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Chiesa di Sant'Eufemia
StatoItalia Italia
RegioneVeneto Veneto
LocalitàPadova-Stemma.png Padova
ReligioneCristiana cattolica di rito romano
Diocesi Padova
Stile architettonicopaleocristiano
Inizio costruzioneI secolo III secolo IV secolo V secolo
CompletamentoXI secolo
Palazzo Mocenigo Querini
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneVeneto Veneto
LocalitàPadova
IndirizzoVia Sant’ Eufemia, 2 - 35121 Padova
Informazioni generali
CondizioniIn uso
Costruzione1540-1557
Stilepaleocristiano
UsoResidenza femminile ESU "Lina Meneghetti"
Realizzazione
ArchitettoAgostino Righetti
ProprietarioAzienda Regionale per il diritto allo studio universitario

La chiesa di Sant'Eufemia ora Palazzo Mocenigo Querini era un edificio religioso di origine paleocristiana che si affacciava sulla strada (ora via) Sant'Eufemia a Padova. La chiesa rovinò durante il XIV secolo. Sui resti della chiesa nel 1540 Antonio Mocenigo intraprese la costruzione di un grande palazzo, concluso poi dal figlio Lunardo, per il quale è documentata una consulenza tecnica di Andrea Palladio.[1] Della chiesa rimane una parte ipogea ed il campanile, trasformato in torrazzo. Nel palazzo morì Ferdinando, ultimo duca di Mantova e nacque Ippolito Nievo. Oggi è occupato dallo studentato "Lina Meneghetti"

A ricordo della chiesa rimane l'antico toponimo della strada prospiciente chiamata appunto "di Sant'Eufemia".

Storia e descrizioneModifica

Secondo la tradizione il luogo di culto dedicato ad Eufemia martire di Calcedonia, risaliva all'epoca di Prosdocimo primo vescovo di Padova. I ritrovamenti archeologici confermano che la chiesa si principiò sul luogo di un hospitium del III secolo forse già domus nel I secolo (ipotesi mossa da Cesira Gasparotto). Citata nel 1091 non compare nell'elenco delle chiese parrocchiali del 1308. Nel 1440 la chiesa era probabilmente in stato di rudere tanto che l'Ongarello ne notò solo il campanile. La chiesa aveva l'abside orientato a settentrione che comportò il sinuoso andamento della strada. Carlo Frison (1992) ipotizzò una similanza tra l'antico edificio padovano e la primitiva basilica di Santa Croce in Gerusalemme a Roma. Sopra i resti della chiesa Antonio Mocenigo fece costruire nel 1540 un grande palazzo su progetto di Agostino Righetti: questo edificio rispettò i resti della chiesa che vennero inglobati nei piani interrati poi in parte convertiti a cappella, a riverenza del primitivo sacro luogo di cui si conservarono alcune pareti e colonne, ancora visibili. Nel 1557 il figlio di Antonio, Lunardo Mocenigo, fece subentrare nel cantiere Andrea Palladio che lo portò a compimento.

Morì nel palazzo (5 luglio 1708) Ferdinando Carlo di Gonzaga-Nevers ultimo duca di Mantova, poi sepolto nella chiesa di San Francesco Grande.

Nacque nel palazzo il 30 novembre 1831 lo scrittore Ippolito Nievo.

Nel palazzo è ora ospitato lo studentato femminile "Lina Meneghetti".

NoteModifica

  1. ^ Silvia Gorgi, Storie segrete della storia di Padova, Newton Compton Editori, 23 novembre 2017, p. 84, ISBN 978-88-227-1514-2.

Voci correlateModifica