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Chiesa di Sant'Urbano Papa
Chiesa di Sant'Urbano, Preganziol.jpg
StatoItalia Italia
Divisione 1Veneto Veneto
LocalitàPreganziol
ReligioneCattolica
TitolareSant'Urbano Papa
Diocesi Treviso
Inizio costruzione1778

La chiesa di Sant'Urbano Papa è la chiesa principale della città di Preganziol. La Parrocchia attualmente supera i 5000 abitanti e fa parte del vicariato di Mogliano Veneto nella Diocesi di Treviso.

Indice

StoriaModifica

La vecchia chiesaModifica

Le prime notizie risalgono al periodo in cui la zona di Preganziol era cappella della pieve di San Giovanni del Battistero di Treviso la quale chiesa si ritiene fosse ubicata nell'area dell'attuale chiesa.

Fino al 1146 la cappella dipendeva dal vescovo, ma lo stesso in seguito la donò ai canonici del capitolo della cattedrale.

Il titolo della chiesa era "Santa Maria" di cui si può leggere in alcune bolle.

La Madonna è rappresentata nella pala dell'altare maggiore con il Bambino Gesù e sant'Urbano che diventò contitolare nel 1334, come è testimoniato per la prima volta nel "Quaderno delle Decime", dove fra le chiese soggette alla pieve del duomo, entra nell'elenco la cappella di Sant'Urbano di Preganziol, retta dal prete Bellebono.

Il suo successore era prete Adamo, rimasto in carica fino al 1348.

Ma perché scegliere come patrono sant'Urbano?

Sant'Urbano aveva emanato saggi decreti per salvaguardare i beni ecclesiastici visto che sono patrimonio dei poveri e rimedio delle anime colpevoli.

Proprio per questo motivo la comunità religiosa di Preganziol volle dedicare la chiesa a questo santo e dipingerlo con san Giovanni Battista, titolare delle pieve matrice.

La nuova chiesaModifica

Il 25/05/1778, giorno di sant'Urbano, il parroco di Scandolara, don Sante Biscaro, benedisse la prima pietra.

La nuova chiesa fu ultimata nelle parti essenziali di muratura e copertura, venne benedetta ed aperta al culto nel 1782. La nuova chiesa aveva la facciata rivolta ad oriente, quanto quella vecchia ce l'aveva dalla parte opposta, cioè a ponente.

In chiesa si trova una bellissima opera che appartiene a G.B. Canal e rappresenta il martirio di Sant'Urbano, datato al 1792.

Dal 1818 la chiesa è adornata di cinque altari in marmo del secolo XVII, acquistati dalla soppressa chiesa di santa Marta a Venezia, per un costo complessivo di lire 5310.

In chiesa sono presenti 5 pale: quella dell'altar maggiore che rappresenta la B.V. col bambino, Sant'Urbano ed altri santi della scuola del Veronese, poi c'è quella della Madonna della Cintura (attribuita al sunnominato Canal), del Crocifisso (di un autore dell'accademia veneta), della B.V. del Rosario in trono con i santi Domenico, Sebastiano, Rocco ed Eurosia (risalente al 1852 e dipinta da Alessandro Revera di Castelfranco), infine citiamo la pala dei Santi Antonio da Padova e Antonio abate (di autore veneto del secolo XVII).

Nel 1846 fu innalzata la facciata della nuova chiesa a merito del parroco don Angelo Brombale.

Il campanileModifica

Il campanile è considerato parte integrante della chiesa e quindi fa anche parte dei beni della fabbriceria.

Fino al secolo XIV i fedeli erano chiamati dal suono di una piccola campana posta sopra un arco della cappella. Più tardi esisteva una torretta costruita a ridosso del coro con due squillanti campanelle.

Si crede che un fulmine, abbattutosi su questo campaniletto nel 1745 abbia incendiato la torretta e danneggiato la vecchia chiesa.

Comunque è certo che l'attuale campanile è stato eretto contemporaneamente alla chiesa su progetto dell'ing. Brunello.

Addirittura qualche storico sostiene che già nel 1747 la torre fosse ultimata.

Nel medesimo anno furono acquistate le nuove campane e benedette da mons.Francesco Razzolini, vescovo di Santorino, delegato del vescovo diocesano Benedetto De Luca, in quell'epoca assente da Treviso.

Le campane, nel corso di due secoli, sono state più volte rifuse per conservare quella festosa armonia e quel giocondo concerto di cui sono ancora oggi ricche.

Le campaneModifica

  • Campana maggiore: diametro m 1,33, altezza m 1,10, peso quintali 12. Iscrizioni: Fratelli De Poli - fonditori premiati alla esposizione di Roma nel 1870 - A fulgure e tempestate libera nos, Domine. Immagini: Crocifisso, Madonna della Cintura, Santi Urbano, Lorenzo, Rocco, Eurosia, figure geometriche alla bocca della campana, in una nicchia, alte cm 15. Festoni e fregi floreali in altorilievo.
  • Campana media: diametro m 1,17, altezza m 1, peso quintali 9. Iscrizioni: nomi dei fonditori come sopra. Soli deo Honor et gloria. Immagini: Immacolata, Santi Pietro e Paolo, Crocifisso, Madonna, Santi Giovanni Battista, Sebastiano, Giorgio, Antonio. Festoni e ornamentazioni floreali nella bocca e nel corpo della campana.
  • Campana minore: diametro m 1,06, altezza m 0,85, peso quintali 7. Immagini: Crocifisso, Madonna, Santi Giovanni Battista, Sebastiano, Giorgio, Antonio. Festoni e ornamentazioni floreali nella bocca e nel corpo della campana.
  • Campanello: fuso nel 1898 dalla ditta Colbachini di Bassano, diametro m 0,76, altezza m 0,70, peso quintali 3,90. Immagini: Cristo, Madonna, Santi diversi. Festoni ornamentali.

L'organoModifica

Da alcuni documenti risale che il primo organo sia stato costruito dalla Ditta De Lorenzi di Vicenza nel 1860.

Questo organo rimase fino al 1961 quando nell'estate di quell'anno la chiesa parrocchiale insieme all'organo furono seriamente danneggiati dalla caduta di due serbatoi di benzina da un aereo in avaria.

Nel 1962 l'organaro Girotto Silvano di Postioma lo sostituì con uno acquistato dagli eredi Benigno Castelli di Lecco. Per completarlo fu usato del materiale proveniente dalla Ditta Mascioni.

Nel 1977, per esigenze parrocchiali, lo strumento fu ampliato.

Attualmente la "consolle è a registrazione libera e la trasmissione avviene elettricamente tramite del materiale elettrico interamente della Ditta Tamburini di Crema. I Lavori sono stati svolti dal maestro organaro Alessandro Girotto Girotto di Postioma (tv),in quegli anni era attiva una collaborazione con la ditta Tamburini di Crema che forniva i necessari materiali per la lavorazione. Lo strumento di inaugurato con in concerto eseguito dal maestro Sergio De Piero, appena rientrato dall'Australia per ricoprire la cattedra l'organo al conservatorio benedettkmarcello di Venezia, in sostituzione del maestro Sandro DA lla libera.

Voci correlateModifica