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Chiesa di Sant'Eusebio (Finale Ligure)

edificio religioso di Finale Ligure
Chiesa di Sant'Eusebio
Perti (Finale Ligure)-chiesa sant'eusebio.jpg
Abside della chiesa antica e sullo sfondo l'edificio settecentesco
StatoItalia Italia
RegioneLiguria
LocalitàPerti (Finale Ligure)
ReligioneCristiana cattolica di rito romano
Diocesi Savona-Noli
Stile architettonicoRomanico-Gotico-Barocco
Inizio costruzioneXI secolo
CompletamentoXIII secolo; XVIII secolo

Coordinate: 44°10′58.44″N 8°19′09.48″E / 44.1829°N 8.3193°E44.1829; 8.3193

La chiesa di Sant'Eusebio è un complesso religioso sito in via Perti Alto nella frazione di Perti a Finale Ligure, in provincia di Savona. Esso comprende due edifici religiosi distinti ed è sede della comunità parrocchiale omonima del vicariato di Finale Ligure-Noli della diocesi di Savona-Noli.

Cenni storici e descrizioneModifica

L'edificio più antico è di grande interesse storico e artistico. Risalente al XIII secolo, costruito in blocchi di pietra locale, presenta un campanile a vela (piuttosto inusuale in Liguria) e abside poligonale poggiante su una più antica circolare, che costituisce il profilo visibile esterno della cripta sottostante.

Questa risale all'XI secolo ed è il luogo di culto più antico[1] del territorio del Finale. All'interno sono custodite una copertura di sarcofago dell'alto medioevo e un frammento di un tegolone romano con iscrizione paleocristiana del 362, quest'ultimo la più antica testimonianza della diffusione del Cristianesimo in Liguria.

A fianco dell'antica chiesa sorge l'attuale parrocchiale, a pianta ottagonale, su progetto di Francesco Bagutti. Essa fu edificata a partire dal 1714, utilizzando in gran parte materiale proveniente dalla demolizione del vicino Castel Gavone, ordinata dalla Repubblica di Genova subito dopo l'acquisto del marchesato di Finale (1713).[2]

NoteModifica

  1. ^ Fonte dal sito del Comune di Finale Ligure Archiviato l'11 maggio 2006 in Internet Archive.. Questa affermazione non considera la chiesa di Sant'Antonino, abbandonata da molti secoli, ma coeva se non più antica di Sant'Eusebio.
  2. ^ L'ampiezza di questo recupero di materiale pregiato (pietre piccate, centomila mattoni, inferriate e serramenti) è documentata in Ezio Ivaldi, Alberto Peano Cavasola; Bina Pizzuti; Franco Ripamonti, Ipotesi su Castel Govone. Indagini, documenti e proposte sul possibile aspetto della dimora carrettesca, Finale Ligure, Centro Storico del Finale, 2002.

Voci correlateModifica

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