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Cimitero monumentale di Oropa

Cimitero monumentale di Oropa
Cimitero monumentale di Oropa camposanto basso.jpg
Il camposanto basso
Tipocivile
Confessione religiosamista
Stato attualein uso
Ubicazione
StatoItalia Italia
CittàBiella
Costruzione
Periodo costruzione1871
Data apertura1877[1]
IngegnereErnesto Camusso
Tombe famoseQuintino Sella, Vittorio Sella, Giovanni Pietro Losana, Riccardo Gualino, Giorgio Aiazzone
Mappa di localizzazione

Coordinate: 45°37′30.65″N 7°58′40.84″E / 45.625181°N 7.978011°E45.625181; 7.978011

Il cimitero monumentale di Oropa è uno storico luogo di sepoltura collocato a breve distanza dall'omonimo santuario mariano. Per l'importanza storica e artistica dei suoi monumenti funebri e la particolare atmosfera del luogo viene definito la piccola Staglieno[2].

StoriaModifica

 
Tomba Serralunga, nel cimitero bosco

Analogamente a vari edifici di culto cattolici anche presso il santuario di Oropa in passato avvenivano sepolture, tanto che ancora oggi il pavimento della Basilica antica è costituito in buona parte dalle lapidi di illustri defunti di Biella e del territorio circostante. Nel XIX secolo questa prassi cadde però in disuso, in particolare per motivi sanitari, e venne quindi ricercata una nuova sistemazione per le salme. Negli anni attorno al 1830 venne realizzato un cimitero sotterraneo nel piazzale del santuario, che però si rivelò dopo pochi anni insufficiente come dimensioni, di difficile manutenzione e malagevole per i visitatori[3]. Venne così designata per un nuovo camposanto un'area situata qualche centinaio di metri a sud-ovest dal santuario, non lontano dal sacro Monte mariano. Il nuovo cimitero monumentale, progettato da Ernesto Camusso, fu costruito a partire dal 1871 e inaugurato nel 1877[1]. Il complesso consisteva inizialmente del solo campo aperto, posto a 1.180 m di altitudine e delimitato a monte da un porticato semicircolare. In seguito il cimitero subì tre ampliamenti[3]: quello del 1888, quello del 1934 (il cui progetto si deve a Quinto Grupallo) e quello del 1967 (progettato da Alessandro Trompetto). La faggeta retrostante, in forte pendenza, venne con il tempo trasformata nel cosiddetto cimitero bosco dalla costruzione di sepolture, spesso monumentali che andarono a formare un vasto emiciclo sino a raggiungere la quota di circa 1.220 m. Gli alberi originariamente presenti furono in parte conservati e raggiunsero con il tempo dimensioni in vari casi molto considerevoli[3]. Il cimitero di Oropa ha recentemente fatto parlare di sè a seguito di una serie di profanazioni di tombe presumibilmente effettuate da sette sataniche[4].

Sepolture e artistiModifica

Tra i molti artisti che operarono nel cimitero possono essere ricordati[5]:

Edoardo Rubino, autore della tomba Maggia; Cesare Biscarra, a cui si deve la tomba della famiglia Bona; Leonardo Bistolfi, che realizzò le tombe Serralunga e Canepa; Odoardo Tabacchi, presente con la tomba Ramella.

Altri importanti artisti che lavorarono alle tombe del cimitero monumentale furono Vittorio Cavalleri, Carmelo Cappello (al quale oggi la città natale di Ragusa ha dedicato un museo), Celestino Fumagalli, Emilio Musso e Giuseppe Sartorio. Non mancano inoltre alcuni dei maggiori artisti biellesi: tra gli architetti è ad esempio attivo il novecentesco Nicola Mosso e tra gli scultori Giuseppe Bottinelli (presente con la scultura bronzea della propria tomba oltre che vari ritratti). Particolarmente imponente e storicamente rilevante è inoltre la tomba di Quintino Sella, costruita in forma di piramide dall'ingegnere Carlo Maggia ispirandosi presumibilmente alla simbologia massonica.[6] Tra le altre personalità di rilievo sepolte ad Oropa si possono ancora citare:

NoteModifica

  1. ^ a b AA.VV., Il Biellese, in Piemonte (non compresa Torino), Touring club italiano, 1976, pp. 500. URL consultato il 30 novembre 2018.
  2. ^ Cimitero monumentale di Oropa, Biellaclub. URL consultato il 30 novembre 2018.
  3. ^ a b c Filippo Ceragioli e Aldo Molino, Il cimitero monumentale di Oropa, in Montagna nascosta. Piemonte. 55 luoghi segreti da scoprire e visitare, edizioni del Capricorno, 2018.
  4. ^ Claudio Del Frate, Setta satanica e messe nere: sequestrato il cimitero di Oropa, in Il Corriere, 20 giugno 2018. URL consultato il 30 novembre 2018.
  5. ^ Silvia Bocchietto, Mario Coda e Carlo Gavazzi, L'altra Oropa, Amministrazione del Santuario di Oropa, 2006.
  6. ^ Gino Saladini, L'uccisore, Rizzoli, 2015, pp. 8. URL consultato il 30 novembre 2018.

Voci correlateModifica

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