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Chiesa San Tommaso di Canterbury
San Tommaso di Canterbury Rome.jpg
Esterno
StatoItalia Italia
RegioneLazio
LocalitàVia di Monserrato, 45 - Roma
ReligioneCristiana cattolica di rito romano
TitolareTommaso Becket
Diocesi Roma
ArchitettoLuigi Poletti
Stile architettoniconeoromanico
Inizio costruzione6 febbraio 1866 (chiesa attuale)
Completamento1888 (chiesa attuale)
Sito webScheda della chiesa sul sito della Diocesi di Roma

Coordinate: 41°53′44.1″N 12°28′12.1″E / 41.895583°N 12.470028°E41.895583; 12.470028

La chiesa di San Tommaso di Canterbury è una chiesa di Roma, nel rione Regola, in via Monserrato all'altezza di piazza Santa Caterina della Rota. È la chiesa del Venerabile Collegio Inglese.

StoriaModifica

Sono almeno tre le chiese che si sono susseguite nel corso dei secoli sul luogo medesimo dell'attuale edificio. La prima chiesa di cui si ha conoscenza è la chiesa della Santissima Trinità degli Scozzesi, che una tradizione non documentata attribuisce alla volontà del re di Mercia Offa nel 630. Essa è attestata, con annessi un monastero e un ospizio per i pellegrini d'Inghilterra, alla fine del XII secolo nel catalogo di Cencio Camerario al nº 56 con il titolo di sancte Trinitati Scottorum. Una bolla di papa Bonifacio VIII del 1299, che ne conferma una precedente di papa Innocenzo IV (1249), attribuisce la chiesa al monastero di San Gregorio al Celio.

L'istituzione dei Giubilei fu accompagnato dall'aumento del numero dei pellegrini d'oltremanica. Questo determinò la nascita di una societas pauperorum Anglorum (divenuta poi confraternita) e l'ampliamento dell'ospizio di via di Monserrato e dell'annessa chiesa, ricostruita nel 1363. Fu in questo periodo che all'antico titolo fu aggiunto quello di san Tommaso Becket, arcivescovo di Canterbury nel XII secolo. L'edificio subì un primo intervento di restauro e ampliamento nel 1450.

A partire da Enrico VII (1485-1509), era al sovrano inglese che spettava il compito di nominare il rettore della chiesa e dell'ospizio; ma dopo lo scisma di Enrico VIII, papa Paolo III avocò alla chiesa di Roma tale diritto, e nel 1538 fu nominato governatore della chiesa e degli annessi edifici il cardinale Reginald Pole.

Nel 1575, su iniziativa del cardinale William Allen, fu intrapresa un'opera di riedificazione della chiesa e dell'antico ospizio. Con una bolla di papa Gregorio XIII del 1º maggio 1579 l'ospizio fu mutato in collegio ecclesiastico per giovani studenti della nazione inglese, l'odierno Venerabile Collegio Inglese, affidato ai Gesuiti. Personalità del mondo anglosassone furono ospiti nel collegio, tra cui Thomas Cromwell, conte di Essex, nel 1514, il cardinale Reginald Pole nel 1534, il poeta John Milton nel 1636. Tra il 1581 ed il 1584 Niccolò Circignani, detto il Pomarancio, affrescò le pareti della biblioteca sopra la chiesa, con le storie di santi e martiri inglesi.

Nello Stato temporale delle chiese di Roma del 1661 l'edificio sacro è così descritto:

«La chiesa è dedicata alla santissima Trinità e a Tommaso Cantuariense. Ha un campanile con tre campane et un orologgio. Ha cinque altari e due seppolture communi, è suffittata e sopra di essa vi è la libraria del Collegio. Ha annessa la cura dell'anime de' scolari et altri domestici che si esercita dal padre Rettore. Ha quattro cortili et in uno vi è un pozzo grande nuovo. Item ha un giardino con spartimento di mortella et diversi albori di merangoli e spalliere di agrumi.»

(Armellini, op. cit.)

Tra il 1680 ed il 1685 il cardinale Thomas Howard fece ristrutturare la chiesa ed il collegio; in questa occasione fu aggiunta la torre dell'orologio di ispirazione borrominiana.

Con l'occupazione francese di Roma, il complesso fu trasformato in caserma. Solo nel 1818 ritornò all'antica destinazione d'uso, ma necessitava di un generale restauro. La chiesa fu oggetto di un radicale intervento di restauro: la prima pietra fu posta il 6 febbraio 1866 ed il nuovo edificio fu riaperto al culto nel 1888. Alla direzione dei lavori si susseguirono tre architetti: Luigi Poletti, Pietro Camporese il Giovane e, dal 1873, Virginio Vespignani; venne demolita l'abside quadrangolare, sostituita da una parete fondale piana, e fu realizzata una nuova facciata su via di Monserrato, in stile neomedioevale.[1] Due pale d'altare delle navate minori - una Immacolata e una Apparizione del Sacro Cuore ad Anna Maria Javouhey - sono state dipinte da Silverio Capparoni.

DescrizioneModifica

ArchitetturaModifica

 
Interno

Su via di Monserrato insiste il muro perimetrale destro della chiesa, diviso in due sezioni da una serie di archetti pensili, realizzato su progetto di Pietro Camporese il Giovane. In esso si aprono: il portale laterale, in stile neoromanico; una trifora; una serie di oculi, che danno luce alla navata destra; e una di finestre, che illuminano il matroneo.

L'interno della chiesa è a tre navate, precedute da un endonartece, e con un matroneo, che corrisponde in parte all'antico locale adibito a biblioteca. Le pareti delle navate e del matroneo sono dipinte con pitture a tempera, realizzate prima del 1888, raffiguranti storie dell'Inghilterra cattolica. Lo stesso soggetto è espresso nelle vetrate degli oculi della navata destra; in 16 clipei sono inoltre raffigurati santi inglesi. Nel matroneo si ripetono le 34 storie dei santi e martiri inglesi del Pomarancio, andate perdute, ma ricordate da incisioni di Giovan Battista Cavalieri (1583).

Nella chiesa sono presenti alcune delle opere che ornavano la precedente chiesa cinquecentesca. Tra questi si ricordano:

  • la pala dell'altare maggiore, raffigurante la Santissima Trinità con angeli e i santi Tommaso di Canterbury e Edmondo re di Durante Alberti (circa 1583);
  • la lapide sepolcrale di John Weddisbury, priore di Worchester (1518);
  • il monumento funebre di Thomas Dereham di Ferdinando Fuga e Filippo Della Valle (1739);
  • il monumento funebre del cardinale Christopher Bainbridge, attribuito a Nicola Martini;
  • nel matroneo, una tela del Cavalier d'Arpino raffigurante San Gregorio Magno; e un altorilievo in stucco raffigurante la Crocifissione di autore ignoto della seconda metà del Seicento.

Nel soffitto della cappella del Sodalizio di Nostra Signora, che si trova nel complesso del collegio inglese, vi è un affresco raffigurante l'Assunzione, attribuito ad Andrea Pozzo (1701).

Organo a canneModifica

Nella chiesa, vi è l'organo da continuo Kenneth Tickel opus 61, costruito nel 2007.

A trasmissione integralmente meccanica, ha un'unica tastiera ed è privo di pedaliera. La sua disposizione fonica è la seguente:

Manual
Stopped Diapason 8'
Flute 4'
Principal 2'

NoteModifica

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica

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Collegamenti esterniModifica