di), Il Teatro alla Scala, La magnifica fabbrica, Milano, Electa, 2005, p. 31.
  2. ^ lombardiabeniculturali.it
  3. ^ Carla Di Francesco (a cura di), Il Teatro alla Scala, La magnifica fabbrica, Milano, Electa, 2005, p. 35.
  4. ^ The New Grove Dictionary of Opera, voce Piccola Scala.
  5. ^ cultura.regione.lombardia.it Archiviato il 23 settembre 2015 in Internet Archive.
  6. ^ Emilio Pizzi, Mario Botta: il progetto architettonico esecutivo, in Enrico Lonati, p. 139.
  7. ^ Matteo Vercelloni, Dentro la Scala[collegamento interrotto], Interni online.

BibliografiaModifica

  • Enrico Lonati, 'La nuova Scala: il cantiere, il restauro e l'architettura, Venezia, Marsilio, 2004, ISBN 88-317-8612-1.
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