Castello di Capraia

Castello nel territorio di Sovicille
Castello di Capraia
SovicilleCastelloCapraia1.jpg
Esterno
Ubicazione
StatoItalia Italia
RegioneToscana
CittàSovicille
Coordinate43°11′15.89″N 11°15′51.52″E / 43.187746°N 11.26431°E43.187746; 11.26431Coordinate: 43°11′15.89″N 11°15′51.52″E / 43.187746°N 11.26431°E43.187746; 11.26431
Informazioni generali
Tipocastello
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Il castello di Capraia è situato nel comune di Sovicille, in provincia di Siena.

Le origini e la famiglia ArdengheschiModifica

Le prime testimonianze del castello risalgono al 1º dicembre 731, quando il castaldo di re Liutprando, Warnefrido, stipulò l'atto di fondazione del monastero di S. Eugenio presso Siena e tra i beni assegnati alla nuova istituzione, figurava anche Capraia nella corte di Orgia.

Il castello di Capraia, di rilevanza strategica, sorse sulla fine del secolo XII ad opera dei conti Ardengheschi, per difendere i loro possessi.

Ciò avvenne trasgredendo ad un editto del Barbarossa del 1158, che proibiva di erigere fortezze nel territorio senese. E quindi i senesi, forti di questo privilegio, ne chiesero la demolizione agli Ardengheschi. Questo è indice della preoccupazione del Comune di Siena di limitare il potere crescente della famiglia, in un'area dove Siena stessa mirava ad espandersi.

Secoli XII - XVIModifica

Dopo la sottomissione a Siena degli Ardengheschi, nel 1202, alcuni documenti ne attestano l'esistenza verso la metà del Duecento. Nel 1275 il castello di Capraia appartenevano agli Incontri, nobile famiglia di Siena e di Volterra, mentre nel 1278 il proprietario risultava essere Andrea Tolomei.

Nei giorni 20 e 21 agosto 1313, il castello resse l'urto delle truppe di Arrigo VII, mentre tutte le vicine localitài furono costrette a cedere. Solo Capraia e Sovicille resistettero.

Nel 1315 il castello fu acquistato dalla famiglia senese dei Petroni. Attraverso poi altri passaggi non noti, Capraia pervenne in mani della famiglia Giunti, che lo possedeva alla metà del Cinquecento, all'epoca cioè della Guerra di Siena.

La guerra di Siena e la distruzioneModifica

Il 20 settembre 1554, mentre Siena era stretta nell'assedio che avrebbe portato alla caduta della Repubblica, questa fortezza tutelava il trasporto di viveri alla città assediata che, ironia della sorte, ne aveva a suo tempo chiesta la distruzione. Allo scopo di stringere ancor più l'assedio, e in ragione di rappresaglie reciproche, il marchese di Marignano, soprannominato il Medichino, comandante dell'esercito mediceo-spagnolo, distaccò un contingente di 4.000 fanti e due cannoni grossi, che mosse verso Capraia, cominciandola a battere con le artiglierie[1]. Visto però che il castello resisteva, mandò le sue truppe all'assalto servendosi di scale e riuscì ad impadronirsene. Una volta entrati, gli imperiali misero a ferro e fuoco tutto e non risparmiarono nessuno. Tutti gli occupanti vennero passati a fil di spada, insieme a Gionta di Guidoccio Giunti e sua moglie, proprietari del castello. Questo fatto cruento, simile al precedente di Ancaiano, convinse tutte le località attaccate successivamente ad arrendersi a patti. Una volta che, tramontata per sempre la Repubblica di Siena e passati i suoi territori sotto la Signoria dei Medici, Capraia terminò la sua funzione difensiva, venne trasformata in una piccola tenuta agricola.

Secolo XVIIIModifica

Come villaggio, assai degradato e malridotto, fu acquistata dalla nobile famiglia Borghesi nel XVIII secolo.

Ancora oggi, all'interno della chiesa di Capraia, è presente la lapide, risalente alla fine del Settecento, della sepoltura di Alessandro Borghesi, sacerdote e patrizio senese.

NoteModifica

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