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DescrizioneModifica

 
Il cranio di un Casuarius casuarius

La loro caratteristica più vistosa è certamente l'"elmetto" che presentano sulla testa glabra. Questa protuberanza serve forse per il riconoscimento specifico o più probabilmente per farsi strada in mezzo alla vegetazione. Altra loro caratteristica, sono le caruncole che gli pendono dal collo, colorate di rosso e blu, secondo un disegno che varia con l'età.
Le piume dei casuari sono filamenti dall'aspetto ruvido simili a peli, nere nei maschi e brune nelle femmine, mentre le ali minuscole terminano con dei calami.
Le grosse zampe sono ricoperte di pelle squamosa e sono dotate di uno sperone simile a quello dei galli che i casuari usano per difendere sé stessi e i loro pulcini, data soprattutto la loro indole marcatamente aggressiva.[2]

BiologiaModifica

La parte principale della dieta dei casuari è costituita da frutta ma comprende anche insetti e piccoli animali.[3][4]

RiproduzioneModifica

Tra luglio e settembre inizia il periodo degli amori: la femmina si accoppia con più maschi deponendo una covata da tre a cinque uova (di color verde pallido con un caratteristico guscio granulare) per ciascuno. Come accade per lo struzzo africano, nei casuari è il maschio che cova le uova e si prende cura dei pulcini (che presentano un piumaggio striato) per i loro primi nove mesi di vita. Il maschio di casuario è un uccello molto protettivo verso i suoi pulcini: esso li difende con il grosso sperone che si trova sulle sue zampe.

Il nido del casuario è posizionato sovente nel sottobosco, ai piedi degli alberi ed è costituito da una bassa depressione, a volte imbottita con poche erbe e foglie cadute.

Distribuzione e habitatModifica

Abitano la parte nord-orientale dell'Australia, le Molucche e la Nuova Guinea.

Popolano le zone più fitte delle foreste pluviali e tropicali standosene nascosti per buona parte della giornata.

TassonomiaModifica

Comprende 3 specie:[1]

NoteModifica

  1. ^ a b (EN) Gill F. and Donsker D. (eds), Family Casuariidae, International Ornithologists’ Union, 2019, IOC World Bird Names (ver 9.2). URL consultato il 5 maggio 2014.
  2. ^ Henry Gee, Do not feed the Cassowary, in Nature, 17 dicembre 1999, DOI:10.1038/news992123-2.
  3. ^ http://parcocappeller.it/portfolio-view/casuario-australiano/
  4. ^ https://www.britannica.com/animal/cassowary

BibliografiaModifica

  • R. Bulmer "Why is the cassowary not a bird? A problem of zoological taxonomy among the Karam of the New Guinea highlands" (1967)
  • B. Reid "Cassowaries as currency" (1982)
  • B. Reid "Food intake and growth rate of Cassowary chicks reared at Mendi, Southern Highland Papua New Guinea" (1987)
  • Donald Tuzin "The Cassowary's Revenge. The Life and Death of Masculinity in a New Guinea Society", Chicago, The University of Chicago Press, (1997)
  • Colin Harrison & Alan Greensmith, Birds Dorling Kindersley 1994, pag 40;
  • Autori vari, The Mitchell Beazley World Atlas of Birds Mitchell Beazley Ltd 1974, pag 182;
  • Paul Barruel, Vie et Moeurs des oiseaux 1956.

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Collegamenti esterniModifica

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