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Chiesa di San Martino (Padula)

edificio religioso di Padula
Chiesa di San Martino
Chiesa San Martino di Padula.jpg
StatoItalia Italia
RegioneCampania Campania
LocalitàPadula
Religionecattolica
TitolareSan Martino di Tours
Diocesi Teggiano-Policastro
Consacrazionefine XIII secolo[1]
Inizio costruzioneXIII secolo
CompletamentoXIII secolo[2]
Tela raffigurante Sant'Antonio, Madonna con Bambino e Santa Caterina.

La chiesa di San Martino è uno dei più antichi edifici religiosi di Padula, in provincia di Salerno.

StoriaModifica

La chiesa è tra i monumenti più importanti di Padula: essa è situata nel cuore del rione del Tuorno (lo Gerone), di cui si ha documentazione nel 1292.[3] Nel 1498 viene annessa alla chiesa matrice di San Michele Arcangelo, come una delle nove parrocchie del paese. Essa conserva ancora oggi le caratteristiche e l'integrità originale.[4]

Architettura e arteModifica

 
Particolare della volta, con affresco di San Martino, Maria Assunta in cielo e Bambino e un abate.

Pianta e strutturaModifica

La pianta dell'edificio è di struttura rettangolare, a navata unica, con un'abside semicircolare, orientata a sud, dietro alla quale è situata l'antica sacrestia. La navata è divisa in tre campate, sostenute da contrafforti e archi a sesto acuto, che reggono la copertura a due spioventi. Le travature sono di carattere quattrocentesco. L'altare è coperto da una struttura in materiale misto, con l'immagine dipinta di San Martino di Tours.[4] Il soffitto è piano, la copertura è inclinata con falde ricoperte da tegole. L'ingresso è più alto rispetto al piano di cinque gradini ed è costituito da un portale in pietra scolpita, risalente al 1750, e incassato a parete.[5]

Caratteri artistici e arrediModifica

Il piccolo presbiterio è circondato da un coro ligneo del cinquecento, con sei stalli, ad opera di artigiani locali, in cui è incassato l'altare maggiore, realizzato nella caratteristica pietra di Padula. Esso era sormontato da un quadro rappresentante la gloria di San Martino.[4]

Un secondo dipinto raffigurava Sant'Antonio, la Madonna col Bambino e Santa Caterina da Siena. Dai documenti delle visite pastorali avvenute per oltre un secolo, dal 1616 al 1797, si informa dell'esistenza di un altare dedicato a Santa Sofia. Sopra l'organo sono situate tre statue «antichissime e logore»:[6] la Vergine Maria e l'Arcangelo Gabriele.[6]

La volta ha tre affreschi: il primo rappresenta San Michele come un guerriero che impugna la spada per debellare Lucifero, cui sotto è raffigurata l'iscrizione latina "Similis ero" (Sarò come Dio).[5] Il secondo affresco, del 1812, raffigura Maria Assunta in cielo con Bambinello, che protende le braccia verso San Martino e un altro diacono (presumibilmente l'abate dell'epoca o il committente del dipinto).[5] Il terzo, anch'esso del 1812, rappresenta San Filippo Neri, attribuito ad artisti locali.[5]

NoteModifica

  1. ^ Circa
  2. ^ circa
  3. ^ Mongelli, Regesto delle pergamene, cit, III, reg. 2531, pag 165.
  4. ^ a b c A. Sacco, La Certosa, libro IX, Cap. XIV, vol III, p. 89.
  5. ^ a b c d Giudice, pp. 91-98.
  6. ^ a b Assa, Intendenza, 3 luglio 1811, b.2475, f.7.

BibliografiaModifica

  • Elia Giudice, Cap. IV: San Michele Arcangelo e le chiese aggregate, in Secoli di storia, di fede e arte nelle chiese di Padula, Stampa editoriale, pp. 91-98.

Collegamenti esterniModifica