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Cassina
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StatoItalia Italia
Forma societariaSocietà per azioni
Fondazione1927 a Meda
Fondata daCesare e Umberto Cassina
GruppoPoltrona Frau (Haworth Inc.)
SettoreArredamento
NoteCompasso d'Oro Premio Compasso d'oro nel 1954

Compasso d'Oro Premio Compasso d'oro nel 1970

Compasso d'Oro Premio Compasso d'oro nel 1991
Sito web

La Cassina SpA è un'azienda italiana fondata a Meda nel 1927 dai fratelli Cesare e Umberto Cassina, operante nel settore dell'arredamento contemporaneo.

I Feltri, poltrona progettata da Gaetano Pesce e prodotta da Cassina dal 1987.
la Superleggera di Giò Ponti prodotta da Cassina dal 1957

StoriaModifica

Il passaggio dal laboratorio all'industria avviene intorno agli anni '50, quando all'azienda brianzola vengono commissionati arredi per gli interni di grandi navi da crociera. Nel 1952 Cassina produce circa 500 pezzi, per l'arredamento della sala di lettura, la sala da pranzo e la biblioteca del transatlantico Andrea Doria.[1] L'incontro con architetti e progettisti di rilievo è immediato: primo Gio Ponti, la cui collaborazione sarà decisiva per il futuro dell'azienda. La sedia 646, la "leggera" concepita in migliaia di pezzi per ambienti pubblici e ristoranti riscuote successo da far lievitare i fatturati. Nel 1957 non soddisfatto, l'architetto Ponti, in collaborazione con nuovi artigiani messi a disposizione dai Cassina, lavora ad un nuovo modello di sedia di appena 1,66 Kg, la "Superleggera".[1]

Da quel momento in avanti l'azienda, in totale ascesa, si è avvalsa della collaborazione di innumerevoli progettisti da Mario Bellini ad Andrea Branzi, Achille Castiglioni, Vico Magistretti, Alessandro Mendini, Massimo Morozzi, Afra e Tobia Scarpa, Ettore Sottsass, Philippe Stark, Piero Lissoni, Paolo Deganello, Rodolfo Dordoni, Hannes Wettstein, Jorge Pensi, Jehs+Laub, Patrick Jouin e Jean Marie Massaud, altri.

Contemporaneamente ad un'attività di ricerca di tecnologie sempre nuove e stili che potessero influenzare il comportamento e gli stili di vita di oggi, l'azienda attraverso un discorso filologico di riesamina,grazie al lavoro di Filippo Alison ha riscoperto e riprodotto nel tempo anche l'opera di maestri storici come Le Corbusier, Gerrit, Rietvield, Wright fino a Franco Albini.

Nel 1989 la famiglia Cassina cede l'80% del capitale al gruppo francese Strafoy[2] che dieci anni più tardi, nel 1999, venderà ad un altro gruppo francese, Fimalac, quotato alla Borsa di Parigi.[2]

Nel maggio 2005 l'azienda ritorna italiana: è acquisita da gruppo Frau, controllato dal fondo di private equity Charme Investments, in cui uno dei principali azionisti è la famiglia di Luca Cordero di Montezemolo.[3] Tra gli altri soci importanti del fondo Diego Della Valle, Isabella Seragnoli, Nerio Alessandri, Giovanni Punzo.[3]

Nel 2009 l'azienda Cassina chiude il bilancio con 101,240 milioni di euro di fatturato, appena il 14% rispetto al 2008, a causa della crisi dei mercati americani e del Sud America, mentre si è mantenuta sui mercati asiatici crescendo di circa il 18% in Giappone.[1]

Nel febbraio 2014 il gruppo Poltrona Frau è acquisito per 243 milioni di euro dall'americana Haworth, sede a Holland, nel Michigan, leader mondiale nella progettazione e produzione di ambienti di lavoro flessibili e sostenibili.[4][5][6]

Cassina e l'unità d'ItaliaModifica

Nel 2010 Gaetano Pesce ha collaborato con Cassina per realizzare Sessantuna, un'opera composta da sessantuno tavoli che, riuniti insieme, formano la figura del caratteristico stivale, per celebrare i 150 anni dell'Unità d'Italia.[7][8]. Gaetano Pesce aveva già progettato altri prodotti per l'azienda lombarda, fra i quali la poltrona I Feltri o il tavolo Sansone; quest'ultimo è stato usato proprio come modello di partenza per realizzare l'opera Sessantuna.

ShowroomModifica

NoteModifica

  1. ^ a b c Sapere.it, Cassina - Sapere.it, su www.sapere.it. URL consultato il 9 gennaio 2018.
  2. ^ a b Il caso Cassina (PDF), in SDA Bocconi Milano, 2015. URL consultato il 23 gennaio 2019.
  3. ^ a b Frau acquista Cassina, decolla il polo del design, su ricerca.repubblica.it, 24 maggio 2005. URL consultato il 2 dicembre 2018.
  4. ^ Gli americani comprano Poltrona Frau di Moschini e Montezemolo, su ilsecoloxix.it, 5 febbraio 2014. URL consultato il 6 dicembre 2018.
  5. ^ La Haworth compra Poltrona Frau, su lastampa.it, 5 febbraio 2014. URL consultato il 3 settembre 2017.
  6. ^ Poltrona Frau venduta agli americani: Montezemolo incassa 213 milioni di euro, su espresso.repubblica.it, 5 febbraio 2014. URL consultato il 3 settembre 2017.
  7. ^ sessantuna sul sito cassina, su sessantuna.cassina.com. URL consultato l'11 ottobre 2009 (archiviato dall'url originale il 27 maggio 2010).
  8. ^ sessantuna su La Stampa.it, su www3.lastampa.it. URL consultato l'11 ottobre 2009 (archiviato dall'url originale il 4 luglio 2010).

Voci correlateModifica

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Collegamenti esterniModifica

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